L’orgoglio padano cerca di non piegarsi di fronte all’evidenza dei fatti, una bufera che ha sconvolto i vertici del Carroccio, decapitando persino il Senatur, padre-padrone del movimento, e cancellando il Trota, “astro” nascente.
Roberto Maroni, ricevuta ieri sera a Bergamo la mezza investitura della leadership dagli inossidabili celoduristi della base, è andato oggi in Procura a Milano chiarendo che “siamo pronti a costituirci” parte civile.
“C’è la sensazione che qualcuno abbia approfittato della buona fede di Bossi per interessi personali”, ha detto l’ex ministro dell’Interno al termine dei colloqui in procura con il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e del procuratore aggiunto Alfredo Robledo sui conti della Lega. Maroni ha spiegato che la Lega fornirà piena collaborazione ai pm milanesi, che hanno fornito una lista di documenti che i vertici del Carroccio consegneranno ai magistrati milanesi.
“Il versante giudiziario ci interessa poco”, ha aggiunto Maroni, spiegando che dall’inchiesta emergono violazioni al “nostro codice etico, che per noi è anche più importante”.
Bravo, Bobo: Cristo è morto dal freddo. Altro che parte civile, qui si va sul penale, e poi, chi denuncia chi? Replica il web: “si vogliono costituire parte civile! Farebbero bene a costituirsi e null’altro”. Già.
Gli italiani, distratti dalle feste pasquali sotto tono per la crisi, si sono fatti piovere addosso il caos della Lega di Bossi.
Il motivo è semplice, ma non meno grave: nel Belpaese gli scandali della politica sono diventati la norma per cui, paradossalmente, farebbe notizia l’opposto, cioè politici e partiti veri, onesti, dediti al bene comune. In altre parole non ci si sorprende e non ci si preoccupa più di nulla.
Ora, lasciando da parte per un attimo i loschi affari della Bossi family, la commedia all’italiana mette in scena il trio ABC (Alfano, Bersani, Casini), indaffaratissimo a risolvere con qualche telefonata (e relativi messaggini) il nodo della “malapolitica” Made in Italy. Dov’erano negli ultimi anni, Alfano, Bersani, Casini? Chi ha messo in piedi e sostenuto per quasi vent’anni questa seconda Repubblica della “vergogna”?
All’epoca di “mani pulite”, ad ogni tintinnar delle manette (a danno di esponenti del Psi e della Dc) quelli del Pci (ma anche socialisti e democristiani … “onesti”) si fregavano le mani perché nei guai e in gattabuia finivano i … nemici. Finì, come si sa, con la cancellazione dei tre grandi partiti storici.
Adesso, dopo che i buoi da anni fuggono dalle stalle, si cerca di porvi rimedio. Pdl, Pd, Udc cercano qualche deterrente legislativo per eliminare la corruzione. Il Pd, unico partito non padronale, pensa di cavarsela con la pur lodevole scelta dei bilanci certificati. Giusto impegnarsi per una nuova legge elettorale, per ritocchi istituzionali, ridurre i parlamentari ecc.
Ma il nodo vero è un altro: cos’è oggi la politica, cosa sono oggi i partiti. Il nodo di fondo è la democrazia (inesistente o finta) nei partiti, la scelta e la formazione dei gruppi dirigenti, la gestione del potere, il rapporto fra politica e affari, l’occupazione dello Stato (a tutti i livelli, a cominciare dalle cosiddette “partecipate” nei comuni) da parte dei partiti in mano a segreterie inespugnabili e alle loro cricche che decidono tutto. Punto.
Senza partiti non c’è democrazia. Ma con questi partiti c’è una democrazia finta e i cittadini vengono spennati. Cornuti e mazziati?
Che dire. Un tonfo storico per la Lega. E lo scontro tra cerchio magico (ammaccato) e maroniani ora entra nel vivo. Clima teso(riere)
Il gran capo esce dalla porta e gli danno la fantomatica presidenza per farlo rientrare dalla finestra. Sia la porta che la finestra, però, sono state ristrutturate con soldi del partito. Succede un pan-Gemonio
Il problema è che nella Lega vige il culto della personalità del leader. Ma ora i militanti si sentono buggerati. Presi per il culto
E come se non bastassero tutte queste sciagure in rapida sequenza, Emilio Fede dice di voler entrare in politica. E la sua adorata Raffaella? Se la porta dietro? L’az-Zardo finale
Anche stavolta, per il “casino” Lega, vale quanto ripetuto in altre occasioni: l’iter giudiziario deve fare il suo corso e nessuno è penalmente colpevole prima del verdetto definitivo del tribunale.
Ma il verdetto politico è già emesso ed è inequivocabile: condanna il partito personale di Umberto Bossi e i partiti Made in Italy della seconda Repubblica. Non possono sfuggire le differenze fra un partito e l’altro ma la sostanza è una sola: attraverso una legge sui cosiddetti rimborsi elettorali, (vera e propria trovata “truffaldina” -tot euro a voto- per aggirare il referendum del 1993 che bocciò la legge Piccoli del 1974 sul finanziamento pubblico) ai partiti giunge un inesauribile fiume di soldi dei cittadini che pagano le tasse: quasi 2 miliardi e mezzo di euro dal 1994 al 2008!
Con quella montagna di soldi (di tutti gli italiani) i partiti costruiscono e sviluppano i propri imperi, sostituendo gli interessi generali del Paese con quelli personali, di gruppo e correnti. Non bastasse, c’è il rubinetto malavitoso delle tangenti, personali o di partito fa lo stesso, ed il cerchio è chiuso.
E’ questo il cancro che strozza il Paese. C’è ancora qualcuno che crede che questi partiti siano in grado di cambiare e di riformarsi?
Adesso Bossi cade dalle nuvole. Un film già visto. E gli italiani, in fila, pagano il biglietto per assistere allo “spettacolo”. Fino a quando?
La Birmania a una svolta dopo il voto suppletivo grazie a un premio Nobel. L’Italia a una svolta dopo l’avvio dell’indagine sulla Lega grazie a una leadership ignobile. Aung San Suu chiii???
Il Carroccio non ha creato la Padania: in 20 anni si è limitato a partorire il Porcellum. Aung San Suino
Ora i leghisti sembrano bastonati, intontiti come il Milan ieri sera a Barcellona. Messi…all’angolo
E in via Bellerio potrebbe verificarsi quel rompete le righe che sembra quasi automatico qualora Bossi dovesse uscire di scena. Come faranno a coesistere maroniani e “cerchio magico” (ammesso che quest’ultimo non venga spazzato via dalle inchieste)? Si Salvini chi può
Oggi pomeriggio a Via Bellerio Umberto Bossi detterà la linea definitiva sulle “deroghe”. Il Senatur dirà in quali città permettere il ritorno all’asse Lega-Pdl nelle amministrative del 6-7 maggio.
Ci si aggrapperà agli specchi per trovare uno straccio di motivazioni politiche ma è evidente che le scelte saranno dettate esclusivamente da opportunità di potere: allearsi anche con il diavolo, pur di non perdere le poltrone, soprattutto nelle roccaforti del Carroccio.
Sul fronte Pdl, con Silvio Berlusconi latitante, è tutto un fiorire di fronde, con liste civiche che sbocciano ovunque. I boss locali temono l’effetto boomerang in negativo: più lontani si sta da Berlusconi e dal simbolo Pdl meglio è. Sono tanti che, più che sentirsi orfani, mettono su casa per proprio conto, vergognandosi di presentarsi agli elettori con vicini il Cav e con il simbolo del Pdl. Cambiano i tempi!
I Forza Lecco, Forza Verona, Forza Monza si stanno moltiplicando ovunque. Angelino Alfano tenta di metterci una pezza, passando presto dalla carota al bastone. A Verona sospende d’ufficio 14 esponenti forzisti e s’allunga la lista di espulsioni in molte città trasformando il Partito della libertà in partito di stampo staliniano.
La verità è che il Pdl (ma non solo il Pdl) non è più credibile: solo un miracolo potrà salvarlo dalla debacle. Il miracolo, meglio sarebbe dire un “miracolino”, potrebbe anche prendere il nome di lista civica.
Monti va avanti per la sua strada, incurante delle strattonate che a turno gli arrivano dai partiti che lo sostengono in Parlamento, soprattutto Pdl e Pd. Ci ripetiamo nel ribadire la differenza abissale, non solo di stile, fra questo premier (il Prof) e quello precedente (il Cav), fra questo esecutivo (di “tecnici” rinomati) e quello precedente (di politici nominati e inventati).
La barca va a zig zag e il Paese arranca e non si schioda dallo status di recessione. Le uniche riforme vengono fatte sulla pelle dei soliti noti, di chi sta peggio. Comunque, dopo oltre quattro mesi, gli italiani continuano a stringere la cinta ma appoggiano il lavoro di Monti e fanno, con ragione, pollice verso ai partiti. Bene così? No.
Di questo passo gli italiani torneranno a credere nell’uomo della provvidenza, non sapendo che negando il ruolo dei partiti annullano la propria democrazia e la propria libertà. La colpa non è degli italiani ma dei partiti, tutt’ora impegnati ad arrampicarsi sui vetri in dibattiti che niente hanno a che fare con la vita concreta dei cittadini e con la prospettiva del Paese. Tutti i partiti, corruzione a parte, sono in un profondo stato confusionale. Allora?
Il nuovo non arriva con la riverniciatura della targa della bottega. La “manolunga” della finanza internazionale, una vera e propria piovra senza nome né volto ma onnipresente e decisiva per i destini del mondo globalizzato, non si ferma né con Monti né con i governi tecnici e né con partiti “virtuali”, senza cultura storica e senza identità.
Le ideologie sono morte, ma senza radici le piante non nascono. E le radici ideali e politiche, in Italia e in Europa, erano e restano le stesse: socialista, liberale, popolare-democristiana, ambientalista. Occorrono potatura e innesti, uomini nuovi e nuovi progetti. Le fondamenta ci sono.
I cittadini non devono fuggire dalla politica ma intervenire e spingere. Non delegando la loro libertà e il loro futuro a nessun “demiurgo”. Neppure a Mario Monti. Tanto meno ai magnati della finanza internazionale.
Angelino Alfano: mestierante colto. Voto 4- Il segretario del Pdl insiste sul “no” al commissariamento Rai: “C’è una legge vigente, noi siamo contro battaglie legislative al solo fine di mettere le mani sulla Rai”. Il Cav non molla l’osso (con la polpa).
Umberto Bossi: mestierante incolto. Voto 4- Il capo della Lega riapre ad alleanze col Pdl nelle prossime amministrative: “Se ci sono le condizioni per una deroga, la concederò”. Coerenza da… Senatur. Il Trota può sguazzare tranquillo nel suo stagno.
Meno ammortizzatori e più limitati (almeno sul fronte disoccupazione). La riforma targata Fornero sta rosicchiando come uno scoiattolo le tutele dei lavoratori. Cig e Ciop
I poveri insegnanti precari speravano di essere stabilizzati. Invece poi è arrivata la tranvata. E la solita disperazione. Sbatti la testa al Miur-o
Non è un buon momento per i talk show televisivi al femminile. Gli ascolti vanno in picchiata e i nervi sono a fior di pelle. Il naufragio della nave Costa(magna)
Maroni lancia la fase due della Lega. Ma i rapporti interni restano tesi e gli animi si fanno scontrosi. Malmos-Tosi
Bossi in un comizio dal Piemonte: “Meglio soli che male accompagnati”. Porta in faccia ad Alfano…e non da un pinco pallino qualunque, ma dal capo supremo del Carroccio. Rinco pallino
Berlusconi in Russia dall’amico Putin: fanno sport d’ogni genere, festini privati e visitano gli impianti dell’Olimpiade invernale di Sochi 2014. Chissà cosa complottano i due amici dal lifting facile. Sochi d’affari
I poveri McManus e Lamolinara uccisi in Nigeria: la Gran Bretagna fa di testa sua e Monti si incacchia. Un colpo di (Mc)Manus
Allarme dagli agricoltori della Cia: “Il basilico ligure è a rischio per il caro gasolio. Bisogna intervenire subito”. Fate pesto!