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Il Belpaese di Berlusconi: meno partiti, meno giornali ...

pubblicato da il passator cortese

Chi non sa che Silvio Berlusconi, i suoi affari, li sa fare? Eccome, se li sa fare!

Nell’annus orribilis dell’editoria, solo l’impero mediatico del Cavaliere non perde colpi. Anzi, Mediaset avanza a gonfie vele e fa affari d’oro.

I quotidiani sono strangolati, con gli investimenti pubblicitari che prendono per lo più le strade che portano alle aziende del Premier.

Un esempio? Le grandi aziende legate al Tesoro (Enel, Eni, Poste Spa ecc) stringono la borsa ma pompano sempre più milioni in una unica direzione: Eni ha versato nel 2009 17,8 milioni a Publitalia, l’Enel è passata da 10 milioni a 13, le Poste hanno moltiplicato per sei la quota per la concessionaria del Cav. Nel 2009 ancor meglio (per il Biscione).

Nel 2008 (ultimi dati ufficiali) Mediaset ha ricevuto circa 3 miliardi di euro di pubblicità. Mentre i maggiori 15 inserzionisti hanno aumentato i loro investimenti su Mediaset per 30 milioni, la Rai è rimasta a bocca asciutta e i quotidiani “nemici” stanno subendo un vero tracollo.

La legge Gasparri “copre” le spalle alla fortezza berlusconiana; il potere politico di Berlusconi fa il resto del … miracolo.

Sarà forse per questo che Berlusconi si ostina a dire che la crisi non c’è?

“Giustamente”, così come c’erano troppi partiti, in Italia ci sono anche troppi media: meglio sfoltire. Che c’è di meglio di un partito unico e pochi media al servizio dell’unico padrone? O no?

Speciale legittimo impedimento: visto da destra e visto da sinistra

pubblicato da V.

legittimo impedimento berlusconi

Avevate dubbi? Io, no: così ieri è passato il legittimo impedimento, la norma salvaprocessi per Silvio Berlusconi. Prima cosa: per capire che cosa si intende per legittimo impedimento, leggete il post di Luca che vi spiega tutto a riguardo. Sintetizzando: la norma votata ieri alla Camera prevede che il primo ministro - e i ministri - possano chiedere il rinvio delle udienze cui devono partecipare.

Presentano un certificato, il giudice non può che accettarlo, e schivano il processo: si può fare solo per diciotto mesi. E’ una legge pasticcio - ehi! Ma la priorità non erano le riforme? Della giustizia? Del fisco? - che viene portata avanti prendendo tempo, in attesa di una legge costituzionale, il lodo Alfano bis. Bocciato dalla Corte, tornerà, vedrete se tornerà: già da settimana prossima.

Per prima cosa: oggi, sui quotidiani, a parte quelli direttamente di proprietà del Presidente del Consiglio - Il Giornale - o collegati in maniera più o meno diretta a SB - quindi, Libero - c’è una generale identità di vedute. Il legittimo impedimento è una legge ad personam, punto. Fine: nessuno può dire il contrario. Poi ci sono le sfumature…

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Udienza finale per il caso Europa 7: la Legge Gasparri e Francesco di Stefano

pubblicato da Alessandro T.

Diversi utenti ci segnalano che ieri è stato il giorno dell’udienza finale sul caso Europa 7, ormai nota come “la televisione che non c’è”. Il blogger più “sul pezzo” riguardo a questa notizia non poteva che essere Piero Ricca, il “guastafeste”milanese fondatore di “Qui Milano libera” famoso per essere stato querelato dal neo-Premier Berlusconi dopo avergli semplicemente ricordato di farsi processare…

Tornando a Europa 7, vale la pena ricordare a grandi linee il caso (per chi volesse ripercorrere interamente la vicenda c’è un articolo di Marco Travaglio molto dettagliato). Europa 7 è un’emittente televisiva che appartiene a Francesco Di Stefano e che ha ottenuto la concessione a trasmettere senza mai poterlo fare.

La Corte Costituzionale ha infatti emesso una sentenza dichiarando che l’emittente di Di Stefano ha il diritto di trasmettere su piattaforma analogica terrestre. A scapito di chi, visto che le frequenze per l’analogico terrestre sono già tutte assegnate? A scapito dell’unico soggetto privato che eccede nel tetto limite del 20% delle frequenze: Mediaset.

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