
Consegnando il Nobel per la Pace a Barack Obama la commissione di Oslo che si occupa del riconoscimento ci ha, involontariamente, fatto sapere che le basi per un futuro migliore al momento non sono state costruite. Meglio investire sulla speranza.
Meglio attribuire un premio disinformandosi piuttosto che ammettere che le persone, al momento, impegnate per aumentare la pace nel mondo sono sempre in meno. E sempre meno visibili. Scommettiamo che così tanti lanci di agenzia Teresa Sarti, moglie di Gino Strada (scomparsa lo scorso 1° settembre), non li avrebbe mai avuti?
Certo, tanto quante sono le contraddizioni che chi di dovere avrebbe dovuto per lo meno spiegare al momento dell’annuncio pre santificazione dell’attuale Presidente degli Stati Uniti.

Del Lodo Alfano, ieri sera, in tv ne hanno parlato tutti. Da Ilaria D’Amico, che ha debuttato con la nuova serie di Exit, ad Alessio Vinci che in studio ha ospitato Gaetano Pecorella che fino a poche prima difendeva il provvedimento per il Premier in aula.
Sull’argomento ci ha fatto, ovviamente, una puntata anche Bruno Vespa avvalendosi (come fa notare sul suo blog Luca Sofri) di Pierferdinando Casini e Rosy Bindi. Proprio con l’ex Ministro della Sanità Silvio Berlusconi ha consumato uno dei suoi peggiori siparietti.
Intervenuto telefonicamente, dopo essere stato intervistato pochi minuti prima dal sostituto di Enrico Mentana, il Premier le ha fatto sapere che con il tempo sta diventando sempre più bella che intelligente pertanto (cito testualmente) non si interessa della sue opinioni.

Si sta decidendo in queste ore, come spiegato da Francesco Costa sul suo blog, che forma avrà il congresso del Partito Democratico che partirà domenica prossima, 11 ottobre. Sull’evento si sta discutendo da tanto di quel tempo che come minimo ci aspetta un dopo tutto diverso dall’oggi, drammaticamente nero per la coalizione di centrosinistra.
Un movimento che oltre a non sapere la direzione da prendere su tutto, dallo scudo fiscale al lodo Alfano, presenta delle contraddizioni che a confronto lo scontro interno tra i teocon e i laici sembra qualcosa di riduttivo.
Come raccontato da Luca Sofri, uscito dalla direzione del partito di Dario Franceschini la scorsa primavera, la tanto supportata manifestazione sulla libertà di stampa è stata criticata pubblicamente dall’onorevole Calearo secondo il quale il corteo era formato anche da studenti pronti a marinare la scuola.
Continua a leggere: Pd: aspettando il congresso, troppe contraddizioni
Nella vecchia Democrazia Cristiana, ma anche nel vecchio PCI, le riunioni della Direzione (a porte chiuse) finivano senza clamore.
Ma il giorno dopo cambiava tutto. Era facile capire, con promossi e bocciati, chi aveva vinto e chi aveva perduto. E soprattutto la gente capiva bene qual’era la linea del partito: prendere o lasciare.
Invece in questo Partito democratico degli “armistizi” fasulli, delle battaglie politiche fatte sui media o nei caminetti, partito dei grandi proponimenti sempre annunciati e mai realizzati, si vota come ai tempi del Centralismo democratico di leninista memoria e, come allora, si “approva la relazione del segretario con il contributo degli interventi”.
E’ un vecchio e logoro clichè. E’ la nuova “pax democratica”: nessuno è d’accordo con nessuno, i “distinguo” tratteggiano linee alternative che però non vengono mai proposte, non producono conseguenze politiche e organizzative.
Quindi tutti buoni, in marcia “uniti” per non andare a picco con la barca in cui si sta viaggiando. Sperando nella buona stella. Che cambi l’aria.
Un partito non è una azienda, né una questura. Conferire a Veltroni i poteri di “commissariamento” (seppure subordinati all’approvazione del parlamentino) significa creare caos nel territorio, anche laddove la situazione è normale. In ben altro modo si cura la mala pianta della “questione morale”, della degenerazione del “partito degli amministratori”.
Non un passo avanti la Direzione ha fatto sui nodi del rapporto con Berlusconi (avanti con il muro contro muro), della legge elettorale, delle alleanze, della collocazione del Pd a livello europeo, della riforma della giustizia.
Continua a leggere: Armistizio Pd. Ma c'è il macigno dell'astensione di D'Alema
Veltroni ai “Mille” under 40 del Pd: “Uccidete il padre, anche gli zii e i nonni, basta che non diventiate come loro”.
Si è aperta a Roma la prima assemblea del movimento under ’40 del Pd: “Superare il passato per liberare il futuro: la necessità di uccidere il padre”. Tra i promotori Luca Sofri, Ivan Scalfarotto, Marco Simoni.
I maligni dicono che è una nuova corrente, stavolta “generazionale”, una corrente suddivisa in … mille sottocorrenti schierati su questo o quell’altro leader … anziano.
“I Mille” si autodefiniscono giovani, attorno ai … 40 anni. Anche Veltroni ha avuto solo 5 minuti, come tutti, per dire la sua. Come se, anche qui, contassero i minuti e non i contenuti. L’incipit (velleitario?) del leader del Pd: “Dobbiamo, dovete, sbattere le porte, aprire questo partito, immergerlo nella società”.
Altro che il “rinnovamento nella continuità” di togliattiana memoria! Questi giovani 40enni sembra abbiano fretta, molta fretta del … potere, senza sapere il significato delle parole “selezione” e “partecipazione”.
Chissà se mai nessuno ha mai spiegato loro che i “vecchi” del Pci, Gramsci, Togliatti, Terracini, Longo, Amendola, Pajetta, su su fino a Berlinguer e Lama, erano già dirigenti nazionali e internazionali riconosciuti, apprezzati e amati (o temuti e odiati) a 20-30 anni?
Sono davvero certi “I Mille” che la crisi del Pd derivi dalla data di nascita del suo gruppo dirigente?
Facciamo i bravi, partiamo e uniamo i puntini. Qualche giorno fa Marco Travaglio va da Fabio Fazio, a “Che tempo che fa” per presentare un libro. Fazio sa cosa può succedere se inviti Travaglio, lo inviti per quel motivo Travaglio. E infatti succede il finimondo. Fazio la sera successiva “si dissocia”: e come ha fatto notare saggiamente Aldo Grasso, sembrava che stesse parlando della - o con - la Littizzetto. “Luciana! Cosa dici!”.
Andate a vedervi l’intervento del critico del Corriere, illuminante. Restiamo sui puntini della vicenda che dobbiamo unire. Travaglio ricorda al pubblico certe frequentazioni non proprio limpidissime della attuale seconda carica dello Stato. Non sostiene “Schifani ha preso un caffè con Mandalà”, sostiene che abbia fondato la Sicula Brokers con personaggi in seguito indagati per associazione mafiosa.
E’ un pò diverso da prenderci un caffè. Continuiamo con i puntini da unire. Da tutti i lati c’è chi accusa Travaglio di avvelenare la cappa oppiacea che sta rivestendo il paese: e tra questi, oltre a quelli che sai già lo avrebbero attaccato, ce n’è anche uno che un pò lascia perplessi. Giuseppe d’Avanzo, collega di Repubblica.
Continua a leggere: Giuseppe d'Avanzo contro Marco Travaglio: la polemica continua

In un panorama in cui la politica cerca di rifarsi il trucco (chi più, chi meno, a seconda degli strati di make up), sembra venire proprio da internet una novità vera per il panorama italiano. Stiamo parlando della nascita del primo circolo via web del Partito Democratico, intitolato – un po’ come buon auspicio, un po’ per essere al passo coi tempi – al candidato alle primarie democratiche americane Barack Obama.
E’ una novità assoluta, che stupisce soprattutto perché la politica italiana sembra “non perdere mai un’occasione per perdere un’occasione”, specie quando si tratta di innovare o aprirsi a nuove tendenze. Con i soliti tempi compassati, insomma, qualcuno sembra aver capito anche in Italia che “internet” e “politica” non sono necessariamente due parole inconciliabili. La novità della cosa, rispetto alla normale discussione politica sul web, è che i circoli online sono previsti nello Statuto del PD non come luoghi di semplice discussione o dibattito. Ma come veri e propri esempi di organizzazione politica, con pari dignità rispetto ai normali circoli territoriali.
Secondo lo Statuto del PD, infatti:”I Circoli costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del partito. Essi si distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza, in Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro e/o di studio, e in Circoli on-line, che vengono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio”.
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