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Tutti gli articoli con tag liberazione

Piccole e grandi "guasconate" di piccoli e grandi "guasconi"

pubblicato da il passator cortese


Vengono liquidate dal centro sinistra campano come “provocazioni da guascone” quelle del presidente della provincia di Salerno Edmondo Cirielli (ex deputato An, oggi Pdl berlusconiano doc) sulla ricorrenza del “25 Aprile”.

Cirielli, che evidentemente pensa che la Costituzione della Repubblica italiana sia già stata riscritta dal Cavaliere, fa affiggere manifesti celebrativi senza citare la Resistenza e la lotta di Liberazione contro il nazifascismo.

Una svista? Non pare proprio. Una precisa scelta di campo perché fra i partigiani “c’era chi, su commissione della Russia, voleva instaurare in Italia la dittatura comunista”. L’Italia è stata liberata e salvata “solo” dagli americani. Punto e basta.

La ventennale dittatura fascista? La bestialità del nazismo? Le alleanze mondiali (Usa, Urss, Inghilterra) contro l’asse? Il Tribunale speciale? Le decine di milioni di morti causati da Hitler e Mussolini? L’Europa e l’Italia ridotta a lutti e miserie? Niente.

La capacità politica di unire uomini e donne di ideologie diverse contro un nemico “unico” e responsabile della più folle delle tragedie dell’umanità? Niente.

Bene. Anzi, male. Perché si rinnega la storia per piegarla alle piccole contingenze della piccola lotta politica. Non sono, però, “guasconate”.

Anche Bossi e i suoi emuli, fino al Trota, erano e sono considerati “simpatici guasconi”.

Si diceva lo stesso anche del giovane Mussolini. Per carità, nessuna somiglianza. Ma, nessun dorma!

Ore 12 - Se 39 milioni di euro (ai giornali di partito) vi sembran ... pochi

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSollevare certi coperchi e guardare dentro certe pentole della politica nostrana può produrre il voltastomaco. Di sicuro, chi lo fa, rischia di essere etichettato come “qualunquista”.

Prendiamo questa annosa questione dei contributi pubblici ai giornali dei partiti e zone limitrofe. Dopo un tira e molla durato mesi, il governo ha dovuto battere in ritirata: la scure ha colpito …”solo” gli organi del mondo del terzo settore, della stampa diocesana, dei piccoli editori di libri (guarda caso).

I partiti hanno fatto quadrato, trasversalmente, minacciando e alzando barricate di ogni tipo.

In democrazia, ovvio che i partiti (in Italia già scandalosamente foraggiati con un finanziamento pubblico spropositato, unico al mondo!) devono poter comunicare, utilizzando media e quant’altro. Perché, però, deve essere sempre “pantalone” a pagare “strumenti” che magari non lo interessano un fico secco?

Quisquiglie? Miserie? Punti di vista. Nel 2008 (in questi casi è tutto .. retroattivo) il governo ha dato l’ok per contributi ai giornali dei partiti, cooperative più o meno inventate ecc, per oltre 39 milioni di euro!

La …palma d’oro va all’Unità (Pd) che incassa quasi 6 milioni e mezzo di euro, quella d’argento a Liberazione (Rifondazione comunista) con oltre 4,5 milioni), il bronzo alla Padania (Lega Nord) con quasi 4 milioni. A seguire, grazie alle cooperative .. di comodo, troviamo Il Foglio (3,7 milioni di euro), Il Denaro (2,4 milioni). Nel cesto dei favoriti, spiccano ciliegine “fondamentali” per l’informazione, quali Metropoli Day e Opinione delle Libertà, che si mettono in saccoccia 2 milioni di euro a testa.

Ennesimo esempio della furbata Made in Italy . Della politica del malaffare. E’ tutto democraticamente legale. Dimostrare il contrario. Applausi. Un solo grido: vergogna!

Il ministro La Russa "rende omaggio" alla X Mas. E non si vergogna!

pubblicato da il passator cortese

Arieccoli? No, arieccolo! Il “La Russa” ministro della Repubblica italiana democratica e antifascista non si smentisce.

Il ministro della Difesa fa gli auguri di buone feste nella caserma Vannucci della Folgore, a Livorno, e, con fiero cipiglio, rende omaggio alla X Mas definita “L’indimenticata Decima Mas”, corpo militare che durante la Guerra di liberazione legò il suo nome al terzo Reich e alla repubblica di Salò.

L’ideatore e gran capo di quel corpo militare nefasto era Junio Valerio Borghese, che fu processato l’8 febbraio 1948.

Accusato, tra l’altro, di aver compiuto “continue e feroci azioni di rastrellamento di partigiani e di elementi antifascisti, talvolta in stretta collaborazione con le forze armate germaniche, azioni che si concludevano di solito con la cattura, le sevizie efferate, la deportazione e l’uccisione degli arrestati, e tutto ciò sempre allo scopo di contribuire a rendere tranquille le retrovie del nemico, in modo che questi più agevolmente potesse contrastare il passo agli eserciti liberatori”.

Gli episodi di violenza non si contano. Ma il “golpista” Borghese, condannato a una pena mite, si distinse anche successivamente per le sue attività contro la Repubblica.

Ignazio La Russa sa e non si vergogna. Ci vergogniamo noi, anche per lui e per il governo di cui fa parte.

25 aprile, festa della Liberazione: le immagini da Milano

pubblicato da davide f.

25 aprile

Come testimoniato anche dai colleghi di 02, a Milano tantissime persone sono scese in piazza per il 64esimo anniversario della liberazione. Una manifestazione alla quale hanno preso parte fra gli altri Franceschini, Formigoni, Penati, Cofferati, Scalfaro e l’acclamatissimo Nichi Vendola.

Fischi per il governatore della Lombardia; il sindaco Letizia Moratti invece, che aveva già annunciato di non voler prendere parte al corteo, ha disertato anche le cerimonie previste in mattinata.

E’ stata una festa molto partecipata, con la richiesta di tanti di unire quelle forze politiche che non vogliono un ritorno al passato, sul quale hanno le idee molto chiare. Dopo il salto le immagini dal corteo.

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25 aprile. Berlusconi non sfili alla festa della sinistra

pubblicato da Luca Landoni

È una polpetta avvelenata quella che l’astuto Franceschini ha lanciato al suo dirimpettaio Berlusconi. L’invito a sfilare a Milano in occasione delle celebrazioni del 25 aprile è una trappola bella e buona, escogitata per esporre il centro-destra alle contestazioni furibonde di una piazza tradizionalmente rossa.

Il Presidente del Consiglio non ci deve andare. Così come non deve andarci il sindaco Moratti, nè alcun altro esponente del governo locale e centrale. Questo è ciò che sente la base e tutto l’elettorato di centro-destra, che da sempre vede questa ricorrenza non come un anniversario della liberazione, ma come una rimembranza della tragica sconfitta subita nel secondo conflitto mondiale.

Ditemi voi, quale altro paese festeggia una sconfitta in guerra? E quale altro paese ha cercato disperatamente di far passare una batosta per una vittoria, accampando le scuse della guerra partigiana, tardiva e tutt’altro che decisiva?

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Paolo Garimberti: presidente. Voto + 8. Finalmente raggiunto l’accordo tra maggioranza e opposizione sul nome di Paolo Garimberti alla presidenza Rai. L’ex vicedirettore di Repubblica e del Tg2 è stato proposto da Dario Franceschini con l’ok di Silvio Berlusconi. Meglio tardi che mai.

Ignazio La Russa: eja, eja, eja, alalà!. Voto – 8. Spenta la Fiamma di An subito si riaccendono le polemiche sul “25 aprile”. Il ministro della Difesa La Russa, contro la Festa della Liberazione, invita anche il premier Berlusconi a boicottarla. Il lupo cambia il pelo ma non il vizio (Mao).

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Lega Nord: svendite. Voto + 8. L’ultima querelle sugli immigrati ha visto la Lega messa ko nel governo. Si difende Roberto Maroni: “Era un emendamento scritto, sostenuto e votato da tutta la maggioranza. Volevamo fare uno sconto agli immigrati. Hanno bocciato i 50 euro? Torneremo ai 200”. Saldi stoppati.

Rifondazione comunista: riscissione. Voto – 10. Consumata l’ennesima resa dei conti interna con il cambio del direttore di Liberazione (Dino Greco al posto di Piero Sansonetti), Rifondazione corre verso una nuova scissione: da una parte i seguaci del segretario Paolo Ferrero, dall’altra la minoranza vendoliana. Dal leninista “proletari unitivi” al nostrano “comunisti dividetevi”. L’eredità bertinottiana in frantumi.

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Ad Annozero si parla di televisione e reality. Vladimir Luxuria è davvero l'Obama italiano?

pubblicato da Luca Landoni

Puntata davvero sui generis quella di stasera ad Annozero. Il tema sarà il mondo della televisione in generale, con spiccato riferimento al fenomeno dei reality e alla recente vittoria di Vladimir Luxuria all’Isola dei Famosi. Da qui il titolo L’Isola di Obama.

Tutti ricorderete come il quotidiano di Rifondazione Comunista Liberazione abbia dato risalto al successo del più famoso transgender nazionale, definendolo l’Obama italiano; per questa ragione il direttore Sansonetti sarà in studio per difendere e giustificare una scelta redazionale in qualche modo paradossale. Gli faranno da contraltare alcuni militanti, in rappresentanza dei tanti che hanno protestato riguardo alla questione, in collegamento dal cuore dell’Emilia rossa (Taneto di Gattatico) con Sandro Ruotolo.

In studio con Michele Santoro troveremo invece lo stesso Vladimir Luxuria, la concorrente dell’Isola Belen Rodriguez e i giornalisti Norma Rangeri, Piero Sansonetti, Fabrizio Rondolino e Gianluigi Paragone in rappresentanza della destra

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Sinistra verso l’eutanasia: dalla Rifondazione alla deriva sull’Isola dei famosi

pubblicato da paganini


Non c’è luce alla fine del tunnel: chi pensava che dopo la catastrofe elettorale si potesse solo risalire è invece costretto ad osservare lo zelo con cui la dirigenza di Rifondazione comunista continua ad operare per assicurarsi l’estinzione completa dal panorama politico nazionale.

L’ultimo boomerang, talmente letale da costringermi a concordare con quanto scritto su Il Giornale, è stato lanciato dopo la vittoria di Vladimir Luxuria allo show l’Isola dei Famosi. Liberazione, il suo direttore e il segretario Paolo Ferrero hanno fatto a gara a sputtanarsi, ravvisando una rivincita sulle avversità dei tempi e prospettando addirittura una candidatura alle elezioni Europee.

Benché sia superfluo, è bene ribadire che non si tratta di un problema di genere, ma di un altro genere di problema. Se l’idea di candidare Valdimir Luxuria alle Europee fosse scaturita da una serena valutazione sul lavoro svolto durante il suo mandato parlamentare, non ci sarebbe stato niente da obiettare. Ma portare in trionfo una persona e prospettargli un futuro a Strasburgo soltanto in seguito alla sua vittoria all’Isola dei famosi è uno dei punti più bassi mai toccati a sinistra (dove peraltro di abissi ne abbiamo esplorati parecchi).

Se avesse vinto l’altra finalista, Belen e il Popolo della libertà le avesse offerto una candidatura anche soltanto alle elezioni comunali, si sarebbe levato un meritato coro per evidenziare il reiterato uso pubblico di veline e ballerine. Ma evidentemente la spinta all’autodistruzione è troppo forte e resisterle è troppo arduo per dirigenti politici di questo calibro: in ogni caso, se Luxuria rinuncia al seggio europeo, non dovranno disperare, ci sarebbe sempre un certo Pietro Taricone…

Alemanno e la scalata del Campidoglio

pubblicato da fc

Nonostante la sua fermezza e la sua voglia di farcela, se gli avessero raccontato un mese fa che sarebbe stato lui il neo sindaco di Roma, forse, non ci avrebbe nemmeno creduto.

Lui, Gianni Alemanno, esponente di spicco prima di An e poi del Pdl, questa battaglia, infatti, l’aveva già combattuta. Appena due anni fa. E, i risultati, non erano stati affatto soddisfacenti.

Veltroni, lo stracciò al primo turno in una Roma, come lui stesso ha ricordato di recente in cui “erano tutti veltroniani, ma proprio tutti, persino donna Assunta e Lando Buzzanca”.

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