Lo stabilimento di Termini Imerese terminerà le proprie produzioni per la Fiat a partire dal dicembre 2011 quando, con molto probabilità, l’attuale crisi economica sarà un ricordo per molte delle persone che hanno dovuta gestirla.
L’annuncio è stato dato nel pomeriggio di ieri dall’Amministratore Delegato di Fiat, Sergio Marchionne dopo l’incontro avvenuto a Palazzo Chigi con il Governo e i sindacati ai quali ha dato la propria disponibilità per convertire l’azienda il cui fallimento rappresenta un paradosso tutto italiano.
Dopo esserci soffermati sulle dichiarazioni del Ministro dei Trasporti Altero Matteoli, che a pochi giorni dall’annuncio sui nuovi limiti di velocità ha dovuto fronteggiare un’emergenza neve, proviamo a capire perché la chiusura – di questo si tratta – di Termini Imerese non debba essere accettata dall’attuale Governo.
Alla seconda settimana di programmazione 2009 Report caccia il carico, buttando sul tavolo l’annosa questione delle frequenze audiovisive. Tutti sappiamo come da anni si trascini la vertenza di Europa 7, il canale che avrebbe da tempo diritto di trasmettere nel nostro paese ma per una serie di cavilli burocratici non si è mai visto assegnare la frequenza. Un caso tutto italiano, che Milena Gabanelli ricostruirà in una puntata dal titolo Modulazioni di frequenze, in onda alle 21,30 su Rai3.
L’autore spiega: “Nel 1999 dopo 15 anni di discussioni e 2 leggi che regolano il settore televisivo si arriva finalmente ad una gara per le concessioni delle frequenze. A vincere sono quasi tutte le emittenti nazionali già operanti, alle quali si aggiunge una rete locale, Europa7. Ma le frequenze non sono assegnate, così mentre le altre televisioni continuano a trasmettere sulle frequenze occupate o comprate sul mercato, Europa 7 resta fuori. Comincia una serie di ricorsi al Tar e alla Corte europea che si concludono a dicembre del 2008 con l’assegnazione di un canale analogico. Per ricostruire la storia bisogna partire dalla prima sentenza della Corte Costituzionale che dichiarò la fine del monopolio televisivo della Rai, e aprì la porta al “far west” dei privati. Decreti e leggi sono stati fatti sempre sulla spinta di sentenze delle Corte Costituzionale, che ha rilevato la mancanza in Italia di pluralismo informativo e di possibilità di accesso uguale per tutti.” A ricomporre le tappe ci sono le interviste ai protagonisti, con particolari inediti: da Giuliano Amato a Oscar Mammì, e poi Antonio Maccanico, Salvatore Cardinale, Fedele Confalonieri, e Paolo Romani.
Mentre l’ospite di In 1/2 h oggi sarà l’Onorevole di Forza Italia Denis Verdini (Rai3 ore 14,30), segnaliamo anche l’interessante intervista a Lapo Elkann, l’estroso rampollo di casa Agnelli, ad opera di Fabio Fazio. Il tutto nell’ambito di Che tempo che fa, in onda su Rai3 alle ore 20,10.
Buona visione a tutti.