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Tutti gli articoli con tag libia

Esteri: Libia, al via un nuovo Governo

pubblicato da R.D.

Mentre l’Egitto torna a guadagnare le prime pagine dei giornali con le nuove rivolte di Piazza Tahrir, la Libia sembra essere diventata uno scenario di secondo piano. Eppure, nel giro di pochi giorni il Paese è stato teatro di una serie di importanti svolte.

Nel fine settimana sono stati catturati dai ribelli sia il figlio di Gheddafi ed ex delfino del defunto regime Seif al Islam, sia l”ex capo dei servizi segreti Abdullah al Senussi. Ieri, il Consiglio nazionale transitorio ha annunciato la formazione di un nuovo Governo ad interim che dovrà guidare il Paese fino a quando non saranno indette elezioni.

La notizia è stata data alle agenzie di stampa internazionali dall’attuale Primo ministro del Cnt Abdurrhaim El Keib alcune ore dopo un incontro con l’ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite Susan Rice. Nel nuovo Governo ci sarebbe ora una predominanza di laici e liberali.

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Libia: chi deve processare Seif al-Islam? La domanda riguarda la giurisdizione sui crimini commessi dal figlio di Muammar Gheddafi. Mercoledì, il procuratore generale del Tribunale penale internazionale Luis Moreno-Ocampo ha dichiarato al Consiglio di sicurezza dell’Onu che il Tribunale dell’Aja è pronta a negoziare un’eventuale estradizione del figlio dell’ex rais libico. Come è noto, il Tribunale penale internazionale aveva emesso un mandato di cattura nei suoi confronti lo scorso 27 giugno.

Le tracce di Seif al Islam si sono perse dopo la morte del padre, lo scorso 20 ottobre; da allora il delfino del dittatore non è stato più visto in pubblico e, in un primo momento, si erano anche diffuse voci su una sua morte. Il 27 ottobre scorso, fonti ufficiali libiche avevano diffuso la notizia che il figlio del Colonnello sarebbe stato pronto a consegnarsi al Tribunale dell’Aja piuttosto che subire la sorte del padre.

Moreno Ocampo ha aggiunto che, da diversi giorni, il Tribunale dell’Aja non ha più contatti con lo staff di Seif al Islam.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Malgrado il messaggio audio, è mistero su Saif, il figlio di Gheddafi: il problema è che spariscono i delfini, mai le trote. NATO…sotto il segno dei pesci

Molti temevano (e qualcuno sperava) che in Val di Susa si sarebbe scatenato l’inferno. Invece ecco una manifestazione pacifica, colorata, a tratti gioiosa. Aggiungi un posto a Tav(ola)

Sarkozy irride l’Italia e per il Cav si pone il problema delle inimicizie esterne oltre agli avversari interni. Rosi Bindi Smaghi

Ma la gran parte della sinistra non è un po’ troppo radical chic e fighetta per rappresentare una seria alternativa al Cav? Pelliccia da Volpedo

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Tremonti con candore sulla manovra: “Non abbiamo mica la bacchetta magica”. E infatti si vede. Mago Merdino

In Libia è caos quasi come nella maggioranza Pdl-Lega. Si pensa al dopo Gheddafi, ma intanto ancora si combatte. E un pugno di fedelissimi difende l’ex rais come farebbe solo un Bondi in forma con il Cavaliere. Nella buona e nella cattiva Sirte

La politica delegittimata da orge e festini ha pensato bene di tassare le rimesse degli immigrati. Che classe. Money…trans

Il premier è un benefattore e Tarantini un povero in canna. Allora chi è il cattivone in questa storia? O la borsa o Lavitola

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Esteri: il giro del mondo in tremila battute

pubblicato da R.D.

Africa del Nord, Libia: i ribelli si impossessano di un deposito di armi di Gheddafi a 40 km da Tripoli. Lo mostra un video diffuso dalla BBC e, per una volta, non sembrano essere le solite immagini di repertorio che mostrano ribelli mentre sparano in aria o fingono di combattere acquattandosi dietro dune di sabbia.

Il deposito sotterraneo si trova a Zintan, a circa 40 km da Tripoli, ed è stato espugnato dai ribelli a seguito di un attacco aereo delle forze Nato. La notizia è la conferma di una svolta nel conflitto, che vede la linea del fronte spostarsi sempre più vicino alla capitale e il regime di Gheddafi in crescente difficoltà.

Yemen, il Governo ha bombardato i villaggi intorno alla capitale. Lo racconta un video esclusivo di Al Jazeera che mostra alcuni villaggi bombardati nei pressi della capitale Sanaa.

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Ore 12 - Libia, oggi voto alla Camera. Brindano B&B. Opposizione coi ... "cocci"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroOggi alla Camera il voto sulla Libia sancirà l’intesa ritrovata fra Pdl e Lega. Solito copione. Tutto, almeno nel Belpaese, tornerà come prima, con buona pace dell’opposizione che sperava in uno strappo decisivo e conseguente crisi di governo.

L’obiettivo principale di Berlusconi è sempre lo stesso: tenersi stretta la poltrona di Palazzo Chigi, costi quel che costi. Ecco perchè il Premier si piega agli umilianti e irragionevoli dictat di Umberto Bossi, impegnato solo a coltivare il bacino elettorale del Carroccio.

Come già ribadito ieri su Ore 12, riconfermiamo quanto scritto da Emanuele Macaluso sul Riformista: “La crisi Libica ha messo in risalto l’esistenza di un vuoto politico che riguarda tanto la maggioranza quanto le opposizioni”.

E’ vero, la politica estera rappresenta la cartina del tornasole dello status politico-istituzionale del Paese: se ci si divide e ci si lacera anche su questo, la credibilità internazionale dell’Italia va a carte quarantotto. Così è. Ma non solo per responsabilità pesanti ed evidenti del “gatto e la volpe”, Berlusconi e Bossi.

Il centrosinistra sbraita ma dimostra ancora una volta di non “esserci”. Pd e Udc, pur con distinguo da voltastomaco, sono responsabilmente sul versante pro Onu e pro missione Nato, mentre l’Idv, memore delle urne fra dieci giorni, spinge per il suo documento iper-pacifista, anti interventista, a favore dell’immediato ritiro unilaterale dell’Italia, le cui conseguenze porterebbero il nostro Paese fuori dalla Nato.

Quindi oggi il Pd voterà contro l’Idv, con sommo gaudio di Silvio Berlusconi che può gridare contro “la sinistra dalle mille sigle, pasticciona e inutile”. Ne ha ben donde, il Cavaliere!

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"Berlusconi non è scemo!". Bossi dixit ...

pubblicato da il passator cortese

E che ne dubitava? “Berlusconi non è scemo: non vota per far cadere il governo”. È questa la risposta di Umberto Bossi a chi gli ha chiesto, durante un incontro odierno coi militanti a Gallarate, come si comporterà il Pdl riguardo alla mozione presentata dalla Lega sulla missione italiana in Libia.

Evidentemente il capo del Carroccio aveva bisogno di verificare lo status cerebro-intellettivo del Cavaliere. Rassicurato lui, si tratta adesso di rassicurare gli italiani.

Berlusconi e Bossi fanno di necessità, virtù. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. Anche il Senatur non è scemo. E’ solo patetico.

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Ore 12 - Berlusconi fa un "salto" in Tribunale e rabbonisce Bossi. Il Senatur ringhia e ... sogghigna

pubblicato da Massimo Falcioni

altroGiornata lunga, quella di oggi, per Silvio Berlusconi e per Umberto Bossi. Il premier, che stamattina … “passa” per il Tribunale di Milano per la grana Mediatrade vedrà poi il Senatur per dirimere il nodo sulla Libia.

“Trovo che la mozione della Lega sull’intervento in Libia possa essere condivisa. Non credo che ci saranno difficoltà per il governo”. Questo il commento del presidente del consiglio arrivando poco fa a Palazzo di giustizia. Si vedrà più tardi se è solo una apertura tattica, per rabbonire il leader della Lega, deciso, si fa per dire, a scalciare.

Se l’opposizione pensava che Berlusconi non avrebbe digerito la mozione della Lega, ancora una volta, quasi sicuramente, rimarrà con le pive nel sacco. In ogni caso, il Governo apparirà come una compagine di dilettanti, con l’atteggiamento del Carroccio di pura irresponsabilità politica. Al di là delle finte minacce di Bossi, la Lega non ha nessuna intenzione di opporsi realmente all’intervento in Libia.

Le polemiche e i ricatti piu’ o meno velati di questi giorni, infatti, hanno il solo obiettivo di rafforzare la posizione del Carroccio all’interno della rissosa coalizione di maggioranza dopo l’ingresso dei Responsabili, forti del “merito” acquisito negli ultimi voti di fiducia. Alla fine, dunque, tutto si risolvera’ nel recupero di Brigandi’ come sottosegretario. E ancora una volta i posti di Governo, invece che per il bene del Paese, serviranno per premiare trombati e voltagabbana.

Quindi, gli attuali equilibri restano quelli che sono, con Berlusconi che regge la scena e Bossi che gli tiene il sacco. A meno che le urne, specie con una debacle Pdl a Milano, determinino la convinzione che si sta sfrangiando qualche cosa di più importante, e cioè il rapporto con il Paese. Tutto è possibile. Anche con questo governo. Anche con questa opposizione.

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Ore 12 - Berlusconi e Bossi, i conviventi conniventi

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNon è mai facile seguire le “capriole” di Umberto Bossi e lo è ancor meno in queste ore dopo lo “strappo” con il premier Silvio Berlusconi.

Ieri in un comizio a Domodossola il Senatur aveva gettato acqua sul fuoco: “La Lega non farà cadere il governo per la Libia”. Ma poco dopo arriva un’altra sparata: “Se Berlusconi non cambia posizione sulla Libia, allora può capitare di tutto, Noi non faremo un passo indietro”.

Il leader della Lega alza la vela dove tira il vento, è mosso esclusivamente da logiche di partito e interessi elettoralistici: poco gli importa dei bombardamenti, se non sollevare un nuovo polverone sull’invasione degli immigrati e giocare questa carta fra due settimane nelle elezioni amministrative con ripercussioni politiche nazionali. Le beghe politiche e la campagna elettorale contano più degli interessi del Paese.

Bossi da una parte tiene forte il sacco a Berlusconi e dall’altra cerca affannosamente di smarcarsi per rilanciare l’antica vocazione di partito di lotta e di governo. Di fatto, il capo del Carroccio abbaia ma non morde, ha perso lucidità e smalto, regge la borsa al Cavaliere e lo “ricatta” per avere in cambio ancora più libertà di manovra e più potere. Ma oltre non va, non può andare: se Bossi stacca la spina al governo, Berlusconi va a casa e il Senatur fa la stessa fine.

Il quadro, nella sua desolante nullità, è chiaro: Berlusconi e Bossi sono “condannati” a rimanere sotto lo stesso tetto, in caso contrario, per entrambi c’è l’ingresso in un vicolo senza uscita. Già alle prossime amministrative il Pdl perderà voti che la Lega non recupererà.

Così Berlusconi e Bossi, sempre più “incartati”, tireranno a campare. Intanto il governo prosegue nel suo stato confusionale. E l’Italia, sempre più priva di credibilità internazionale, rimane nella palude.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Berlusconi l’altro giorno ha fatto addirittura una veloce capatina in farmacia e ha cominciato a raccontare barzellette così vecchie che persino ai camici bianchi dietro il bancone è salito il mal di testa. Nimesuleader

A qualcuno dei farmacisti, però, sarà forse venuto il voltastomaco. Il premier può causare disturbi gastrici. SpasmoMan

In ogni caso il capo del governo mantiene una positività e una voglia di scherzare stupefacenti se si considera il periodo che attraversa. Una carica davvero esplosiva. La (xama)mina

Il Cav ha detto di non aver comprato nulla per sé: “Sono perfettamente sano”. Eppure avrebbe avuto bisogno di qualcosa per sedare l’acidità che gli ha di certo provocato il vertice con Sarkozy e la giravolta a 180 gradi sulla Libia. Bicarbo-Nato

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