
Al prossimo appuntamento elettorale manca poco. Chi ha deciso di aderire, salvo rare eccezioni, lo sta facendo con toni e modi che ricordano un paese vecchio. Per il bene del proprio partito ci sono esponenti che stando scendendo a patti. Discutibili.
Per fortuna, parallelamente, a questo pachiderma negli ultimi anni si sono sempre più sviluppati movimenti autonomi. Di alcuni i mass media nazionali non conoscono neanche l’esistenza. Di altri invece se ne discute per via dei testimonial scelti.
Federico Bastiani, curatore di “A Riveder le Stelle” (in libreria da domani, mercoledì 17 febbraio), nell’intervista che segue ci spiega perché Beppe Grillo ha deciso di supportare il “Movimento delle 5 Stelle”.
Continua a leggere: Intervista - polisblog incontra Federico Bastiani

La preparazione al prossimo appuntamento elettorale sta mettendo a dura prova l’opposizione. Da una parte c’è Pierluigi Bersani, e i candidati talmente forti da poter proseguire indipendente dal suo appoggio, dall’altra Antonio Di Pietro.
Il leader dell’Idv, malgrado il congresso, è solo contro i suoi stessi uomini che gli rimproverano l’appoggio della candidatura di Vincenzo De Luca. Sindaco, in quota Pd, che punta a prendere il posto di Antonio Bassolino malgrado le indagini che sul suo conto sono state avviate.
A far saltare la pace tra l’ex magistrato e il suo elettorato sarebbero stati i probabili crimini commessi dal candidato del Partito Democratico. In molti, Luigi De Magistris in primis, hanno rimproverato Antonio Di Pietro per la sua scelta poco coerente con quanto fino ad oggi predicato.

Non c’erano davvero molti dubbi sull’argomento della puntata serale di Annozero. Visti gli ultimi eventi, da noi descritti in mattinata, non si poteva che approfondire la questione del legittimo impedimento (il titolo della puntata lo descrive però al plurale, forse includendo anche i ministri).
La legge sul legittimo impedimento e’ arrivata alle battute finali in Parlamento, riaccendendo le polemiche. L’anno giudiziario si e’ aperto con i magistrati che escono con la Costituzione in mano quando parlano gli esponenti del Governo. L’immagine riassume il nuovo scontro tra politica e ordine giudiziario. Perche’ i giudici si sentono sempre piu’ soli? La politica sembra essergli ostile, mentre i cittadini scendono in piazza per loro quando vengono minacciati dalla criminalita’ organizzata. Come a Caltanissetta, dove Sandro Ruotolo in collegamento raccontera’ la vicenda del giudice Giovanbattista Tona e le manifestazioni in suo sostegno. Nelle procure il lavoro dei magistrati diventa sempre piu’ difficile anche per lo svuotamento degli uffici, come racconta l’inchiesta di Dina Lauricella.
La puntata si intitolerà dunque Legittimi impedimenti e vedrà come ospiti Niccolo’ Ghedini del Pdl, Luigi De Magistris dell’Idv, i giornalisti Giorgio Bocca di Repubblica e Felice Cavallaro del Corriere della Sera.
Lo spazio di PolisBlog sarà come sempre a disposizione per seguire e commentare insieme la serata.
Appuntamento su Raidue alle ore 21,00.
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Le esternazioni di queste ore di Luigi De Magistris (che ha proposto l’esilio per Berlusconi) e di Antonio Di Pietro (che ha parlato di parole incaute da parte di Giorgio Napolitano) oltre a ricominciare ad avvelenire il clima politico hanno prodotto una dura risposta dagli alleati, forse ancora per poco, del Pd.
Enrico Letta, vicesegretario dei democratici, ha attaccato pesantemente l’Idv, evidentemente scocciato del solito populismo e delle sparate quotidiane del partito di Di Pietro
Con questa continua rincorsa Di Pietro e De Magistris portano il centrosinistra nell’abisso e sono i migliori alleati di Berlusconi. Noi continuiamo sulla nostra linea di sostegno e difesa del capo dello Stato e della sua posizione a favore delle riforme e dell’interesse nazionale
Evidentemente la linea (sempre meno robusta) che univa Pd e Idv sta lentamente cedendo. I continui attacchi di Di Pietro al Presidente della Repubblica se una volta venivano nascosti o non commentati ora incominciano a stancare i democratici. Letta fa parte di quelli che vorrebbero rompere con Di Pietro, vissuto come zavorra da un lato e competitor dall’altro.
Continua a leggere: Enrico Letta attacca Di Pietro e De Magistris. Prove di rottura Pd-Idv?
U come Udc. Più che una moglie fedele il Partito di Pierferdinando Casini sembra un’amante pronta a concedersi al miglior offerente tanto che in vista delle prossime elezioni Regionali ha deciso di stare sia con il Partito Democratico che con il Popolo delle Libertà. Non vale più il proverbio meglio soli che male accompagnati?
V come Veneto. Dove si è visto concretamente quanto l’alleanza tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sia pronta franare con un nonnulla. Pur di far contento il compagno di Governo il Premier ha deciso di tradire Giancarlo Galan al quale ha negato la possibilità di ricandidarsi per il posto che fino ad oggi occupava come governatore.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Udc, Veneto e Zaia (Luca)
R come Raffaele Lombardo. Il governatore della regione Sicilia più di altri ha rappresentato la distanza tra l’amministrazione e i cittadini. Al di là di tutte le vicende di colore che l’hanno riguardato dell’esponente politico ci ricorderemo il cospicuo assegno ricevuto da Silvio Berlusconi per evitare uno scisma all’interno del Popolo delle Libertà.
Quei soldi sarebbero serviti per aiutare la Sicilia. E l’Italia. Possibile che nel 2009 non si riescano a costruire adeguate protezioni per evitare frane omicida?
S come Scandalo. Ma anche come spettacolarizzazione dello scoop. La condivisione pubblica delle vicende private del Premier hanno dato inizio ad un eterno reality show che con cadenza quasi precisa presentava a noi, pubblico, uno scandalo di cui disquisire. Chiusa la vicenda Boffo e quella Marrazzo nelle scorse settimane si è iniziato a parlare del sex tape di Alessandra Mussolini. Della vicenda, ad oggi, non si sa più nulla.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Raffaele (Lombardo), Scandalo e Terremoto
I come Italia dei Valori. Il partito di Antonio Di Pietro ha preso, di fatto, il posto della sinistra radicale che nelle precedenti amministrazioni tanto faceva tribolare i governi dell’uno e dell’altro schieramento politico. Ma il progetto dell’ex magistrato all’elettorato piace tanto che alle elezioni europee lo premia con un numero maggiore di consensi.
L come Lodo Alfano. La bocciatura della proposta dell’omonimo Ministro inasprisce ulteriormente il dibattito. Il rapporto tra l’amministrazione Berlusconi e la magistratura si fa sempre più teso tanto che della difesa del Premier non si occupa solo il Ministro della Giustizia. Con Silvio anche Franco Frattini, responsabile degli Esteri, e Renato Brunetta, responsabile della Pubblica Amministrazione.
M come Marrazzo Piero. Lo scandalo che ha travolto l’ex Presidente della Regione Lazio oltre ad indebolire la credibilità del Partito Democratico è stato per settimane e settimane al centro di un dibattito sociologico che politicamente non è collimato in nulla. Anzi. Per apparire più maschio ogni esponente politico dichiarava di non essersi trattenuto con una prostituta transgender. Eppure l’esistenza di chiappe d’oro è certa.
D come Divorzio. L’abbandono del tetto coniugale di Veronica Lario ha dato il via, e ad alcuni mesi di distanza lo si può affermare con una certa sicurezza, ad una serie di grattacapi per il Premier che di certo non hanno contribuito alla sua resa politica.
E come Eluana Englaro. Nei giorni antecedenti alla morte della donna si è fatto un gran parlare di cosa fosse giusto per i malati terminali eppure a quasi un anno dalla quel tragico fatto di cronaca nessun esponente politico, sia destra che a sinistra, è ritornato sull’argomento. Perché? Chiusa la notizia chiuso il dibattito?
F come Fiat. Ma anche come fabbriche già chiuse. Non c’è giorno che i media paralleli a quelli ufficiali raccontino la crisi eppure il Governo non presenta ai propri elettori un progetto di rilancio del paese tanto che nel frattempo per sperare nella ripresa dobbiamo confidare in Giovanni Minoli che ha deciso di produrre “Agrodolce” con la regione Sicilia per creare dei nuovi posti di lavoro.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Divorzio, Eluana Englaro, Fiat e Giustizia
Non seguendo l’esempio di Silvio Berlusconi, già proiettato al 2010, noi un bilancio dell’anno che si conclude lo vogliamo fare. Stabilire però cosa sia da salvare è piuttosto difficile. Per questo motivo abbiamo deciso di condensare il 2009 in un elenco. Di seguito trovate la prima parte.
A come Anno Zero. Michele Santoro insieme ad altri ha rappresentato, nel 2009, l’informazione non gradita al Governo pronto a premiare invece i giornalisti più vicini alla maggioranza. Oltre alla sospensione della prima puntata di Ballarò per mandare in onda l’ennesimo speciale di “Porta a Porta” è di poche settimane fa lo slittamento in palinsesto del programma di Daria Bignardi per quanto dichiarato, contro Silvio Berlusconi, da alcuni dei suoi ospiti.
B come Brunetta Renato. Allievo prediletto del Premier, il Ministro della Pubblica Istruzione pur di non perdere nessuno talk show (da quello più impeccabile a quello più peccaminoso) ha accantonato la realizzazione dei propri progetti contro i fannulloni. Pare infatti che l’esponente politico sia pronto a candidarsi al ruolo di primo cittadino di Venezia.
Continua a leggere: Le parole del 2009: Anno Zero, Renato Brunetta e Clan (dei Casalesi)

La situazione nell’Italia dei Valori, nonostante l’egregio risultato alle europee, è burrascosa: non solo proteste della base e attacchi da riviste amiche. Ora la crisi è passata al livello più alto della dirigenza visto che numerosi big del partito incominciano ad averne abbastanza del protagonismo di Luigi De Magistris.
L’ex magistrato in un’intervista aveva lasciato intendere che il suo impegno per modificare certi aspetti negativi dell’Idv non si sarebbe fermato. Ma evidentemente il suo attivismo, fuori dagli schemi decisi da Antonio Di Pietro, non piace a molti membri del partito.
E’ il capogruppo alla Camera Donadi a parlare pubblicamente dell’insofferenza latente dei fedelissimi di Di Pietro nei confronti di De Magistris
La grandezza di un uomo (riferendosi a De Magistris) si misura con la sua capacità di resistere al successo e il risultato delle europee gli ha dato alla testa. E poi questa volontà di presentarsi come moralizzatore dell’Idv, uno che alle riunioni non parla, e poi leggiamo le sue opinioni sui giornali. Eravamo all’8 per cento ben prima che arrivasse
Continua a leggere: Nell'Idv è bufera, c'è chi vuole escludere dal partito De Magistris