La dinastia di Arcore potrebbe perpetuare di generazione in generazione il suo dominio sul Bel Paese. A meno che le sentenze dei giudici non si trasformino in macigni storici sul buon nome della casata. MaRiina Berlusconi
Giovane pulzella di sani principi. Pronta a sacrificarsi per i valori della giustizia e della libertà. Eccola qua la bella Mara: disposta a farsi da parte, ma non a tradire l’amato Cav. Giovanna d’Arco-re
Tuttavia il partito del premier e lo stesso governo sembrano ostaggio di potentati locali che sono in grado di mandare tutto all’aria da un momento all’altro. Quale sarà la prossima vittima della “guerra tra bande”? Per chi suona la Campania
Il Vaticano apre ai profilattici. Un fulmine a ciel sereno o una rivoluzione che parte da lontano? Giovanni Paolo Se-condom
Nel Pdl crescono le defezioni (vere, presunte o minacciate) di esponenti locali e nazionali. Il fronte dei senatori è quello che più preoccupa il premier. E sembra un po’ appannata l’antica capacità del Cav di ammaliare e lusingare gli interlocutori. Come porti i capelli bella Biondi…
I parlamentari? Guadagnano una barca di soldi, lavorano pochissimo e quasi tutti si danno arie da rock star. Rolling Stronz
Marina difende sempre papuccio. Lo copre di fronte a ogni attacco. Sarà l’erede del Cav anche in politica? Figlia di fico
Meno male che c’è lui. È l’uomo buono per tutte le mediazioni, smussa, annacqua, ammortizza, ammorbidisce. Una vera comodità, per il capo del governo, averlo a disposizione. Contribuisce a fargli dormire sonni tranquilli. Letta a tre piazze
Berlusconi suda e sbuffa a Roma, Fini invece si gode ancora il mare di Ansedonia. Sta in spiaggia e fa castelli di sabbia da vendere poi a società off-shore con sede alle Bahamas. Va in giro con il gommone e si diverte tanto. Ma prima o poi dovrà tornare e chiarire gli aspetti oscuri della casa a Montecarlo. L’estate al mare non dura in eterno. Motosbafo
Un ladro beffa la sorveglianza ed entra in una delle residenze prese in affitto dal premier e dai suoi. Un po’ come il Cav stesso che da anni beffa le opposizioni e continua a vincere le elezioni a suon di promesse. Turlupin III
Mentre Marina Berlusconi sfoggia un topless ad aria compressa, il suo impero editoriale è nella bufera per la leggina ad hoc che le consente di chiudere con due lire un lungo e pesante contenzioso con il Fisco. Immonda-dori
Fabio Granata è il più odiato dei finiani. Molti avversari lo considerano un pasdaran e perfino qualche finiano moderato non lo vede di buon occhio. Lui se ne frega e addirittura cura un suo blog sulle pagine web del Fatto Quotidiano. Per il Cav quello è il giornale di Satana ed è inconcepibile che uno della maggioranza (ancora per quanto?) ci metta la sua faccia sopra. Meglio mostrarsi sotto i titoli di ‘Chi’, organo di famiglia che sa esaltare anche il cerone del grande capo. Rifatto quotidiano
Gli esponenti del Popolo della Libertà che in questi giorni stanno, giustamente, criticando Gianfranco Fini per la casa che avrebbe ceduto all’insaputa di Alleanza Nazionale al cognato dovrebbero fare un esame di coscienza e iniziare a criticare il proprio leader. Silvio Berlusconi.
Secondo quanto riportato da Repubblica il Presidente del Consiglio lo scorso maggio, l’attuale amministrazione avrebbe approvato una legge ad personam che avrebbe agevolato la casa editrice Mondadori, attualmente gestita da Marina Berlusconi.
Il provvedimento, che ha fatto risparmiare alla casa editrice di Segrate più di 150 milioni di euro, prevede infatti che chi ha raggiunto il terzo grado di giudizio contro il Fisco possa chiudere il contenzioso pagando solo il 5% dell’intero capitale che dovrebbe pagare all’Agenzia delle Entrate.
Continua a leggere: Fisco. Una legge ad personam favorisce la Mondadori di Marina Berlusconi
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Durante il Salone del Libro di Torino, che si conclude oggi, gli editori italiani capeggiati da Stefano Mauri e Alessandro Laterza hanno deciso di manifestare pubblicamente contro il disegno di legge sulle intercettazioni del Ministro della Giustizia Angelino Alfano.
All’iniziativa, collimata in una lettera pubblica in cui si precisa che il provvedimento potrebbe non garantire la libertà di stampa, hanno aderito tutti gli operatori del settore tranne Marina Berlusconi che per il padre amministra la Mondadori.
Secondo la nota ufficiale divulgata dall’ufficio stampa la casa editrice di Segrate difende in ogni libro la libertà di espressione che secondo gli altri editori, le cui produzioni virano sempre più sull’attualità politica italiana, non è garantita dall’attuale Governo.
Continua a leggere: Intercettazioni: Marina Berlusconi contro gli editori italiani

Il confronto, a distanza, tra il Presidente del Consiglio e Roberto Saviano si allarga fino a coinvolgere Marina Berlusconi che come Presidente della Mondadori si trova tra l’incudine e il martello. Da una parte ha il padre che non è solito controllarsi. Dall’altra l’autore con la quale la casa editrice che amministra si è arricchita.
Essere altezza alla situazione non è facile tanto più se schierarsi da una parte potrebbe significare perdere Roberto Saviano, che pubblicamente si è chiesto se sia ancora giusto continuare a pubblicare con la casa editrice del Presidente del Consiglio.
Rispondendo, attraverso Repubblica, allo scrittore Marina Berlusconi ha dichiarato:
“Sono anche presidente del gruppo Mondadori, che Saviano tira ampiamente in ballo. E lo fa in un modo su cui non posso tacere. Che cosa è cambiato? Silvio Berlusconi non può permettersi di criticare un’opera edita dalla Mondadori, la quale naturalmente continua ad avere la più totale e piena libertà di fare le scelte editoriali che ritiene più opportune?
Continua a leggere: Mondadori: Marina Berlusconi risponde a Roberto Saviano

Lo sproloquio, l’ennesimo, enunciato nei giorni scorsi da Silvio Berlusconi su Roberto Saviano, reo secondo il Presidente del Consiglio di aver pubblicizzato la mafia italiana nel mondo, deve essere interpretato per quel che è. Un divertente gioco del destino.
Se lo scrittore in questione non pubblicasse per la Mondadori, casa editrice gestita da Marina Berlusconi che nelle scorse settimane ha condiviso con l’elettorato l’ultima fatica del Premier (“L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”), l’opinione del leader del Partito dell’Amore non sarebbe neanche da prendere in considerazione. Tra le tante dette questa non è neanche la peggiore.
Roberto Saviano, suo malgrado, ha ricordato al Presidente del Consiglio cosa sia un conflitto d’interessi. Il fastidio che provoca a chi lo subisce. Probabilmente se il giornalista non fosse uno degli autori di punta di una casa editrice che, come altre, subisce la crisi le considerazioni di Silvio Berlusconi sarebbero state anche peggiori.
Continua a leggere: Roberto Saviano ricorda a Silvio Berlusconi il conflitto d’interessi

Dove Bruno Vespa non può arrivarci ci pensa direttamente il Presidente del Consiglio. Uscirà domani per Mondandori il nuovo libro di Silvio Berlusconi: “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”.
Come spiegato dall’onorevole Antonio Palmieri, responsabile internet del Pdl, il volume raccoglie parte dei messaggi arrivati a forzasilvio.it dopo l’aggressione subita, per colpa di Massimo Tartaglia, dallo stesso Silvio Berlusconi.
Primo fan del Grande Fratello, il leader del PdL ha capito molto prima di altri che per la propria leadership può sopravvivere solo se ne falsifica la comunicazione utilizzando in modo alternativo i mass media.

Buffonata del premio Nobel a Berlusconi (di cui vi diamo conto con tanto di filmato), a parte; la puntata di ieri di Annozero ha rimesso sul tavolo alcune questioni interessanti. Il punto è sempre lo stesso: i problemi giudiziari del Premier, dei quali Travaglio ha portato un lungo e preciso riassunto in termini di assoluzioni, prescrizioni e procedimenti cancellati dalle leggi cosiddette “ad personam”.
Punto focale i due processi; Mills - decisivo perché in caso di condanna Berlusconi non avrebbe più goduto dei benefici in termini di tempi di prescrizione degli incensurati - e Lodo Mondadori. Di entrambi abbiamo parlato abbondantemente in passato. Nel primo caso abbiamo una condanna basata sul concetto di responsabilità oggettiva ma priva di prove e il testimone principale che continua per misteriosi motivi a scagionare Berlusconi. Nel secondo la comprovata corruzione del giudice Metta, che però non sarebbe stata decisiva ai fini della ragione a Fininvest in appello, poiché gli altri due giudici hanno dichiarato di non essere stati influenzati dal Metta e che avrebbero comunque deciso così. Queste le argomentazioni portate anche da Marina Berlusconi, interpretata dalla bravissima Giuliana De Sio in una delle ricostruzioni di Santoro.
Rimane naturalmente l’ambiguità del Presidente del Consiglio in tutte queste vicende, come d’altronde rimane la persecuzione giudiziaria di cui è stato fatto oggetto in questi vent’anni, come ha sostenuto con buoni argomenti Belpietro, ricordando come il non meno ambiguo De Benedetti in qualche modo l’abbia sempre sfangata e ora si ritrovi addirittura a godere di un regalo di 750 milioni grazie a una discutibile sentenza sul Lodo, comunque appellata da Mediaset.
Continua a leggere: Retrospettiva su Annozero. Il Lodo Mondadori, Berlusconi e De Benedetti

È iniziata da pochi minuti il live blogging di Paolo Biondani dal palazzo della Consulta dove si sta decidendo la correttezza del Lodo Alfano. Presenti in aula quasi 50 giornalisti, italiani e stranieri. Alle 9.38 sono stati fatti accomodare fuori dall’aula fotografi e cronisti televisivi.
9.59 Stando a quanto riportato in home page dal Corriere della Sera è possibile che la decisa prevista oggi dalla Consulta slitti di una settimana.
Continua a leggere: Consulta sul Lodo Alfano, si attende la decisione nel pomeriggio