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Tutti gli articoli con tag lega

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Luigi Bersani: inciucino. Voto 5- Il segretario del Pd è disponibile a “compromessi” sulla legge elettorale ma le varie anime del partito si dividono sulla nuova “maggioranza politica” con Pdl e Udc. Inciuci di bassa … lega?

Umberto Bossi: ciuchino. Voto 4- Il capo della Lega fa presentare alla Camera una mozione contro il ministro dello Sviluppo Economico Passera per: “Manifesta incapacità”. La svolta data dal Trota. Rivoluzionari o (il)letterati?

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E Bossi ci mette una ... "pezza". Maroni nel bivio ...

pubblicato da Massimo Falcioni

Isolato persino dalla sua base padana Umberto Bossi e i suoi sodali cercano di metterci una pezza sullo strappo con Roberto Maroni.

Si chiede oggi Eugenio Scalfari su Repubblica: “E’ un movimento democratico quello in cui il segretario impedisce con una pubblica deliberazione ad un esponente storico di quel partito di intervenire nel dibattito congressuale? Sembra la Corea del Nord. Ed hanno l’ardire di ridurre il grande Nord italiano alla loro miserabile Padania?”.

Già. Tutto vero. Ma una domanda s’impone. Come è stato possibile che Bossi, triste cantautore bocciato al festival di Castrocaro nel ’61, sia stato in grado, con le sue sortite strampalate ma soprattutto con il voto, di “occupare” il settentrione d’Italia e di governare per anni insieme a Berlusconi l’intero Paese?

Invece di incolpare gli elettori piemontesi, lombardi, veneti ecc. perché i partiti, a cominciare dal Pd e dalla sinistra non hanno mai fatto un’analisi e una autocritica politicamente corretta e credibile?

Ora, questa diatriba può essere liquidata come l’ennesima pagliacciata del Carroccio o, peggio, come una furbata per i gonzi: non è la prima volta che in certi partiti si concordano la composizione e scomposizione di frammenti dello stesso partito per adescare l’elettorato anche in condizioni di posizioni antitetiche. In altre parole mettono capra e cavoli sotto lo stesso cesto e tentano il rilancio individuando il nemico, in questo caso, Monti e Napolitano.

Il giochetto del Senatur è fin troppo scoperto e non ha nulla a che fare con gli interessi del Nord e dell’Italia. E Maroni? Deve scegliere: l’abbraccio (tattico) di Bossi può essergli fatale prolungando l’agonia della Lega, partito che così com’è, è solo uno scrigno per gli affari e il potere di un uomo, della sua famiglia e delle cricche amiche.

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Ore 12 - Bossi batte Maroni: vittoria di Pirro?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroLa divisione della Lega esplosa ieri alla Camera sul voto a Nicola Cosentino non è solo un fatto personale fra Umberto Bossi e Roberto Maroni ma riguarda la prospettiva del Carroccio e le ripercussioni sull’attualità e sul futuro del quadro politico generale.

Maroni è deluso ma rilancia su Facebook: “Non smetto di credere e di lavorare per la Lega che ho contribuito a costruire in oltre 25 anni di attività politica”. Bossi incassa la sua “vittoria di Pirro”. Il Senatur non è più il “dux” assoluto ma tiene duro e decide ancora lui. Maroni ha acquisito autonomia ma non il carisma necessario per la leadership.

Di fatto la Lega vive con grandi difficoltà il passaggio da partito di “governo e di lotta” a quello di partito di opposizione. Il Senatur ha imposto al suo partito la via della contrapposizione tout court al governo Monti ma questa opposizione pregiudiziale e oltranzista ha isolato la Lega anche al nord anche rispetto al suo elettorato di riferimento, incrinando forse irrimediabilmente l’alleanza con il Pdl.

L’ex ministro Maroni rifiuta questa linea cercando di fare uscire dall’angolo il Carroccio e rimettendolo in gioco con una opposizione costruttiva e aperta a vecchie e nuove alleanze, sia sul territorio che a livello nazionale. Bossi gioca tutte le sue carte puntando sul fallimento del governo dei “professori” e preparandosi a raccogliere il voto degli scontenti.

Su questo piano ha però molti avversari: anche Cinque Stelle, Sel e Idv fanno lo stesso gioco con più chances perché, a differenza della Lega, non scontano il gap di anni di governo, cui Bossi sarà chiamato dagli elettori a rispondere. Maroni è certo che saranno Grillo, Vendola e Di Pietro, non Bossi, a rintracciare i voti degli insoddisfatti e che un nuovo abbraccio con Berlusconi potrebbe essere esiziale.

In pochi mesi la Lega si gioca il proprio futuro: il rischio - per lei - è che diventi totalmente marginale dilapidando un “patrimonio” politico e di potere di non poco conto.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Cosentino è salvo. Vendola: “La Lega ha perso la sua virilità”. Maroni…cascanti

Il parlamentare campano la fa franca e ora se la gode, comodo e soddisfatto. Sta bene come un… (Alfonso) Papa

Eppure sembrava esserci la maggioranza per farlo arrestare. Una maggioranza contraria all’idea di persecuzione da parte dei giudici. Poi i bossiani si sono vendicati sui maroniani e la maggioranza si è dissolta. E’ andata in fumus

Monti va a Parigi e poi a Berlino. La Merkel lo ama segretamente, Sarkozy è geloso. La crisi rimane, ma il premier italiano ci metterà del suo per risolverla. Siamo ancora all’inizio, all’aperitivo. Aperol spread

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Ore 12 - Monti, dalla mano felpata agli artigli?

pubblicato da Massimo Falcioni

altro Se dalle ali estreme (Lega, Idv e sinistra post comunista) piovono pietre, non si può negare l’impegno e il rigore di Mario Monti e del suo governo dei professori per ridare credibilità e slancio all’Italia contribuendo nel contempo alla stabilità dell’Euro.

Tuttavia, non solo per i perduranti limiti e per le permanenti contraddizioni della nostra politica, lo sbocco dell’operazione generale resta incerto. Il principale teatro delle operazioni non è nazionale, bensì europeo. E non è del tutto chiaro qual è davvero l’obiettivo della Germania e dei Paesi “forti”.

Il premier Monti promette che non ci saranno altre manovre, cioè altre stangate. Sarà davvero così? I dubbi sono leciti. Nel nuovo trattato della Ue, sarà davvero chiesto all’Italia l’impegno di garantire una riduzione del rapporto fra debito e Pil di 5 punti percentuali l’anno per i prossimi 20 anni?

Avverte Giorgio La Malfa: “Una tale riduzione è insostenibile per un Paese come il nostro con una economia che al massimo cresce del 2/3 per cento l’anno. Ciò comporterebbe una deflazione interminabile”. E travolgente, con una ulteriore spinta alla recessione.

Monti è uno strenuo difensore del trattato di Maastricht e della moneta unica: lo sono altrettanto, al di là delle dichiarazioni, anche gli altri premier, a cominciare dalla Merkel? C’è il rischio di addebitare ai Paesi in crisi, Italia compresa, l’eventualità di una debacle, senza via di ritorno, dell’euro.

Mario Monti è abilissimo nel suo impeccabile aplomb. Forse è giunto il tempo di mostrare ai partner europei gli artigli e “stanare” chi tenta il doppio gioco per far saltare il banco e tornare ai … “bei tempi” del marco. Chi vuole intendere, intenda.

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Cosentino, la Giunta dice sì all'arresto. Schiaffo della Lega al Cav

pubblicato da il passator cortese

La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha approvato la richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Napoli nei confronti del deputato del Pdl Nicola Cosentino. Il coordinatore del Pdl campano è accusato di essere il referente politico del clan dei casalesi.

I sì sono stati 11, i no 10. Il voto, inizialmente previsto per le 14, era poi stato rinviato alle 16. I voti a favore sono stati 11, compresi i due della Lega. I no (Pdl, Pt, Misto e Maurizio Turco dei radicali) sono stati 10. A votare a favore oltre alla Lega anche Pd, Terzo Polo (Fli e Udc) e l’Idv.

Decisivi i voti della Lega, che così ha consumato lo strappo con gli ex alleati del partito di Silvio Berlusconi. “Maroni ha travolto le resistenze di chi non voleva rompere con Berlusconi sul caso Cosentino”, commentano al quartier generale della Lega. Con le pive nel sacco Calderoli, che voleva lasciare libertà di coscienza. Gongola Maroni “Nessun fumus persecutionis da parte dei giudici” che incassa il risultato.

Chissà come l’avrà presa Bossi? E il Cavaliere? La parola definitiva spetta ora all’aula, che deciderà giovedì.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: trainer. Voto 3 Il Cavaliere prepara la sua uscita dal letargo cercando l’accordo strategico con Casini in vista del 2013. Sul tavolo: leadership del nuovo PPE italiano, premiership per Palazzo Chigi, Quirinale. Mai dire mai.

Umberto Bossi: kapò. Voto 3 Il capo del Carroccio compie l’ennesima giravolta e sull’ex sottosegretario Nicola Cosentino la Lega torna forcaiola. Tuona l’ex ministro Maroni: “Deve andare in galera!”. Strategia dello … sgambetto (Anti Cav).

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Mario Monti: aria nuova. Voto 7+ Il premier lanciato in tv sulla fase due: “Non servono altre manovre. Stop alle corporazioni. Spazio a merito e concorrenza. Subito le liberalizzazioni. Ricchezza è un valore, ma se risultato del merito, non di rendita ed evasione”. Primavera anticipata? Se son rose …

Pier Luigi Bersani: linea nuova. Voto 6+ Il leader del Pd si fa sentire su Italia e Ue: “L’Euro va difeso insieme, costi quel che costi. Basta egoismi, Merkel deve cedere”. Quindi lo schiaffo a Umberto Bossi: “La Lega? Le sue sono inaccettabili proteste dopo averci parcheggiato sull’orlo del baratro”.

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Imu, il "parlamento" della Padania deciderà il 28 gennaio ...

pubblicato da il passator cortese

La proposta di alcuni sindaci leghisti veneti di non pagare l’Imu, appoggiata da esponenti di vertice del Carroccio come Maroni e Zaia, è la ennesima conferma della totale irresponsabilità da parte di chi, senza rendersi conto delle difficoltà del Paese, pensa solo a raccattare consensi soffiando sul fuoco dell’esasperazione sociale.

Dice bene il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa: “Almeno su una cosa la Lega è coerente con se stessa: hanno preso in giro gli italiani quando erano al governo, continuano a farlo oggi che sono all’opposizione”.

Interviene anche il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa: ”Hanno già votato contro e quindi non vedo la novità. Ma le leggi quando ci sono devono valere per tutti”. Pare proprio che La Russa non conosca gli ex alleati di ferro. Comunque, bisognerà trattenere il fiato fino al termine del prossimo mese di gennaio.

“Il Parlamento della padania si esprimerà il 28 gennaio sull’ipotesi di mettere in campo la protesta fiscale contro l’applicazione dell’Imu sulla prima casa. Roberto Calderoli dixit. Insomma, la Lega non si smentisce, tanto meno si smentisce l’ex ministro Calderoli: fare le leggi e poi o definirle una porcata o non volerle rispettare. E’ il noto metodo della … “giravolta”.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Il governo tentenna sull’asta delle frequenze tv e la grande maggioranza che lo sostiene si spacca clamorosamente. Vuoi vedere che su un tema in fondo non centrale Monti rischia di cadere e andare a casa. Asta…la vista, amigo

L’esecutivo che doveva liberalizzare tutto si è inceppato, alla fine, proprio sull’apertura ai mercati. Si spera torni alla carica. Ha segnato il Passera

Apprezzamenti di carattere pastorale intorno alla Lega di lotta. Fini rivolto al gruppo del Carroccio in Aula: “Fischiano i pecorai non i deputati”. Vendola: “Ora abbaiano dopo aver belato per anni”. In (o)vino veritas

Si sa, però, che dalle parti di via Bellerio l’animale prediletto non è la pecora, bensì il maiale. Po(r)co di buono

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