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Tutti gli articoli con tag lula

Veneto. L’amministrazione Zaia taglia i fondi ai sostenitori di Cesare Battisti

pubblicato da Giovanni Molaschi


Nel 2010 si è concluso il mandato di Lula. L’uomo è stato il presidente del Brasile per sette anni. Prima di lasciare il posto a Dilma Rousseff l’esponente politico non ha risolto con l’Italia il caso di Cesare Battisti. L’ex terrorista non sconta l’ergastolo nel paese natale. In Italia sarebbe in pericolo di vita secondo il Brasile.

Il Rubygate ha fatto sfumare il dibattito su Battisti solo a livello nazionale. L’ex terrorista è ancora uno dei protagonisti della cronaca locale. Elena Donazzan (Pdl), assessore all’Istruzione del Veneto, ha deciso di sostenere il boicottaggio proposto da Raffaele Speranzon (Pdl), assessore all’Istruzione della provincia di Venezia.

Speranzon ha chiesto di bandire i testi degli scrittori pro Battisti nei comuni di sua competenza. La proposta è piaciuta a Donazzon che ha esteso l’invito a tutta la regione:

“E’ una censura morale. Nessun obbligo, beninteso, ma un indirizzo politico: voglio evitare che i ragazzi vengano a contatto con le idee di chi difende a spada tratta un furfante, un delinquente, un assassino conclamato”.

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Battisti rimane in galera in Brasile. Per ora

pubblicato da Luca Landoni


Importante passo in avanti dell’accusa a Cesare Battisti, il delinquente criminale pseudoterrorista macchiatosi di più omicidi tra i quali quello dell’orefice Torregiani.

L’assassino per ora dovrà rimanere in carcere giacché la difesa non è stata in grando di far emergere elementi nuovi a suffragio della tesi che se estradato correrebbe grave pericolo di vita.

E ti credo, che prove dovrebbero portare? Solo un parere politicamente schierato come quello dell’avvocatura generale dello stato brasiliano (che ricordiamolo non è organo indipendente come il Supremo Tribunale Federale) poteva sostenere il contrario. L’avvocatura e il parzialissimo presidente Lula, il cui avallo è evidente frutto del desiderio di umiliare un governo di segno opposto al suo nell’ultimo giorno di potere.

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Brasile: Silvio Berlusconi non incontra Lula che blocca nel proprio paese Cesare Battisti

pubblicato da Giovanni Molaschi

Quanto dichiarato ieri da Pierferdinando Casini a la Stampa fa eco ad una considerazione sulla coscienza italiana fatta dalla Mostra del Cinema di Berlino da Francesca Comencini, regista italiana presente alla manifestazione in qualità di giudice.

In quell’occasione l’autrice italiana sottolineò i limiti del nostro cinema costruito secondo lei, sulle classiche storie d’amore più che sulle vicende caratterizzanti la memoria storica che altri paesi hanno già sviluppato.

Dell’ex terrorista Cesare Battisti, e dei quattro omicidi di cui è stato il mandante, ci siamo già dimenticati tanto che dopo il rinvio dell’incontro tra Lula e Silvio Berlusconi (si sarebbe dovuto tenere domani in Brasile) dei giornali locali già sostengono che il criminale italiano non sconterà tutta la sua pena nel paese d’origine.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Bersani cerca di non perdere i pezzi (rutelliani) e si trova alle prese con la solita discussione su (e con) Di Pietro. Gli elettori del Pd invece chiedono di fare opposizione al governo nel merito. Ci sono temi delicati, come l’acqua privata, che necessitano di maggiori energie. Occhio ai ruBinetti

Cosentino al Tg3: “Veramente quelli che, nella maggioranza, vogliono le mie dimissioni sono un pò pochini“. Pochini?!?!? Italo Pochino

I fedelissimi di Fini sono comunque protagonisti di un ‘movimentismo’ quotidiano molto mediatico e brillante. Alcuni di loro sembravano poco più che peones e invece si stanno dimostrando cavalli di razza. E’ (Gra)nata una stella

Torna, torna…sta casa aspiett’a'tte! Il destino di Cesare Battisti ora è appeso alle determinazioni del presidente brasiliano. Ma pare che ci siano poche chance di farla franca per l’ex terrorista italiano. Chiari di Lula

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Il terrorista criminale Battisti, il brasiliano Lula, il premier Berlusconi ...

pubblicato da Massimo Falcioni

I “compagni” del Pac (Proletari armati per il comunismo) definivano l’ex operaio dell’Alfa Cesare Battisti “Antipatico, scostante, senza scrupoli: un infame”.

Quel gruppo lasciò una scia di sangue per 24 mesi, dal 1979 al 1981.

“Non eravamo politicizzati, né pensavamo alla rivoluzione, del marxismo non sapevamo niente”. Ma dopo aver sparato e ucciso scrivevano: “Siamo i proletari armati per il comunismo, abbiamo colpito gli agenti della controrivoluzione Torregiani e Sabbadin”.

Insomma, schegge impazzite con la maschera dei giustizieri.

Oggi Battisti, coperto dai “compagni” che stanno al potere in Brasile (e forse con inquietanti compiacenze in Francia), si dice innocente e accusa quattro ex compagni di militanza, gente già condannata dalla giustizia italiana.

Al processo, invece, Battisti minacciava il magistrato Carnevali: “Stai sicuro, verremo a prendere anche te” e alla Corte: “Siete solo dei buffoni di merda”. Tutto il resto è cronaca.

Di fronte al “no” brasiliano all’estradizione di Battisti , il governo italiano si è impigliato.

Il ministro degli Esteri Frattini non ha peli sulla lingua: “Non commento espressioni che appartengono alla demagogia e alla retorica del comizio. Saremo noi a decidere gli anni di piombo, una stagione che ancora non conosce il pentimento, al contrario l’arroganza e la sfida di assassini che trovano complici compiacenti”.

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Caso Battisti, la proposta di Mantica. Boicottiamo l'amichevole col Brasile del 10 febbraio

pubblicato da Luca Landoni



Del caso Battisti ci siamo occupati a più riprese - qui i recenti post mio e di V - quindi non c’è molto da aggiungere salvo che il governo brasiliano ha definitivamente confermato il rifiuto di estradarlo. Anche le motivazioni rimangono le stesse, vale a dire che l’Italia sarebbe un paese persecutorio e l’ex-terrorista assassino avrebbe conseguentemente meritato lo status di rifugiato politico.

La prima conseguenza è stato il richiamo in patria dell’ambasciatore Valensise, ma potrebbe non finire qui, se si desse seguito alla proposta del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica di boicottare la prestigiosa amichevole calcistica del 10 febbraio che, lo ricordiamo, vede di fronte le due nazionali col maggior numero di titoli mondiali all’attivo, come riporta anche calcioblog.

«Bisognerebbe prendere in seria considerazione l’ipotesi di annullare la partita amichevole con la nazionale di calcio brasiliana. Anche perchè, visto l’evolversi della situazione in corso tra Italia e Brasile, si correrebbe il rischio di trasformare uno spettacolo sportivo in una diatriba politica»

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Bolivia: se l'America non comanda più nel cortile di casa

pubblicato da V.

http://www.flickr.com/photos/thermofunk/2088196937/

Gli Stati Uniti nel corso degli ultimi centocinquant’anni hanno sempre disposto del Sud America come di una scacchiera geopolitica in cui fare più o meno quello che volevano: vi cito tre esempi, al volo, dalla, ehm, rimozione di Allende di cui si era occupato Massimo Falcioni qualche giorno fa, passando poi ai finanziamenti per distruggere i sandinisti legalmente al potere in Nicaragua, o per esempio l’avallo e l’aiuto a Videla, nell’Argentina dei generali di fine 70’s.

Tutto questo aveva un nome, Operazione Condor, e ha mantenuto in una sostanziale subalternità tutto il continente da Tijuana in giù. Negli ultimi dieci anni però qualcosa è cambiato: pensate a Chavez, a Lula o a Michelle Bachelet in Cile. E negli ultimi mesi si arriva ad una piccola rivoluzione, che qualcuno, per esempio Aprileonline, paragona al distacco delle Repubbliche satellite dell’Unione Sovietica.

Mica roba da poco: in Bolivia però nelle ultime settimane è successo ancora qualcosa di diverso. Durante il vertice Unasur, una specie di G8 latino americano, ci sono degli scontri in Bolivia. Secondo Morales, un tentativo di golpe, “soffocato nel sangue”, come direbbe un libro di storia delle elementari:

«Un tentativo di golpe civico». Così il presidente boliviano Evo Morales ha definito gli ultimi fatti che hanno sconvolto il suo paese durante vertice straordinario dell’Unione delle nazioni sudamericane (Unasur) in Cile. Morales ha precisato che questo tentativo di colpo di stato implicava «l’occupazione di sedi di istituzioni, saccheggi, furti a organismi statali, assalti a polizia nazionale e forze armate, ed anche atti terroristici con cui si è tentato di bloccare gasdotti»

Che ci sia manina dello Zio Sam dietro anche in questo caso? A pensar male forse si fa peccato, ma molte volte ci si prende: anche perchè la Bolivia, tra petrolio, inteso come idrocarburo, e petrolio bianco, di risorse ne ha parecchie.

Foto | Flickr

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