Dal bignami di perle del sindaco Matteo Renzi: “I politici devono avere una data di scadenza come gli yogurt”. Yomo sapiens
Il giovane rottamatore è una specie di pokerista spregiudicato che rilancia anche quando non ha il punto. Il suo è tutto un bluff? Piatto (Ba)ricco, mi ci ficco
Il governo greco vuole un referendum popolare sugli aiuti Ue. Il governo italiano punta sul piano presentato all’Ue per salvarsi dal giudizio popolare. Papi-ndreou
Italia troppo grande per fallire? Secondo l’Ocse non è così, dunque meglio non illudersi, non adagiarsi. Ma intanto qualche ministro si gingilla con la fantomatica resurrezione del terrorismo. Brigate rOcse
Maurizio Sacconi: fuorigioco. Voto 4. Il ministro del Welfare lancia l’allarme: “Articolo 18, rischio attentati”, nuova ondata di terrorismo nello stile che nel 2002 ha ucciso il giuslavorista Marco Biagi. Realista o inquinatore e incendiario?
Piero Fassino: fuoricampo. Voto 4. Il sindaco di Torino attacca il “rottamatore” sindaco di Firenze Matteo Renzi che al Big bang liquida il Pd dei burocrati: “E’ solo un figlio di papà, un portaborse miracolato”. E nel merito? Benzina sul fuoco.
Pier Ferdinando Casini: barzellette. Voto 5- Si apre a Chianciano la Festa naz.le Udc con il partito sempre uguale e il Terzo Polo uno specchietto per allodole: a via dei Due Macelli si tengono sempre stretto sia lo scudocrociato che il nome di Casini nel simbolo. Rinnovamento nella continuità. Predicare bene, razzolare male.
Maurizio Sacconi: freddure. Voto 4- Il ministro del Welfare difende l’art. 8 contro la Cgil catastrofista: “Vale quello che disse una suora in un convento del ‘600, dove entrarono i briganti. Le violentarono tutte tranne una. Il Santo Uffizio chiese come mai non è stata violentata. Lei rispose: “Perché ho detto di no”. Peggio del Cav.
Silvio Berlusconi: sparato. Voto 3- Il premier da Parigi si scatena e bolla opposizione e giornali di sinistra: “criminali e antiitaliani”. E il fair play invocato da Napolitano? Mai capo di governo ha usato tale turpiloquio. Cav fuso per la manovra o scosso dai sondaggi negativi?
Maurizio Sacconi: sparito. Voto 4- Il ministro del lavoro fa incontri “segreti” con i leader di Cisl, Uil e Confindustria. Cgil cancellata. Angeletti e il suo compagno di merende Bonanni … giocano a nascondino. Pronto l’appoggio “esterno” al governo. E i lavoratori?

Una figura ridicola da parte del Governo di fronte a un elettorato maturo e competente. Questa sarebbe l’unica analisi possibile nei confronti di quel che sta accadendo in questi giorni a proposito della manovra. Se solo l’elettorato fosse maturo e competente. Invece, probabilmente, l’italico elettore resta lì, anestetizzato da vent’anni in cui la politica è stata messa da parte e si è fatto dell’altro, e in molti non sono consapevoli di quanto stia veramente accadendo.
E che si sia fatto dell’altro, invece di far politica, dovrebbe essere evidente a chiunque, anche nel centrodestra, dopo il teatrino indegno offerto dal Governo a proposito della manovra: dopo la correttiva, è saltata anche la manovra bis e ora arrivera la ter, la quater, chissà cos’altro. Se al Tempo Berlusconi dice che hanno dovuto spiegargli che la questione sul riscatto di laurea e militare era incostituzionale, a La Stampa afferma anche di peggio:
Pensavamo che riguardasse poca gente, invece poi abbiamo scoperto che riguardava oltre 600 mila persone, compresi quanti avevano già pagato
Poi abbiamo scoperto? Poi? Poi quando? E “abbiamo” chi? Chi c’è al governo? E di chi è la colpa, per questo ennesimo pasticcio? Il premier - dice la Stampa - ritiene responsabile Maurizio Sacconi (pizzicato in un frame del TgLa7 con espressione vacua e inconsapevole). Che a sua volta ritiene responsabili Bonanni e Angeletti. Che sono quelli che hanno spiegato a Berlusconi l’incostituzionalità della nuova trovata della manovra.
No: è evidente (e non soltanto da questo surreale avvicendarsi di spiegazioni e dichiarazioni, ma da tutto l’iter della manovra). Non può essere colpa di Sacconi e basta. Qui c’è di mezzo un Governo che sta mostrando una debolezza, ma soprattutto un’incapacità rare. E non c’è emergenza che tenga, a giustificare quanto accade. A giustificare questo clamoroso vuoto istituzionale. Forse occorrerebbe riflettere sull’ipotesi-dimissioni. Ma non secondo il disco rotto trito e ritrito. In fondo, Zapatero l’ha fatto: ha riconsegnato alle urne un paese allo sbando. Da noi, allo sbando, c’è prima di tutto il Governo. Che però, pur in derapata, non molla la poltrona. E l’italiano medio sta a guardare.
Roberto Calderoli: mezz’ala. Voto 6- Il ministro leghista non cede: “Sono proprio dei testoni i calciatori di serie A, così si rendono odiosi di fronte ai tifosi e di fronte al Paese, l’albero della cuccagna non può esistere per nessuno”. Anche i “lavoratori” del pallone scioperano. “Sinistri”, non sinistra.
Maurizio Sacconi: portiere. Voto 4- Il governo viene strigliato anche dal presidente della Fiat John Elkan e il ministro del lavoro balbetta: “Fiat ha avuto dall’Italia tutte le certezze che chiedeva per avviare gli investimenti del suo programma”. Ministro debole di un governo debole. Paese debole.
Maurizio Sacconi: l’eccezione. Voto 7. Sì unanime del Cdm a pensioni anticipate per lavori particolarmente usuranti. Dopo 17 anni di vergognosa odissea, finalmente un segnale positivo. Non è mai troppo tardi.
Giulio Tremonti: la regola. Voto 4. Il ministro dell’Economia prepara la nuova manovra correttiva d’estate : “Non sarà da lacrime e sangue”. Anestesia prima dell’intervento. Ma le tasche degli italiani sono già vuote.
Pierluigi Bersani: fronda. Voto 5-. Arturo Parisi e sette parlamentari “prodiani” scrivono al segretario del Pd: “Così non va. Si è perso il bandolo della matassa”. Pd del caos.
Maurizio Sacconi: sfonda. Voto 5-. Il ministro “svela” perché c’è disoccupazione: “Colpa dei genitori e dei cattivi maestri. Rivalutare il lavoro manuale”. Deputati nei campi (forzati).
Silvio Berlusconi: bronzeo. Voto 3-. La morte dei quattro soldati italiani scuote il Paese ma non schioda il premier dalla spensierata vacanza con l’amato Putin e le sue amiche. Faccia di bronzo. Statista alla ceralacca.
Maurizio Sacconi: sbronzo, Voto 4-. Contestato lo spot “vergogna” del governo sulla sicurezza del lavoro che colpisce i dipendenti, disimpegna le imprese, nasconde le responsabilità dell’esecutivo. Ministro da fiction.
Oggi Aldo Cazzullo intervista Maurizio Sacconi, Ministro del Welfare per il Corriere della Sera. Le risposte di Sacconi mi hanno fatto tornare in mente una rubrica che teneva Piergiorgio Paterlini su Cuore, si chiamava Parla come Mangi. In un’epoca in cui il linguaggio politichese da Prima Repubblica era ai massimi livelli, lui lo traduceva con ironia. Vediamo con Sacconi - uno che non è nato ieri, socialistissimo ai tempi di Tangentopoli - come vette di elucubrazioni incomprensibili ai più possano essere toccate con facilità anche oggi:
“Con la crisi finisce il Leviatano, lo Stato pesante e invasivo (…) meno stato e più societa (…) un grande spostamento di potere dal centro alla periferia e dal pubblico verso le persone, le famiglie (…) una rivoluzione che affonda le sue radici - nella tradizione della fraternità francescana, delle opere pie, delle società di mutuo soccorso, delle cooperative laiche e socialiste (…) Secondo il ministro, si e’ in presenza del superamento dell’antropologia positiva, di cui il premier Berlusconi “è una sorta di simbolo vivente”, sull’antropologia negativa, di cui “i radical-chic e i loro giudizi sprezzanti sul meeting di Rimini”, oltre alla sinistra di formazione comunista, sono espressione. L’auspicio di Sacconi (…) e’ che i rapporti politici “risultino positivamente condizionati dai valori e dalle conseguenti visioni”
Cerchiamo di tradurlo: “Sul welfare vogliamo tagliare di tutto di più per fiaccare ogni possibile rantolo di lotta di classe. Gestiremo il potere in modo da piazzare più cattolici - meglio se ciellini! - possibili nelle posizioni di potere, e alla sinistra e ai loro radical-chic salottieri incapaci di fare lobby non lasceremo neanche le briciole. L’auspicio è che nessuno si azzardi a tirare in mezzo sciocchezze come la laicità dello Stato”.
Per il resto, l’antropologia positiva di cui Berlusconi “è una sorta di simbolo vivente” mi resta oscura. Voi avete qualche idea?