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Tutti gli articoli con tag le figaro

Rassegna stampa estera: Ru486 autorizzata in Italia nonostante Berlusconi e Vaticano

pubblicato da Giulio Mattioli


Uno degli argomenti più utilizzati in questi anni dai sostenitori dell’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 è stato il fatto che essa sia già da tempo utilizzata nella stragrande maggioranza dei paesi europei ed occidentali. Per questo motivo è interessante vedere come sono state accolte, dalla stampa estera, le notizie degli sviluppi di questi ultimi giorni.

Questa settimana non ci sono state infatti solo le approfondite analisi sul declino del nostro paese di Financial Times e Der Spiegel, ma anche chi, come il Washington Post, ha parlato della pillola più controversa d’Italia:

Sviluppata nei primi anni ’80 in Francia, il Mifepristone o RU-486 è disponibile come farmaco da vendersi su ricetta medica negli Stati Uniti e in quasi tutta l’Unione Europea tranne in alcuni dei paesi più cattolici come il Portogallo, l’Irlanda e finora in Italia.(..) Resta da vedere quanti dottori la prescriveranno dal momento che, secondo un rapporto del Ministero della Salute, circa il 70% dei medici italiani sono “obiettori di coscienza” che rifiutano di praticare aborti nelle loro cliniche o ospedali.

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Berlusconi, popolare in Italia, è il leader meno amato in Europa

pubblicato da Giulio Mattioli


Silvio Berlusconi si vanta spesso di essere uno dei leader più popolari nel proprio paese, a volte, com’è nel suo carattere, esagerando un po’. All’estero, però, è tutta un’altra storia: lo abbiamo notato in passato, e lo conferma ora una recente ricerca realizzata dal quotidiano francese Le Figaro su un campione equipartito di italiani, inglesi, tedeschi e spagnoli.

Dando un occhio ai risultati (in gallery) si scopre infatti che il Cavaliere è il leader la cui immagine è peggiore: ben il 74% dei rispondenti di averne una cattiva opinione. Guida la classifica Angela Merkel, per la quale le percentuali di giudizi negativi e positivi sono quasi invertite. La Cancelliera e Berlusconi sono però paradossalmente accomunati dal fatto di essere gli unici leader a superare l’asticella del 50% nel proprio paese.

Com’è possibile che il Cavaliere, che raggiunge il 51% di popolarità in Italia (comunque ben lontano dall’autoproclamato 75), si fermi solo al 25% nella media dei quattro paesi? E’ presto detto: la percentuale di risposte positive negli altri tre stati oscilla tra il 15 (Spagna e UK) e il 18% (Germania). Si tratta di cifre che sono quasi sempre almeno la metà di quelle degli altri leader europei più disprezzati. Il sondaggio ci dice però cose molto interessanti anche sulla mentalità degli italiani.

Popolarità di Berlusconi e dei principali leader europei: il sondaggio di Le FigaroPopolarità di Berlusconi e dei principali leader europei: il sondaggio di Le Figaro

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Le dimissioni di Veltroni e la crisi del PD viste dalla stampa estera

pubblicato da Giulio Mattioli


Una delle ragioni per cui la stampa straniera fa fatica a capire il fenomeno Berlusconi, e non smette di stupirsene, è legata alla scarsa attenzione che le stesse testate, sensibilissime ad ogni gaffe del Silvio nazionale, dedicano alle notizie legate all’altra metà dello spettro politico italiano: il centrosinistra.

Si tratta di un errore di prospettiva particolarmente grave: non si può infatti capire il perdurante successo del capo del PDL presso l’opinione pubblica se non si considera quanto sia invece screditato - e non da ieri - il principale schieramento politico alternativo.

Molti giornali esteri tuttavia sembrano ignorare volentieri le vicende della sinistra italiana. Prendiamo ad esempio il modo in cui la stampa britannica ha seguito le dimissioni di Walter Veltroni e la crisi del PD: difficile trovare sui principali quotidiani anche un breve reportage.

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Alitalia - Air France: l'opinione della stampa estera

pubblicato da Giulio Mattioli


L’affaire Alitalia potrebbe sembrare tipicamente italiano e provinciale se si guardasse solo al suo svolgimento, ai suoi modi e agli infiniti, italici colpi di scena. Tuttavia si tratta anche di una questione di rilevanza europea, se si considera che il nostro mercato di biglietti aerei è il quarto del continente per dimensioni.

Abbiamo dato perciò un’occhiata alle reazioni dei quotidiani esteri e, come purtroppo spesso accade, i commenti sono ben poco lusinghieri per il nostro paese. In Francia innanzitutto dove, come ci ha raccontato Marco Paganini, Les Echos ha salutato la svendita con un lapidario “Merci Berlusconi!”.

Ma c’è anche Le Monde che, nonostante il maggior understatement che lo contraddistingue, afferma che “i contribuenti - e i consumatori - transalpini (ndr: noi) fanno le spese di quello che era diventato uno psicodramma politico” per poi definire la campagna elettorale anti-Air France di Berlusconi della primavera 2008 come “populista”.

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La Francia scopre di avere una giustizia lenta.. quasi quanto quella italiana

pubblicato da Giulio Mattioli


La stampa francese ha recentemente dato molta attenzione a dati che mostrano come le performances della giustizia d’oltralpe siano tra le peggiori d’Europa. Il particolare più interessante per noi italiani è però il fatto che, regolarmente, il nostro paese viene utilizzato come termine di paragone negativo. Riporta infatti “Le Figaro” che:

La durata di un processo civile di prima istanza in Francia è di 262 giorni. (..) L’Italia con 507 giorni e il Portogallo con 449 vanno tuttavia ancora peggio. Ed è in materia di divorzio contenzioso che i ritardi sono più lunghi: 477 giorni in Francia, ovvero la peggior performance registrata dalla Comissione Europea per l’Efficacia della Giustizia dopo l’Italia (634 giorni)

A voler essere maliziosi, si potrebbe consigliare ai nostri cugini francesi di copiare gli energici provvedimenti presi dal governo Berlusconi, da quando è in carica, per risolvere i problemi della giustizia: uno fra tutti, il Lodo Alfano.

Foto: wallyg, Flickr.

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