Non ho elementi per dirvi se cartelloni come quello qui sopra siano apparsi solo nel milanese o in tutta Italia: questo me lo potrete dire solo voi. Fatto sta che l’ultima campagna pubblicitaria della Sandokan, già autrice dell’indimenticabile slogan “E.. state senza zanzare”, ha più di un titolo per comparire sulle pagine virtuali di polisblog.
Verrebbe da pensare infatti che si abbia a che fare con una metafora di quelle ardite, un paragone più o meno implicito tra insetti infestanti e immigrati sans-papier: “Insetti clandestini? Fermiamo l’invasione!”, ci suggeriscono infatti i creativi al servizio dell’eroe salgariano.
Ad avvalorare l’ipotesi di un paragone quantomeno un po’ sopra le righe e potenzialmente censurabile, un dettaglio: a guardare bene il cartellone (vedi gallery), si nota infatti che la parola “Insetti” e il punto interrogativo finale sono stati aggiunti successivamente, per sostituire, rispettivamente, un’altra parola (”basta”?) e un punto esclamativo.
Gli insetti clandestini della pubblicità della Sandokan
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