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Tutti gli articoli con tag leggi ad personam

Ore 12 - Berlusconi richiamato in campo dall'elefantino "innamorato" Giuliano Ferrara

pubblicato da Massimo Falcioni

altroCome tutti gli innamorati, anche un finisseur come Giuliano Ferrara, quando si rivolge al “suo” Cavaliere, perde il senso della realtà infrangendola con la delicatezza di un elefante.

Nel suo pezzo di oggi sul Giornale (vessillifero dei nostalgici del passato regime) Ferrara suona la sveglia a Berlusconi, spingendolo, per un suo immediato e deciso ritorno in campo.

Scrive il direttore del Foglio: “Farsi rinchiudere dalla logica delle cose in una zona grigia di insofferenza, di protesta, di rancori e di rimpianti non è una politica. Sarebbe molto più produttivo per il lascito e anche per la residua vitalità del blocco berlusconiano incalzare la sinistra e il sistema tutto, sfidarlo a fare bene e più a fondo quel che in parte i governi di centrodestra avevano fatto, e quel che il fondatore incarnato del bipolarismo politico aveva promesso invano di realizzare”.

Ma l’impalcatura dell’”elefantino” fa acqua da tutte le parti, a cominciare dal primo paragrafo sul Cavaliere “artefice della successione a se stesso”. Chi ci crede? Non è il Cav il vero e unico padre-padrone del Pdl? Ferrara loda poi il senso di responsabilità di Berlusconi per il “sacrificio” dell’abbandono di Palazzo Chigi, dimenticandosi semplicemente che l’ex premier non aveva più la maggioranza in Parlamento e quindi Napolitano gli aveva preannunciato lo sfratto.

Ancora: Ferrara si fa scudo di Monti perché il neo premier non “spara” sul precedente esecutivo di centrodestra. Tradotto: “Vedete che quello di B&B era un buon governo!”. Monti guarda avanti, non indietro e comunque il Prof non può dire ciò che pensa di chi l’ha preceduto a Palazzo Chigi perché riceverebbe subito il benservito dal Pdl in Parlamento.

Ferrara scrive anche, bontà sua, che “L’azienda di famiglia deve difendersi dalla manipolazione politica e dalla crisi”. E’ stato esattamente l’opposto. Sono stati (e sono) gli italiani a subire il peso nefasto delle leggi ad personam e ad aziendam imposte dal “Ghe pensi mi” e accettate supinamente da tutti i suoi amici e alleati, lautamente ricompensati.

Ferrara ha perso un’altra occasione per tacere. Tanto la maschera l’aveva già gettata da tempo. E la faccia l’aveva persa ancor prima.

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Ore 12 - Berlusconi & Bossi: i nuovi fratelli De Rege, "bebè" e "ciccio"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNon c’è, si sa, un’Italia sola. E’ il Belpaese dei “figli” e “figliastri”, di “nominati” in parlamento, di cricche ed escori, di malapolitica: siamo ultimi nelle classifiche internazionali sulle cose virtuose e primi in quelle del malaffare e della vergogna.

Il premier dopo aver negato per mesi e mesi la crisi, insultando chiunque lo contraddicesse, oggi ha la faccia tosta per difendersi perché anche negli altri Paesi non sanno come uscrine fuori. Mente sapendo di mentire. In Italia la crisi morde di più e di più colpisce chi sta peggio. E il governo non esiste, impegnato a dare ordini al Parlamento sulle leggi ad personam pro Cav.

Dice oggi Confcommercio che dal 2008 al 2011 una famiglia composta da tre persone ha perso 10 mila euro e ancor più perderà nel 2012 e nel 2013. “Spennare”, voce del verbo di Bossi. E’ il paese dove si parla tanto di riforma delle pensioni ma circa il 50% degli anziani ha pensioni sotto i 500 euro mensili. La scuola è a pezzi e protesta oggi nelle piazze. Persino gli imprenditori e la stessa Confindustria non ce la fanno più e si rivoltano contro il governo. E’ il paese dove cinque donne muoiono a Barletta, in uno stanzone adibito a fabbrica, come fossimo un secolo indietro. E il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli stima, in audizione parlamentare, il rischio di una pressione fiscale fino al livello del 49 per cento.

In questo quasi-caos-senza-quasi il numero uno e il numero due della maggioranza di centrodestra si fanno deridere da tutto il mondo. Silvio Berlusconi: Al Pdl va cambiato il nome. “Lo chiamerei Forza gnocca”. Umberto Bossi. “La padania è una nazione stimata e conosciuta in tutto il mondo”. C’è solo da vergognarsi.

Scrive Alessandro Cardulli oggi su Paneaqcua: “Sembrano i fratelli De Rege, una coppia di comici che, negli anni trenta-quaranta facevano sbellicare dale risa il pubblico dell’avanspettacolo. Il maggiore, nome d’arte bebè faceva da spalla al minore, ciccio, il quale parlava in modo incomprensibile, balbettava, con effetti assurdi improntati al “non sense”. Tali e quali il cavaliere e il senatùr. Ma non recitano, sono al naturale”. Già. Chi tace o acconsente è complice.

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Ore 12 - Berlusconi, oggi alla Camera torna il "Ghe pensi mi". Le colpe del Cav, le colpe della casta

pubblicato da Massimo Falcioni

altroOggi alle 15 Silvio Berlusconi, convinto “antiparlamentarista”, torna alla Camera per presentare la sua ultima ricetta salva-Italia. E’ la sintesi del fallimento della concezione leaderistica della politica, baricentro del berlusconismo, ma anche della crisi della politica dei partiti e del Parlamento.

E’ un nodo internazionale che in Italia stringe di più e tiene il Paese a penzoloni, sul baratro. Sul campo della seconda Repubblica non restano che detriti: l’Italia sta peggio di prima.

Berlusconi è stato l’artefice primo di questo degrado generale, ma tutta la politica è colpevole e Bersani non può rivendicare nessuna “diversità” politica e morale del Pd. A dominare è la partitocrazia senza partiti. I partiti non esistono più come aggregazione e partecipazione democratica dei cittadini: sono strutture (per lo più proprietà privata o in mano a oligarchi e oligarchie) dedite alla ricerca del consenso per preservare potere e privilegi di casta da dividere con cricche di malaffare.

Il Cavaliere ha dimostrato che in Italia i cittadini non sono tutti uguali neppure di fronte alla legge. Ma la storia di questi anni dimostra che la radice della politica italiana è malata e tutti i partiti e gruppi politici ne sono responsabili in egual misura, per scelta, connivenza o incapacità.

La crisi è mondiale ma qui si è raschiato il barile, con debiti, sprechi, parassitismi, privilegi, leggi ad personam, mai riforme vere. Così l’Italia gira a vuoto: gli interessi che paghiamo per tenere a bada il debito pubblico bruciano le poche risorse prodotte. Unica via è la crescita, con investimenti selettivi su ricerca, scuola, eccellenze, imprese valide, liberalizzazioni e privatizzazioni vere. Ma mancano i soldi. Soprattutto manca la volontà politica. E si torna a capo. Cioè si va a fondo.

Oggi alla Camera Berlusconi parlerà ancora dell’Italia che non c’è: solo parole, promesse, niente fatti, zero leggi. Nuova stangata in arrivo. Pagano sempre gli stessi. E inutilmente. Ma stavolta ci si gioca la democrazia.

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Sentenza appello Lodo Mondadori: come e quando pagherà Fininvest

pubblicato da V.

lodo berlusconi debenedettiLa sentenza d’appello per il Lodo Mondadori è prevista già prima del weekend: non circolano indiscrezioni, ma l’ipotesi più accreditata è che il risarcimento venga confermato sì, ma ridotto nell’entità. Non 750 milioni di euro, ma un po’ meno, 400-500, secondo le indicazioni dei saggi che hanno realizzato la consulenza sull’andamento dal 1990 delle azioni “pomo della discordia” nella guerra di Segrate (saggi tra i quali c’è anche Luigi Guatri, ex rettore in Bocconi).

Ma come pagherà, se dovrà pagare, Fininvest? Saltata la norma ad aziendam di cui vi scrivevo ieri, le cose potrebbero andare così, come scrive Luca Fazzo

Se la sentenza d’appello confermerà il diritto di De Benedetti a un risarcimento, all’editore di Repubblica servirà ben poco tempo per passare all’incasso. L’anno scorso, infatti, dopo la clamorosa sentenza di Mesiano, i legali del Cavaliere e dell’Ingegnere avevano raggiunto un accordo. La Cir rinunciava a chiedere l’immediato pagamento della somma, e la Fininvest ricambiava stipulando una fideiussione bancaria a favore del gruppo debenedettiano in attesa del processo d’appello. In sostanza, un gruppo di banche capitanato da Unicredit si è impegnato a liquidare immediatamente la somma che la Corte d’appello dovesse decidere a favore di De Benedetti. L’esborso si appoggerebbe su garanzie che la Fininvest ha già fornito alle banche. La fideiussione è «a prima richiesta», nel senso che Unicredit è costretta a versare subito i soldi.

Ps: l’immagine è presa dalla prima pagina di ieri di Libero, oggi costretto a una straordinaria marcia indietro a ruote fumanti.

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Risarcimento Lodo Mondadori e leggi ad aziendam, Berlusconi si salva?

pubblicato da V.

berlusconi lodo mondadoriUna finanziaria ad personam, anzi, ad aziendam. All’interno della manovra presentata da Giulio Tremonti settimana scorsa in Consiglio dei Ministri - e trasmessa solo da poco al Quirinale - c’è una norma che salverebbe Silvio Berlusconi e Fininvest dal risarcimento milionario di 750 milioni di euro da versare alla Cir di Carlo De Benedetti.

Alla faccia del “partito degli onesti”, come lo aveva chiamato Angelino Alfano in occasione della sua nomina a segretario il primo luglio scorso. Per la precisione il cavillo che permetterebbe al Biscione di evitare il salasso si chiama “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, e all’interno delle norme che regolano i risarcimenti contiene una sorpresina:

Più in dettaglio, si tratta di una modifica a due articoli del codice di procedura civile (il 283 e il 373) che obbliga il giudice (che finora ne aveva solo la facoltà) a sospendere l’esecutività della condanna nel caso di risarcimenti superiori ai 20 milioni di euro (10 in primo grado) dietro il pagamento di «idonea cauzione», in attesa che si pronunci in via definitiva la Cassazione. «Una disposizione palesemente immorale e incostituzionale»

Riepiloghiamo come si è arrivati a tutto questo dopo il salto. È la storia del Lodo Mondadori

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Referendum, Berlusconi li vuole "depotenziare". Ecco perchè

pubblicato da il passator cortese

La linea di Silvio Berlusconi sui referendum è semplice quanto illuminante. Il Cavaliere considera i referendum “inutili e fuorvianti” cercando di depotenziarne il contenuto politico e le ripercussioni sul governo.

La bocciatura del nucleare da parte dei cittadini chiuderebbe la controversa questione e il mantenimento dell’acqua pubblica toglie forza a chi punto sullo smantellamento dei beni e dei servizi pubblici. Sui quesiti si deve ragionare senza ideologismi e chiusure ma è indubbio che la vittoria dei quattro “sì” sarebbe anche un giudizio sul premier e sul governo, che volevano (e vogliono) il nucleare , hanno voluto approvare le norme della privatizzazione dell’acqua con un voto di fiducia, che procedono sulle leggi ad personam, di cui il legittimo impedimento ne è la ciliegina.

Dice il senatore del Pd Ignazio Marino: “E’ giusto che il referendum assuma i contorni di un altro verdetto politico su Berlusconi. È stato Berlusconi a fare delle amministrative un giudizio su di lui e sul governo. Lo ha detto e ripetuto, salvo poi cambiare opinione quando dagli italiani è arrivata una sonora bocciatura. Dopo i ballottaggi avrebbe dovuto salire al Quirinale e dimettersi. Non lo ha fatto, e ora cerca di depotenziare i referendum, per evitare il ko”. Tutti alle urne!

Passa il processo breve: l'ennesimo schiaffo ad personam al Paese

pubblicato da V.

berlusconi processo breve passatoÈ passato il processo breve: la votazione alla Camera si è conclusa con 314 voti a favore, 18 di scarto. Ha vinto Berlusconi, hanno vinto le leggi ad personam, il personalismo, il peggio dell’Italia. Vi aspettavate qualcosa di diverso?

Scrive il Corriere

L’articolo 3, modificato da un emendamento del relatore Maurizio Paniz, riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati passando da un quarto a un sesto della pena edittale. Si applica ai processi che non sono ancora giunti a sentenza di primo grado. Non riguarda i reati di grave allarme sociale: terrorismo e mafia, ad esempio. Contro questa norma hanno tuonato le opposizioni, sostenendo che è l’ennesima legge ad personam applicabile al processo Mills, in cui è imputato il premier Silvio Berlusconi.

Prima è passato l’articolo 3 con 18 voti di scarto a favore della maggioranza. Conteneva la norma che salvava gli incensurati - quella che interessava a Silvio Berlusconi, chiaro - già lì era fatta.

Bene. Ora abbiamo ufficialmente la diciannovesima o ventesima legge ad personam. Dice bene Casini: era su un binario morto il processo breve, quando il cavaliere ha capito che gli tornava utile, l’hanno tirato fuori dal cassetto e ci hanno bloccato il Parlamento per un mese. Avessero la stessa energia e la stessa attenzione a tirar su un paese alla deriva: quell’energia ce l’hanno solo per il loro ricchissimo e inconcludente - malgrado al governo non da ieri - padrone.

Veritometro: Berlusconi, Ruby e la fuga dai processi

pubblicato da Giulio Mattioli

“Davanti ai magistrati non sono mai fuggito”


Silvio Berlusconi, 28/1/2011

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Veritometro: secondo Alfano Berlusconi non si è mai sottratto ai giudici

pubblicato da Giulio Mattioli

“Berlusconi non si è mai sottratto ai giudici”


Angelino Alfano

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Berlusconi e il dominio dell'agenda: Camera e Senato bloccati

pubblicato da V.

berlusconi camere bloccateVedete cosa accade a votare un narcisista con qualche non lieve mania di grandezza? Tutto si blocca, e i suoi problemi diventano quelli di tutti gli italiani, anche se gli italiani di problemi ne avrebbero ben altri.

Alludo naturalmente a Silvio Berlusconi e a un ottimo pezzo di Sergio Rizzo uscito oggi sul Corriere - ne trovate uno stralcio dopo il salto - in cui si prova a fare una radiografia dell’operato di Camera e Senato negli ultimi mesi.

Vediamo di approfondire…

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