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Tutti gli articoli con tag lodo mondadori

Veritometro: Lodo Mondadori, Verdini e la differenza tra assoluzione e prescrizione

pubblicato da Giulio Mattioli

“un giudice (..) ignora una sentenza penale di assoluzione definitiva emessa nei confronti di Berlusconi, e poco importa che sia avvenuta per prescrizione”.

Denis Verdini

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Angelino Alfano: l’innominato

pubblicato da Giovanni Molaschi



Oggi, probabilmente, la Consulta si esprimerà sul lodo Alfano. Fare delle previsioni ora non avrebbe senso, oltre che essere di cattivo auspicio per tutti coloro che diversamente da Niccolò Ghedini pensano che la legge e la relativa applicazione debbano essere uguali per tutti.

Oggi, più di ieri, è giusto omaggiare l’esponente politico a cui si deve la creazione di questo provvedimento che ha spostato l’attenzione degli italiani dalla tragedia nel messinese alla santificazione di Silvio. Non è certo un caso che ieri Bruno Vespa si sia dedicato ai miracoli di Lourdes.

Oggi qualcuno dovrebbe intervistare il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Qualora il lodo passasse il suo nome, più citato della sua persona, sarebbe ricordato. E non solo da quei quattro comunistelli che manifestano. Di sabato. Sulla libertà di stampa.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Le due opposte tifoserie denunciano progetti eversivi di segno diverso. Ma il vero colpo di Stato potrebbe farlo chi riesce a finire nel lettone di Putin con registratori e microcamere senza nemmeno subire una perquisizione. E tutto ciò a causa delle pulsioni sessuali del ’sultano’. Ti do un golpe-tto…

Paese di Pinocchi bugiardi e Grilli parlanti del giorno dopo. Paese di gente che resta in brache di tela come Geppetto e di furbi improvvisatori come il Gatto e la Volpe. Col-lodi

A Messina le solite scene, i soliti fatti: prima l’incuria, poi il lutto, quindi le polemiche. Triti e detriti

Poi dicono che la politica è solo un teatrino di pupi e pupari. Ogni tanto, però, spunta fuori qualcuno di davvero credibile e serio. Parliamo di Topo Gigio, che ha partecipato alla conferenza stampa sull’influenza A con il sottosegretario Bonaiuti e il viceministro Fazio. Il celebre topo sarà anche testimonial della campagna informativa sul virus. E pare che Berlusconi voglia metterlo al Turismo: la Brambilla trema. Pupazzo Chigi

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Lodo Alfano: Berlusconi accetta la sentenza della Consulta solo se dà ragione a lui. Strappo o golpe?

pubblicato da Massimo Falcioni

C’è (quasi) tutta l’Italia a naso in sù, in attesa di conoscere le decisioni della Consulta sulla legalità del Lodo Alfano, la legge fatta approvare dal premier appena rieletto a Palazzo Chigi, che gli concede l’immunità dai procedimenti giudiziari.

La stampa internazionale scrive di Berlusconi: “premier sotto assedio protetto da media, soldi e immunità”. Lui si difende e vede la coincidenza (la sentenza sul lodo Mondadori – una sciagura per le tasche del Cav - che s’incrocia con la decisione sul lodo Alfano – una sciagura più sciagura della prima -) come “Una manovra dopo l’altra contro di me, per farmi fuori”.

Gli italiani vogliono dunque sapere se nel Belpaese vige ancora lo stato di diritto, se tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge o se, come hanno affermato stamattina i legali di Berlusconi “il premier è sopra gli altri”.

Certo è che in Italia la politica non c’è più. La politica italiana non si occupa più di politica. E non è vero che è sempre stato così. E’ così dalla seconda repubblica. Questo è il frutto del bipolarismo Made in Italy: da oltre 15 anni solo un braccio di ferro pro o contro Berlusconi. E gli italiani, gonzi, ci sono cascati e sono nel cul de sac.

Chi accetterà, ora, senza dire “a”, il verdetto della Corte Costituzionale?

Berlusconi e i suoi accetteranno la sentenza solamente se darà ragione a loro. In caso contrario tenteranno di mettere una pezza allo scudo Alfano, con un decreto.

Questo è il “golpe” che straccia la Costituzione! E’ a questo che, se così sarà, bisognerà rispondere. Dovrà farlo la politica, dovranno farlo gli italiani, dovrà farlo la giustizia, cui non mancano strumenti legislativi e mezzi (anche) coercitivi per fare rispettare la legge.

Stavolta, è la preoccupazione del Colle, “di mezzo c’è la saldezza dell’equilibrio istituzionale”. La farsa può tramutarsi in tragedia.

Ore 12 - Silvio Berlusconi appeso ai due "lodi"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroInutile nasconderlo, nel Pd e nell’opposizione sperano che Silvio Berlusconi venga stritolato fra i “lodi”, Mondadori o Alfano che sia.

Sperano cioè di tentare di battere (e abbattere) il “sultano” per via giudiziaria. Una scorciatoia a rischio: può indebolire e addirittura cancellare Berlusconi ma allo stesso tempo rilanciare e rafforzare il berlusconismo.

Una cosa è certa: chi agita lo spauracchio della sentenza politica lo fa pensando a Berlusconi come un monarca assoluto, sciolto dalla legge. Chi grida al golpe e chi si piega alla sindrome della piazza, è oggettivamente in difesa, logorato, e con il blabla della sovranità popolare tenta il ricatto della piazza e delle urne, giocando la carta del tanto peggio tanto meglio.

La politica non deve toccare la magistratura. Ma non è la magistratura che deve determinare ancora una volta (l’altra fu nei primi anni ’90 con Mani Pulite) il cambiamento del quadro politico italiano.

Il fatto è che in tilt non c’è solo Berlusconi, angosciato perché “minacciato”, ma tutta la politica.

Con il Pdl (non tutto) e la maggioranza (non tutta) in fuori giri, senza più bussola. E con il Pd e tutta la sinistra chiusi nella tenaglia dell’impotenza politica, a gridare alla fine della democrazia, sempre privi di un leader carismatico e un progetto credibile.

Così si rischia di andare verso una piazza schiacciata tra Berlusconi e Di Pietro, cioè due “piazzate”. Nel mezzo, stritolati, tutti gli italiani. I quali italiani prima si liberano del Cav/premier, “meglio è”. Idem per l’ex pm.

Stasera Ballarò sui Lodi Alfano e Mondadori

pubblicato da Luca Landoni

Come ovvio stasera Ballarò non poteva che occuparsi dei fatti del giorno, ovvero il Lodo Mondadori, del quale trovate una ricostruzione storica qui, e del Lodo Alfano, sempre in attesa dell’eventuale decisione della Consulta attesa in giornata.

Sempre che non venga rimandata. Basterà infatti una sola richiesta di rinvio di uno dei 15 membri della Corte Costituzionale per causare un rinvio di due settimane.

I fatti, la politica, la speranza sarà il titolo della puntata che vedrà come ospiti il segretario del Pd Dario Franceschini, il ministro ai Beni Culturali Sandro Bondi, l’economista Tito Boeri, l’architetto Paolo Portoghesi, il giornalista Paolo Mieli, presidente di Rcs libri. La puntata del settimanale di Raitre sarà aperta dalla copertina satirica di Maurizio Crozza.

Come sempre questo spazio sarà a disposizione per i commenti alla trasmissione. Appuntamento su Rai3 alle 21.10 circa

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Lodo Alfano: Luigi De Magistris dell’Idv è d’accordo sull’immunità di Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Quanta confusione. Sul Lodo Alfano. Intervistato da Lilli Gruber Luigi De Magistris, europarlamentare dell’Idv e magistrato fino alla consegna (non ancora avvenuta) delle dimissioni, ha proposto l’immunità definitiva per Silvio Berlusconi. Secondo il magistrato il Premier deve essere sconfitto politicamente.

È evidente che l’idea presentata dal delfino di Antonio Di Pietro non altro che una provocazione figlia di un modo di fare politica riconducibile al berlusconismo. E, di conseguenza, ai movimenti dichiaratamente contrari.

Lecito, però chiedersi, se un rappresentante della giustizia possa mischiare anche solo per scherzo due spazi la cui salvaguardia dipende proprio dalla loro autonomia. Dichiarazioni peggiori di quelle di Luigi De Magistris erano state rilasciate da Marina Berlusconi sul Lodo Mondadori.

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Storia del Lodo Mondadori. Le origini del "male"

pubblicato da Luca Landoni


Dopo la sentenza che ha condannato Berlusconi e la Fininvest a pagare 750 milioni di euro di risarcimento alla Cir di De Benedetti, sarà bene fare un passo indietro per capire da dove scaturisca l’intera vicenda. Non prima però di aver chiarito che quella recente è solo l’ultima di una lunghissima catena di sentenze spesso contraddittorie. Berlusconi è stato infatti assolto in sede penale, mentre viene ora condannato in sede civile per responsabilità oggettiva. In mancanza assoluta di prove tangibili del suo coinvolgimento, il giudice Mesiano ha infatti ritenuto - non senza qualche ragione - che non potesse non sapere dello spostamento di una cifra così consistente dal conto All Iberian a quello dell’allora giudice Metta, ovvero l’estensore del primo lodo arbitrale a favore del Cavaliere.

Ma da che cosa scaturiva quel lodo? Riassumiamo brevemente la storia della cosiddetta Guerra di Segrate, ovvero il sanguinoso scontro tra i potentati di Berlusconi e De Benedetti per il controllo del più grande colosso editoriale italiano. I due mega-imprenditori erano soci in affari, detenendo entrambi quote significative della casa editrice. Ago della bilancia erano però gli eredi della famiglia Mondadori, ovvero i Formenton. Questi ultimi si piegarono a un certo punto alla volontà di De Benedetti di assumere la guida del gruppo per defenestrare lo scomodo socio Berlusconi, salvo poi cambiare idea.

Prima di proseguire nel racconto facciamo un passo indietro. Carlo De Benedetti è l’uomo che ammise davanti ai giudici di Tangentopoli di aver pagato svariati miliardi di lire di tangenti ai partiti della Prima Repubblica per ottenere commesse che gli permettessero di vendere i suoi computer obsoleti. Pur autoriconosciutosi colpevole per misteriosi motivi non andò mai a processo. Dopo un periodo di espiazione e lontananza dai riflettori l’Ingegnere fu poi riesumato dall’amico Romano Prodi, che a sorpresa lo presentò come azionista di maggioranza della Sme.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Se la Consulta emetterà una sentenza sfavorevole, cosa rimarrà da fare al SuperCav? Dimettersi e andarsene un po’ al mare? Lido Alfano

I socialisti vincono in Grecia. Ma Berlusconi tranquillizza i suoi: “Caso isolato, qui il Pd non fa strada, almeno finché c’è Rutelli con loro. Qui vinco solo io“. Papindreou

Affaire Mondadori: secondo i giudici il Superpremier è corresponsabile della corruzione e i vertici Fininvest non potevano non sapere. Cosa si inventeranno ora i legali del capo del governo? Quale acrobazia? Cir-censi

Anche Obama si inchina alla logica economica e si fa intimidire da Pechino: il Dalai Lama non sarà ricevuto alla Casa Bianca. Incontro soltanto rinviato a dicembre? Buddhanate

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Lodo Mondadori: per Marina Berlusconi la sentenza è politica

pubblicato da Giovanni Molaschi



Marina Berlusconi punta ad impersonificare il conflitto di interessi del padre. Silvio Berlusconi. A poche settimane dall’intervista rilasciata al Corriere della Sera, nella quale ha voluto precisare che anche lei come molti altri cittadini italiani paghe le tasse, riappare nelle cronache politiche.

Figlia, come molti, di un fraintendimento tutto italiano a causa del quale diventa politico tutto Marina Berlusconi ha voluto precisare che il risarcimento (pari a 750 milioni di euro) sul Lodo Mondatori spettante a Carlo De Benedetti (editore anche di Repubblica e L’Espresso) è il risultato di una sentenza politica.

“Non posso non rilevare – ha dichiarato Marina Berlusconi - che questa sentenza cade in momento politico molto particolare. Non posso non rilevare che da’ ragione ad un gruppo editoriale la cui linea di durissimo attacco al Presidente del Consiglio, per non dire altro, è sotto gli occhi di tutti. Sbaglia però chi canta vittoria troppo presto”.

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