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Tutti gli articoli con tag legge intercettazioni

Alfano, Cosentino e l'appello di Saviano a Sandokan: storia di un misunderstanding

pubblicato da Giulio Mattioli


Il ministro Alfano non ha esitato ad appoggiare la lettera-appello di Roberto Saviano al boss Francesco “Sandokan” Schiavone, in cui lo scrittore napoletano invita il leader dei Casalesi a pentirsi. Ha dichiarato infatti il Ministro della Giustizia:

“L’appello di Roberto Saviano va nella direzione giusta. Lo Stato ha gli strumenti legislativi che favoriscono la collaborazione non ho ancora avuto modo di leggere l’appello dello scrittore, ma tutto quello che va in questa direzione è positivo”

Ecco, probabilmente quando leggerà la lettera pubblicata da Repubblica Alfano si morderà la lingua, se non lo ha già fatto. Saviano infatti non ha risparmiato riferimenti scomodi nella sua lettera - a dispetto di quanti lo chiamano “eroe di carta” o dichiarano che “I veri camorristi sono i suoi lettori“. Penso in particolare a un brano, che vi riporto dopo il salto.

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Il Ddl Alfano sulle intercettazioni nudo e crudo. Ecco cosa prescrive la legge appena passata alla Camera

pubblicato da Luca Landoni

Vediamo di fare un po’ d’ordine sui contenuti del Ddl Alfano in materia di intercettazioni appena passato alla Camera. Ricordiamo che il provvedimento è stato approvato con l’appoggio di almeno 19 franchi tiratori di centrosinistra, visto che i deputati governativi presenti in aula erano 299, mentre i voti favorevoli sono stati 319, cui aggiungere l’astensione dichiarata da Karl Zeller (Svp).

Tutto questo in seguito al voto segreto richiesto dal centrosinistra, che probabilmente sperava di guadagnare qualche voto dalla maggioranza invece del contrario.

Il Ddl in sintesi:

Quando si potrà intercettare. Per tutti i delitti che prevedono pene superiori ai 5 anni di detenzione quando vi siano “evidenti indizi di colpevolezza”. Nel caso di indagini su associazione a delinquere (mafia, camorra ecc.) e altri reati gravi come riduzione in schiavitù, sequestro di persona, traffico di droga, contrabbando o pedofilia basteranno “sufficienti indizi”.

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La nuova legge sulle (contro le) intercettazioni vista da Milena Gabanelli

pubblicato da paganini


L’iter della nuova legge sulle intercettazioni, che si è già guadagnata il soprannome di “ammazza notizie”, procede spedito e il parere negativo della Commissione del Csm è già stato sbrigativamente liquidato dal Pdl come espressione della parte più politicizzata dell’Associazione nazionale magistrati.

La Stampa pubblica oggi le interviste a due noti giornalisti e la loro posizione sul provvedimento. La prima è a Bruno Vespa, e la trovate a pagina 2 del giornale. La seconda è a Milena Gabanelli: Penso che sia profondamente antidemocratico. I processi li hanno sempre fatti i giudici. La stampa non condanna o emette sentenze, riporta atti giudiziari ed è giusto che sia così. Nel caso Parmalat se non si fosse parlato già nel 2005 di quello che era accaduto gli italiani avrebbero continuato a comprare azioni. Nel caso dello scandalo del latte cinese molti avrebbero continuato a tenere in frigorifero latte contaminato. E’ folle, è un Paese illegale e si risponde con altrettanta illegalità.

Inevitabile la domanda su come cambierà il modo di fare giornalismo di una trasmissione come Report: Non cambierà di una virgola. Continueremo a fare giornalismo alla stessa maniera esponendoci alle conseguenze con nome e cognome e a testa alta così come l’abbiamo fatto finora. Certo, anche nel giornalismo sono necessarie regole perché tutti sono innocenti fino al momento in cui vengono condannati ma spetta al giornalista insieme con il suo editore e il suo direttore la scelta di come fare informazione. Sono questioni che appartengono alla deontologia professionale, limitazioni come questa che il governo intende approvare sono inosservabili. E comunque non abbiamo mai costruito le nostre puntate soltanto sull’acquisizione di fascicoli di pm, e quindi andremo avanti come abbiamo sempre fatto.

Legge sulle intercettazioni. Si va verso l'inclusione di corruzione e concussione

pubblicato da Luca Landoni



Continua lo scontro politico sul provvedimento allo studio per regolamentare la materia delle intercettazioni. Ieri il ministro della Giustizia Alfano ha mantenuto una posizione ondivaga, sottolineando il costo molto elevato del sistema e la necessità di una ristrutturazione delle modalità con cui le procure lo affittano (sì, avete capito bene, è in affitto) a costi molto diversi l’una dall’altra. Già questo vi fa capire come siamo messi, e possiamo solo immaginare come vengano gestite le trattative commerciali o gli appalti volti a noleggiare le apparecchiature.

Di fatto molte voci si sono levate contro la norma in fieri (il cui contenuto esatto non è ancora dato sapere); dalla più estremista appartenente come di consueto all’IDV, che parla addirittura di referendum abrogativo nel caso si dovesse cambiare anche solo una virgola, a quelle più moderate del PD, ma anche di parte della maggioranza, che chiedono di allargare il progetto originale. Dal primo Piano Berlusconi che includeva solo i reati connessi a mafia e terrorismo, sembra quindi probabile che le possibilità di intercettazione vengano allargate a concussione e corruzione.

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