Un governatore distrutto, una Regione in crisi. Lo scandalo della fel-Lazio
E una curiosa coincidenza segna lo spirito dei tempi. Via Gradoli, a Roma, assurse agli onori della cronaca durante il sequestro Moro. Ora torna di attualità con l’affaire Marrazzo. Dalle Brigate Rosse alle luci rosse
Sanità, rifiuti, occupazione: adesso la Pisana dovrà affrontare un duro momento di passaggio verso nuove elezioni. La trans-izione
Intanto nel governo e nella maggioranza si fatica ad appianare tutte le increspature che si sono create intorno al caso Tremonti. StIrap e ammIrap

Mi scuserete se nel titolo ho giocato un po’ con quello di uno dei più bei dischi della storia rock italiana. Mi scuserete se oggi, appena apprese le clamorose novità sul governatore del Lazio, sono corso a comprare Repubblica senza tuttavia trovare 10 domande rivolte anche a lui (troppo presto?). E infine mi scuserete se manterrò esattamente la stessa linea in entrambi i casi regardless - come dicono i britannici - dalle mie e loro posizioni politiche.
Berlusconi e Marrazzo sono due politici di alto-altissimo livello. Entrambi sono andati a donnine allegre, a quanto pare; probabilmente entrambi pagando (questo non è ancora del tutto provato, ma probabile in ambo i casi). Che poi a uno piacciano le donne, all’altro i trans (sempre che tutto sia confermato) francamente poco mi importa. Della morale comune e ancor più di quella cattolica onestamente me ne infischio.
Alla fin dei conti hanno commesso un reato? Mi pare di no. Almeno allo stato. E allora perché chiedere loro di dimettersi? È infatti di oggi pomeriggio la notizia, diffusa dal Corriere, secondo la quale Franceschini sarebbe orientato a chiedere a Marrazzo di fare un passo indietro. Per non parlare delle innumerevoli richieste di dimissioni piovute dall’opposizione nei confronti del Premier all’epoca…

Sono stati arrestati i quattro carabinieri che avevano tentato di estorcere al Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, circa 80 mila euro. Il ricatto sarebbe stato basato su un video che ritraeva lo stesso Marrazzo in un momento della sua vita privata.
Al momento non si conoscono altri dettagli benché la stessa vittima si sia affrettata a precisare che quanto successo, oltre a basarsi su fatti non veri, è stato progettato per infangare la propria persona a pochi mesi dalle elezioni regionali.
Appuntamento che ha delle analogie con quello precedente. Come spiegato da la Stampa già nel 2005 Piero Marrazzo, candidato allora alla presidenza della regione Lazio, era stato coinvolto con Alessandra Mussolini e Francesco Storace.
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