Per completare, semmai ce ne fosse stato il reale bisogno, il dibattito di costume attorno all’aggressione di Silvio Berlusconi qualcuno doveva parlare della legge Basaglia grazie alla quale vennero i chiusi i manicomi.
L’incarico se l’è preso il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna secondo la quale quanto successo al Presidente del Consiglio, quindi al Papa, devono far riflettere poiché è evidente che chi accudisce persone mentalmente instabili non è aiutata adeguatamente dallo Stato.
“Diciamo – ha dichiarato l’esponente politico parlando della legge Basaglia - che sono favorevole a riaprire il dibattito, ma per arrivare dove non sono in grado di dirlo io”.

Ieri Silvio Berlusconi, a una settimana esatta dall’aggressione di piazza del Duomo, è tornato a parlare. Chiaramente, lo sfruttamento del gesto sciagurato di Massimo Tartaglia, è all’ordine del giorno per il PdL, l’abbiamo visto nella scorsa settimana. Cicchitto e i falchi del Popolo della Libertà, hanno schiacciato l’acceleratore a tavoletta su un concetto molto semplice - oltre che fuorviante, insensato.
Una parte politica ha seminato odio - contro il partito dell’Amore! - ci sono dei precisi mandanti morali - e questo è delirio puro - che sono gruppi editoriali, quotidiani, singoli giornalisti. Tesi che non varrebbe neanche la pena di confutare, ma l’abbiamo fatto settimana scorsa. Volevo però concentrare l’attenzione sulle frasi di ieri di Silvio Berlusconi:
«Credo che a tutti sia chiaro che se di un presidente del Consiglio si dice che è corruttore di minorenni, un corruttore di testimoni, uno che uccide la libertà di stampa, che è un mafioso o addirittura uno stragista, un tiranno è chiaro che in qualche mente labile, e purtroppo ce ne sono in giro parecchie, possa sorgere il convincimento che essere tirannicidi e diventarlo vuol dire essere degli eroi nazionali e fare il bene della propria patria e dei propri concittadini e quindi acquisire un merito e una gloria importante»
Replichiamogli affermazione per affermazione.
Continua a leggere: Berlusconi e il clima d'odio: la macchina del consenso PdL
Pierluigi Bersani ha, come abbiamo già sostenuto in altre occasioni, una serie di problemi da risolvere. La sua gestione del Partito Democratico, che deve necessariamente ingranare, non si è contraddistinta per velocità. Questo potrebbe a lungo andare strozzare il progetto politico che segue.
Pierluigi Bersani ha, a differenza di chi l’ha preceduto, però ben presente che Silvio Berlusconi non lo si può sconfiggere politicamente con l’antiberlusconismo sfoderato da chiunque faccia opposizione senza aver presente un immaginario.
Chi sarebbe, politicamente parlando, Antonio Di Pietro se il Presidente del Consiglio non fosse Silvio Berlusconi? Nessuno. Per governare non basta fare solo opposizione contro qualcuno. Bisogna anche saper immaginare come rendere il paese un posto migliore dove vivere.
Continua a leggere: Silvio Berlusconi guarisce, grazie Pierluigi Bersani, il Partito Democratico
Qualche giorno fa Alfano firmava il carcere duro per il boss Fidanzati, ma intanto il Paese si curava di altro. E si chiedeva attonito: fino a che punto il Cav deciderà di mostrare i segni dell’odio in volto senza cancellarli con la chirurgia plastica?. 41bis-turi
Fazio ha giurato da ministro della Salute. Topo Gigio nominato sottosegretario. Brunetta: “Bene, adesso non sono più io il piccoletto del governo“. B-asso nella manica
Nel dibattito di queste ore, tutti i giornali hanno collegato il fattaccio di Piazza Duomo alla bomba anarchica della Bocconi. Il clima pesante ci sarà pure, ma quanto contribuiscono parole e sillogismi strampalati ad aggravarlo? Il bipolarismo (dina)mite
Putin ha visto il video dell’aggressione e si è detto disgustato. Certo, fosse capitato a lui in Russia, il Tartaglia di turno avrebbe fatto una fine diversa. Protetto dal linciaggio? Garantito in carcere da un paio di avvocati? Macché…sarebbe stata tutta un’altra musica. Be bop a gulag
L’aggressione a Silvio Berlusconi potrebbe rappresentare, tra pochi mesi, un naturale divisorio tra un prima, figlio del gossip più becero, e un dopo, padre di un pragmatismo che raramente si è visto negli ultimi mesi di Governo. Al di là delle proposte. Altrettanto discutibili.
Mentre attorno a Silvio si continua a disquisire su come il Premier deciderà di eliminare dal suo volto i segni dell’aggressione il PdL si emancipa dal proprio leader annunciando i candidati alle prossime regionali.
Appuntamento troppo importante per Pierluigi Bersani per essere sottovalutato. Eppure così stanno le cose tanto che in molti cominciano a chiedersi se sia giusto praticare una laica eutanasia al Partito Democratico.
Continua a leggere: Guarirà prima Silvio Berlusconi o il Partito Democratico?

Chi sono i mandanti dell’aggressione a Berlusconi? Chi si nasconde dietro Massimo Tartaglia? Messa giù così può apparire un po’ enfatica, ma di fatto Annozero ha intitolata la sua puntata serale proprio I Mandanti.
Uno squilibrato che lancia sul viso del Presidente del Consiglio una statuetta ferendolo in modo grave e’ il frutto del clima di grande polemica degli ultimi mesi nel Paese? Questa e’ l’interpretazione di alcuni esponenti del centrodestra dell’aggressione a Berlusconi in piazza Duomo a Milano: si indicano come responsabili morali del gesto alcuni esponenti politici, giornalisti, opinionisti che stanno raccontando quello che accade in Italia. Abbassare i toni e’ la formula piu’ usata in questi giorni, mentre sui giornali, in tv, nello stesso Parlamento lo scambio di accuse ha raggiunto livelli altissimi.
Ospiti di Michele Santoro saranno il leader dell’Italia del Valori Antonio Di Pietro (immancabile), l’esponente del Pdl Maurizio Lupi, il vicedirettore del Corriere della Sera Pierluigi Battista e l’esperto di sicurezza Andrea Nativi.
Continua a leggere: Chi sono i mandanti dell'attentato a Berlusconi? Ne parla Annozero stasera
Qualunque cittadino italiano, non credo non possa constatare come i famosi “toni” di cui si chiedeva l’abbassamento, non si siano affatto abbassati. Non si sono abbassati grazie all’intervento di Fabrizio Cicchitto, che ha sostenuto come mandanti (!) dell’aggressione a Silvio Berlusconi in piazza del Duomo, gruppi editoriali - Repubblica l’Espresso - quotidiani - Il Fatto - persone - Marco Travaglio e Santoro col suo Annozero.
Un’accusa priva di una qualunque logicità, che non tiene, quando uno psicolabile attenta a un Primo Ministro: ma sono il linguaggio e le forma del discorso portati in politica da Silvio Berlusconi, ad avere ridotto a questo livello il dibattito politico. L’aggressione, la propaganda dell’odio - che è quella di Cicchitto, di Sallusti, de Il Giornale, non quella di chi fa il suo mestiere e scrive - non si può rispondere mai adeguatamente. Si perde sempre, a ribattere alla propaganda di chi ha una potenza di fuoco come quella di Berlusconi.
Verrai sempre sommerso da 3 - Mediaset - più 2 - RaiUno e RaiDue canali di propaganda. Con quelli “il popolo” che Berlusconi vanta come legittimante a ogni nefandezza, si forma un’opinione. Loro, sono e saranno semplicemente di più. Lui sì, SB, che può contare su gruppi editoriali dedicati alla sistematica demolizione, o ancora meglio, al sistematico ignorare delle voci contro. E’ il caso dei “contenti” per l’aggressione di domenica di cui vi dicevo ieri. Non hanno trovato rappresentanza sulla carta stampata o in tv?
Continua a leggere: Il Giornale, Sallusti, Cicchitto: i veri mandanti dell'odio?
Dal momento dell’aggressione a Silvio Berlusconi fino alle ultime ore non c’è stato persona pubblica che abbia definito Massimo Tartaglia un pazzo. Un uomo non in grado di intendere e di volere. Un paziente, perfetto, per un reparto psichiatrico.
Più che per un carcere dove rimarrà. A deciderlo il Gip di Milano, Cristina Di Censo, secondo la quale l’uomo al di fuori della struttura carceraria potrebbe essere nelle condizioni di reiterare il reato.
Ma davvero Massimo Tartaglia potrebbe ancora fare del male al Presidente del Consiglio la cui sicurezza ha impedito proprio nelle ultime ore il tentativo di un altro uomo di ferire Silvio Berlusconi?
Continua a leggere: In ospedale si cura solo Silvio Berlusconi, Massimo Tartaglia rimane in carcere

Non cenna a diminuire l’indecente esaltazione di Massimo Tartaglia in tutta Italia. Dopo le decine di migliaia di fans su Facebook che hanno fatto dell’aggressore il proprio idolo ora è un continuo di dimostrazioni di “solidarietà” sempre più esplicite. Ieri alla Sapienza sono apparsi degli striscioni (vedi foto) sulle vetrate della facoltà di Sociologia. Ovvia la presa di distanza dell’Università con il Rettore Frati
Ero in senato accademico e sono sceso subito e ho avvisato le forse dell´ordine. Voglio sapere se è stato uno studente, poi penserò cosa fare. Voglio sapere se è stata opera di un gruppo. O di estranei in questo caso ordinerò lo sgombero di chi non appartiene alle facoltà. Abbiamo già condannato la violenza di Milano. Chiunque ha scritto quelle frasi è un irresponsabile cretino
Anche il ministro Mariastella Gelmini ha definito inaccettabile l’accaduto. A Torino invece sono apparse delle scritte tra cui “Una medaglia per Tartaglia” accompagnata da una stella a cinque punte. Per entrambi gli episodi sono state aperte delle indagini.
Continua a leggere: Fans di Tartaglia in tutta Italia. Striscioni alla Sapienza, scritte a Torino

Tra le reazioni più misurate e lucide all’aggressione subita dal premier a Milano, una delle più garbate e pacate è quella dell’onorevole Cicchitto, uno dei berluscones in servizio effettivo permanente di cui il premier medesimo ha riempito il Parlamento.
“La mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio: ognuno si assuma la propria responsabilità. A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal mattinale delle procure Il Fatto, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da quel terrorista mediatico di nome Travaglio”
Ha scandito Fabrizio Cicchitto, capogruppo a Montecitorio del Pdl, intervenendo alla Camera, nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del ministro Maroni.
Il compagno Fini ha bollato le dichiarazioni di Cicchitto come “parole incendiarie”. Mentre i terroristi di MicroMega, guidato da Paolo Flores d’Arcais, hanno lanciato un appello online di solidarietà con Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano e il gruppo Repubblica-Espresso…