
Anche il Popolo delle Libertà potrebbe seguire l’esempio di Pierferdinando Casini, pronto a riformare l’Udc subito dopo le elezioni regionali. Lo scandalo riguardante la Protezione Civile e straripante in aree attigue sarà probabilmente la scusa ufficiale di tale cambiamento.
Secondo quanto sostenuto nei giorni scorsi da La Stampa, Silvio Berlusconi non avrebbe digerito le iniziative che Denis Verdini (coordinatore nazionale del PdL) avrebbe preso sfruttando il suo nome.
Sempre secondo le indiscrezioni riportate dal giornale di Mario Calabresi, in attesa di giudizio, l’uomo sarà allontanato dalla poltrona che occupa. I suoi incarichi saranno affidati, probabilmente, a Sandro Bondi pronto a lasciare il Ministero dei Beni Culturali.
Continua a leggere: Pdl: la rivincita di Sandro Bondi. Silvio Berlusconi allontana Denis Verdini

Qualcosa è successo, o sta accadendo, se la politica internazionale del nostro paese sembra essere un progetto troppo velletario per radicarsi. A poco meno di un giorno dall’attacco iraniano all’ambasciata italiana, si discute sul ruolo dell’Italia in Europa.
Stando a quanto pubblicato dalla Stampa Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, non potrebbe diventare il nuovo Presidente della Banca Europea a causa di un veto, implicito, che molti Capi di Stato avrebbero adottato contro nostro paese.
Pronta subito la smentita del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo il quale la candidatura del funzionario italiano è stata ipotizzata prima del previsto. D’accordo con l’esponente politico anche Silvio Berlusconi che dell’articolo pubblicato da la Stampa ha parlato durante la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa.
Continua a leggere: Bce: l’Europa boicotta la candidatura di Mario Draghi
Luca Barbareschi è quasi un’eccezione all’interno del PdL. Pochi giorni prima del suo debutto su la7 dichiarava infatti a Vanity Fair le sue preoccupazioni sull’operato della maggioranza. Di cui lui fa parte.
A differenza di Gabriella Carlucci, che ha sempre scisso l’attività parlamentare da quella di presentatrice televisiva, l’ideatore di “Barbareschi Sciock” ha deciso furbescamente di fare politica sfruttando il mezzo televisivo.
Non è il primo che lo fa e non sarà neanche l’ultimo. Quello che colpisce sono gli argomenti. All’indomani delle accuse elaborate in rete, secondo le quali il conduttore avrebbe rubato a spinoza.it alcune battute, Luca Barbareschi ha raggirato le polemiche riflettendo pubblicamente del diritto d’autore.
Continua a leggere: Gli utenti di spinoza.it contro Luca Barbareschi
Per capire perché in Italia i giovani non siano un reale investimento sul futuro è sufficiente riflettere sulle dichiarazioni rilasciate da Giorgia Meloni, il cui Ministero dovrebbe occuparsi proprio per queste persone, a La Stampa.
“Visto - ha dichiarato l’esponente politico - che al Senato prima dei 40 anni non si può essere eletti e quindi le generazioni che precedono tale compleanno dono rappresentate imperfettamente. E’ una riforma su cui c’è larga intesa. Deve esserci corrispondenza tra l’età necessaria per eleggere ed essere eletti”.
Alla richiesta, poi, della giornalista di maggiori dettagli sulla proposta Giorgia Meloni ha ipotizzato deputati diciottenni e senatori con soli sette anni in più.
Continua a leggere: Giorgia Meloni: “Deputati diciottenni e senatori a 25 anni”

Tra i temi all’attenzione dei media stranieri questa settimana, il perdurante conflitto tra il presidente del consiglio italiano e la stampa occupa senza dubbio un posto di rilievo.
Ha suscitato particolare clamore un bruciante editoriale dell’Economist, che ha espresso il suo sostegno per la manifestazione nazionale per la libertà di stampa di oggi a Roma, affibbiando al capo del governo paragoni poco lusinghieri:
Sabato 3 ottobre si terrà a Roma una manifestazione per difendere la libertà di stampa - non in una lontana dittatura, ma proprio in Italia. I giornalisti che l’hanno indetta hanno buone ragioni per preoccuparsi. (..) Per quanto riguarda almeno questo aspetto, l’Italia di Berlusconi si sta allontanando dall’Europa occidentale per diventare più simile alle deboli democrazie dell’est. (..) Le ordinanze di Berlusconi sembrano parte di un progetto per spazzare via le ultime enclavi ribelli rimaste nei media italiani
Continua a leggere: Rassegna stampa estera: Berlusconi e la manifestazione per la libertà di stampa

Come già per la rassegna stampa estera della settimana scorsa, anche in questi giorni il nuovo quotidiano di Antonio Padellaro e Marco Travaglio ha suscitato vari commenti sulla stampa internazionale. Ve ne riportiamo alcuni.
Cominciamo dal belga De Standaard, che ha messo in evidenza come quella di lanciare una nuova testata in questo momento di crisi sia una scelta coraggiosa:
Mentre sempre più giornali in tutto il mondo faticano per restare a galla, ci sono però ancora giornalisti che credono in questo mezzo di comunicazione. Come Antonio Padellaro, che oggi senza dubbio vive uno dei giorni più emozionanti della sua carriera. (..) Il nuovo quotidiano non vuole essere un semplice quotidiano, ma è anche la reazione di un gruppo di giornalisti e ‘penne’ italiane, che vogliono testimoniare la loro fede nella forza della libertà di stampa

In edicola, domani, arriva Il Fatto. Quotidiano sul quale noi di polisblog nelle precedenti settimane abbiamo a lungo ragionato. Per completare l’analisi preventiva abbiamo deciso di rintracciare Antonio Padellaro, direttore del giornale, con il quale abbiamo provato a fare un punto su quanto lui e la sua illustre redazione sta lavorando.
Durante la lunga chiacchierata, la cui trascrizione trovate di seguito, abbiamo provato a capire perché ad oggi i giornali migliori siano a destra. Perché quelli, tendenzialmente, di sinistra non abbiamo fatto sapere ai propri lettori che esiste un Fatto. E perché la notizia su Dino Boffo andasse data.
Mario Adinolfi sostiene che, al momento, i quotidiani migliori siano quelli di destra. Anche lei li preferisce a quelli di sinistra?
Io preferisco il giornalismo interessante. Quello fatto bene che da le notizie. Quello brillante. Titoli che si fanno leggere. Tutto ciò che è scontato, noioso e banale non è giornalismo.
Ora, effettivamente a destra c’è un tentativo di rinnovare un po’ certi schemi. Spesso si cade nella volgarità. Nel linguaggio prosaico però credo c’è una vivacità che non si nota nei giornali di sinistra.

Per capire quanto il lancio del Fatto, previsto per dopo domani (mercoledì 23 settembre), possa rappresentare una boccata d’aria pulita, per l’attuale panorama editoriale, non è sufficiente ragionare sulle firme prestigiose che hanno deciso di aderire al progetto.
Per capire le potenzialità del nuovo progetto di Antonio Padellaro è sufficiente sentire il silenzio che attorno si sta creando. Come riportato da Dagospia la coalizione di Repubblica, formata da Ezio Mauro in collaborazione con due ex dipendenti illustri del gruppo Espresso (Concita De Gregorio e Mario Calabresi), non ha dato notizia del lancio del quotidiano.
Eppure, al di là degli argomenti che verranno affrontati e sui quali si deve ragionare sfogliando il giornale, le condizioni per scrivere del Fatto ci sono.
È Repubblica, per i lettori di polisblog, il quotidiano migliore. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha vinto il sondaggio lanciato la scorsa settimana superando il 50% delle preferenze. Il Corriere della Sera è arrivato solo secondo con un misero 17%.
Sul podio, a conferma di quanto sostenuto da Mario Adinolfi (secondo il quale i giornali di destra sono fatti meglio di quelli di sinistra), il Giornale di Vittorio Feltri seguito dal Manifesto. Quinti, a pari merito con il 5% del voti, L’Unità e La Stampa.
A pochi giorni dall’arrivo in edicola del Fatto, il quotidiano diretto da Antonio Padellaro per il quale Barbara Spinelli ha abbandonato la redazione di Mario Calabresi, è interessante osservare come il panorama della stampa italiana stia cambiando. Profondamente.
Continua a leggere: Sondaggio: è Repubblica il quotidiano migliore per i lettori di polisblog

Supponiamo, per un post, che l’attuale Primo Ministro italiano non perda occasione per lamentarsi dei mass media del paese. Supponiamo, sempre per un post, che il conflitto d’interessi in Italia esista meno che in altri stati.
Ok. Ora possiamo ragionare sui cambiamenti del giornalismo in Italia. Per farlo vi propongo di seguito un’analisi che Mario Adinolfi, giornalista nonché sostenitore di Dario Franceschini, ha scritto sul suo blog.
“Leggo – scrive Mario Adinolfi - prima Libero di Repubblica, penso di trovarci notizie più interessanti. Sul Giornale c’è più “pensiero laterale che sull’Unità, il primo va letto perché è sempre centrale nel dibattito, la seconda si può pure trascurare, raramente ci trovi una notizia. Persino leggere Chi qualche volta è più utile rispetto a leggere l’Espresso. Il che, lo capisco da me, è drammatico”.