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Sulla corruzione: “Rivendico con orgoglio la moralità e la trasparenza di centinaia di amministratori lombardi”
Mariastella Gelmini
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Tra gli effetti collaterali dell’affermazione della grande rete internet, uno riguarda in modo particolare le istituzioni, ed è la cosiddetta e-democracy. Trattasi della formula coniata per indicare le possibilità di partecipazione (al limite della democrazia diretta) offerte dalle moderne tecnologie informatiche: trasparenza, tempestività, chiarezza nella comunicazione tra istituzioni e sudditi (forse nella definizione ufficiale si parla di cittadini..).
Anche grazie agli input del Brunetta, i siti istituzionali sono stati costretti (nonostante rilevanti sacche di resistenza) a mettere online dati prima segreti, come compensi, presenze, nomi dei dirigenti, recapiti di posta elettronica. Il tutto con casi paradossali in cui puoi cercare per ore per scoprire che nessuno si è ricordato di pubblicare in internet un semplice e banale numero di telefono.
Naturalmente il più delle volte l’e-democracy è stata utilizzata solo per fare spot e passerelle mediatiche, pavoneggiandosi durante una conferenza stampa per poi tornare al solito agire nel segno della riservatezza e dell’opacità. Un paio di questi casi sono segnalati oggi da Flavia Amabile sulla Stampa: la Camera dei Deputati ha creato un suo canale You Tube, ma in un mese ci ha messo 2 soli video tagliati e montati come degli spot (censurando le gaffe della conferenza stampa di presentazione) e con i commenti disattivati…
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