Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag londra

Nozze "reali" inglesi e caste "reali" Made in Italy ...

pubblicato da Massimo Falcioni

Sarà anche vero che gli italiani ne hanno le scatole piene delle tv e dei giornali sempre colmi di Berlusconi. E tutti gli altri, nel mondo, non ne possono più di news su guerre, crisi, scandali, disastri di ogni tipo. Ciò detto, si può ben capire il “successo” planetario delle nozze reali celebrate ieri a Londra pompate e immortalate da una copertura mediatica senza precedenti.

Ma è tutto oro quello che luccica? Non si rischia anche di scadere – come scrive oggi su L’Unità Valerio Rosa - “ In un ridicolo e anacronistico tripudio di teste coronate e cotonate, copricapi a forma di frisbee per lei e uniformi pluridecorate di patacche e cianfrusaglie per lui”. Oltre due miliardi di persone sono davanti alla tv dove: “Sfila davanti a una pletora di nobili, eccellenze, ciambellani, camerlenghi, dignitari, altoborghesi e facce da rotocalco. Gente che gode di privilegi inaccessibili ai comuni mortali, ma certamente non possiede la virtù della discrezione né il senso della misura”.

Perché tanto interesse? Lo show è lo show e il business è business, l’uno e l’altro hanno sempre un forte appeal nella gente comune. Poi, specie in periodi grami, qualche piacevole diversivo può servire a non deprimersi.

Ma aggrapparsi al sogno di un matrimonio “reale” non è un po’ come aggrapparsi a una bottiglia di grappa? Poi, dopo la sbronza, resta quel fastidioso cerchio nella testa e si torna alla realtà.

Non per fare abbinamenti irriverenti, ma anche nel Belpaese sguazzano privilegiati e mantenuti di ogni risma con codazzi vari che in molti (troppi) ammirano e applaudono. I nostri parlamentari, gli inviolabili della politica e tutto l’apparato clientelare e burocratico annesso e connesso. Per non dire delle cricche amiche, furbetti e furbastri. E’ una vera casta, quasi paragonabile ai “reali”, pur mancando del loro charme e del loro … sangue blue.

Tanti auguri agli sposi … reali. Anche agli italiani che di reale si trovano solo la malapolitica.

....
condividi 0 Commenti

Boris Johnson: più potere alla stampa

pubblicato da Bruno Marino



Chi è Boris Johson? Alcuni di voi lo ricorderanno come uno degli autori, insieme a Nicholas Ferrell, della famosa intervista a Berlusconi in cui il nostro premier disse che Mussolini non uccideva nessuno e mandava gli oppositori in vacanza al confino. Un secolo fa, era il 2003.

Oggi Boris Johnson è il sindaco di Londra, e ha scritto, per il periodico conservatore inglese “The Spectator” (lo stesso che pubblicò l’intervista di Berlusconi nel 2003) un articolo dal titolo “più potere alla stampa”. Come ci ricorda Fabio Cavalera dal suo blog, Johnson ha difeso la libertà di stampa e il ruolo dei giornalisti nella società contemporanea. Citiamo Cavalera:

“[…] i giornalisti saranno pure troppo curiosi, invaderanno pure sfere private, magari (quelli televisivi della Bcc) saranno super pagati con fondi pubblici, ma alla fine il malaffare, la corruzione, la criminalità (ovvero ciò che scoprono e raccontano i quotidiani e i magazine) non sono il risultato di comportamenti illeciti degli stessi giornalisti ma di quei soggetti (anche i politici) che vorrebbero essere al riparo da critiche, inchieste, reportage.”

Continua a leggere: Boris Johnson: più potere alla stampa

....
condividi 4 Commenti

Il "guru" Massimo D'Alema a Londra per spiegare i ko della sinistra

pubblicato da il passator cortese

L’antico adagio “chi non sa fare insegna” (forse) non si addice a Massimo D’Alema, chiamato a Londra per spiegare le sconfitte della sinistra italiana ed europea.

Il neo presidente del Copasir è stato infatti invitato (lunedì prossimo) dalla Italian society per una conferenza pubblica alla London School of Economics and Politica Science.

Gli inglesi, noti “bacchettatori” degli italiani, stavolta ritengono di avvalersi dell’ex premier (l’unico ex Pci a capo del governo italiano) per analizzare la debacle subita alle ultime elezioni europee dai partiti di sinistra.

Magari “baffino” potrebbe cogliere la “ghiotta” occasione del palcoscenico internazionale, spiegando anche il ko personale subito recentemente nella propria terra pugliese, sull’affaire primarie.

Il Pd non si smentisce e si divide anche su questa “opportunità”: c’è chi ritiene valida la scelta del “saggio” D’Alema e chi, invece, si augura che gli inglesi se lo tengano stretto (il baffino) e non lo … rilascino. Almeno fino al 30 marzo.

....
condividi 6 Commenti

Morte al G20 di Londra: "Nessun infarto, è stato picchiato"

pubblicato da davide f.

Al contrario di quanto detto da Scotland Yard subito dopo l’incidente, Ian Tomlinson, l’edicolante di 47 anni deceduto durante le proteste al G20 di Londra, non sarebbe morto per infarto ma presumibilmente per un’aggressione, un colpo ricevuto all’addome. Così svelerebbe l’autopsia, anticipata dall’avvocato di Tomlinson.

Come denunciato dai manifestanti in quei giorni torna il sospetto che l’edicolante sia stato vittima della violenza gratuita della polizia: “Sono stati gli agenti che lo hanno malmenato”. Il video qui sopra pubblicato sul sito del Guardian all’indomani dell’incidente del primo aprile, mostra la vittima cadere a terra spinto alle spalle da un poliziotto che lo colpisce con un manganello.

Continua a leggere: Morte al G20 di Londra: "Nessun infarto, è stato picchiato"

Stasera ad Annozero si parla di crisi e G20 londinese

pubblicato da Luca Landoni

In una settimana orfana di Ballarò (sospeso per dare spazio alla partita della nazionale under 21, ditemi voi…) non ci resta che aggrapparci ad Annozero. Fortuna che l’intervento di Beppe Grillo ieri a Exit ha compensato in parte questa mancanza, ma la trasmissione di Michele Santoro rimane pur sempre la regina della settimana politica in televisione.

Questa sera si parlerà nuovamente di crisi, prendendo spunto dalla riunione del G20 attualmente in corso a Londra e dal suo corollario di scontri, che ieri purtroppo ha provocato, direttamente o indirettamente, un morto.

I paesi più industrializzati del mondo si riuniscono a Londra insieme al presidente americano Obama per riscrivere le regole della finanza internazionale, mentre in mezza Europa dilaga la protesta. In Francia i lavoratori di alcune fabbriche in crisi hanno sequestrato per diverse ore dirigenti aziendali contro i licenziamenti in atto. A Londra nei due giorni del G20 4 cortei no-global attraverseranno la città per protestare contro le banche e la finanza. C’è il rischio che la protesta degeneri? La rabbia dei 20 milioni di lavoratori che, come ha spiegato Berlusconi, rischiano di perdere il posto di lavoro nei prossimi due anni può minare la coesione sociale? A fronte del dilagare della perdita dei posti di lavoro in tutta Europa, i manager delle aziende in crisi prendono buonuscite milionarie e stipendi record, tanto che i governi li stanno bloccando. La crisi la pagheranno come sempre solo i più deboli? I manager che hanno commesso frodi, provocando la crisi delle loro aziende, come vengono trattati in Italia e come negli altri paesi?

Continua a leggere: Stasera ad Annozero si parla di crisi e G20 londinese

Primo giorno del G20 di Londra: gli scontri, un morto e l'assedio che continua

pubblicato da davide f.

Si potrebbe dire l’avevamo detto, avevamo parlato di aria di “Genova”. Certo è che si sperava di non dover parlare di altri fatti tragici. E invece durante le proteste alla vigilia del vertice del G20 a Londra, un uomo di 30 anni è morto a causa di un malore. Naturale certo, ma sempre drammatico.

Nel frattempo questo il bilancio di ieri. Più di 80 persone sono state arrestate e nuove manifestazioni sono previste per oggi (sopra, un video sulla giornata odierna dalla Bbc). I broker e i banchieri, alcuni dei quali hanno avuto l’idea geniale di aizzare ulteriormente gli animi lanciando sterline dalle finestre, sono ancora sotto shock per ieri. “Occhi di odio. Ci considerano i primi responsabili della crisi” hanno dichiarato. Ma va?

Oggi parte ufficialmente il G20. I leader mondiali rimangono con posizioni molto distanti tra loro, ma dovranno cercare un accordo sui paradisi fiscali, sulle misure per contrastare la crisi, sui contributi al Fondo monetario internazionale e sul mercato globale. Concludere questi giorni con un ennesimo nulla di fatto rappresenterebbe un’ulteriore fallimento inaccettabile agli occhi delle popolazioni e della loro crescente rabbia. Ai “grandi” e alle loro promesse chi ci crede più?

Manifestazioni contro il G20 a Londra: è partito l'assedio delle banche

pubblicato da davide f.

Ieri vi abbiamo anticipato come il G20 di Londra che parte oggi avrebbe riproposto dinamiche apocalittiche che ricordano il G8 di Genova. Puntualmente arrivano le prime notizie, come testimoniato dalla Cnn nel video è partito l’assedio, l’assalto alle banche, chiamatelo come volete. Migliaia di manifestanti stanno letteralmente assediando la Royal Bank of Scotland vicino alla Banca d’Inghilterra.

Cariche della polizia anche a Cannon Street. In frantumi alcune vetrine, e un piccolo gruppo, in parte a volto coperto, ha fatto irruzione nella sede della Bank of Scotland. La tensione resta altissima, sono quattro i cortei partiti da altrettante stazioni della metropolitana. Lungo il tragitto, decine di impiegati della City, affacciati alle finestre, lanciavano biglietti da 10 sterline, mentre la folla sottostante reagiva con urla e invettive.

Il Guardian, che sta seguendo l’evento minuto per minuto, riferisce di una rabbia destinata ulteriormente a crescere nei prossimi giorni, quando saranno presenti nella “fortezza” tutti e venti i cosiddetti “grandi”. London’s burning?

Il G20 di Londra, tra l'assalto anti-capitalista e le divergenze Usa - Ue

pubblicato da davide f.

da http://www.flickr.com/photos/12190970@N06/2364117585/

La sensazione è quella di essere ad un punto di rottura. La crisi avanza nonostante l’ottimismo di stato (solo) italiano, inizia ad essere una pratica e una strategia comune il rapimento dei mega manager, barconi di ragazzi abbandonati a loro stessi che cercano la traversata affondano nel Mediterraneo; il presidente dell’Eurogruppo al Parlamento europeo Juncker definisce le prospettive dell’economia “eccezionalmente cattive” e la crisi dell’occupazione “drammatica con grandi rischi di rottura della coesione sociale”.

Londra intanto si sta preparando al summit dei G20 di giovedì in un clima di tensione che ricorda quello del G8 di Genova del 2001. Le autorità danno per scontati violenti disordini in occasione delle proteste del movimento anti-capitalista (chiamato dai media in maniera volutamente errata e anacronistica ancora no global) che scenderà in piazza. Un esercito di 10 mila agenti antisommossa è pronto a fronteggiare i manifestanti che sfileranno nella capitale britannica.

Continua a leggere: Il G20 di Londra, tra l'assalto anti-capitalista e le divergenze Usa - Ue

La BBC e il "paziente italiano": crisi o nuovo rinascimento?

pubblicato da Giulio Mattioli


Il canale internazionale della britannica BBC ha dedicato la scorsa settimana un lungo servizio al nostro paese, intitolato eloquentemente “Il paziente italiano”: in esso la giornalista Annalisa Piras, da molti anni inviata de “L’Espresso” a Londra , fa ritorno in patria per verificare se, dopo la vittoria elettorale di Berlusconi, il paese stia approfondendo lo stato di crisi permanente per il quale è noto in Europa, o se al contrario stia vivendo sotto la leadership del Cavaliere un nuovo rinascimento.

Il reportage, che trovate in mp3 qui, offre una prospettiva “esterna” su molti dei problemi del nostro paese: dalla spazzatura e la camorra di Napoli, al “lato oscuro” della Verona intollerante e post-fascista; dall’irrisolto conflitto di interessi di Berlusconi all’antipolitica dilagante, fino a quello che è forse il più inquientante di tutti: la massiccia fuga di cervelli e di talenti dal nostro paese verso il resto dell’occidente.

Il servizio, che comprende diverse interviste, presenta dichiarazioni di molti noti personaggi, che forse non sarebbero state rilasciate con tanta facilità ai media italiani. C’è ad esempio Giuliano Ferrara che definisce Berlusconi “un populista, ma un populista democratico”, o Giuliano Amato che sintetizza lapidariamente il nostro carattere nazionale:

l’identità collettiva degli italiani è basata sulla condivisione dell’idea di “difendersi da quelli che stanno lassù”

Continua a leggere: La BBC e il "paziente italiano": crisi o nuovo rinascimento?

....
condividi 3 Commenti

Londra palestra di democrazia

pubblicato da Luca Landoni

Anche l’ultimo baluardo laburista è caduto. La disfatta di Gordon Brown si è imprevedibilmente completata con la perdita della capitale, dopo che per tutta la giornata di ieri si erano rincorse le notizie sul grande recupero di Ken Livingstone, sindaco carismatico e capace di convogliare su di sè molti consensi al di là del partito stesso. Fino all’ultimo Livingstone ha lottato ma infine ha dovuto soccombere di fronte alla forza conservatrice rappresentata da Boris Johnson.

Quest’ultimo ha parlato di grande vittoria e ha sottolineato di sperare che “queste elezioni dimostrino che i Tory sono diventati nuovamente un partito di cui ci si può fidare”. Di fatto il grande successo conservatore spiana la strada al partito di David Cameron, come dicevamo ieri, in vista delle elezioni politiche del 2010 (o prima) rischiando di aprire davvero una nuova era nei rapporti di forza anglosassoni.

Quale riflesso potrà avere tutto ciò sulla politica italiana è ancora da vedersi. Probabilmente poco o punto, ma una lezione se ne può trarre senza tema di sembrare anglofili come certamente è chi vi sta scrivendo. Il primo pensiero del neo-sindaco Johnson è andato infatti al suo predecessore Livingstone, del quale ha sottolineato la grande forza morale. Oltre a sottolineare il valore politico-amministrativo del sindaco laburista, Johnson ha infatti ricordato come il giorno dell’attacco a Londra il 7 luglio 2005, egli abbia parlato a nome della città incarnandone appieno la fierezza.

Continua a leggere: Londra palestra di democrazia

....
condividi 5 Commenti