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Tutti gli articoli con tag maroni

Le pagelle del giovedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Umberto Bossi: cagnolino. Voto 3- Contrordine: il Senatur si piega ai voleri dell’ex socio Berlusconi: “Per i leghisti libertà di voto su Cosentino”. Beffato Maroni, il “bobo” del Carroccio. B&B di nuovo uniti nel malaffare?

Beppe Grillo: cagnolone. Voto 4- Il comico-politico “moralizzatore” punta sull’hard candidando alle prossime amministrative nel suo “Cinque stelle” l’avvenente Michelle Ferrari, già diva a luci rosse. New deal o solita solfa?

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Le pagelle del lunedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Silvio Berlusconi: cancellato. Voto 3- L’Italia, artefice dell’Europa, è stata umiliata dalla politica del cucù di un premier la cui autorevolezza è ridotta a zero. Sarkozy e la Merkel ridono del Cav. Ultimatum di 48 ore: o il governo mantiene gli impegni o Italia presa a calci. Forza Italia!

Umberto Bossi: cancellino. Voto 4- Il Senatur si prepara alle elezioni anticipate ripulendo il Carroccio. Dopo il listone dei 47 leghisti epurandi di Varese, spunta un altro elenco “nero”con i nomi di 12 deputati “maroniani”. L’ordine è uno solo: non vanno ricandidati. Il Trota approva.

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Bossi alza la voce e a Varese "nomina" il suo federale. Forfait dei due candidati "maroniani"

pubblicato da il passator cortese

Chi si aspettava un finale da western di Sergio Leone è rimasto deluso. Il duello annunciato per la segreteria della Lega di Varese si è risolto senza sparare un sol colpo.

Dei tre sfidanti, due, quelli sponsorizzati da Bobo Maroni, se la sono data a gambe, impauriti dalle minacce del Senatur che di fatto fa nominare “federale” il suo fedelissimo Maurilio Canton, sindaco di Cadrezzate.

Stefano Candiani, segretario uscente e sindaco di Tradate, spiega così a TMNews che cosa ha convinto Donato Castiglioni e Leonardo Tarantino a decidere di rinunciare alla propria candidatura.

“Canton è il candidato vincente - dice Candiani - gli altri si sono ritirati più per il grande rispetto verso Umberto Bossi che per l’apprezzamento per la candidatura di Canton”. Chiaro? Il Carroccio, l’ultimo partito bolscevico. Il Trota docet.

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Fini vuole Maroni premier. Il leghista dice "no" E il Pd subito con un piede nella trappola ...

pubblicato da il passator cortese

Pur di mandare a casa Silvio Berlusconi e tirar fuori l’Italia dalla crisi profonda, fare subito un nuovo governo “Con Maroni premier, sostenuto, oltre che dal Terzo Polo, anche dal Pd”. Ma la proposta di Gianfranco Fini, fatta a nome dei centristi di Fli, Udc, Api è stata subito rinviata al mittente dal diretto interessato.

“Sono impegnato a sostenere il governo Berlusconi fino al termine della legislatura” è stata la netta risposta del ministro degli Interni.

Pensare che il Pd era già caduto nella “trappola”, con Enrico Letta aperto alla proposta di Fini, giudicata ”un passo avanti” perché “Qualsiasi governo è meglio di questo con Berlusconi premier”. Poi subito la correzione: “I Democratici, dice il vice di Bersani, non appoggerebbero mai un esecutivo sostenuto da esponenti del governo Berlusconi. Meglio il voto’”.

”Sarebbe un ‘governo Frankenstein”, replicano dall’Idv. E Cicchitto, del Pdl, boccia l’idea come uno ‘’spregiudicato tatticismo” del Terzo Polo. Già, tatticismi e furbate, dov’è la politica? E intanto la barca affonda.

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Caso Papa, (solito) dietrofront di Umberto Bossi?

pubblicato da il passator cortese

E chi ne dubitava? Dal “si” al “ni” al “no”. Come sempre, Umberto Bossi prima abbaia, poi, richiamato dal Cavaliere, s’accuccia.

Anche su Alfonso Papa, il deputato del Pdl su cui pende una richiesta di arresto che la Camera affronterà mercoledì, il leader del Carroccio fa marcia indietro: “Niente manette senza processo.” “Se Papa ha commesso dei reati - ha detto il Senatur a Venezia - paghi, ma non va bene mettergli le manette prima, quando ancora non sappiamo se quello che ha fatto è da galera o no”.

Scrive oggi Repubblica: “Le parole del Senatur arrivano al termine di una giornata in cui si erano inseguite le voci su ripensamenti leghisti, dopo che fino a ieri il Carroccio aveva pubblicamente dichiarato il suo appoggio alla richiesta dei magistrati. Un’ala della Lega, quella cosiddetta ‘maroniana’, vicina al ministro dell’Interno sarebbe orientata a votare no alla richiesta di arresto. “Una cosa è mandare un segnale in giunta, un’altra è autorizzare le manette per un deputato”.

Staremo a vedere. Ma si sa già come andrà a finire.

Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

Una supertassa sulle macchine più potenti? Il governo ha la tentazione forte e gli automobilisti si preparano all’ennesimo boccone amaro. TiramiSuv

E pensare che il premier in conferenza stampa, dopo il varo della manovra, dice: “Non mettiamo le mani nelle tasche degli italiani…stavolta giusto qualcosina…”. Ormai ci crede solo lui che questo governo non aumenta le tasse. Io bollo da solo

Maroni medita la vendetta quando Bossi non ci sarà più e il ‘cerchio magico’ non girerà più attorno alla vita del senatur. Inc-hula hoop

Le donne del Pdl si agitano per conquistare visibilità. Gli uomini alla La Russa le lasciano fare nell’illusione che ottengano qualcosa di concreto. Così è se vi p-harem

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Immigrati: domani da Bruxelles Maroni e Frattini se ne torneranno a casa con le "pive nel sacco"

pubblicato da Massimo Falcioni

Si vedrà domani a Bruxelles se, al meeting europeo sull’immigrazione, Silvio Berlusconi e i suoi ministri faranno come i cani dei contadini che da lontano abbaiano per poi, alla resa dei conti, tornare a nascondersi nella loro cuccia.

Allo stato attuale, l’Italia è “isolata” e il governo è rimasto col cerino in mano. Premier e ministri da giorni passano da dichiarazioni esultanti di “problema risolto” a “previsioni catastrofiche”, lamentandosi con i partner europei e arrivando alle minacce di “uscire dall’Europa”, come annunciato ieri a Lampedusa dal nostro capo del governo.

Oramai l’Italia è in “guerra” con tutti: contro Francia, Germania, la Gran Bretagna, tutta l’Europa perché tutti “sordi e ciechi alle legittime richieste italiane”. La posizione del governo è nota: l’Italia sopporta un peso ingiusto ed eccessivo di immigrati, l’Europa deve fare di più e assicurare una più equa ripartizione dei flussi migratori e dei richiedenti asilo. Ma nessuno si pone una semplice domanda: perché l’Europa ci ha lasciato soli? Innanzi tutto perché contano i numeri sull’immigrazione in Europa.

Dai dati dell’Onu (World Population Report 2010) risulta che l’Italia negli ultimi anni ha subito un forte incremento di immigrati: oggi sono circa 4,3 milioni pari al 7,1% della popolazione. Ma è la percentuale più bassa d’Europa. Con l’Austria al 15%, la Germania al 12,3% (10 milioni di immigrati), la Francia al 10,2% (6,2 milioni), la Spagna al 10,8% (4,8 milioni) e solo il Belgio sta come noi.

Ma ci sono gli immigrati che chiedono asilo politico. Allora? Anche in questo caso la risposta sta nei numeri, quelli forniti nel rapporto annuale dell’UNHRC, la commissione delle Nazioni Unite sui rifugiati. Quei dati ci dicono che nel 2010 la Francia è stato il paese del mondo, dopo gli Stati Uniti, con il maggior numero di richiedenti asilo: 47.800, seguito dalla Germania con 41.300, dalla Svezia con 31.800 e dal Regno Unito con 22.100 richieste. L’Italia, che in passato aveva dovuto evadere un numero piuttosto elevato di pratiche arretrate (30.000 nel 2008), nel 2010 ha avuto soltanto 8.200 richieste di asilo, un sesto di quella francesi.

Con questi numeri, non è difficile prevedere quale sarà la risposta che avranno dall’Europa domani a Bruxelles i ministri Frattini e Maroni. A quel punto ci piacerebbe vedere la faccia di Umberto Bossi. E quella di Silvio Berlusconi. Aspettare per ridere. O piangere.

Immigrati caos, “Fora d’i ball". Bossi dixit

pubblicato da il passator cortese

Papale papale, “Fora d’i ball …”: è questa, per Umberto Bossi, l’unica soluzione per risolvere il problema sempre più acuto degli immigrati del Nord Africa che si stanno riversando a frotte in Italia.

Questo mentre Lampedusa è allo stremo, i residenti isolani occupano il consiglio comunale, 2000 nordafricani sono senza mangiare per mancanza di pasti.

Il grugnito del Senatur, come chiodo arrugginito nella ferita, fa effetto, un messaggio da … “statista”, ad uso e consumo della propaganda elettorale.

Ma a chi si rivolge il leader del Carroccio? Non è forse Bossi un aotorevolissimo ministro del Governo? Non è forse la Lega il partito che regge le sorti dell’esecutivo? Non appartiene allo stesso partito di Bossi il ministro dell’Interno Maroni? Non è forse una legge che si chiama Bossi-Fini a (non) gestire questo casino?

Bisogna prendere atto che il Governo è proprio “in barca”, non sa che fare, isolato a livello internazionale, incapace di agire, senza uno straccio di strategia. Non governa una emergenza fatta di 5000 mila immigrati. Che succederà se davvero sbarcheranno in 50 mila?

“Fora d’i ball”? Sì, cominciando da Bossi, il Trota e i loro sodali.

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Ore 12 - Nuova mazzata da 45 miliardi di euro! E qui si balla sul Titanic ...

pubblicato da Massimo Falcioni

altroNel Belpaese, quando va bene, tiene banco la polemica Maroni-Saviano. Presto l’aria natalizia coprirà tutto e poi ci penserà il festival di San Remo a stabilire le … priorità.

Figurarsi, quindi, se gli italiani prestano attenzione a Van Rompuy. Chi è Van Rompuy?

E’ semplicemente il presidente del Consiglio europeo che “semplicemente” ha lanciato l’allarme sugli squilibri interni agli Stati-membri più fragili dell’Unione monetaria europea. Squilibri che rischiano di compromettere la stabilità e la stessa esistenza dell’euro. Chissenefrega?

Ancora uno strappo e l’euro salta, travolgendo quel poco di sovranità e unità politica che ha la Ue.

E allora? Allora si rischia il caos, con la Germania a dettar legge e con l’Italia che arriva al bivio critico “sfasciata”: crescita del deficit, spesa pubblica fuori controllo, calo delle entrate fiscali, crisi economica dirompente, situazione politica in fibrillazione, governo in crisi, campagna elettorale ed elezioni anticipate alle porte.

Si parla di prossime manovre di rientro dal debito con cura da febbre di cavallo. Qualcosa come 45 miliardi di euro da tirar fuori per la prossima primavera. Chi li tira fuori? Pantalone.

Sarà una nuova stretta che falcidierà i redditi medio bassi, una scure sui consumi e sui servizi sociali, con gravissime ripercussioni sulle imprese, le famiglie, i lavoratori.

E’ emergenza. Quindi serve un governo di emergenza, di unità nazionale. Berlusconi, il governo, tutta la politica sono chiusi nel Palazzo, a fare i conti. I conti loro, pensando alle urne.

Almeno sul Titanic danzavano. Qui l’Italia va sott’acqua e si balla dal freddo.

Il Governo punisce le "puttane" e copre le "escort"

pubblicato da il passator cortese

“Bravo” il Governo, che per le “puttane” per strada rilancia il reato di prostituzione. Con tanto di foglio di via se le signorine non sono … Made in Italy.

Ci mancava … l’autorevolezza di Berlusconi che sulla questione interviene in prima persona: “«Avendo constatato - ha spiegato il premier - che il reato di prostituzione preparato mesi fa non è andato avanti (il ddl Carfagna fermo in Parlamento, ndr), abbiamo deciso di riprendere quella norma, riapprovarla una seconda volta e inserirla in questo provvedimento sulla sicurezza».

Qualcuno (ancora) protesta. «Se non fosse una cosa terribilmente seria sarebbe da morir dal ridere – commenta la senatrice radicale Donatella Poretti - mentre il paese è travolto dai racconti delle prestazioni sessuali e delle tariffe (in alcuni casi fuori mercato) della prostituzione che frequenta gli ambienti di Palazzo Chigi e degli altri palazzi della cittadella politica, il governo approva un decreto in cui la trasforma in reato. Sono impazziti? In pieno conflitto di interessi si autodenunciano e si creano un reato contro se stessi?».

È evidente che si adottano due pesi e due misure: «Le ragazze dei giri di Berlusconi si chiamano escort, quelle per strada si chiamano prostitute e solo per quelle si prospetta il reato», chiosa la senatrice. «Invece che produrre politiche per combattere lo sfruttamento, per colpire la criminalità organizzata che traffica con donne, uomini e bambini e al contempo regolarizzare chi invece esercita il mestiere più antico del mondo si introduce un reato senza vittima».

Si fa vivo anche il Pd: «Maroni cosa ci dice invece delle prostitute che lavorano nelle case di lusso?». Domanda – retoricamente - Livia Turco del Pd. «Il ministro si dimentica che quelle sulle strade spesso sono vittime del racket e degli sfruttatori. Esiste una norma a tutela di queste persone, peccato che il governo non la applichi».