Tutti gli articoli con tag libertà di stampa

Stop alla banda larga: il governo ha interesse a ostacolare l’autocomunicazione di massa dei cittadini?

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Palazzo Chigi


Il congelamento degli 800 milioni di euro di investimenti statali nella banda larga ha causato malcontento tra tutti coloro che, nel paese, dipendono da Internet per il proprio lavoro quotidiano, come hanno ben documentato le centinaia di mail di protesta ricevute da “Repubblica” in questi ultimi giorni.

Più in generale, anche i sassi sanno che il digital divide italiano (siamo tra gli ultimi in Europa per infrastrutture e per uso della rete) costituisce un potente freno allo sviluppo del paese, proprio in un momento in cui sarebbe necessario rilanciare l’economia in settori innovativi.

Perché allora tante resistenze a investire nel futuro? Una parte di spiegazione potrebbe essere ricercata nel ruolo che i nuovi media svolgono nella formazione delle opinioni politiche dei cittadini. Da questo punto di vista, il governo potrebbe a ben vedere avere un certo interesse a mantenere il nostro tasso di accesso ad Internet tra i più bassi d’Europa.

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Intervista – Filippo Facci a polisblog: “Non ho potuto dimenticare il giornalismo forcaiolo di Vittorio Feltri”

pubblicato da giovanni molaschi in: Mediaticamente Intervista con...


Filippo Facci non è solo un giornalista. Filippo Facci non è solo uno scrittore. Filippo Facci è uno dei pensatori più interessanti dell’attuale panorama giornalistico italiano. Spazio dove sempre meno si ragiona. Spazio dove sempre più si assiste a litigi tra giornalisti.

Filippo Facci non è abituato ad urlare. Se lo facesse, probabilmente, tutti si accorgerebbero che la sua storia è uno dei nodi da analizzare per capire l’attualità. Nella quale convivono Antonio Di Pietro, sul quale il giornalista ha appena scritto un libro, e Vittorio Feltri, il cui (cito testualmente) giornalismo forcaiolo non è condiviso dall’editorialista di Libero.

È una delle poche persone ad essere apertamente contro Antonio Di Pietro. Perché?

Anzitutto non è vero, credo che siano tanti ad aver intuito la pericolosità e inconsistenza politica del personaggio

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L'Italia solo 49ª al mondo per libertà di stampa. Come funziona la classifica di Reporter Senza Frontiere

pubblicato da Luca Landoni in: Big Picture: tutto su... Visto da destra


Di tanto in tanto (in realtà solo quando scendiamo) sugli organi di stampa nazionali fa capolino la classifica sulla libertà di stampa nel mondo redatta dall’organizzazione francese Reporters sans Frontières. L’ultimo aggiornamento e proprio di ieri (anche noi ne abbiamo parlato) e vede il nostro paese scendere di altri 5 posti rispetto all’anno scorso, attestandosi in 49ª posizione

Già aprendo il sito di RSF si nota subito una bella cartina mondiale in cui vengono evidenziati solo 14 dei paesi riportati (su 175) e l’Italia ha l’onore - si fa per dire - di essere uno di questi. Forse per evidenziarne il piazzamento particolarmente negativo per quella che fino a prova contraria è pur sempre una democrazia occidentale. Entrando nello specifico notiamo poi che il Belpaese si trova alle spalle di Uruguay, Cile, Guyana e Hong Kong (ormai sotto il controllo cinese) e solo pochi posti avanti a Burkina Faso, Haiti e Kuwait.

Ma quali sono i criteri di compilazione di questa classifica? Semplice. L’organizzazione invia annualmente un questionario a una serie di giornalisti di varie nazioni. Questi ultimi vi devono rispondere a domande generali sulla situazione dei vari gradi di libertà di stampa nel loro paese, tipo se dei giornali siano stati chiusi dalla polizia, se vi siano state pressioni di vario tipo sugli organi d’informazione e via dicendo.

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D'Alema querela il Giornale per le rivelazioni sulla malasanità pugliese. Allora è vero che in Italia la libertà di stampa è minacciata

pubblicato da Luca Landoni in: Massimo d'Alema


Tutti abbiamo assistito alle recenti manifestazioni a favore della libertà di stampa in cui si sono sprecate parole e paroloni sulla deriva “fascista” del nostro paese e a come si vorrebbe impedire ai poveri giornalisti di esprimere la loro opinione. In realtà dai tempi mussoliniani della stampa imbavagliata sarebbero passati 60 anni, hanno osservato alcuni, ma altri - perlopiù da sinistra - hanno ribattuto che non può considerarsi libero un paese in cui c’è chi minaccia querele milionarie ai giornali, che rischierebbero così il fallimento.

Chiaro il riferimento a Berlusconi e all’incarico da lui dato ai suoi legali di tutelarlo in caso di diffamazione a mezzo stampa da parte degli organi d’informazione nazionali ed esteri. Chiaro, lampante e anche giustificato, come noi stessi avemmo modo di sottolineare, specificando che l’iniziativa del Premier ci era parso un evidente autogol.

Ciononostante avevamo aggiunto che ritenere che in Italia si fosse ridotto lo spazio di libertà fosse un concetto risibile, stante il fatto che i giornali continuano a pubblicare ciò che vogliono e che esistono spazi informativi in prima serata tv che picchiano duro senza grossi problemi (anche qui giustamente) come Annozero, Report, Ballarò e compagnia.

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Tonfo dell'Italia anche nella classifica sulla libertà di stampa

pubblicato da il passator cortese in: Alle 5 della sera

Finalmente un record anche per l’Italia. E che record!

In soli due anni il Belpaese perde 14 posizioni nella classifica mondiale sulla libertà di stampa. Adesso siamo scesi al 49° posto (dal 44°), più o meno nel mezzo, con la Danimarca davanti a tutti e l’Eritrea in maglia nera.

A certificarlo è l’autorevole “Reporters sans Frontieres” che traccia un quadro non privo di novità e di preoccupazione.

Lapis rosso per Iran (73° posto), Iraq, Afghanistan e ancor peggio per Turkmenistan, Corea del Nord, Eritrea, ultimi della lista dal 174° al 175° posto. Fa un gran balzo in avanti l’America di Obama (dal 40° al 20°) posto, mentre la vecchia Europa arranca con solo 15 nazioni nei primi venti (erano 18 lo scorso anno). La Francia (43° posto) sta un po’ meglio dell’Italia, superata anche dalla Slovacchia (46°).

In Europa avanza la destra ma si riducono gli spazi per la libertà di stampa. Chissà perché?

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Tg a destra, telespettatori a sinistra: paradossi e lezioni del brainwashing italiano

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Analisi e Dati


Interessante sondaggio quello pubblicato ieri da Demos-Coop: pare che gli italiani ritengano sempre meno degno di fiducia il Tg1, a causa di un suo percepito “spostamento a destra”. Un crollo che piazza il telegiornale dell’ammiraglia Rai dietro al Tg3, sostanzialmente stabile nonostante la sua analoga radicalizzazione.

A risultati simili era giunto qualche mese fa uno studio simile dei ricercatori della Brown University (riassunto da lavoce.info), che aveva preso in esame la collocazione politica e i risultati di ascolto dei principali telegiornali tra il 2001 e il 2007, mostrando come:

una percentuale significativa di spettatori abituali del Tg5, collocati politicamente al centro oppure a destra, sia passata al Tg1 dopo il 2001, e come invece spettatori abituali del Tg1 di tendenza progressista si siano nel contempo spostati verso il Tg3. Sotto questo profilo, le reazioni dei telespettatori neutralizzano, seppur solo in parte, l’effetto ideologico complessivo dello spostamento della linea editoriale del Tg1: se è vero che chi continua a guardare il Tg1 dopo il 2001 viene esposto a una copertura mediatica più sbilanciata verso destra, coloro che si spostano dal Tg5 al Tg1 e dal Tg1 al Tg3 finiscono per essere esposti a una copertura informativa più progressista rispetto a quella di partenza

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Rassegna stampa estera: Berlusconi in lungo e in largo

pubblicato da giulio in: Esteri Silvio Berlusconi Rassegna stampa


Nella settimana in cui il premier se l’è presa con i media stranieri per il fatto che “sputtanerebbero” l’Italia, i resoconti approfonditi sul nostro paese non hanno certo smesso di fiorire sulle pagine della stampa estera.

Vi proponiamooggi in particolare tre corposi estratti da altrettanti articoli di quotidiani anglosassoni. Il britannico Guardian si è concentrato sul progetto del governo di una task force per promuovere l’immagine dell’Italia all’estero, evocando paralleli poco lusinghieri:

Settantadue anni dopo la fondazione del MinCulPop, l’Italia ha annunciato la creazione della sua versione per il XXI secolo. Presentato come un ente speciale per migliorare l’immagine dell’Italia, il nuovo dipartimento del governo sarà responsabile della diffusione di buone notizie sul paese. E’ necessario per ragioni commerciali, afferma il governo. L’Italia deve contrastare le cronache inesorabilmente negative dei media stranieri su Silvio Berlusconi e la sua azione politica, perché danneggiano gli affari italiani

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Rassegna stampa estera: Berlusconi e la libertà di informazione in Italia

pubblicato da giulio in: Esteri Silvio Berlusconi Rassegna stampa


Nel corso di questa settimana i media stranieri si sono occupati principalmente, per quanto riguarda l’Italia, della bocciatura del Lodo Alfano, alla quale abbiamo dedicato infatti una rassegna speciale.

Ci sono stati tuttavia anche moltissimi articoli riguardanti la questione della libertà di stampa, nella settimana in cui essa è stata discussa perfino dal Parlamento Europeo. Nel seguito, estratti dei tre pezzi a mio avviso più interessanti, più alcuni consigli di lettura. Cominciamo dall’austriaco Die Presse:

La televisione statale e’ in gran parte addomesticata. Il premier Berlusconi elogia all’infinito i suoi “miracoli”. Solo singoli giornalisti come Michele Santoro lottano attivamente contro questa situazione. Come ci si deve comportare nell’impero di Silvio I lo ha dimostrato il primo canale della televisione di stato RAI la scorsa settimana

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Libertà di stampa: in pericolo secondo i giovani, in ottima salute secondo gli anziani

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Analisi e Dati


Interessante sondaggio quello di Renato Mannheimer oggi sul Corriere. Il sondaggista preferito da Bruno Vespa ha chiesto ad un campione di italiani “Secondo lei in Italia attualmente la libertà di stampa è in pericolo?”. Con risultati sorprendenti.

Innanzitutto, il 52% percento degli abitanti del Bel Paese la libertà di stampa è “poco” o “per nulla” in pericolo, contro un 43% che la vede come “molto” o “abbastanza” minacciata. Ma come ben sanno tutti quelli abituati ad analizzare dati di questo tipo, le cose più interessanti si scoprono incrociando questa risposta con altre variabili.

Si scopre così ad esempio che la percentuale dei “preoccupati”, al 52% tra i giovani sotto i 24 anni, diminuisce lentamente ma regolarmente mano a mano che aumenta l’età degli intervistati, fino a raggiungere il 41% tra i 55-64enni. Poi, il tracollo: tra gli over 65, solo il 29% vede la libertà di stampa in pericolo, contro un 55% che si ritiene tranquillo.

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Rassegna stampa estera: Berlusconi e la manifestazione per la libertà di stampa

pubblicato da giulio in: Mediaticamente Esteri Silvio Berlusconi Analisi e Dati


Tra i temi all’attenzione dei media stranieri questa settimana, il perdurante conflitto tra il presidente del consiglio italiano e la stampa occupa senza dubbio un posto di rilievo.

Ha suscitato particolare clamore un bruciante editoriale dell’Economist, che ha espresso il suo sostegno per la manifestazione nazionale per la libertà di stampa di oggi a Roma, affibbiando al capo del governo paragoni poco lusinghieri:

Sabato 3 ottobre si terrà a Roma una manifestazione per difendere la libertà di stampa - non in una lontana dittatura, ma proprio in Italia. I giornalisti che l’hanno indetta hanno buone ragioni per preoccuparsi. (..) Per quanto riguarda almeno questo aspetto, l’Italia di Berlusconi si sta allontanando dall’Europa occidentale per diventare più simile alle deboli democrazie dell’est. (..) Le ordinanze di Berlusconi sembrano parte di un progetto per spazzare via le ultime enclavi ribelli rimaste nei media italiani

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