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Tutti gli articoli con tag lega nord

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Marco Pannella:donchisciotte. 7+ Il governo va sotto in commissione Giustizia alla Camera. Passa la proposta dei Radicali di estendere anche ai sindaci la visita senza permesso dei detenuti reclusi in un istituto presente del territorio del comune.

Renzo Bossi: zorro. Voto 4- La Lega Nord vuole oscurare Facebook e Twitter in Regione. Diktat del “Trota”: “Al Pirellone niente più Facebook e Twitter”. Ma l’interrogazione leghista al Consiglio regionale non trova risposta: il presidente Boni è “impegnato”.

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Angelino Alfano "scopre" che Bossi non è più alleato del Pdl ... Berlusconi come don Falcuccio?

pubblicato da il passator cortese

E questo sarebbe il segretario intelligente, colto, carismatico che, come disse l’altro giorno Silvio Berlusconi: ”Si mangia tutti gli altri segretari a colazione, a pranzo e a cena?”. Parliamo, evidentemente di Angelino Alfano che in una intervista al settimanale “Chi” afferma testualmente: “”Queste elezioni rappresentano i titoli di coda di un film che sta per chiudersi: Gli elettori ci vedranno senza la Lega al Nord”.

Per Alfano, che domani incontrerà con Casini e Bersani il premier, questo è il “dazio altissimo” che il Pdl ha dovuto pagare per sostenere il governo di Mario Monti: “Abbiamo perso un alleato, sacrificando i nostri interessi per il bene dell’Italia. Certo, il Pd non ha sconquassato un’alleanza. Noi abbiamo lasciato Bossi senza guadagnare l’alleanza con Casini. Speriamo che i cittadini capiscano e ce lo riconoscano”.

Un piccolo particolare, è Bossi che ha lasciato Berlusconi, non viceversa. Quindi, alle prossime amministrative il Pdl correrà senza Lega Nord. Anche secondo Angelino Alfano ormai la spaccatura con il Carroccio è insanabile. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando il “Ghe pensi mi” pronosticava per il suo partito la maggioranza assoluta! Ora, i sondaggi lo danno con l’acqua alla gola, attorno al 20%, poco più: una debacle mai subita da nessun altro partito in Italia in così poco tempo.

Berlusconi e il fido Angelino sono rimasti come Don Falcuccio … Ecco perché stanno così avvinghiati a Monti. Dopo il ko delle urne grideranno in un sol coro che hanno pagato salato il loro alto senso di responsabilità verso lo Stato e verso gli italiani. Taca banda!

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: sfuso. Voto 3- Il Cav sullo “zar” Vladimir Putin: “E’ l’uomo giusto” per guidare la Russia, e a lui non ci sono alternative “coerenti e compiute”. E i brogli elettorali, gli oppositori arrestati e picchiati?

Umberto Bossi: fuso. Voto 3- Il leader della Lega Nord bofonchia sul premier Mario Monti: “Rischia la vita, perché il nord lo farà fuori”. Avvertimento, minaccia, istigazione? 118 o carabinieri per il Senatur?

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Ore 12 - "Barbari", pamphlet del PSI schianta la Lega di Bossi

pubblicato da Massimo Falcioni

altroC’è un … “vademecum” del PSI sui “barbari” della Lega Nord che vale la pena di conoscere. I socialisti, come precisa il segretario Riccardo Nencini, sono “antitetici al secessionismo leghista. Ma il pamphlet spazia a 360° e boccia senza appello il partito di Umberto Bossi, i “barbari” che assediano l’Italia.

Dal libro del Psi, “Barbari”, riportiamo alcuni punti. 1) nell’articolo 1 dello statuto della Lega si legge che “la finalità è il conseguimento dell’indipendenza della Padania”. Nel 2012 questo obiettivo non è realizzato; 2) la Lega ha uno statuto, ma la realtà è che “la Lega Nord è un partito privo di democrazia interna, non svolge congressi ed è in netta contraddizione con l’articolo 49 della Costituzione. Il figlio del fondatore è consigliere regionale lombardo, la scuola della moglie del fondatore è finanziata con denaro dello Stato”; 3) la Lega dice di essere contraria al cumulo degli incarichi: “25 deputati e 14 senatori leghisti hanno il doppio incarico”;

4) la Lega dice di essere fuori dai giochi di potere: “Non meno di 18 esponenti leghisti - si legge nel libro del Psi - sono componenti di enti o banche di interesse nazionale, dalla Rai a Fincantieri”; 5) la Lega dice di essere anti tasse: “Dal 1994 al 2009 la pressione fiscale è aumentata dal 40,3% al 43,2%”; 6) la Lega dice di essere diversa dal Pdl: “Negli ultimi 15 anni la Lega ha votato 37 leggi ad personam”. 7) la Lega ha le mani pulite. “A Vicenza, Verona, Varese, Pavia, Trieste i leghisti sono indagati per vari reati. A Roma l’ex ministro Castelli è stato condannato dalla Corte dei Conti a rimborsare 33mila euro”; 8) la Lega tutela i piccoli risparmiatori. “Il flop della Banca Credieuronord, fondata dalla Lega nel 1998 - si legge nel libro - ha avuto un costo di 20 milioni di euro ed ha coinvolto 3500 soci, che avevano acquistato azioni a 25 euro poi scese ad un valore di 4 euro”;

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Bossi-Di Pietro, "matrimonio" in vista?

pubblicato da Massimo Falcioni

Gli opposti, si sa, sono destinati a incontrarsi. Specie in politica. Fino a poche settimane fa Pdl e Pd si sparavano addosso mentre oggi, pur continuando a guardarsi in cagnesco, votano e sostengono, al pari dell’Udc, il governo Monti.

Questo accade fra i partiti di “maggioranza” in un quadro in movimento anche fra i partiti di opposizione come Lega e Idv. Bossi e Di Pietro sono l’uno opposto dell’altro, ma hanno in comune il fiuto del “contadino”, capaci di fare fruttare un chicco di grano e rivenderlo a peso d’oro.

Il Senatur è andato letteralmente a nozze con il Cavaliere, mollandolo solo quando la dote ricevuta (soldi, governo, media) non controbilanciava più i rischi di una convivenza sempre più sterile e pericolosa anche sul piano elettorale. L’ex Pm, moderato di destra intruppato nella foto di Vasto, è, finito Berlusconi, un pesce fuori dall’acqua.

Entrambi reggono bene la parte del “cane sciolto” che abbaia contro chiunque non gli porta un pezzo di pane (con il companatico). Orbene, il leader del carroccio e quello dell’Idv, pur soffiando entrambi sul fuoco del “tanto peggio tanto meglio” sono sempre più in mezzo al guado e rischiano, specie se Monti riuscirà a sfangarla, di rimanere come … don Falcuccio: nudo e crudo.

La svolta, se confermata una vera rivoluzione, è nell’aria, con tanto di trattative da “carbonari”: Lega Nord e Italia dei Valori insieme alle prossime elezioni politiche. Fantapolitica? Forse.

Ai due “superman” non mancano punti comuni: no a Monti, no a Berlusconi, no a Bersani, no a Casini, no a Napolitano, no all’Italia unita e indivisibile, no alla sinistra, no alla corruzione, no ai partiti democratici.

Alle prossime amministrative la Lega correrà da sola. E forse anche l’Idv. Poi, passato il polverone di maggio, si tratta. Il Senatur pone un unico paletto: l’accettazione del federalismo. Per uno come l’ex Pm, quisquiglie. Se son rose …

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Bersani "spara" sulla Lega ... azzoppata. E quando corteggiava il Senatur?

pubblicato da il passator cortese

E bravo, Pier Luigi! Adesso, con Bossi e Maroni che sfarinano la Lega, ci va giù duro, per spartirsi (con chi?) le spoglie del Carroccio.

Il leder del Pd attacca duramente la Lega nord impegnata domenica prossima in una manifestazione a Milano contro il Governo. “Alla prima parola andare ad alzo zero - è l’invito rivolto dal segretario pidì all’assemblea regionale lombarda del partito - perché ci hanno parcheggiato dopo otto anni sull’orlo di un abisso e per un po’ stiano zitti”.

Secondo Bersani il voto della Camera che ha negato l’arresto del pidiellino Nicola Cosentino: “ha fatto riaffiorare la presenza di vecchie logiche e fatti. Non è vero che l’inciucio tra i populismi berlusconiani e bossiani sia archiviato. Laddove c’è un sottoscala, e anche putrido, è ancora vivo e funzionante”.

Tutto vero. E quando il Pd faceva la corte a Bossi, leader “carismatico e d’intuito”, capace di captare gli umori della base del territorio del Nord, politico un po’ ruvido ma verace e soprattutto “utile idiota” per far saltare Berlusconi?

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Lega Nord da ... teatrino dei pupi: Bossi imbavaglia Maroni

pubblicato da Massimo Falcioni

Merita tornarci sulla Lega Nord, dopo che Umberto Bossi, di fatto, ha proibito a Roberto Maroni di parlare in pubblico… da solo. Il partito (si fa per dire) dei soviet (si fa per dire) del qualunquismo padano si sta squagliando, con il Senatur che mostra la sua vera faccia.

Così commentava “boh 1”, un lettore di Polisblog, il post pubblicato ieri sullo stesso tema da V.: “Bossi, come chiunque nella storia si sia avvicinato a Berlusconi ( … remember fini ) , pagherà con la sua pelle tutte le porcate di cui è stato complice da 15 anni a questa parte. Bossi da uomo celtico, libero, è caduto nelle sabbie mobili berlusconiane. Pensava di mantenere il controllo come i cocainomani quando incominciano a sniffare e se la godono alla grande. Bossi è diventato la sua stessa caricatura. Senza Berlusconi scompare, per ragioni politiche, e molto probabilmente pure economiche e finanziarie. Berlusconi nel suo perfetto stile, lentamente si è impossessato di simbolo, uomini e della cassa di partito. Un ossessionato dal potere non potrà mai avere un reale subalterno, ma solo manichini.
Bossi è il manichino berlusconiano del nord”.

C’è poco da aggiungere. A Radio Padania militanti ed elettori del Carroccio hanno protestato vivacemente per l’avvilente andazzo del loro partito. Il conduttore ha replicato ai contestatori o togliendo la linea o spiegando secco: «Bossi propone un pacchetto con alcune soluzioni. Se le condividete bene, altrimenti votate altri partiti che ce ne sono tanti. Bossi è il segretario federale, punto e basta».

Robe da … “Trota”. Cvd (come volevasi dimostrare).

La Lega Nord torna alla carica - Umberto Bossi contro tutti

pubblicato da Alberto Puliafito

Lega Nord

Ha un sapore quasi amarcord, questa ennesima riproposizione della Lega Nord come forza d’opposizione di quelle che raccolgono i malumori, il voto di protesta, il qualunquismo dell’uomo della strada italiano. Sembra di essere tornati, a dirla tutta, agli esordi del movimento, quando Bossi - per intercettare i malumori dell’italia post-tangentopoli - spiegava alla sua platea ridotta che «la nostra via non poteva che essere quella dell’etnofederalismo, cioè quella unione di più movimenti etnonazionalisti in un unico strumento capace di vincere. L’etnonazionalismo deve costituire un attacco al centralismo dello Stato».

Oggi, dopo 22 anni, Bossi non ha affatto vinto, il federalismo, cavalcato a destra e a manca come panacea di tutti i mali, è un fallimento mai attuato e la Lega Nord, dopo un’altalena di atteggiamenti politici che hanno cavalcato l’onda del momento, ritorna esattamente sui propri cavalli di battaglia.

Prima il nemico erano i comunisti? E adesso Berlusconi - che non è più alleato, per ora - diventa uno che, insieme a Monti, fa quel che gli dice la sinistra. Prima il nemico era Roma ladrona? E adesso Bossi tuona, dal palco del Berghem Frecc: «Noi dobbiamo andare a Milano a confermare che, con le buone o meno buone, Padania sarà: adesso ci siamo rotti le pa…».

Se la prende con tutti: con Monti e con Napolitano («Non sapevo che fosse un terùn»), non si capisce nemmeno quanto possa risultare ancora credibile per la sua base elettorale, ma ci prova. Ritorna a galla come forza d’opposizione, si smarca - di nuovo - da Berlusconi, solleva un enorme polverone per far parlare di sé - un polverone che offusca la vista e che sommerge le critiche ponderate all’esecutivo Monti -, pronto, all’occorrenza, a ritornare con gli alleati di sempre per l’ennesimo riposizionamento. La Lega ha compiuto da poco ventidue anni: la maggiore età, però, non le basta per essere una formazione politica al di là del populismo e della retorica da stadio.

[Foto | Flickr]

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Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Antonio Di Pietro: fritto misto. Voto 4 L’ex Pm leader dell’Idv teme la cancellazione del suo partito personale dal Parlamento: da 25 deputati di inizio legislatura a 21 e altri due con la valigia in mano. Rifugio nel gruppo misto. Idv, partito-tram di carrieristi e trasformisti?

Renzo Bossi: pesce fritto. Voto 4 Il figlio del Senatur rischia di rimanere impigliato nella rete in cui è incappato Alessandro Uggeri, indagato per cocaina, escort, festini e intrallazzi vari. Il faccendiere è stato main sponsor del Trota, portandogli voti e non solo. Dimmi con chi vai …

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Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Susanna Camusso: lottadura. Voto 7+ La segretaria della Cgil spinta dalla base dice “no” alla manovra “Salva Italia”: “E’ squilibrata”. E insiste per il prelievo sulle grandi ricchezze: “Serve la patrimoniale”. Inverno caldo.

Umberto Bossi: celodurismo. Voto 3- I demagoghi leghisti offrono al Senato uno show indecente e vergognoso. La deriva populista e razzista del Carroccio è senza più limiti. Il Senatur torna al cappio e sputacchia su tutto e tutti.

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