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Tutti gli articoli con tag marcegaglia

Bossi alza il dito medio sulle pensioni. E ai vescovi: "Dite più messe"

pubblicato da il passator cortese

Il Senatur non si smentisce, onorando la sua fama di esprimersi … forte e chiaro, specie con i gesti.

A una domanda dei giornalisti sulle pensioni risponde alzando il dito medio. Poi prende di mira i vescovi invitandoli perentoriamente “a dire qualche messa in più” e quindi a non impicciarsi di Berlusconi e del governo e dello stile di vita di chi rappresenta le Istituzioni. Infine una tirata d’orecchie agli imprenditori, ultimamente molto critici contro il governo.

“Tutti sanno - incalza l’Umberto - che la crisi è anche un problema degli imprenditori: una volta c’erano imprenditori che inventavano il lavoro, oggi sono invecchiati anche loro e quelli che inventano il lavoro mi sembra che siano in Cina…”. Insomma, “devono svegliarsi, anche la Marcegaglia. Non devono mettere i soldi, devono mettere le idee. Ma se il progetto è prendere i soldi dei pensionati e darli alle imprese non cambia niente, rovini solo i poveracci. Ma ci siamo noi …”. Italiani fortunati … Due come Berlusconi e Bossi ce li invidiano in tutto il mondo.

Vittorio Feltri si censura. Al Giornale per non pubblicare i dossier su Silvio Berlusconi

pubblicato da Giovanni Molaschi


Quanto è successo ieri in Afghanistan (di cui ci siamo occupati qui e qui) ha distratto le persone che aspettavano la pubblicazione del dossier Marcegaglia che il Giornale avrebbe confezionato contro la presidente di Confindustria.

Il dossier è uscito e lo potete leggere qui. Probabilmente si è trattato solo di un punto di partenza sul quale costruire una campagna contro la signora Marcegaglia che, a differenza di Boffo e Fini, ha le conoscenze giuste per bloccare le voci dissidenti.

Vittorio Feltri, direttore editoriale del Giornale, alle Invasioni Barbariche ha criticato proprio questo aspetto della donna. “Si è rivolta al padrone (Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, ndr) pur avendo il mio numero”, ha spiegato Feltri a Daria Bignardi.

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Berlusconi e l'art. 41 della Costituzione: una norma sovietica?

pubblicato da R.D.

berlu costituzioneCi risiamo. A intervalli più o meno regolari il premier torna sulla Carta costituzionale che, a quanto pare, proprio non gli va a genio. L’aveva già definita “sovietica” nel 2003 quando, parlando dal palco dell’Assemblea Generale di Confindustria a Torino, aveva criticato l’art. 41 che disciplina i diritti dell’iniziativa economica privata.

Ed è proprio l’art. 41 a tornare alla ribalta nel discorso che Berlusconi ha tenuto oggi all’Assemblea di Confartigianato.
“La Costituzione è molto datata.” Ha affermato il Presidente del Consiglio “Si parla molto di lavoratori e quasi mai di impresa e di mercato”. Berlusconi ha quindi precisato l’importanza di revisionare l’art. 41 della Carta Costituzionale.

“Vogliamo arrivare a un nuovo sistema in cui non si debbano chiedere più permessi, autorizzazioni, concessioni o licenze”, ha affermato, definendo i controlli previsti dalla Costituzione “una pratica da Stato totalitario, da Stato padrone che percepisce i cittadini come sudditi”. Parole che sono piaciute alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che ha apprezzato “l’impegno del premier Silvio Berlusconi a una semplificazione molto forte. A partire dallo statuto per le imprese e poi a seguire con la modifica dell’art.41 della Costituzione. ”

Ma cosa sancisce di fatto l’art. 41? Ve lo riportiamo di seguito.

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Satira: non spariamo "castate"

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Tremonti se la prende con le banche. La Marcegaglia se la prende con le banche. I comunisti se la prendono con le banche. Storace se la prende con le banche. E i banchieri piangono lacrime di coccodrillo. Il Passera solitario

Anche i tedeschi fanno un po’ come si usa nell’Italietta della commedia dell’arte. Si schierano, si accapigliano, tergiversano, prendono tempo, cercano il consenso elettorale, si incontrano, fanno pace e poi litigano di nuovo. Su Fiat-Opel ha detto bene Marchionne: “E’ una lotteria”. Un Magna Magna

Ma che Paese è quello in cui la metà degli abitanti e tutti i media si interrogano e si dilaniano sulla possibilità o meno che il primo ministro sia in grado di esprimere virilità con giovani stelline della tv. E se pure non fosse più capace di…? Ende-molle

Fatto sta che il SuperPapi si prepara all’offensiva mediatica per seppellire tutte le accuse che gli sono piovute addosso in relazione al caso Noemi. I suoi più stretti consiglieri gli avevano suggerito il silenzio fin dall’inizio, lui però si è fatto trascinare dal vortice del voyerismo giornalistico e ora che è in ballo non può che ballare. Chi gli sta accanto, però, scuote la testa sconsolato. Starlette? No, starLetta

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I malori del Premier

pubblicato da fc

Tutto ebbe inizio nel 2006. Ricordate? Berlusconi, a Montecatini, ospite della covention dellutriana dei Circoli, colto da un malore, si accascia e al microfono riesce a mala pena a dire: “Scusate, ma l’emozione ha prevalso…” mentre un coro di applausi lo saluta. E’ la prima volta, per l’uomo che gioca a SuperMan con i nipotini, per l’uomo che si sente l’Unto del Signore, per l’uomo che crede che avere settantanni sia come averne venti.

Un episodio destinato a ripetersi. Appena due anni dopo (almeno pubblicamente). Nel giugno scorso, infatti, al congresso dei giovani industriali, un nuovo collasso. La Marcegaglia chiede con un certo affanno se ci sia un medico in sala. Un fotografo dell’Ansa racconta di averlo visto mentre è caduto tra la braccia delle guardie del corpo. E anche in questa occasione, dal suo entourage faranno sapere: “Caldo, stanchezza … un lieve mancamento”.

Oggi, poi, il giallo del malore in aereo. Un’agenzia rilancia in mattinata la notizia che il Premier abbia avuto qualche problemino e sia stato interessato della vicenda, addirittura, il suo medico personale. A stretto giro di posta la smentita del fido portavoce Bonaiuti che nega il tutto “nel modo più assoluto” accusando la stampa di “malcostume”. Sulla scia di quanto detto dal Cavaliere mesi fa: “Io malato? Tutte bugie messe in giro dai giornali comunisti”.

Riparte il Ponte sullo Stretto: inizio lavori nel 2010

pubblicato da G.L. Barone

Golden gateCome per la nazionale di calcio, anche sul ponte di Messina, di cui si parla da oltre cent’anni, gli Italiani sono divisi a metà. Dalla parte del sì c’è di certo Silvio Berlusconi che lo vorrebbe ad ogni costo. Le file del no si stanno però infittendo e adesso si è schierata anche Emma Marcegaglia, neopresidente di Confindustria, che ad una domanda su cosa pensasse dell’opera ha risposto seccamente “Ci sono altre opere altrettanto importanti”.

Anche Umberto Bossi pur non avendo proferito un secco no, in un recente incontro ha chiarito che per il Ponte sullo Stretto sarebbe meglio chiedere ai siciliani cosa ne pensano. Non è un no, ma poco ci manca.

Nonostante tutto però Berlusconi tira dritto per la sua strada, visto che l’opera è troppo importante dal punto di vista mediatico e che lui stesso si è esposto personalmente per realizzarla. In uno dei suoi primi atti ufficiali, Altero Matteoli che guida il Ministero delle Infrastrutture, ha scritto a Pietro Cucci, presidente della società “Stretto di Messina” e ha chiarito che il progetto, stoppato dal precedente governo Prodi, è invece di “carattere prioritario” per l’attuale governo e pertanto è necessario “porre in essere nei tempi più brevi tutte le condizioni per la ripresa delle attività”. Di fatto un nuovo inizio.

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