
Sergio Chiamparino non ha fatto in tempo a lamentarsi pubblicamente della gestione romana del Partito Democratico che Pier Luigi Bersani colpisce ancora rimanendo all’ombra del proprio padre politico: Massimo D’Alema.
L’ex leader politico, dopo essersi reso conto che l’ostracismo adottato contro Nichi Vendola ha in realtà favorito l’esponente politico alla riconferma del posto per il quale si era candidato, si è presentato a Mantova per sostenere il candidato sindaco Fiorenza Brioni attualmente in ballottaggio contro l’avversario politico del Pdl.
“Noi – ha dichiarato l’ex leader politico a margine dell’incontro pubblico – riteniamo necessario cambiare la legge elettorale in modo che venga restituito ai cittadini il potere di scegliersi i parlamentari. Se ci sono delle proposte serie siamo pronti a discutere per ora c’è solo un grande chiacchiericcio e titoli sui giornali, ma la Costituzione è più complicata”.

La cena tra i leader del Pdl e della Lega, organizzata ieri ad Arcore, non è l’unico fatto politico sul quale vale la pena ragionare oggi. A dieci giorni dalle elezioni regionali Sergio Chiamparino, sindaco di Torino in quota Pd nonché presidente dei comuni italiani, da due importanti quotidiani italiani (la Stampa e l’Unità) lancia una sfida al segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani.
“Dopo tre sconfitte consecutive, alle politiche, alle europee e alle regionali – ha dichiarato il primo cittadino di Torino alla Stampa - è evidente che qualcosa non va: Bersani deve rovesciare l’impostazione del partito, “azzerando i ‘caminetti” per togliere potere alle correnti e affidare il Pd a chi ha la credibilità per rappresentarlo sul territorio, come i sindaci e i governatori”.
Sergio Chiamparino, che già in molti vedevano a capo di un ipotetico Pd del Nord, è tra i molti rappresentanti del Pd l’unico a voler affrontare in modo chiaro i problemi del proprio partito che per emanciparsi dall’attuale crisi, tanto quanto il Popolo delle Libertà, deve creare con l’elettorato lo stesso rapporto che ha permesso alla Lega Nord di stare oggi ai posti di comando.
Continua a leggere: Sondaggio: è Sergio Chiamparino il sostituto di Pier Luigi Bersani?

In concomitanza con l’annuncio del ritorno sulle scene di Silvio Berlusconi, avvenuto durante la conferenza stampa nella quale si è poi registrata la pazzia di Rocco Carlomagno, Gad Lerner sul proprio blog ipotizzava la fine (cito testualmente) della censura sul mezzo televisivo per permettere al Presidente del Consiglio di divulgare il proprio verbo.
In attesa di capire se tale messaggio possa ritornare ad essere veicolato anche attraverso la RAI, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso avanzato da Sky e Telecom Italia Media (la7) stabilendo che anche a ridosso degli appuntamenti elettorali possono essere trasmessi degli approfondimenti politici.
Il Tar amministrativo regionale ha invece respinto le richieste avanzate da Federconsumatori contro la Vigilanza RAI che ha cancellato dai palinsesti della televisione pubblica i talk show politici.

Brutto momento per l’informazione italiana. Nelle ultime 48 ore sono state prese una serie di decisioni che fanno di Augusto Minzolini, e del suo modus operandi da occultatore, un esempio da seguire.
La sospensione della puntata, già sponsorizzata nei giorni scorsi, dell’Infedele di Gad Lerner sul riciclaggio è sicuramente l’evento peggiore. Se anche la7 ridimensiona in modo massiccio (al margine della presentazione dei palinsesti 2009/10 era stato cancellato “Crozza Italia”) gli spazi dedicati all’attualità italiana allora è vero che nessun editore garantisce ai giornalisti di fare il proprio lavoro.
Operato su cui però si deve ragionare perché spesso non apprezzato dagli stessi utenti per il quale è stato pensato. Ogni volta che viene trasmessa una puntata di “Presa Diretta” o “Report” molti telespettatori molto chiaramente fanno presente sui vari forum che programmi come questi dovrebbero aver maggior spazio nei palinsesti. Del servizio pubblico, almeno.
Continua a leggere: Par condicio: confermato lo stop dei programmi Rai
Nello stesso anno, il 2006, in cui nasceva youtube su RaiSat una squadra di giovani professionisti, capeggiati da Luca Telese, realizzava il primo numero di Tetris, il programma televisivo che riparte questa sera su la7.
Trattasi evidentemente di una, fortunata, coincidenza che ha permesso al format di poter far notizia anche in momenti diversi della messa in onda. Se non ci fossero stati i siti di video sharing la lite tra Michele Placido e Raffaele Lombardo non avrebbe avuto l’eco che ha poi ottenuto.
Con il tempo il format è cresciuto fino a sfruttare il protagonismo figlio di quel voyeurismo che senza youtube non sarebbe potuto esistere. Con Luca Telese, prima della prima, non abbiamo parlato solo di questo. Tra i vari argomenti toccati la nostra attenzione è andata anche sulla querela che Renata Polverini avrebbe mandato alla redazione del Fatto.
Continua a leggere: Intervista – polisblog incontra Luca Telese prima del ritorno di Tetris
Luca Barbareschi è quasi un’eccezione all’interno del PdL. Pochi giorni prima del suo debutto su la7 dichiarava infatti a Vanity Fair le sue preoccupazioni sull’operato della maggioranza. Di cui lui fa parte.
A differenza di Gabriella Carlucci, che ha sempre scisso l’attività parlamentare da quella di presentatrice televisiva, l’ideatore di “Barbareschi Sciock” ha deciso furbescamente di fare politica sfruttando il mezzo televisivo.
Non è il primo che lo fa e non sarà neanche l’ultimo. Quello che colpisce sono gli argomenti. All’indomani delle accuse elaborate in rete, secondo le quali il conduttore avrebbe rubato a spinoza.it alcune battute, Luca Barbareschi ha raggirato le polemiche riflettendo pubblicamente del diritto d’autore.
Continua a leggere: Gli utenti di spinoza.it contro Luca Barbareschi
Per capire quanto sia importante per la politica italiana il mondo cattolico bisogna, necessariamente, mettere da parte i principi e ragionare sui dati di fatto partendo, ad esempio, dall’Opus Dei.
Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei”. Con lei, oltre a parlare della forza economica che l’organizzazione ha nel nostro paese, abbiamo provato a capire se Roberto Formigoni avesse potuto avere le stesse opportunità correndo da solo. Senza Comunione e Liberazione.
Cos’è l’Opus Dei e di cosa parla il libro che sull’argomento ha scritto?
L’Opus Dei è una prelatura personale che, con questa particolare forma giuridica, ha ottenuto un’autonomia senza precedenti all’interno della Chiesa Cattolica. Per far parte dell’Opus Dei è necessario “essere chiamati” e percorre un piano inclinato che ha come traguardo l’incorporazione giuridica.

Partirà forse il prossimo fine settimana la nuova fase del Partito Democratico. Per capirlo è sufficiente ragionare sulle posizioni che Rosy Bindi, presidente del progetto politico creato da Walter Veltroni, ha sul No Berlusconi Day.
“Se non fossi presidente del Pd – ha dichiarato l’esponente politico - parteciperei al No Berlusconi Day. Il principale partito dell’opposizione non va in piazza a chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.
I partiti politici hanno una funzione diversa che organizzare manifestazioni che chiedono le dimissioni del presidente del consiglio, tant’è vero che la settimana successiva faremo 1000 piazze in Italia nelle quali ci proporremo agli italiani come alternativa a Berlusconi”.
Continua a leggere: No Berlusconi Day: Rosy Bindi non ci sarà

Mai come oggi la televisione non è stato solo un elettrodomestico. Dentro, fuori e attorno sempre più si consumano tutta una serie di situazioni che stanno deteriorando la politica dimostrando che la distanza tra gli amministratori e i cittadini sta drammaticamente crescendo.
Solo nelle ultime 48 ore si sono registrati tre episodi che testimoniano questo cortocircuito. Ad innescarlo, tra gli altri, tale Luciana Pedoto del Partito Democratico che non sapendo (evidentemente) di cosa preoccuparsi ha elaborato un’interrogazione parlamentare affinché nella casa del Grande Fratello vengano vietate le sigarette. Se ne sentiva l’esigenza.
A proposito di bisogno. Una certa piaggeria, o disattenzione, potrebbe costare cara a Claudio Brachino. L’ordine dei giornalisti della Lombardia ha infatti aperto un provvedimento disciplinare contro il giornalista di Mediaset a seguito del servizio relativo al pedinamento del giudice Raimondo Mesiano.
Continua a leggere: Antonello Piroso come Claudio Brachino. Il Grande Fratello è Silvio Berlusconi?

Quanta confusione. Sul Lodo Alfano. Intervistato da Lilli Gruber Luigi De Magistris, europarlamentare dell’Idv e magistrato fino alla consegna (non ancora avvenuta) delle dimissioni, ha proposto l’immunità definitiva per Silvio Berlusconi. Secondo il magistrato il Premier deve essere sconfitto politicamente.
È evidente che l’idea presentata dal delfino di Antonio Di Pietro non altro che una provocazione figlia di un modo di fare politica riconducibile al berlusconismo. E, di conseguenza, ai movimenti dichiaratamente contrari.
Lecito, però chiedersi, se un rappresentante della giustizia possa mischiare anche solo per scherzo due spazi la cui salvaguardia dipende proprio dalla loro autonomia. Dichiarazioni peggiori di quelle di Luigi De Magistris erano state rilasciate da Marina Berlusconi sul Lodo Mondadori.