Nichi Vendola: invenduto. Voto 5- Nichi il Rosso fa lo show su La7 e scandisce: “Contento di essere glottologicamente e semanticamente inseguito e controllato”. Sinistra chiara come il “sole nascente”. Mala tempora.
Silvio Berlusconi: venduto. Voto 3- Nel Pdl “squagliato” c’è chi accusa il Cavaliere: “S’è venduto. Più che alle vicende del partito è impegnato su Mills e sulle frequenze tv”. I topi scappano dalla nave che affonda? Ad maiora.
Michele Santoro ha annunciato il suo nuovo progetto editoriale: un programma tv intitolato “Comizi d’Amore” (un omaggio a Pier Paolo Pasolini). Santoro ha detto che
“dovrebbe partire a fine ottobre e faremo circa 25 puntate. […] Non è stato ancora deciso il giorno della settimana in cui trasmetterlo”, ha poi aggiunto. Santoro ha spiegato che “non c’è alcun accanimento nei confronti di nessuno degli altri protagonisti della scena. Ci piacerebbe andare in onda contro Vespa, ma non mi sembra adatto alla prima serata”. La trasmissione dovrebbe essere realizzata in uno studio a Roma, “anche se abbiamo una fortissima pressione bolognese per farne una sede fissa.”
Le novità non finiscono qui: il programma sarà realizzato grazie al contributo di alcuni imprenditori (come Sandro Parenzo di Telelombardia) e, soprattutto, grazie all’aiuto dei cittadini che crederanno in questa impresa. Insomma, come ricorda Dino Amenduni, Santoro ha lanciato un’operazione di crowfunding, cioè di finanziamento diffuso. Per superare gli ostacoli posti dai vari Masi, Berlusconi, Stella, il giornalista ha deciso di bypassare il circuito televisivo italiano e di lanciare una proposta rischiosa ma molto affascinante: un programma e, magari (aggiungiamo noi), una tv libera dai partiti.
Seguiteci dopo il salto, vi parleremo, tra le altre cose, delle reazioni del Giornale…
Continua a leggere: I "Comizi d'Amore" di Michele Santoro e il sogno di una tv libera dai partiti

Domenica Emma Marcegaglia, presidente Confindustria, è intervenuta a “Che tempo che fa”. A Fabio Fazio, conduttore del programma, ha precisato che l’attuale Governo non sta facendo nulla per il paese. Qui i dettagli.
Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, non ha replicato a Marcegaglia. Il suo silenzio non è stato interrotto da altri rappresentanti della maggioranza. I dubbi leciti della presidente di Confindustria probabilmente sono meno importanti delle vicende private del capo del Governo.
L’attualità testimonia questa tendenza tanto che due dei fatti scelti per il nostro sondaggio quotidiano riguardano proprio gli sviluppi del Rubygate. La notizia di oggi è Silvio Berlusconi su la7, la legge sulle intercettazioni o il nuovo federalismo proposto dai Comuni?
La Brambilla fa grandi battaglie contro l’abbandono dei cani in strada. Il pitbull della libertà, però, non si farebbe mai scaricare: Giorgio Stracquadanio sta aggrappato con i denti al predellino e non lo molla nemmeno un attimo. E’ un quadrupede fedelissimo al padrone. Cav(e) canem
Fini se n’è appena andato dal Pdl e sta per fare il suo partito. Durerà la maggioranza? Cadrà il governo? Se ne farà un altro senza passare per il voto? Su queste opzioni la stessa tenuta dei finiani è a rischio. Anche al loro interno, infatti, ci sono alcuni che spaccherebbero volentieri la faccia ai ‘falchi’ tipo Granata. Suturo e libertà
Il presidente della Camera a Mirabello ha anche ironizzato sull’indole mercantile del Cav: “Non creda Berlusconi che ai parlamentari ‘finiani’ si possa chiedere fedeltà come ai clienti dei suoi vecchi grandi magazzini”. Stand(a) by me
Fini sceglie La7 per la prima intervista dopo oltre un mese. Il tg di Mentana continua così a rosicchiare posizioni alle corazzate governative di Rai1 e Canale5 grazie allo spazio concesso alla fronda finiana contro il Cav. Chicco, dove c’è un Bocchino
L’intervista che Roberto Saviano ha rilasciato a Vanity Fair ha generato, fin da ieri, una serie di polemiche tanto che la Lega Nord, responsabile secondo lo scrittore della crescita della ‘ndrangheta nell’hinterland milanese, ha già fatto sapere di non condividere quanto scritto dal settimanale di Condé Nast.
Roberto Saviano, che ne dica Roberto Castelli (ex Ministro della Giustizia oggi impiegato alle Infrastrutture), ha ragione. Per capirlo è sufficiente soffermarsi sulle notizie delle ultime settimane.
In meno di sette giorni Gad Lerner, sul proprio blog (sul quale aveva anticipato il maxi arresto che a Milano avrebbe consegnato alla giustizia più di 300 malavitosi), ha spiegato per ben due volte perché la Lega Nord è responsabile della crescita della ‘ndrangheta al Nord che come spiegato su 02blog.it rischia di inficiare la realizzazione, già pericolante, di Expo 2015.
Continua a leggere: Vanity Fair. Perché Roberto Saviano ha ragione quando accusa la Lega Nord?

Lo scorso settimana si sono verificati due eventi politici su cui vale la pena riflettere. Come anticipato da noi nelle scorse settimane, Silvio Berlusconi sta tentando di fare entrare Pierferdinando Casini nell’attuale esecutivo.
La trattativa congelata prima del viaggio di lavoro del Presidente del Consiglio in Canada sarebbe stata ripresa, come raccontato da Dagospia, sarebbe stata ripresa dallo stesso leader del Pdl in occasione della cena privata che Bruno Vespa ha dato a casa propria.
Oltre a studiare un’alleanza con l’ex compagno di maggioranza Silvio Berlusconi, commentando lo sciopero dei giornalisti dello scorso venerdì, ha precisato che la libertà di stampa non è assoluta. Queste dichiarazioni opinabili, se valutate in termini assoluti, sono state avvallate in parte dal nuovo direttore del Tg della 7, Enrico Mentana.

Oggi, come anticipato da polisblog.it nei giorni scorsi e raccontato bene dal Post, molti quotidiani non saranno in edicola per protestare contro il disegno di legge proposto dal Ministro Angelino Alfano secondo il quale nel nostro paese è necessario ridurre le possibilità di pubblicazione delle intercettazioni.
Allo sciopero, malgrado la campagna fatta in queste settimana da Repubblica, non hanno aderito tutti i colleghi di Ezio Mauro. Contrari alla posizione presa dal quotidiano del gruppo Espresso si sono detti sia le testate vicine alla maggioranza che quelle pronte a sostenere l’opposizione.
Significativa, di questa spaccatura, è la posizione del direttore della Stampa Mario Calabresi che prima di trasferirsi a Torino collaborava come corrispondente con Repubblica.
Continua a leggere: Legge Bavaglio: speciale sullo sciopero dei giornalisti della Fnsi

A ventiquattro ore dalla protesta che i cittadini dell’Aquila hanno fatto a Roma, di cui ci siamo già occupati qui e qui, vale la pena fare un punto analizzando quanto in rete è stato scritto sull’accaduto.
Chi, in queste ore, ha scritto degli scontri ha posto la propria attenzione su due aspetti specifici della vicenda:le modalità con cui è stata data notizia dal Tg1 di Augusto Minzolini e le reazioni politiche di maggioranza e opposizione alle richieste degli aquilani.
Scrive un utente di AgoraVox Italia:
“Per il Tg1 delle 13,30 del 7 luglio le manganellate della Polizia contro gli aquilani in corteo a Roma non esistono. Niente. Fino alle 13,47. C’è il Lodo Alfano, e le voci dell’emendamento Pd a favore di Napolitano. C’è il vertice tra Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl, c’è l’Europa col Pil crescente e l’Italia ovviamente meglio di tutti. Poi il servizio, come fosse dovuto. Striminzita cronaca, chiusura in bellezza: i manifestanti hanno contestato Bersani”.

Mariastella Gelmini è ritornata a fare politica. Dopo alcuni passaggi sulle pagine della cronaca rosa, ottenuti in seguito alla celebrazione del proprio matrimonio poco prima di diventare madre, il Ministro della Pubblica Istruzione ha rilasciato una serie di dichiarazioni quantomeno opinabili.
Pur di non ammettere che il welfare italiano ha dei seri problemi l’esponente politico, avente a differenza di altri neomamme una situazione economica tale da potersi permettere una tata, ha fatto capire che a lei il privilegio di stare a casa durante la
maternità non è concesso. Anzi.
Rispondendo a queste dichiarazioni, Daria Bignardi scrive per Vanity Fair:
“Io penso che il ministro stia facendo lo stesso errore che fanno moltissime primipare attempate, o meno attempate, e che ho fatto anch’io col primo figlio. Privilegio stare a casa? Credo che il privilegio sia tornare subito al lavoro, semmai. Ma è un finto privilegio”.
Continua a leggere: Maternità: Daria Bignardi risponde a Mariastella Gelmini

Chi nel Partito Democratico ha tutte le carte per emanciparsi dal segretario Pier Luigi Bersani, e dal pseudo Cardinal Richelieu (Massimo D’Alema) con il quale si accompagna lo stesso Bersani, comincia ad essere insofferente per il mancato rinnovamento che tre sconfitte dovrebbero agevolare.
Alla manifestazione di malessere del sindaco di Torino Sergio Chiamparino si aggiunge quella del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti secondo il quale Roma, a causa dei limiti del Partito Democratico, potrebbe essere una roccaforte del centro-destra per i prossimi vent’anni.
“La destra oggi ha più capacità di parlare ai deboli, alle loro paure, alla voglia di non essere infastiditi. Questo – prosegue Nicola Zingaretti - spiega i provvedimenti sui rom, sulle prostitute, sui lavavetri. A noi non piacciono, ma creano un patto, ancorché scellerato, con i cittadini e creano grande consenso.
Continua a leggere: Sondaggio: Nicola Zingaretti è il sostituto di Pier Luigi Bersani?