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Ore 12 - Berlusconi concede all'opposizione la scelta del ... "cappio"

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroQuelli della maggioranza, ligi agli ordini di patron Berlusconi, una “libertà” a quelli dell’opposizione l’hanno concessa: possono scegliere il cappio a cui impiccarsi.

Il legittimo impedimento approvato ieri alla Camera, al di là di tante fumoserie, è solo l’impunità per Berlusconi. Peraltro, una tappa pesantissima su un percorso già tracciato. Il Premier impone al suo Governo e alla sua maggioranza di andare avanti a testa bassa: con il processo breve, la stretta sulle intercettazioni, la regolazione dei conti con i pentiti.

La teorizzazione del “male minore” scelta dall’Udc per motivare politicamente la propria astensione, non regge. Perché, di fatto, Casini “aiuta” Berlusconi a tirare diritto per la sua strada, forte di uno “scudo” che lo preserva e lo rende al di sopra di tutto e di tutti.

Ancora una volta il leader dell’Udc ha guardato il suo dito e non la luna, incartandosi sulla “tattica”, senza badare al respiro strategico di un progetto politico che sembra sempre più impantanato nella palude.

L’alleanza con il Pd avanza col passo del gambero, il fossato con il Pdl s’allarga, il terzo polo attende nella terra di nessuno, il nuovo grande partito di centro pare l’araba fenice.

Basterà qualche poltrona in più delle Regionali per rilanciare i sogni di Pierferdy?

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Silvio Berlusconi: “Il 2010 sarà l’anno delle riforme”

pubblicato da giovanni molaschi in: Silvio Berlusconi



Durante una telefonata a Don Piero Gelmini, responsabile di “Comunità Incontro”, Silvio Berlusconi ha annunciato che il prossimo anno sarà dedicato alle riforme oltre che alla tanto attesa ripresa economica.

“L’anno prossimo – ha dichiarato Silvio Berlusconi - faremo tutte le riforme istituzionali, in tutte le direzioni. Questo è l’unico modo per rimodernare lo Stato in tutti i suoi comparti. La maggioranza è solida e coesa. Due italiani su tre sono con il centrodestra”.

Con un partito la cui comunicazione vira sempre più verso a quella che tentò di fare Riccardo Schicchi per lanciare Moana in politica. Oggi, tanto quanto ieri, il Premier parla di amore dimenticandosi però che per il Paese è meglio un amministratore freddo, ma efficace, che uno caldo, ma effimero.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni in: La pagella del giorno

Gianfranco Fini: schiena dritta. Voto + 8. Per il presidente della Camera il voto di fiducia sulla Finanziaria è “deprecabile” e il discorso di Cicchitto è “incendiario”. Sempre più separati in casa.

Antonio Di Pietro: testa alta. Voto + 8. Il leader dell’Idv non si piega ai dictait dei Berluscones fans: “Non mi farò intimidire da questa maggioranza che istiga alla violenza”. Stavolta c’azzezza.

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Ore 12 - Berlusconi: premiership addio?

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il punto politico

altroC’è chi le chiama “baruffe benefiche”.

Ma nel Pdl la temperatura continua a salire, al pari dell’irritazione del premier per i “personalismi” dei suoi ministri e per una guerra intestina che non trova requie.

A volte sembrano solo isterismi fra comari gelose e annoiate. Altre, invece, l’inizio del pandemonio.

Perché, inutile nasconderlo, il malumore c’è ed è molto più esteso e profondo di quel che si vede. E, a dirla tutta, non solo di malumore si tratta. La bagarre sull’economia cela ben altri nodi politici. Nodi inestricabili, trattandosi proprio del premier.

Nel finto partito del predellino e nella maggioranza al cappio di Bossi, ogni questione è buona per accendere la miccia, lanciare fendenti, sbracciarsi per rincorrere visibilità e raccattare alleanze in attesa degli eventi. Ma quali eventi?

Oramai, con un Paese che rischia la deriva, tutto è possibile: la caduta del governo, lo scioglimento del parlamento, le elezioni politiche anticipate e, perché no, un nuovo esecutivo senza la chiamata alle urne.

Insomma, con sempre maggior convinzione, si guarda al dopo Berlusconi.

La premiership del Cavaliere, sotto i colpi delle pesanti vicende “personali”, zoppica visibilmente e non sono pochi, nelle prime file ma anche nelle seconde e terze, a “smarcarsi” per avere le carte in regola nel momento del trapasso (politico) del padre/padrone.

Si va verso le basse temperature delle feste natalizie, ma il clima è quello “caldo” del 25 luglio 1943.

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Berlusconi e Bossi si scambiano il Veneto a tavolino. Ma Galan non ci sta

pubblicato da Massimo Falcioni in: Il fatto della settimana

Nella maggioranza di governo, con Bossi e i suoi sempre più affamati di potere, non è facile far tornare i conti. Berlusconi sa che è legato agli umori e al filo della Lega: se quel filo si strappa, tutti a casa!

Alla ribalta c’è adesso il nodo della regione Veneto. A tavola, fra un bicchiere e l’altro, democraticamente, il Cav rabbonisce il Senatur (su questo c’è anche l’ok di Fini) promettendogli (a favore dell’attuale ministro Zaia) la poltrona di Galan.

Ma quest’ultimo non ci sta e non vuol assolutamente cedere la sua poltrona di governatore alla Lega, che pure è il primo partito. Galan è un buon presidente democristiano e soprattutto vanta solide e ampie amicizie trasversali che gli portano un bel pacchetto di voti.

Ovvio, quindi, che il governatore si sia messo di traverso alla spartizione fatta a tavolino dai leader e minacci di presentarsi alle prossime regionali con una propria lista.

Messaggio colto al volo dall’Udc. Se verrà confermata la bocciatura di Galan da parte del Pdl e la svendita del Veneto alla Lega, l’Udc rinuncerà al proprio simbolo per sostenere una lista locale a sostegno di Galan “aperta a tutti quelli che non vogliono diventare leghisti”, chiosa Cesa.

Capito? Roba da prima repubblica? Ordinaria amministrazione della seconda repubblica: che è peggio della prima!

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Lo scudo fiscale passa grazie alla "bigiata" dell'opposizione. Ecco la lista degli assenti

pubblicato da Luca Landoni in: Interni


Penso che su una cosa siamo tutti d’accordo: lo scudo fiscale è un metodo abietto e immorale di recuperare dei soldi dagli evasori. Un regalo all’illegalità che di tanto in tanto fa capolino nella nostra politica e che tutti i governi hanno praticato. La cosa ridicola è il gioco delle parti per cui di volta in volta l’opposizione finge di indignarsi, salvo poi fare lo stesso una volta guadagnato il potere.

Ciò detto, e chiarita la nostra posizione, può essere interessante fare i nomi di chi ha tradito il mandato elettorale “bigiando” la seduta parlamentare in cui è stato votato il provvedimento. Sì, perché come si è visto è passato per soli 20 voti, segno che anche nella maggioranza qualche obiettore dev’esserci stato… ma la notizia vera è che le assenze nell’opposizione erano, udite udite, 29. Ventinove.

Volete i nomi? Nessun problema. Eccoli, con tanto di scusante, solo in qualche caso plausibile (in neretto i nomi di spicco):

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