Il premier perseguitato per ora soffre e sbraita nei confronti dei magistrati. Ma un giorno, quando tutto questo sarà finito, saprà anche perdonare le toghe di Milano (dal vangelo secondo Bondi). P-orge l’altra guancia
Il Cav, comunque, non vede l’ora di mettere a tacere le intercettazioni. Pensa alle sue notti brave e già gli viene l’acquolina in bocca. Legge sbava-glio
Il buon Massimo Zennaro, ex portavoce della Gelmini licenziato per la papera mostruosa sui neutrini, in realtà è rimasto direttore generale del Miur. Questi hanno sempre qualcuno che li protegge lassù in cielo. W San Zennaro
Nella Lega vige il centralismo democratico in stile Pci. Dopo Bossi ci vorrà un Gorbaciov che ristrutturi il partito, che compia una specie di perestrojka in salsa padana. Peres-trota
Commovente e romantica Carla Bruni: “Sarkò mi ha conquistata con la sua conoscenza dei fiori”. Il Cav invece sfodera altro con le donne. I tuli-papi
Il Paese sprofonda, la Rai taglia spazi informativi del suo canale all-news e in questo clima da tregenda Viale Mazzini pensa soltanto a litigare con Mediaset su presunti programmi plagiati. ‘Baila’ coi lupi
La gaffe della Gelmini? Come stupirsi: lei è ministro soltanto grazie al suo dio in terra, la divinità di Arcore. Uno e (neu)trino
Dura reprimenda di Bagnasco in relazione ai costumi privati del premier. Eppure Berlusconi dice sempre di condividere i valori e le battaglie d’Oltretevere. La sacralità dellavitola
L’intervista televisiva più recente di Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, è stata fatta da Fabio Fazio. In quell’occasione l’esponente politico, nemmeno per sbaglio, ha detto che esiste una scuola pubblica e una privata. Per lei l’istruzione che dovrebbe rappresentare è comparabile ad un sistema paritario.
Secondo Gelmini la scuola paritaria dovrebbe essere finanziata dallo Stato anche se chi vi accede è nelle condizioni di poter pagare tutti i costi di questo tipo di strutture. L’opinione del ministro non è condivisa, per fortuna, dagli altri responsabili dei cittadini. Il tribunale della Spezia ha bocciato l’operato del Ministero dell’Istruzione.
Il giudice ligure ha chiesto al ministro di ripristinare le ore di insegnamento di sostegno previste per uno studente disabile di un istituto superiore della Spezia. Prima di questo episodio il ministro dell’Istruzione era stato condannato dal Tribunale del Lavoro di Genova. Il dicastero di Gelmini dovrà dare 500mila euro ai 15 lavoratori precari che si erano rivolti al Tribunale dopo la loro mancata stabilizzazione.
Maria Stella Gelmini: populismo&qualunquismo. Voto 5-. La ministra “somara” contrattacca: “Insegnanti sottopagati perché troppi”. E: “nella scuola italiana ci sono più bidelli che carabinieri e le aule sono sporche”. Forse ci sono anche più bambini che … delinquenti. Ancora per poco.
Claudio Scajola: poltrone&pagnotte. Voto 5-. L’ex ministro attacca il partito del “predellino”: “Il Pdl non è il partito della gente”. E al Cav dice: “Io non ho fatto nulla e sono fuori mentre Verdini è al suo posto”. Quindi la minaccia del“Gruppo autonomo”. L’ex dc batte cassa. Bolla di sapone?

Pier Luigi Celli prima di diventare il direttore della Luiss, un’università privata di Roma, si è occupato della Rai. Lo scorso anno ha riacceso il dibattito pubblico sui giovani italiani grazie ad una lettera pubblicata da Repubblica. In quel documento come padre invitata il figlio ad abbandonare il paese. Scrive Celli:
“Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai.
Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all’infinito, annoiandoti e deprimendomi”.
Ad un anno dalla pubblicazione di questa lettera Polisblog ha intervistato Pier Luigi Celli per capire se sono stati i politici a negare ai giovani il futuro. Prospettiva che per loro era ancora un diritto.
Continua a leggere: Intervista. Polisblog incontra Pier Luigi Celli, autore di “Generazione tradita”
Mara Carfagna: fiction. Voto 4-. Tanto tuonò per nulla. Dopo le sparate contro il Pdl e le minacce di dimissioni da tutto, la ministra incontra il premier e fa (ovviamente) dietrofront. Con le pive nel sacco. Sceneggiata da “basso impero”.
Mariastella Gelmini: sbugiardata. Voto 4-. Il ministro dell’istruzione ironizza sul cursus honorum del segretario del Pd. Bersani replica scodellando pagelle scolastiche, tutte con lode”. Quali i voti di Mariastella da studentessa e da ministra?
Mariastella Gelmini: beccata. Voto 3. I ministri e le ministre “inventate” giungono al capolinea. Atenei e scuole in rivolta contro la riforma bluff. Maggioranza ancora sotto alla Camera. Governo bluff.
Renato Schifani: becchino. Voto 3. La maschera di cera del presidente del Senato colpisce ancora. Il numero due delle Istituzioni commenta la protesta: “Prima o poi ci scappa il morto”. Morto che parla.
Ultrà serbi: Ivan Bogdanov da tigre si trasforma in agnellino e chiede scusa all’Italia. Ma tra Belgrado e Roma volano accuse pesanti sulla gestione della sicurezza a Genova. (Bal)cani e gatti
Si spera almeno che Maroni abbia imparato qualcosa da questa vicenda. Che ti Serbia da lezione
Tremonti la fa disperare e le università sono in subbuglio. L’unica cosa che per adesso consola la Gelmini è l’essere pur sempre una protetta del Cav. Pazienza, studenti e ricercatori precari attenderanno. (Bi)cocca di zio
Il premier che adombra rivoluzioni nel Pdl in realtà riconduce il cambiamento sempre a se stesso. Lui è l’eterno ritorno. Il principio, la fine e il nuovo principio. Si sente saggio, sapiente e si piace tantissimo. Fico della Mirandola
Chicco Mentana continua a fare ottimi ascolti con il suo tg. I telespettatori delle ore 20 hanno trovato una pietanza diversa rispetto alla pappetta spappolata e gelatinosa pro-Cav dei telegiornali più rinomati. Carne in scatola Minzotin
Il Giornale e Libero lo tampinano, ma lui dà adito a sospetti non spiegando, non chiarendo, non rispondendo alle domande. Cosa c’è dietro la storia della casa a Montecarlo? Fini dovrebbe dimostrare ai giornali e all’opinione pubblica di non aver lucrato su quell’affare immobiliare. Il Bechis di un quattrino
Dopo aver detto che Mike Bongiorno andrebbe raccontato a scuola e che ci vorrebbe una tv per ogni aula, ora la Gelmini afferma che sarebbe anche il caso di mettere la Bibbia sui banchi. Sì, così magari ai ragazzi si spiegherà la Genesi con una bella puntata di Voyager. Abramo, Isacco e…Giacobbo
Inoltre bisognerà far capire loro che Gomorra non è solamente un libro di Roberto Saviano e Sodoma non si riferisce mica a Giorgio Stracquadanio. Il pensiero (M)osè
Tagli? Precari? Posizione desolante nella classifica Ocse? Fa nulla, la Gelmini va all’inaugurazione della Fondazione che porta il nome di Mike Bongiorno e accosta addirittura il grande presentatore alla Costituzione italiana: “Bisognerebbe ricordare lui, quando si studiano i principi della Carta”. Ma cosa c’entra? Il fatto è che il ministro ha un rapporto notoriamente difficile con la cultura. Allergiaaaaa!!!
Bossi dice che “è pieno di cornuti in giro” per cui c’è poco da fidarsi. Di Pietro invita il Pd a star lontano da Fini e Casini perché “vi tradirebbero, vi farebbero cornuti”. Insomma, le corna – mitiche protuberanze – tornano in auge (ma forse lo sono sempre state) mentre il popolo (non a caso ‘bue’) osserva la legislatura finire rapidamente in ‘vacca’ (ecco…infatti). Si voterà a novembre/dicembre o a marzo? Cervo a primavera
Il ‘pibe de oro’, si sa, ha dribblato alla grande il Fisco italiano. E ora che si prepara a tornare a Napoli per il suo 50esimo compleanno, Maradona riceve un messaggio chiaro da Equitalia: “Devi pagare, la legge è uguale per tutti”. Dura (ro)lex, sed (ro)lex
Beppe Grillo fa la solita parte dell’angelo vendicatore: “Terremoteremo il Parlamento, siamo l’Amuchina della politica, faremo pulizia”. Ipse Dixan