C’è chi dice che è la prima “vendetta” di Silvio Berlusconi consumata da “freddo” attraverso l’uso mirato dei propri parlamentari del Pdl che alla Camera annunciano di votare in un modo e poi agiscono all’opposto.
Cosa è successo? Il governo è stato battuto sull’emendamento del leghista Gianluca Pini che prevede la responsabilità civile dei magistrati. I voti a favore sono stati 261, 211 i contrari.
L’esecutivo aveva espresso parere contrario all’emendamento che prevede, in particolare, che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento” di un magistrato “in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia”, possa rivalersi facendo causa allo Stato e al magistrato per ottenere un risarcimento dei danni. A pagare sarà dunque la toga. Il testo deve ancora avere l’approvazione del Senato. Queste le reazioni.
L’Anm: vendetta contro i giudici. Luca Palamara e Giuseppe Cascini, Presidente e segretario dell’Associazione nazionale magistrati, parlano di “una forma intimidatoria e di vendetta verso il libero esercizio della funzione di giudice”, nonchè di “un ennesimo tentativo di risentimento e di ritorsione” nei confronti della magistratura. “E’ una norma incostituzionale - rileva Cascini - in contrasto con i principi più volte affermati dalla Corte di Giustizia europea”, una “mostruosità giuridica” che il Senato dovrà cancellare.
Di Pietro: “Vendetta contro i magistrati”. Il leader Idv esplode: “Alla Camera si è commesso l’ennesimo delitto, una vendetta e un ammonimento contro i magistrati”. Quindi il monito: “Ho paura che questa volta, dopo vent’anni, non ci sarà solo una Mani Pulite giudiziaria, ma una nuova Mani Pulite del popolo che alzerà i forconi”.
Cicchitto: attacchi al Pdl ingiustificati. “Gli attacchi al Pdl da parte di Bersani (”E’ un vecchio trucco, il PdL aveva annunciato che votava no ed invece ha votato sì. E’ inaccettabile”) e di Franceschini sono del tutto ingiustificati”, dice il capogruppo del Pdl alla Camera. “Si è trattato di un voto libero, dato a scrutinio segreto che ha coinvolto tutti i gruppi parlamentari al di fuori di ogni schema precostituito. D’altra parte i numeri parlano chiaro: coloro che hanno votato a favore dell’emendamento sulla responsabilità civile dei giudici sono molti di più della somma dei deputati presenti in Aula appartenenti da un lato al PdL e a Popolo e Territorio e dall’altro alla Lega. Il gruppo dirigente del Pd deve prendere atto della sensibilità esistente su questo tema nei vari gruppi parlamentari, compreso il Pd”.
Silvio Berlusconi: l’eversore. Voto 2- Il Cav si confidava al telefono con l’amico faccendiere latitante Lavitola: turpiloquio e insulti da black bloc contro Quirinale, magistratura, sinistra, parlamento europeo, media che gli impediscono di fare lo “zar”. Fermarlo.
Roberto Maroni: l’inversore. Voto 3- Il ministro dell’Interno coglie l’assist di Di Pietro per una legge Reale bis antiterrorismo. Contro i black bloc servizi di sicurezza o incapaci o complici: Maroni dimissionario! Le leggi ci sono, manca buon senso e capacità politica.
Gianfranco Fini: terra di mezzo. Voto 7+ Il Terzo Polo contro il governo: sì alle intercettazioni ma no alla divulgazione delle conversazioni che non hanno nulla a che vedere con l’ipotesi di reato su cui la magistratura indaga. Buon senso.
Silvio Berlusconi: terra sua. Voto 3- Il premier rilancia: “Nessun passo indietro”. E insiste per la stretta sulle intercettazioni: “Si avverte il morso dello Stato di polizia”. A rischio anche la libertà dei siti internet e blog. Il Sultano stringe la morsa?
Dopo l’accordo del vertice di Arcore, Silvio Berlusconi cerca di fare digerire la manovra. Ma gli ostacoli si moltiplicano di ora in ora. Anche dentro la maggioranza, dove i Senatori della Lega, scontenti, preparano emendamenti.
Addirittura per i Magistrati (Comitato Intermagistrature, il coordinamento dell’Associazione nazionale magistrati e delle principali sigle rappresentative della magistratura contabile e amministrativa, tra cui l’Avvocatura dello Stato:) “E’ incostituzionale il contributo solo per i dipendente pubblici”.
“E’ del tutto evidente - si legge in una nota - l’incostituzionalità di una disposizione con la quale si opera una decurtazione secca del trattamento economico solo dei dipendenti pubblici, in violazione dei principi di eguaglianza e di progressività del sistema fiscale”. In attesa di conoscere nel dettaglio il testo definitivo delle modifiche alla manovra, il Comitato si riserva “l’adozione di iniziative di protesta, nessuna esclusa”, con implicito riferimento a un’eventuale sciopero delle ‘toghe’.
Dalla Cgil arriva la conferma dello sciopero generale del 6 settembre. Durissimo in conferenza stampa il segretario della Cgil Susanna Camusso: “‘Le decisioni prese ieri dal governo sulle pensioni sono paragonabili a un golpe. La norma - ha aggiunto - penalizza tutti i lavoratori maschi di questo Paese”, quelli che hanno fatto il servizio di leva “riceveranno il brillante risultato che quell’anno non vale e dovranno lavorare un anno in più”, mentre quelli che hanno riscattato gli anni dell’università e hanno fatto “un contratto con lo Stato” dovranno “lavorare dai 4 agli 8 anni in più”.
La norma, secondo la Camusso, “è discriminatoria” e può aprire dei contenziosi legali “infiniti”. Il “messaggio che arriva - ha poi sottolineato - è che non ci si può fidare dello Stato. Dopo il vertice di Villa San Martino le ragioni del nostro sciopero generale sono non solo confermate ma anche rafforzate”.
Critico anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni: “Soluzione sgradevole. La partita non può chiudersi così”. Tuona ancora il segretario del Pd, Pierluigi Bersani: “”La giustizia di Arcore e di Bellerio è dunque la seguente: non si può rompere il patto con gli evasori fiscali e gli esportatori illeciti di capitali, ma lo si può rompere con chi è stato tanto fesso da servire il paese facendo il militare o da studiare e poi riscattare di tasca propria la laurea”. Per B&B e il governo inizia il percorso di guerra.
Italiani, siete pronti a fare la colletta per “aiutare” Silvio Berlusconi? Il premier si lamenta per la … persecuzione giudiziaria nei suoi confronti da parte di certa magistratura.
In particolare il premier si inalbera per la recente sentenza sul lodo Mondadori, una batosta - avrebbe detto - che continua a preoccuparlo, anche perchè il Cavaliere si sarebbe detto certo del fatto che ci saranno ulteriori ‘colpi’, ulteriori azioni contro di lui. Inoltre, sempre secondo quanto riferito, il premier avrebbe spiegato che tra processi, soldi per le parcelle degli avvocati e risarcimento Cir:
Attacca il Cav: “mi vogliono togliere i guadagni di una vita!”. Italiani, mano al portafoglio …
Una volta, riferito ai guai, si diceva che uno se “li cerca come il pane”. Bersani i guai se li trova, causati soprattutto dagli altri, ma poi ne rimane invischiato fino a rischiare di esserne travolto.
La cosiddetta “questione morale”, sempre agitata in funzione antiberlusconiana, adesso rischia di causare seri danni al Pd, sia sul piano interno (c’è sempre chi al tintinnar delle manette si frega le mani compiaciuto) che sul piano esterno (l’opinione pubblica, ben che vada, dice che sono tutti uguali). Particolarmente in questi casi, il Pd dimostra tutti i suoi limiti e tutte le sue debolezze. Un esempio su tutti è dato dalla presidente del partito Rosy Bindi quando dice che i guai morali riguardano il socialista Tedesco e il Ds Penati, “assolvendo” il Pd!
Bersani, tirato per la giacca dagli eventi, ha preso posizione, ma in modo pilatesco e “burocratico”, tanto da essere attaccato da frange interne del Pd, dal centrodestra e dalla sinistra. Molti nemici molto onore? Bersani non può limitarsi a dire: “ci rimettiamo al giudizio dei magistrati” e spingere Penati alle dimissioni, come fosse (solo) affar suo.
Al di là dei risvolti penali, al centro c’è la questione politica: il ruolo della politica (e dei partiti) e quello della magistratura. Se vale per tutti la presunzione di innocenza fino a condanna passata in giudicato perché nel Pd avanza il mostro giuridico della presunzione di colpevolezza e chi è indagato è subito bollato?
Evidentemente il Pd cavalca l’onda giustizialista e dell’antipolitica nascondendosi dietro il dito della presunta “diversità”. Ma quell’onda “giustizialista” che non ha fin qui affondato Berlusconi rischia di travolgere il Pd. Bersani fa parte della gente “perbene”. Non è poco, ma non è tutto.
Ciò che dice il sindaco di Milano Giuliano Pisapia non assolve Silvio Berlusconi, i cui attacchi furibondi alla magistratura sono sempre serviti e servono per cercare di evitare il giudizio dei tribunali, fare valere le regole del più forte, cancellare la Costituzione.
Però, come scrive Affaritaliani.it riportando una intervista del settimanale Tempi al neo sindaco del capoluogo lombardo, il problema dell’eccesso di invasivita’ della magistratura nella politica “c’e’ ed e’ serio”, perche’ “l’idea di risolvere i problemi della politica col ricorso al dispositivo penale e’ una scelta profondamente sbagliata”. Così il sindaco di Milano sembra rompere un tabù.
Spiega Pisapia che sulle questioni inerenti all’amministrazione pratica, quotidiana, di una citta’ si rimane spesso “alla merce’ - ogni volta che c’e’ un appalto, un lavoro urgente, un problema che richieda decisioni immediate - di un ricorso, fondato o infondato, che blocca tutto. Bisogna trovare altri strumenti - ha detto -. Se uno ha ‘barato’ paghera’ i danni, ma non si puo’ sempre e comunque fermare tutto”.
Parole vere, parole sante. Cosa aspetta la sinistra (e il Pd) a farle proprie, difendendo la magistratura ma senza andargli a rimorchio e senza delegarle la politica?
Al convegno di alcuni ex democristiani ed ex socialisti cofondatori del Pdl, all’Auditorium della Conciliazione di Roma, Silvio Berlusconi allenta le briglie. Fra le tante “perle”, queste le più significative.
Abolire magistratura democratica
«La Corte Costituzionale da organo di garanzia è diventata ormai un organo politico. Se a un magistrato di sinistra una legge non piace, la impugna e la porta davanti alla Corte Costituzionale che, da organo di garanzia, è ormai organo politico e boccia quella legge». E subito dopo invoca: «Abolire magistratura democratica. Siamo in uno stato di polizia».
Vinceremo e riorganizzerò il Pdl
«Vinceremo le amministrative, come abbiamo vinto le altre elezioni e in seguito ci dedicheremo alla riorganizzazione del partito, anche con convegni».
Processi, «Al capone è un dilettante»
«I processi non mi hanno mai impensierito. Se uno ha 31 processi, Al Capone al confronto è un dilettante. Nessuno dei fatti che i magistrati hanno costruito per questi processi corrisponde a realtà».
Lodo Mondadori, «una rapina a mano armata»
Ora «contro di me è in atto anche un attacco patrimoniale», riferendosi al risarcimento per il Lodo Mondadori. La cifra di 750 milioni, è una «rapina a mano armata».
La sinistra mente: ho casa a Lampedusa
«Alla mia bella età non ho mai disonorato una promessa anche se la sinistra dice il contrario. La casa a Lampedusa l’ho acquistata, ho firmato un documento, ma poi è risultato che la proprietà di quella casa era demaniale e io oggi, dopo la mia visita pubblica a Lampedusa, perfezionerò quell’acquisto».
A Giovanardi: «Ti dò i soldi miei per la famiglia»
«Carlo Giovanardi mi hai stremato: se non riusciamo a darti questi 50 milioni attraverso Tremonti, te li do io personalmente.
Il Pdl al 58%
«Noi fondando il Popolo della libertà come costola del Ppe abbiamo dichiarato di voler superare il 50%. Come è stato detto poco fa il pentapartito era al 52% ma, come mi ha fatto notare Gasparri, si deve aggiungere anche An che era al 6. Quindi dovremmo arrivare al 58%. Bene, siccome nella vita bisogna darsi degli obiettivi ambiziosi, perché non dirci che dobbiamo arrivare al 58%?».
Alle 18 di oggi, mercoledì, c’è il sit in di protesta del Pd, ( con Idv, finiani e gruppi di cittadini spinti dal tam tam del web) davanti a Montecitorio contro quello che dall’opposizione è considerato il blitz della maggioranza sul processo breve.
Come si sa, Pdl e Lega ottengono l’inversione dell’odg per fare passare subito la legge e fulminare i processi in atto del Premier. La parola d’ordine del sit in sintetizza bene la linea dell’opposizione: “Basta con le amnistie personali, con le bugie, con le intimidazioni alla magistratura”.
Taglia corto il Pd: “Così liberate i criminali”. “Questo è il governo della menzogna - attacca il segretario del pd Pier Luigi Bersani - Abbiamo capito stamattina a cosa serve il viaggio di Berlusconi a Lampedusa: serve a togliere i riflettori da qua, dove per salvare una sola persona si buttano a mare centinaia di processi”.
Pierferdinando Casini, stessa musica : “E’ un provvedimento per placare le ossessioni giudiziarie del presidente del Consiglio. E’ una vergogna”. I finiani protestano “contro un Parlamento ad personam”.
Dal Popolo viola viene la proprosta più dura e impegnativa: “Non possiamo aspettare che altri si muovano per noi. Abbiamo bisogno di coraggio. Dobbiamo occupare pacificamente ogni strada del nostro paese. Se occorre giorno e notte. Bisogna mettere fine a questo scempio”.
Insomma, la maggioranza ha gettato la maschera: dov’è la sbandierata riforma “epocale” ? La priorità è una sola, ed è l’ennesima legge ad personam pro Cavaliere. Bossi è rosso in viso: vergogna o grappini?
Il Partito democratico e l’arcipelago della sinistra fanno bene a difendere la Costituzione ma sbagliano a considerarla un tabù. Fanno bene a contrastare gli attacchi strumentali di Berlusconi alla Carta, ma sbagliano a dire no, a prescindere, ad ogni proposta di riforma che viene dalla maggioranza.
Modificare e rinnovare la Costituzione si può e si deve, succede anche negli altri Paesi democratici: ma non è però lavoro da apprendisti stregoni, di gente che si basa sul pressapochismo, sulla superficialità, sull’insipienza, per obiettivi che niente hanno a che fare con il bene della Nazione e della collettività.
Il Pd e la sinistra fanno bene a difendere l’autonomia della Magistratura ma sbagliano a dire “no” a ogni tentativo di riformare la Giustizia. La giustizia italiana è malata e va riformata. E i giudici, la cui autonomia è sacrosanta, non possono però considerarsi una casta intoccabile.
In Italia c’e’ una questione morale aperta. E anche la delegittimazione della magistratura concorre all’abbassamento etico dei valori del mondo della politica.
Ma ci sono esagerazioni ed errori nell’opera di certi giudici e di certe procure? Indubbiamente ci sono stati e ci sono tentativi di interferire nel gioco politico, anche con doppi pesi e doppie misure, forzando regole e leggi.
Ma la politica, a cominciare da Berlusconi, non ha le carte in regola, e non può sfuggire dalle indagini e dal giudizio della magistratura. Non tutti i politici presi con le mani nel sacco possono dire di essere dei perseguitati politici. Troppa gente del “potere”, a vari livelli, ruba e delinque.
La politica deve recuperare la dignita’ dei comportamenti e chi ha responsabilita’ pubbliche deve dare l’esempio al Paese anche sotto il profilo del decoro. I pm e i giudici non possono essere imbavagliati, ma devono fare, e fare bene, il loro mestiere super partes.
L’Italia deve restare un Paese democratico: non ha bisogno di un rais a Palazzo Chigi ma nemmeno ha bisogno del partito dei giudici.