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Tutti gli articoli con tag legge 194

Ru486: la battaglia sbagliata dell'asse Cota-Zaia

pubblicato da Luca Landoni


Già ieri ci siamo occupati delle posizioni estremiste assunte dai neo-governatori leghisti di Piemonte e Lombardia in merito all’introduzione della pillola abortiva Ru486. Oggi vediamo di analizzare gli effetti politici di un biglietto da visita che ha suscitato l’entusiasmo dei vertici ecclesiastici, ben rappresentato da monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e cappellano di Montecitorio.

La prima domanda che ci poniamo è perché l’asse Cota-Zaia si sia voluto gettare in una polemica così accesa nella primissima fase del proprio “regno”. Chiaramente i tempi sono casuali, dato che l’introduzione della pillola era prevista comunque per oggi, ma i toni no. I governatori pidiellini per esempio si sono distinti per moderazione, Polverini in testa, e lo stesso ultracattolico Formigoni non si è espresso (fino ad ora) sulla vicenda.

La base leghista non è affatto filoecclesiastica, se la si analizza dal punto di vista statistico. È sì cattolica, in buona parte, ma senza fanatismi. Si può dire che riscopra la propria religiosità solo ed esclusivamente in contrapposizione a quella mussulmana, quando l’Islam cerca di guadagnare terreno in occidente, come per la questione del burqa o della costruzione di nuove moschee. Dunque l’effetto politico delle dichiarazioni suddette va da neutro al totalmente negativo. Qualcuno plaudirà, ma si tratta in buona parte di votanti del grande centro che comunque non si sposteranno mai dalla parte del Carroccio, salvo sparute eccezioni che non compensano le possibili perdite anticlericali.

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Mara Carfagna: tre idee per la famiglia e le donne

pubblicato da V.

Oggi su La Repubblica - versione cartacea però, non ho trovato nulla sul web - c’è una lettera della neo ministra che il mondo ci invidia, Mara Carfagna. In questa lettera a pagina 4 del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, si portano avanti tre proposte, tre idee che dovrebbero far rabbrividire chiunque abbia un minimo afflato di coscienza e abbia ancora voglia di guardarsi allo specchio la mattina. Ha ragione Facci quando sostiene che la Carfagna è incompetente e non doveva essere neanche candidata.

Non è neanche incompetente: è di più. Chiaramente si parla di aborto: si parla di legge 194, è vengono fuori tutti quei distinguo, quei “Ma però” e tutte quelle cialtronate che chiunque lavori nell’ambiente dei consultori smonta in un batter d’occhio. Peccato che l’assistente sociale da noi intervistata, non sia stata eletta.

Ma in fondo è giusto così: sono solo trent’anni che lei lavora in consultorio, non ha fatto neanche un calendario. Le altre proposte della Carfagna? Ve le dico subito…

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Visto da destra - La legge 194, il monito del Papa e il silenzio di Berlusconi

pubblicato da fc

Peccato, che il centrodestra non riesca a trovare una posizione unitaria sul dibattito sollevato dalle dichiarazioni di ieri del Sommo Pontefice che, ricevendo gli esponenti del “Movimento per la vita”, ha additato la legge 194 come “ulteriore ferita nella nostra società già gravata da profonde sofferenze”.

Mara Carfagna a nome del governo, fa capire che il Santo Padre ha ragione (“la cultura della vita effettivamente è stata svilita”) ma la 194 non si tocca (“il problema non è discutere la 194”). A sostegno, quindi, del monito di Benedetto XVI si schiera solo l’ala teocon del Pdl.

Chiedono al premier che aborto e maternità entrino subito nell’agenda politica del Parlamento “poiché – dice Alessandra Mussolini - sono emergenze sociali da affrontare immediatamente”. La politica, insomma “deve assumersi le sue responsabilità” (Lupi) valorizzando la maternità e “ponendo rigorosi vincoli all’eugenetica” (Roccella).

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Aborto, è boom di medici obiettori

pubblicato da fc

Dopo il polverone pre-elettorale sollevato da Giuliano Ferrara (che, contrariamente alla sue più rosee previsioni ha incassato alle politiche solo un misero 0,4%) si ritorna a parlare di aborto. Forse, seriamente.

L’occasione è data dalla relazione inviata oggi dal ministro (uscente) della Salute Livia Turco al Parlamento. Due, i dati particolarmente interessanti.

Il primo riguarda i medici obiettori che, in Italia, hanno raggiunto quota 70% rispetto al 58,7% registrato nel 2003. Un dato, questo, riscontrabile, a grandi linee, in tutta la Penisola: dalla Campania, dove il numero è quasi raddoppiato (da 44,1% a 83%), al Veneto in cui i ginecologi che non effettuano interruzioni di gravidanza sono passati dal 49,7% al 79,1%.

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Aborto: la revisione della 194 non è un tabù

pubblicato da Il Falco

La legge 194/78, quella che ha depenalizzato il reato di aborto (ma depenalizzare un reato non significa renderlo un diritto), sta per compiere trent’anni.

Verrebbe quasi da farle gli auguri, se non fosse per i milioni di bambini che ha impedito nascessero, ma anche volendolo bisognerebbe capire con chi congratularsi per davvero: le madri che hanno ricorso all’”interruzione volontaria della gravidanza” nel 1978 oggi lo rifarebbero? E come si sentono oggi, senza quel figlio che adesso rappresenterebbe piuttosto una risorsa che uno sgradito inconveniente, un regalo inaspettato e brutto del quale liberarsi al più presto? Magari dovremmo fare i complimenti allo “Stato”, che grazie all’aborto libero secondo alcuni è progredito (ah! il progressismo!), ma cosa ne sarebbe del nostro sistema pensionistico, oggi, con un milione e passa di giovani lavoratori in più? E cosa del sistema sanitario nazionale con un milione di interventi chirurgici in meno sul groppone, e una schiera di giovani medici, infermieri, tecnici di laboratorio al suo servizio?

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LEGGE 194/78: parla un' assistente sociale (seconda parte)

pubblicato da marco

Per proseguire il dibattito sulla legge 194 proponiamo ora la seconda parte dell’intervista realizzata con un’assistente sociale che da più di vent’anni segue, in un consultorio familiare dell’hinterland milanese, le donne che intraprendono il percorso di IVG (la prima parte la trovate qui). Viste le polemiche scatenate dalla scelta di non citare il nome dell’intervistato volevamo chiarire che, in quanto operatore di un’ASL, per citarne le generalità e il consultorio di appartenenza avremmo dovuto richiedere l’autorizzazione e far approvare l’intervista da un dirigente dell’ASL stessa. Una perdita di tempo che abbiamo voluto evitare, consapevoli che il nostro rispetto per la verità, prima ancora che la deontologia professionale, sono a garanzia dell’autenticità delle informazioni riportate.

Dai dati emerge che un numero sempre maggiore di donne straniere ricorre all’IVG. Quali sono le problematiche che questo può portare nell’applicazione della legge?

Ovviamente il fenomeno migratorio, che ha influenzato l’Italia negli ultimi anni, ha avuto un effetto molto evidente sulla presenza di donne che fanno ricorso all’IVG, anche se in una percentuale che, per ora, rimane comunque ampiamente minoritaria rispetto a quella delle cittadine italiane. L’aborto è da considerarsi una delle espressioni di massimo disagio nell’esperienza di una donna e, spesso, si accompagna a fenomeni di solitudine, disagio sociale, economico e relazionale.

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LEGGE 194/78 : parla un'assistente sociale (prima parte)

pubblicato da marco

Continua la discussione già sollecitata su questo blog sulla legge 194 e riportata all’attualità dalla scontro Formigoni-Turco causato dal “no” della Regione Lombardia che ha portato alla bocciatura del documento contenente le linee guida per un’applicazione uniforme della legge sul territorio nazionale.

Prima di iniziare però può essere utile precisare alcuni concetti relativi alla correttezza del calcolo dei tassi di abortività in relazione alla popolazione; la definizione usata è quella data dall’ISTAT, dall’ISS e dall’WHO. Inoltre è corretto analizzare il tasso di abortività sulla popolazione perché fornisce un parametro di riferimento sulla diffusione del fenomeno, sbagliato invece sarebbe calcolarlo sulla base del tasso di natalità, in quanto bisogna tener conto che questi due fenomeni non sono tra loro dipendenti.

Ossia un basso tasso di natalità non può essere imputato ad un alto tasso di abortività, semmai quest’ultimo può portare delle riflessioni sul perché determinati aspetti sociali, culturali ed economici abbiamo portato ad un abbassamento del primo. Detto più semplicemente se una donna decide di abortire non si può considerare un limite alla natalità perché, comunque, quella gravidanza non era desiderata quindi il ricorso all’IVG diventa uno strumento non la causa.

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LEGGE 194/78 : aborto libero o conquista di civiltà?

pubblicato da marco

Legge 194: se ne sente sempre parlare, c’è chi scende in piazza per difenderla e c’è chi vorrebbe riformarla; chi la considera una conquista di civiltà e chi invece un abominio. Le discussioni vertono, soprattutto, su due quesiti fondamentali: la legge ha diffuso la pratica dell’aborto, tecnicamente interruzione volontaria di gravidanza (IVG)? Ha raggiunto uno dei suoi obiettivi principali, ovvero la riduzione della piaga degli aborti clandestini? Interroghiamo i dati.

Secondo la relazione annuale del Ministero della Sanità il tasso di abortività grezzo (calcolato secondo le indicazioni ISTAT come IVG X 1000 donne con età compresa tra 15 e 49 anni) relativo all’anno 2006 è pari al 9,4 per mille. Mettendo questo dato a confronto con lo stesso dato del 1982 (anno in cui approssimativamente la legge ha iniziato a funzionare a pieno titolo) notiamo subito un calo non indifferente, infatti, a quell’epoca, il tasso era pari al 17,2 per mille, determinando quindi una riduzione nel giro di quattordici anni del 45,3% del numero di IVG. In conclusione quindi possiamo rispondere alla prima domanda riconoscendo come, senza dubbio, l’introduzione della legge 194 non solo non ha diffuso la pratica dell’aborto ma anzi l’ha considerevolmente ridimensionata.

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