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Tutti gli articoli con tag legittimo impedimento

Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: spolverato. Voto 3- Per il Cav, ora solo On, il legittimo impedimento si stringe e i tribunali chiamano. Sono quattro, solo a Milano, le “rogne” con la Giustizia: il caso Ruby, il processo Mills, la vicenda Mediaset e quella del nastro dell’intercettazione. Da Palazzo Chigi a Palazzo di Giustizia?

Umberto Bossi: polverone. Voto 3- La Lega “salta” Monti e riapre il Parlamento della Padania invocando la secessione e gridando al golpe per il ko del governo Berlusconi. Film già visto. Dopo 1284 di governo del niente, Senatur a corto di fantasia. Al Circo del Carroccio restano solo clown. E il Trota boccheggia.

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Referendum: il quorum c'è! Vittoria dei "Sì". Vince l'Italia "contro" Berlusconi

pubblicato da Massimo Falcioni

Gli instant poll non lasciano dubbi: quorum raggiunto, vicino al 55%. Vince l’impegno e il diritto al voto. Perde clamorosamente il premier che va al mare e boicotta i referendum.

Passate le 15 di oggi lunedì 13 giugno, dopo due giornate appese a un filo incandescente, è l’ora di gettare la maschera e dare la corretta interpretazione politica al quorum raggiunto nei referendum. Non che i quattro quesiti siano poca cosa. La vittoria dei “sì” incide, e come, nella vita quotidiana dei cittadini. E ben pesanti sarebbero state le conseguenze con un risultato opposto.

Ma il risultato porta con sé conseguenze politiche, non tutte oggi facilmente catalogabili e immaginabili. Acqua, nucleare, legittimo impedimento hanno coinvolto gli italiani. Ma è stata la spinta politica a portare milioni di elettori alle urne.

Una spinta trasversale e a senso unico: di protesta contro Berlusconi e contro il governo…

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Referendum, Berlusconi li vuole "depotenziare". Ecco perchè

pubblicato da il passator cortese

La linea di Silvio Berlusconi sui referendum è semplice quanto illuminante. Il Cavaliere considera i referendum “inutili e fuorvianti” cercando di depotenziarne il contenuto politico e le ripercussioni sul governo.

La bocciatura del nucleare da parte dei cittadini chiuderebbe la controversa questione e il mantenimento dell’acqua pubblica toglie forza a chi punto sullo smantellamento dei beni e dei servizi pubblici. Sui quesiti si deve ragionare senza ideologismi e chiusure ma è indubbio che la vittoria dei quattro “sì” sarebbe anche un giudizio sul premier e sul governo, che volevano (e vogliono) il nucleare , hanno voluto approvare le norme della privatizzazione dell’acqua con un voto di fiducia, che procedono sulle leggi ad personam, di cui il legittimo impedimento ne è la ciliegina.

Dice il senatore del Pd Ignazio Marino: “E’ giusto che il referendum assuma i contorni di un altro verdetto politico su Berlusconi. È stato Berlusconi a fare delle amministrative un giudizio su di lui e sul governo. Lo ha detto e ripetuto, salvo poi cambiare opinione quando dagli italiani è arrivata una sonora bocciatura. Dopo i ballottaggi avrebbe dovuto salire al Quirinale e dimettersi. Non lo ha fatto, e ora cerca di depotenziare i referendum, per evitare il ko”. Tutti alle urne!

Il Governo teme il referendum e dice "no" all'ection day: 300 milioni buttati ...

pubblicato da il passator cortese

Mica scemi, quelli del Governo! Pdl e Lega, in primis la coppia dei “duri” B&B, non vogliono correre rischi e tanto meno vogliono che gli italiani corrano alle urne per il referendum su un tema infuocato come quello del legittimo impedimento.

Quindi, semplicemente, per bocca dell’ineffabile ministro leghista Maroni, il governo oggi ha detto no all’ election day, all’accorpamento di amministrative e referendum.

Decisione grave per Dario Franceschini: «Così buttano dalla finestra 300 milioni di euro, in un momento- dice ai cronisti a Montecitorio- di grave crisi per le imprese e le famiglie italiane. Si fa questo per impedire di far raggiungere il quorum al referendum sul legittimo impedimento. Il Pd- aggiunge- ha già presentato una mozione che impegna il governo ad accorpare amministrative e referendum. La mozione presto verrà votata alla Camera e lì si vedrà chi ha a cuore gli interessi dei cittadini e chi pensa solo ai processi di Berlusconi».

Così, è se vi pare. Si sa che a pagare sono sempre gli stessi.

Rassegna stampa estera: Berlusconi, Ruby e l'Italia nel Bunga-Bunga

pubblicato da Giulio Mattioli


Sulla stampa straniera l’eco dei festini di Arcore di Silvio Berlusconi è quasi altrettanto forte che in Italia. Guardate ad esempio come ci va giù pesante uno dei giornali più famosi del mondo, il New York Times:

“In Italia, dove una facciata di moralità cattolica nasconde una alta tolleranza di rapporti illeciti, Berlusconi è stato segnato dagli scandali per anni. Ma questa volta, con il premier che rischia l’incriminazione e con le intercettazioni che presentano un quadro di un sordido mondo di orge e ricatti di prostitute, le cose cominciano ad apparire diversamente. Berlusconi è sopravvissuto a stento a due voti di fiducia a dicembre e ora potrebbe vedersi costretto a nuove elezioni se uno degli alleati della sua incerta coalizione si dovesse ritirare. (..) Le conversazioni intercettate, che si trovano pubblicate su tutti i giornali, hanno colpito l’Italia. Selezionate da una serie di donne, avvocati e complici, le intercettazioni provano l’intersezione tra la politica e quel genere di cultura da reality show che Berlusconi ha contribuito a creare, nei suoi decenni di dominio sulla televisione privata italiana

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Berlusconi indagato ... ad orologeria. Subito in moto il partito delle elezioni anticipate

pubblicato da il passator cortese

Anche chi non è certo tenero con il Cavaliere, non può non riconoscere che (anche?) stavolta la “solerzia” delle Procure nell’indagare Berlusconi dopo la decisione della Consulta di ieri sul legittimo impedimento, sa di bomba ad orologeria.

Berlusconi è indagato dalla Procura di Milano (ipotesi concussione e prostituzione minorile) e tutta la politica è, ovvio, in fibrillazione. Solo il Premier ostenta (finge?) una calma di piombo.

Di fronte al muro del Pdl a difesa del capo del Governo è partita la sassaiola di gran parte delle opposizioni, specie quella dell’Idv e di parte del Pd. C’è invece, nel Terzo polo, cautela e attesa che il quadro si chiarisca. In Fli e nell’Udc fanno i Ponzio Pilato, ci si trincera in un “no comment. Ci sono perquisizioni in corso, la magistratura sta lavorando e non è corretto commentare”.

L’aria si sta però surriscaldando e c’è chi (metaforicamente) già dissotterra l’ascia di guerra. Il Pdl difende il premier “perseguitato” e accusa i “pm talebani” di strumentalizzazioni per destabilizzare il quadro politico. Il Pd attacca il premier “in fuga dal paese”.

Una domanda s’impone: che ci faceva una prostituta (allora minorenne) pagata nella villa del Cavaliere? Intanto il partito delle elezioni anticipate (Bossi in testa) riaccende i motori. Non passa giorno che il Paese non faccia un nuovo passo indietro.

Le pagelle del venerdì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: zoppo. Voto 4-. Il premier non commenta la sentenza della Corte Costituzionale sul “legittimo impedimento”. Ci pensa il fido (irato) Bondi a chiarire: “Rovesciato l’ordine democratico”. Tre squilli di tromba prima delle elezioni?

Massimo D’Alema: orbo. Voto 5-. Il lider Maximo gongola per la “grande convergenza” della Direzione del Pd su Bersani. Nostalgia di“Baffino” per le maggioranze bulgare? Ma è forfait dei “no”. Armistizio fasullo. Direzione inutile, come il Pd.

Legittimo impedimento: passa la versione condizionata

pubblicato da Luca Landoni


Come appena comunicato da fonte Ansa, la Corte Costituzionale va verso un compromesso, non dicendo nè sì nè no al legittimo impedimento.

A quanto pare infatti la Consulta avrebbe sì posto dei paletti alla norma originale, ma senza chiudere del tutto la porta al principio. Citiamo direttamente l’agenzia:

In particolare, la Consulta avrebbe bocciato la certificazione di Palazzo Chigi sull’impedimento e l’obbligo per il giudice di rinviare l’udienza fino a sei mesi, dichiarando illegittimo il comma 4 dell’art.1 della legge 51 del 2010. E avrebbe bocciato in parte il comma 3, affidando al giudice la valutazione del ‘legittimo impedimento’.

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Le preoccupazioni del Cavaliere: con una decisione "sbagliata" della Corte costituzionale a rischio l'acquisto di nuovi parlamentari

pubblicato da Alessandro

Berlusconi

La decisione della Corte costituzionale sul legittimo impedimento è ormai imminente. Le preoccupazioni del Cavaliere sono tante. Tra queste soprattutto la prospettiva di una seria ripresa delle iniziative giudiziarie riguardanti la sua persona, i suoi più stretti collaboratori (come Marcello Dell’Utri) e le sue aziende.

Ma il Premier teme anche che la pronuncia di Palazzo della Consulta, mettendo a rischio di fatto la sua permanenza a Palazzo Chigi, possa compromettere la campagna acquisti di nuovi parlamentari provenienti dalle fila di Futuro e Libertà e dell’opposizione. Una preoccupazione da vero uomo di Stato!

In effetti, è difficile che la Corte costituzionale decida in senso favorevole al Premier. Le ipotesi più probabili sono una pronuncia d’incostituzionalità o una decisione di natura “interpretativa” (anche sotto forma di pronuncia di inammissibilità), che riconosca di fatto ai giudici ampia discrezionalità nell’individuazione delle ipotesi in cui applicare il legittimo impedimento. In entrambi i casi tutti i processi pendenti riprenderanno il loro corso.

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Berlusconi agita la piazza e guadagna tempo. Resurrezione o ko finale?

pubblicato da Massimo Falcioni

Tacciono le colombe, volano bassi i falchi, Così il Cavaliere torna il “Kaimano” e minaccia il ritorno alla piazza per spezzare la tenaglia che lo stringe.

Non sarà facile, stavolta, evitare il disarcionamento. La posta in gioco è la più alta degli ultimi 17 anni: Berlusconi teme di perdere tutto. E perdere tutto può significare davvero (quasi) “tutto”, ben oltre la poltrona di Palazzo Chigi, per oltre la politica, ben oltre persino l’agognato Colle.

Lo “sgattoiolamento”, arte suprema dell’uomo di Arcore, diventa impossibile.

Chiosa Massimo D’Alema: «Quando è depositata in Parlamento una richiesta di dimissioni con la firma della maggioranza assoluta dei deputati, la sentenza è scritta e in questo caso non c’è nessun legittimo impedimento perchè Berlusconi possa non presentarsi in Aula». Già.

Ma uno così, non buono per il governo, ma ottimo per le campagne elettorali e per lo scontro, darlo per “morto”, equivale a commettere un madornale errore politico.

Alla faccia delle regole, anticipare la “conta” al Senato prima di quella della Camera, vuol dire semplicemente che Berlusconi intende mettere paletti decisivi e guadagnare tempo in vista della battaglia delle battaglie del voto di primavera.

O si ha la … “forza” di far passare subito dopo la Finanziaria un governo “tecnico” a tempo, o si rischia davvero lo scontro finale sul terreno scelto da Berlusconi. A quel punto tutto è possibile. Anche la resurrezione. Ma di Berlusconi.