Antonio Di Pietro: sciacquone. Voto 7+. Il leader dell’Idv tuona contro il Lodo: “obbrobrio giuridico, politico e morale non rattoppabile, è solo l’ennesimo salvacondotto per Berlusconi: va buttato al cesso”. Water closed.
Fabrizio Cicchitto: sciacquato. Voto 5-. Il presidente dei deputati Pdl prima strombazza l’intesa con Fli sul Lodo Alfano poi è costretto alla retromarcia per la smentita dei finiani. Non dire gatto finch’è non è nel sacco. Illuso.
Dopo il Lodo Alfano, a breve arriverà la riforma della giustizia? Vediamo: Angelino Alfano, fedelissimo dei berluscones che sta scalando posizioni nell’inner circle del cavaliere ha quasi tutto pronto, le bozze esistono e le consultazioni ai piani alti proseguono da settimane
Liana Milella su Repubblica scrive:
Una rivoluzione in negativo per la magistratura. Riassumibile in pochi concetti: le toghe divise, il pm privato della polizia e dell’obbligatorietà, perfino eletto dal popolo, il Csm depotenziato e messo nelle mani della politica, il Guardasigilli rafforzato e con ampi poteri. Scorriamo la bozza di Alfano per scoprire come vuole riscrivere il titolo quarto della Costituzione che non si chiamerà più “la magistratura”, ma “la giustizia”. Perché, dice il ministro, “le norme riguardano non solo l’ordine giudiziario, inteso come corporazione, ma un bene essenziale per la vita dei cittadini e per la nazione”. Per il bene di entrambi cade la mannaia sulla magistratura
Ci siamo fino a questo punto? Ecco, perché per Fini e FLI, le cose non vanno molto bene…
Continua a leggere: Riforma giustizia governo Berlusconi: cosa cambia
E alla fine in Commissione Senato passò la retroattività del Lodo Alfano: il voto a favore dei finiani di Futuro e Libertà ha portato allo scoperto quanto vi scrivevo già tempo fa, ovvero che i falchi hanno lasciato spazio alle colombe, e che la realpolitik ha vinto sulle sceneggiate.
Il problema però, è che se illudi un potenziale elettorato che avresti tenuto la barra dritta su certi temi - uno su tutti, la legalità - e poi ti comporti almeno a loro modo di vedere diversamente, qualche reazione devi aspettartela. E non sono ovviamente reazioni positive, anzi, sono state piuttosto contrariate.
Vediamo dopo il salto di fare un giretto e capire che cosa ha fatto cambiare idea - per una strategia che sacrifica il consenso “popolare” sul breve termine, ma tanto poi la gente si dimentica… - a quella che per una piccola fetta di elettori italiani sembrava essere una destra liberale, europea, da paese “normale”.
Continua a leggere: Lodo Alfano: sulla strategia di FLI e la delusione dei finiani
Ecco lo scudiero Sancho Vespa subito schierato a difesa del Cav. La puntata di Porta a Porta dell’altra sera è stata magnificamente costruita per distruggere Michele Santoro. Un ottimo servigio, non c’è che dire, rapido ed efficace. Anno-zelo
Ancora maretta nel Pd dopo la manifestazione della Fiom. I moderati del partito provocano: “Perché quando scende in piazza la Cisl non si sente nessun richiamo della foresta?”. Zanda bianca
Non lo capiscono. Lo trattano male e non si rendono conto che il Cav è un romantico, un uomo legato alle persone, agli affetti, ai sani valori della gente che lavora. Piccolo mondo antiguo
Lodo Alfano costituzionale: Napolitano in imbarazzo perché la maggioranza lo tira dentro per cercare di nobilitare l’operazione. Non potendo coinvolgere i ministri, al premier conviene avere accanto almeno il capo dello Stato. Dobbiamo stare Vizzini Vizzini
Stamane, in prima pagina del Corriere, leggo un titolo: “Berlusconi vuole fare un intervento in tv sui processi ingiusti”. Mi sono suonate varie campanelle.
Lo scenario che lo preoccupa è noto: senza uno scudo giudiziario ulteriore, se la Consulta a dicembre boccerà le norme sul legittimo impedimento, il capo del governo sarà «nudo» di fronte ai processi che lo riguardano, primo fra tutti quello sul caso David Mills, la cui sentenza potrebbe arrivare in primavera
la prima: chi decreta che siano ingiusti? Poi ho pensato al motivo per il quale tale diritto gli dovrebbe essere accordato. Sarebbe sulla tv pubblica? Ah già: l’ha appaltata nei luoghi chiave ai suoi uomini.
Oppure sulle sue tre tv private? Sarebbe più logico, sono sue. Ma il motivo per il quale lui dovrebbe avere più diritti di altri a una difesa senza contraddittorio? Mah: allora anch’io avrei un sacco di cose per cui difendermi in tv, penso anche voi. Il tutto alla faccia di quello spauracchio dimenticato che è il conflitto di interessi.
Continua a leggere: Consenso di massa: Berlusconi e il ricorso alla tv

Oggi, come anticipato da polisblog.it nei giorni scorsi e raccontato bene dal Post, molti quotidiani non saranno in edicola per protestare contro il disegno di legge proposto dal Ministro Angelino Alfano secondo il quale nel nostro paese è necessario ridurre le possibilità di pubblicazione delle intercettazioni.
Allo sciopero, malgrado la campagna fatta in queste settimana da Repubblica, non hanno aderito tutti i colleghi di Ezio Mauro. Contrari alla posizione presa dal quotidiano del gruppo Espresso si sono detti sia le testate vicine alla maggioranza che quelle pronte a sostenere l’opposizione.
Significativa, di questa spaccatura, è la posizione del direttore della Stampa Mario Calabresi che prima di trasferirsi a Torino collaborava come corrispondente con Repubblica.
Continua a leggere: Legge Bavaglio: speciale sullo sciopero dei giornalisti della Fnsi

Le parole pronunciate dal Presidente Napolitano da Malta, dove si trova in visita ufficiale, in merito al disegno di legge sulle intercettazioni non lasciano spazio ad alcun dubbio: come avevo ipotizzato ieri mattina, sembra essere finita l’era della “moral suasion“.
“I punti critici sono chiari”, ha detto Napolitano, precisando che “non spetta al Quirinale suggerire soluzioni”, ma solo valutare obiettivamente, nell’ambito delle prerogative presidenziali, “se verranno apportate le modifiche adeguate alla problematicità di questi punti che sono già stati messi in evidenza”.
Posto che, con tutta probabilità, i tentativi di continuare un “dialogo” funzionale a guadagnare il consenso del Capo dello Stato sul disegno di legge non cesseranno, a questo punto sono configurabili diversi scenari.
Che gran … “simpaticone”, il Senatur! Estendere l’applicazione del Lodo Alfano è “una piccola cosa: il presidente del Consiglio deve badare ad un paese e qualcosa gli devi dare”.
Umberto Bossi si dice così favorevole alla proposta di estendere il lodo Alfano ai processi avviati prima dell’insediamento come primo ministro. Evviva!
Ma c’è di più: “leghisti” e “padani” si superano, elevandosi verso … il cielo.
L’Aeroclub Italia ha presentato il rinnovo della flotta dei P92JS, aerei destinati alle scuole, e - come ha rivelato il mensile Volare di Editoriale Domus - al posto delle lettere che richiamano le marche dei velivoli (dopo la I che si mantiene come identificativo nazionale) compaiono le iniziali dei nomi e cognomi di politici e Ministri dell’attuale Governo.
“Ero stufo di vedere sugli aeroplani quelle lettere, acer nacc aecc….allora ho fatto diverso” spiega Giuseppe Leoni, Presidente dell’AeCI che aggiunge “almeno abbiamo usato i nomi di quelli che i soldi per la flotta ce li hanno dati”.
E infatti pronti al decollo I-RMAR (Roberto Maroni), I-CALD (Roberto Calderoli), I-UMBE (Umberto Bossi), I-COSG (Giuseppe Cossiga), I-GTRE (Giulio Tremonti), I-NOEL (Leoni al contrario).
“Se ci sono piloti cui non va bene, che vadano su altri aerei, chiaro?…..sì me li sono fatti su misura e ne vado orgoglioso” questa la ferma risposta alle richieste di chiarimento effettuate dalla testata.
Il “Trota” ha già fatto carriera. Quando un cavallo (verde) … ministro? Tanto, nel Belpaese, anche gli asini volano …

Nella riunione della Consulta della giustizia del PdL svoltasi ieri, diversi parlamentari della maggioranza si sono lamentati del silenzio del Quirinale sulle modifiche da apportare al disegno di legge sulle intercettazioni. Modifiche che consentirebbero la promulgazione del testo normativo senza rinvii alle Camere per una nuova deliberazione.
In assenza di indicazioni provenienti dalla più alta carica dello Stato - si è rilevato da più parti - non è affatto scontato che il disegno venga cambiato. Si attendono così le direttive del Governo. E, come riporta oggi Liana Milella su Repubblica, già qualcuno prospetta il ricorso al voto di fiducia anche per l’approvazione di questo contestatissimo atto legislativo.
Ma il silenzio di Napolitano costituisce davvero un comportamento scorretto e irrituale, come sembrerebbero lasciare intendere i commenti stizziti dei parlamentari del PdL? Stando a quanto prevede la Costituzione…
Giorgio Napolitano: rispetto integrale. Voto 9. Il capo dello Stato: “Il soccorso agli immigrati deve essere nel rispetto dei diritti della persona”. Repubblica italiana doc. Fortuna che Giorgio c’è!
Silvio Berlusconi: casco integrale. Voto 4. In arrivo nuove modifiche per il Lodo Alfano: si estende lo “scudo” protettivo per il Premier. Repubblica dei … pomodori bacati (da tirare). Sconcertante.