Attenzione a desiderare di abbandonare l’euro per tornare all’antico. Sembra un vantaggio, ma sarebbe una sventura. Lira funesta…
La Bindi letterale a Ballarò sulla patrimoniale: “Che si chiami Pippo o Gina, l’importante è che paghino coloro che hanno di più”. E ad Alfano, lì presente, viene il mal di testa. Noval-Gina
Il governatore del Veneto Zaia piccato: “Non ci sono esponenti della mia regione nel nuovo governo? E’ perché non abbiamo università private”. Tuttavia da quelle parti sono orgogliosi del Pil che producono e stanno ad osservare con attenzione cosa accadrà dopo la crisi. The sghei after
Austerità? Sobrietà? La prima cosa che ha fatto il nuovo governo è stata rinunciare alle berline tedesche per muoversi con più vecchie Lancia nostrane. Eppure non basta, ora bisogna agire, bisogna fare in fretta….mentre la tensione sale. Nervi Thesis

Nel 2010 si è concluso il mandato di Lula. L’uomo è stato il presidente del Brasile per sette anni. Prima di lasciare il posto a Dilma Rousseff l’esponente politico non ha risolto con l’Italia il caso di Cesare Battisti. L’ex terrorista non sconta l’ergastolo nel paese natale. In Italia sarebbe in pericolo di vita secondo il Brasile.
Il Rubygate ha fatto sfumare il dibattito su Battisti solo a livello nazionale. L’ex terrorista è ancora uno dei protagonisti della cronaca locale. Elena Donazzan (Pdl), assessore all’Istruzione del Veneto, ha deciso di sostenere il boicottaggio proposto da Raffaele Speranzon (Pdl), assessore all’Istruzione della provincia di Venezia.
Speranzon ha chiesto di bandire i testi degli scrittori pro Battisti nei comuni di sua competenza. La proposta è piaciuta a Donazzon che ha esteso l’invito a tutta la regione:
“E’ una censura morale. Nessun obbligo, beninteso, ma un indirizzo politico: voglio evitare che i ragazzi vengano a contatto con le idee di chi difende a spada tratta un furfante, un delinquente, un assassino conclamato”.
Continua a leggere: Veneto. L’amministrazione Zaia taglia i fondi ai sostenitori di Cesare Battisti

Roma fa bene alla Lega Nord. Ogni volta che un esponente politico abbandona la capitale i comici hanno del materiale per sfottere Umberto Bossi e compagni. Persino Luca Zaia, ex ministro all’Agricoltura, non è riuscito a smentire questa teoria.
Da quando è diventato il presidente della regione Veneto il suo aplomb sembra essere scomparso. Zaia assomiglia sempre di più a Calderoli, ministro per le Riforme, e meno a Maroni, ministro degli Interni. Questa trasformazione è riassumibile nelle ultime dichiarazioni che ha rilasciato alla Stampa.
“I veneti sono stati eccezionali. In pochi giorni hanno ripulito e recuperato tutto in modo sublime. mentre a Napoli si discute da anni di monnezza, qui da noi abbiamo fatto al raccolta differenziata della alluvione”.
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Il Paese verso l’irreparabile declino? Gli auspici non sono affatto buoni in vista delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Lo sbraco dei Mille
Alluvione in Veneto. Bossi preoccupato: “Così non posso stare dietro i cespugli”. Il veneziano Brunetta a Berlusconi: “In queste condizioni quelli come noi non toccano, bisogna per forza nuotare”. Ma il premier replica: “Me ne frego. Io cammino sulle acque”. Le donne del Pdl in visibilio mistico. La Santa(nchè)
Intanto i sommozzatori sono impegnati nella difficile ricerca dei vasetti di brillantina di Luca Zaia trascinati via dalla corrente. Sub(umano)
E il governo promette di risolvere in fretta i problemi del Nord-Est. Zaia riavrà di sicuro le sue amate brillantine. Berlusconi ci ha messo la faccia in prima persona. “Te le ripescort”
Casa di Montecarlo: viene dai Caraibi, quasi fosse dentro una bottiglia abbandonata alle onde, il documento che incastrerebbe Fini. Intanto Libero pubblica una foto in cui il presidente della Camera appare completamente nudo in spiaggia e coperto da una foglia di fico ‘poggiata’ sulle parti intime. Pistola fumante o fango ben confezionato? Le glandi manovre
Il martellamento dei due quotidiani più vicini al premier, intanto, non fa che peggiorare i rapporti tra Pdl e finiani, rapporti già delicati soprattutto sul fronte giustizia. BattiBechis
La maggioranza passa sul caso Cosentino, ma i numeri fanno capire che nei prossimi mesi non si potrà restare saldi. Anzi, ci sarà da ballare come al Moulin Rouge. Can can? No, clan clan
Dopo la polemica sui Cesaroni, la Lega attacca ora un’altra fiction Mediaset: si tratta di ‘Distretto di polizia’, che non piace al governatore Zaia per la figura di un agente particolarmente tonto arrivato a Roma dal Nord Italia. La futilità della politica non ha più confini. Centoveline
Aldo Brancher: bassa Lega. Voto 4 - Il ministro dell’inutile “Decentramento” contrattacca: “Cattiverie, la Nazionale perde e se la prendono contro di me”. Dalla padella alla brace. “Bassa” Lega di lotta e di governo. Governo del … “menga”.
Luca Zaia: bassa Lega. Voto 4 - Il governatore del Veneto vuole indicare sulle targhe delle auto i nomi delle province per esteso. E’ il problema numero uno degli italiani. “Bassa” Lega di lotta e di governo. Governatore del … “menga”.

Luca Zaia, Governatore della Regione Veneto, non ha ancora smentito la notizia secondo la quale per suo desiderio al termine di un’inaugurazione di una scuola di Vedelago al posto dell’Inno di Mameli sia stato proposto Va’ pensiero, tanto caro al leader della Lega Umberto Bossi.
Secondo quanto riportato da Repubblica, che della vicenda se n’è occupata dopo la segnalazione di Daniele Sensi, il cambio di programma non sarebbe stato gradito neanche dagli esponenti politici della maggioranza.
Fabio Gava, deputato del Pdl presente all’inaugurazione, ha già fatto sapere di essere pronto a presentare un’interrogazione parlamentare su quanto accaduto.
In Italia il numero dei suicidi è in costante aumento. Dall’inizio dell’anno, stando alla notizie delle scorse settimane, in carcere 21 persone si sono tolte la vita. Ogni sette giorni una persona nel nostro paese decide di morire da colpevole.
Il fenomeno non è però limitato ad una parte della popolazione. La crisi, il conseguente peggioramento delle condizioni di vita, hanno indotto anche molti libero professionisti a farla finita soprattutto nelle regioni da sempre considerate benestanti.
Luca Zaia, Governatore leghista del Veneto, per diminuire il numero di suicidi registrati nella Regione da lui amministrata ha deciso di collaborare con le banche oltre a stanziare per il rilancio del proprio territorio 120 milioni di euro.
Continua a leggere: Veneto: Luca Zaia stanzia 120 milioni per evitare il suicidio degli imprenditori
Cristina Giudici, giornalista (del Foglio e di Grazia) e autrice di “Leghiste, pioniere di una nuova politica” (edito Marsilio), ha deciso di spiegare le storie delle donne del partito di Umberto Bossi molto tempo prima delle elezioni che hanno decretato il successo della Lega Nord.
Durante l’intervista che ci ha rilasciato più volte ha posto l’accento sull’utilizzo sbagliato dei termini utilizzati da molte persone che in questi anni frettolosamente hanno deciso di raccontare un fenomeno che non è più tale.
La Lega Nord è ormai una realtà probabilmente più meritevole di altre se le donne sono riuscite a conquistarsi ruoli importanti senza il bisogno delle quote rosa. Cristina Giudici in un passaggio del nostro incontro ha azzardato una previsione politicamente molto interessante.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Cristina Giudici autrice di “Leghiste”

Per ricordare, in silenzio, alla Lega Nord il proprio potere a Silvio Berlusconi non è servito neanche un mese. L’euforia post elettorale di Umberto Bossi, che già si vedeva al posto attualmente occupato da Letizia Moratti, sono rimaste solo le prime pagine.
Luca Zaia, attuale Governatore del Veneto, ha dovuto metter mano alla giunta che in tempi record aveva formato. Del nuovo progetto politico dell’ex Ministro dell’Agricoltura faranno parte anche gli uomini del Pdl che erano stati esclusi durante la prima elaborazione dell’amministrazione locale.
A livello nazionale la Lega Nord potrebbe vedersi scippare per l’ennesima volta la gestione di un canale pubblico della RAI. Gli argomenti utilizzati da Umberto Bossi e compagni affinché Rai5 diventi il canale dell’Expo non hanno ancora convinto chi di dovere. E dire che la Lega Nord ha, nel frattempo, perso il controllo di RaiDue gestita fino allo scorso anno da Antonio Marano.
Continua a leggere: Lega Nord: un mese dopo le elezioni regionali del 2010