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Tutti gli articoli con tag marco travaglio

Guerra di Libia: il trattato di amicizia e il patto di non belligeranza

pubblicato da Nemo

La nuova Guerra di Libia, in cui forse siamo coinvolti e forse no, continua nell’indeterminatezza di cause, obiettivi, ragioni e torti, verità e bugie colossali. Quello che avviene a sud di Lampedusa è singolare sotto molti aspetti. Uno di questi riguarda il rapporto tra l’Italia e la Libia.

Solo pochi mesi fa il colonnello Gheddafi è stato ricevuto a Roma con tutti gli onori: un grande statista africano che ha potuto piantare le sue tende a Roma e tenere una conferenza sul Corano a centinaia di piacenti accompagnatrici appositamente pagate. Per festeggiare il trattato di amicizia con la Libia l’Italia ha pure inviato sui cieli di Tripoli le sue Frecce Tricolori.

A proposito di quel trattato di amicizia, che all’Italia è costato circa 5 miliardi Marco Travaglio ci ricorda oggi sul Fatto, che una delle clausole recita: “L’Italia non userà né permetterà l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia”. Nell’aprile del 2009, quando in Parlamento Pdl, Lega e Pd votarono questa porcata, l’Italia si è dunque impegnata a difendere la Libia, anche a costo di ostacolare la Nato non concedendo le proprie basi.

Oggi invece tutto è cambiato. Viene da chiedersi come mai nell’aprile del 2009 Gheddafi (al potere da 40 anni senza alcun mandato popolare) fosse un alleato da difendere mentre oggi si è trasformato in un dittatore assetato di sangue, da abbattere con le armi. Voi lo avete capito?

Foto | Flickr

Galli della Loggia: Berlusconi apprezza solo l'obbedienza al Capo - il PDL è una corte di nani e ballerine

pubblicato da Bruno


Di Ernesto Galli della Loggia ci eravamo già occupati qualche tempo fa, quando attaccò Berlusconi ed il governo.

“Dopo due anni alla testa di un’enorme maggioranza parlamentare il governo Berlusconi può vantare, al di là della gestione positiva della crisi economica, un elenco di risultati che dire insoddisfacente è dire poco.”

L’articolo continuava così:

“Nel merito dei problemi che non lo riguardano in prima persona Berlusconi, infatti, continua troppo spesso ad apparire incerto, assente, più incline ai colpi di teatro, alle dichiarazioni mirabolanti ma senza seguito, che ad una fattiva operosità d’uomo di governo.”

Oggi sul Corriere della Sera è apparso un altro articolo a firma Ernesto Galli della Loggia, ancora più duro di quello appena citato. Il commentatore del quotidiano milanese attacca molto duramente il PDL ed il suo Capo:

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Legge Bavaglio: speciale sullo sciopero dei giornalisti della Fnsi

pubblicato da giovanni molaschi


Oggi, come anticipato da polisblog.it nei giorni scorsi e raccontato bene dal Post, molti quotidiani non saranno in edicola per protestare contro il disegno di legge proposto dal Ministro Angelino Alfano secondo il quale nel nostro paese è necessario ridurre le possibilità di pubblicazione delle intercettazioni.

Allo sciopero, malgrado la campagna fatta in queste settimana da Repubblica, non hanno aderito tutti i colleghi di Ezio Mauro. Contrari alla posizione presa dal quotidiano del gruppo Espresso si sono detti sia le testate vicine alla maggioranza che quelle pronte a sostenere l’opposizione.

Significativa, di questa spaccatura, è la posizione del direttore della Stampa Mario Calabresi che prima di trasferirsi a Torino collaborava come corrispondente con Repubblica.

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Speciale: il terremoto dei manifestanti dell’Aquila scuote la blogosfera italiana

pubblicato da giovanni molaschi


A ventiquattro ore dalla protesta che i cittadini dell’Aquila hanno fatto a Roma, di cui ci siamo già occupati qui e qui, vale la pena fare un punto analizzando quanto in rete è stato scritto sull’accaduto.

Chi, in queste ore, ha scritto degli scontri ha posto la propria attenzione su due aspetti specifici della vicenda:le modalità con cui è stata data notizia dal Tg1 di Augusto Minzolini e le reazioni politiche di maggioranza e opposizione alle richieste degli aquilani.

Scrive un utente di AgoraVox Italia:

“Per il Tg1 delle 13,30 del 7 luglio le manganellate della Polizia contro gli aquilani in corteo a Roma non esistono. Niente. Fino alle 13,47. C’è il Lodo Alfano, e le voci dell’emendamento Pd a favore di Napolitano. C’è il vertice tra Berlusconi e lo stato maggiore del Pdl, c’è l’Europa col Pil crescente e l’Italia ovviamente meglio di tutti. Poi il servizio, come fosse dovuto. Striminzita cronaca, chiusura in bellezza: i manifestanti hanno contestato Bersani”.

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Ddl intercettazioni: è giusto lo sciopero contro la legge bavaglio?

pubblicato da Bruno


Il 9 Luglio la FNSI ha organizzato uno sciopero contro il ddl intercettazioni, contro la legge bavaglio. La decisione è stata seguita, con qualche sorpresa, dalle critiche di Marco Travaglio e Paolo Flores D’Arcais. Il primo ha scritto:

“Intendiamoci, il bavaglio è talmente vergognoso e demenziale che meriterebbe non uno sciopero, ma una serrata. Però l’obiezione di Feltri (che aveva scritto che un auto-bavaglio contro una legge che impone il bavaglio è un’idea folle, nda) mette a dura prova il riflesso condizionato dei sindacati, Fnsi compresa, che ricorrono sempre e soltanto allo sciopero come se fosse l’unica forma di protesta. […] Sicuri che la forma più efficace di protesta contro il bavaglio sia autoimbavagliarci per un giorno?

Non sarebbe meglio uscire tutti in edizione straordinaria, listata a lutto, in forma di dossier con le intercettazioni e gli atti d’indagine più importanti di questi anni che, col bavaglio in vigore, non avremmo potuto pubblicare?”

Il problema, dice ancora Travaglio, è che in edicola, il 9 Luglio troveremo solo Il Giornale, Libero, Il Foglio, il Tempo, il Riformista. Insomma, si lascia campo libero “agli altri”.

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Renato Schifani non è un lombrico e nemmeno una muffa: Travaglio condannato a pagare 16 mila euro

pubblicato da Nemo


Dato che ci piace spesso riportare le posizioni e le acute argomentazioni di Marco Travaglio, è giusto dare conto su Polis anche delle disavventure giudiziarie in cui il giornalista del Fatto si trova ad incorrere. È di due giorni fa la notizia della sua condanna da parte della settima sezione civile del Tribunale di Torino a una ammenda di 16 mila euro, in favore di Renato Schifani.

La sentenza fa seguito alla causa intentata dal presidente del Senato contro Marco Travaglio in seguito alle sue affermazioni durante trasmissioni Che tempo che fa e Crozza Italia e per un articolo scritto per l’Unità. Il giudice ha ritenuto diffamatorio l’accostamento tra Schifani, le muffe e i lombrichi. Per il resto, quanto scritto sull’Unità e quanto detto a Crozza Italia - anche per i riferimenti alla mafia - sono stati giudicati pertinenti al diritto di cronaca, di critica e di satira.

Al Travaglio nazionale è andata comunque bene, dato che Schifani aveva chiesto un risarcimento per la diffamazione subita di 1.750.000 euro. Il commento del giornalista non si è fatto attendere: Questa battuta mi costa un po’ cara, ma ne è valsa comunque la pena.

Foto | Fazen

Manovra finanziaria: le 4 proposte di Marco Travaglio per trovare i soldi facendo pagare gli evasori

pubblicato da Nemo


Sempre a proposito della manovra finanziaria che a breve ci giungerà tra capo e collo, va registrato il contributo di Marco Travaglio e del quotidiano Il Fatto che, sotto lo slogan Paghino gli evasori, anche oggi rilanciano una serie di proposte di quelle che un tempo sarebbero state definite di semplice buon senso, una categoria che la politica ha provveduto ad espellere dalla propria agenda.

Le 4 semplici (o semplicistiche) proposte sono presto dette: Tassare di un altro 5% coloro che si sono avvalsi dello scudo per il rientro dei capitali (i cosiddetti scudati). Anche con questa ulteriore tassazione costoro andrebbero a pagare meno della metà di quanto hanno evaso in passato. Imporre una cauzione di 2 mila euro per ogni ricorso in appello, in modo da arginare la marea di ricorsi presentati solo per puntare alla prescrizione (il 75% dei ricorsi penali vengono rigettati). Raddoppiare le pene per gli evasori fiscali, dando un segnale di giusta severità verso questa categoria e facendo rientrare un po’ di denari. Imporre una tassa patrimoniale a tutti i contribuenti che hanno un capitale di almeno 5 milioni di di euro.

Michele Santoro nella bufera. Coro di accuse dai partiti per lo scivoletto milionario

pubblicato da Luca Landoni


Di Michele Santoro e della buonuscita milionaria concessa da mamma Rai, s’è ormai detto tutto e il contrario di tutto. I fedeli ascoltatori di Annozero sono perlopiù delusi, non tanto dalla cifra incassata dal presentatore, ma dal rischio di soppressione della trasmissione. Gli altri fanno a gara per chi si scandalizza di più.

Cominciamo dal fuoco amico. Giorgio Merlo del Pd ha dichiarato: «Quel compenso è un’offesa per gli italiani che vivono in una difficile situazione economica». Massimo Donadi, portavoce della forza politica forse più vicina al conduttore l’Idv), ha parlato di scelta grave e immorale da parte della Rai (addossando comunque la maggior parte delle responsabilità all’azienda televisiva nazionale).

Inutile citare i commenti del centrodestra, che chiaramente gongola, mentre Casini (Udc) ha parlato di autentico scandalo. A favore di Santoro, o perlomeno a parziale giustificazione della sua “stanchezza di trovarsi sempre in trincea, come accerchiato” si è schierato invece Marco Travaglio.

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Cina: il Governo teme la giornalista Hu Shuli

pubblicato da giovanni molaschi

In Italia, come ricordato recentemente da Al Gore a “che tempo che fa”, l’informazione non vive le sue stagioni migliori. C’è da dire che questo presunto buio, figlio dell’autocensura praticata il più delle volte dagli stessi giornalisti che si adeguano al colore politico del Governo senza che nessuno esplicitamente glielo abbia chiesto, sta per rischiararsi.

Mentre in tutto il Mondo, Italia compresa, i giornali cartacei chiudono Il Fatto di Antonio Padellaro cresce fino a diventare un vero e piccolo caso. Quel che lo scorso autunno valeva 600mila euro oggi è quotato 60 milioni di euro.

Il buon giornalismo vende. E crea a chi governa dei problemi. Alla vigilia della giornata mondiale dell’Unesco per la libertà di stampa, avvenuta lo scorso 3 maggio, Vanity Fair ha intervistato Hu Shuli la giornalista di Pechino che secondo il Time è considerata dal Governo cinese la donna più pericolosa del Paese.

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Fattisti senza gloria. La video-parodia del Fatto Quotidiano presentata al Festival di Perugia

pubblicato da Luca Landoni


La settimana scorsa abbiamo trattato abbondantemente il tema del Festival internazionale del giornalismo di Perugia, riguardo al quale vi invitiamo a rileggere i pezzi di Gabriele Capasso.

Proprio quest’ultimo era riferito alla giornata dedicata al Fatto Quotidiano, il giornale “alternativo” di Marco Travaglio, Peter Gomez, Antonio Padellaro, Luca Telese e tanti altri. Nel corso della giornata è stata presentata anche la video-parodia di uno dei film più corrosivi e divertenti della scorsa stagione cinematografica, Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino.

“L’informazione rischia il bavaglio. Le truppe del colonnello Feltri avanzano.” Così comincia il video che vi presentiamo in apertura. I toni sono in stile Cinegiornale Luce del ventennio. Buon divertimento.

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