Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag maurizio belpietro

Ore 12 - Partiti "mangiasoldi", stop al finanziamento pubblico!

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl caso del tesoriere della Margherita e attuale Senatore del Pd Luigi Lupi va ben al di là dei confini penali o giudiziari. Il nodo di fondo resta quello politico e attiene a cosa sono i partiti, chi sono i dirigenti, qual è la democrazia interna, qual è la selezione dei gruppi dirigenti a tutti i livelli.

Partiti come Forza Italia (Pdl), Lega, Idv sono di fatto di proprietà di una persona sola, una “azienda” dove il “padrone” fa e disfa come gli pare e piace. Altri partiti, Pd in testa, sono l’altra faccia della stessa medaglia.

E’ ovvio che Bersani non è Berlusconi e che non è il proprietario del Pd, come Rutelli non lo era della Margherita prima e oggi di Api. Ma quei partiti, apparentemente democratici perché fanno assemblee e congressi, di fatto sono in mano a soggetti (più o meno sempre gli stessi) che formano una ristretta oligarchia intoccabile. Anche quei partiti, apparentemente aperti, sono chiusi, addirittura blindati.

Dall’ultima sezione (o circolo) del piccolo comunello, la selezione del dirigente avviene sulla base di appartenenza a questo o quel gruppo di potere interno. Chi non ne fa parte o, peggio, contesta questo “regime” viene emarginato e a nessuno importa se il “contestatore” (magari bravo) sbatte la porta e se ne va. Dal basso fino ai vertici nazionali, questo è il sistema imperante che crea la casta politica e la partitocrazia. Le eccezioni confermano la regola.

Come fa Matteo Renzi a “rottamare” il Pd se lui stesso è il frutto di questa selezione fatta con lo stampino? Come lo è Luigi Lusi, un altro cooptato, “fidatissimo” di Francesco Rutelli le cui lacrime di coccodrillo rasentano oggi il ridicolo.

Non si vuol fare di tutt’un erba un fascio: nessun qualunquismo, ma questa è la realtà dei partiti, in mano a oligarchi o a oligarchie, chiusi in se stessi, antidemocratici, sciuponi e dilapidatori di montagne di soldi pubblici.

Che fare? I partiti sono fondamentali per la democrazia ma di fronte ai partiti che non cambiano e non vogliono cambiare non rimane che una strada: eliminare il finanziamento pubblico dei partiti. Per una volta siamo d’accordo con Maurizio Belpietro che scrive oggi su Libero: “ E’ sufficiente un decreto. La misura è più urgente ed efficace delle liberalizzazioni e dunque Napolitano non si potrebbe opporre”.

E’ l’unico modo per trasformare davvero questi partiti. E quindi l’Italia.

Ore 12 - Berlusconi attaccato (per finta) da Belpietro. Il terrore di finire "nelle grinfie di pm e compagni"

pubblicato da Massimo Falcioni

altroSe lo dice lui! Lui è il berlusconissimo Maurizio Belpietro che oggi su Libero scrive: “ Fatico a difendere un governo che fa il contrario di ciò che aveva promesso. Cioè non riduce le tasse ma le alza. Non fa la riforma della giustizia ma si fa riformare dai giudici. Non cancella gli sprechi ma semplicemente vi cambia il nome. Così come fatico a difendere Berlusconi, il quale iniziò presentandosi come presidente operaio ed è finito a fare il presidente puttaniere. Pur sapendosi inseguito da una muta di mastini delle Procure si diverte a mettersi nei guai, continuando a frequentare una banda di balordi…”.

La conclusione? Non quella coerente all’analisi, ma esattamente l’opposto. Belpietro difende “comunque” Berlusconi e il suo governo perché altrimenti: “finiremmo nelle grinfie di pm e compagni”.

Altri Belpietro, in altre epoche e luoghi, fecero più o meno lo stesso ragionamento aprendo le porte del potere a Mussolini, Hitler, Pinochet ecc. Oggi in Italia non c’è nessun dittatore e nessun fascismo. C’è solo un ricco e plasticato signore plurindagato, plurinquisito, puttaniere, furbo, arrogante e spudoratamente bugiardo e dedito ai propri interessi che, fuori da ogni regola, da quasi 20 anni suona lo zufolo demagogico populista che trascina nel fondo 60 milioni di italiani.

Grazie anche a Belpietro e alla “banda di balordi” amici vicini e lontani.

....
condividi 3 Commenti

La letterina di Libero ai traditori

pubblicato da Alessandro

Belpietro

Questa mattina il sempre sobrio direttore di Libero Maurizio Belpietro ha deciso di scrivere direttamente ai deputati di centrodestra che hanno firmato la mozione di sfiducia e che il prossimo 14 dicembre tenteranno di far cadere il Governo in carica.

L’eloquente titolo del pezzo (“Letterina ai traditori”) è ben esplicato dal sottotitolo: “Molti di voi erano perfetti sconosciuti, eletti solo perché sulla scheda c’era Berlusconi. Ora volete cacciare il premier e andare con la sinistra: i cittadini vi puniranno”. E per consentire ai cittadini-punitori di infliggere le loro implacabili sanzioni, vengono pubblicate le foto dei traditori e i rispettivi indirizzi email della Camera.

Belpietro afferma che gli odierni “ribaltonisti” furono eletti non perché i cittadini fossero stati attirati dalle loro idee o dal modo con cui essi erano in grado di esporle, ma “semplicemente perché sulla scheda c’era il nome di Berlusconi”. Ed ora questi “sconosciuti diventati deputati grazie al suo nome e al suo consenso” si preparano a votargli la sfiducia.

Continua a leggere: La letterina di Libero ai traditori

Attentato a Belpietro: ancora dubbi sulla dinamica dopo la ricostruzione

pubblicato da V.

belpietro attentato fake

Settimana scorsa il fallito attentato al direttore di Libero, Maurizio Belpietro: personaggio controverso, già a capo de Il Giornale in epoca pre-Feltri. Dopo l’ondata di solidarietà iniziale, sono iniziati i dubbi. E più che dubbi, le voci che girano tra i ben informati sono quelle di un clamoroso fake.

Ieri il Corriere inserisce tra le righe, in una breve che racconta dell’esperimento giudiziale - ovvero: una specie di fiction in cui con un attore si è ricostruito l’agguato - come i dubbi siano grossini. Lo scrive anche Il Post

Questo, per gli addetti ai lavori, significa che gli investigatori non pensano a un’azione studiata da qualche gruppo armato. «Potrebbe essere un Tartaglia armato», dice un detective. Anche se tra i poliziotti circola uno strano convincimento: che l’agente di tutela del direttore di «Libero» si sia inventato tutto

Sono voci che effettivamente girano, ma solo voci: per ora non c’è nessuna vera ipotesi investigativa in tal senso, vedremo come si chiuderanno le indagini.

Continua a leggere: Attentato a Belpietro: ancora dubbi sulla dinamica dopo la ricostruzione

Facebook è il mandante dell'attentato a Maurizio Belpietro?

pubblicato da Bruno Marino


Qualche tempo fa avevo scritto un post che iniziava con la domanda: internet è buono o cattivo? La risposta, oggi come allora, è che la domanda non ha senso: essendo uno strumento, internet non è né buono né cattivo, dipende da come si usa. Lo spunto di riflessione era la vicenda del reverendo Jones (per fortuna finita in soffitta).

Oggi la domanda sembra tornare nella mente di molte persone. Tutto è partito dall’attentato a Maurizio Belpietro. Subito, da varie parti si è accusato facebook di “istigare odio”, di essere il “mandante morale” del tentato omicidio. Fabio Chiusi, sul Nichilista, ci riporta l’opinione di un famoso giornalista:

“Secondo l’editoriale di Giampaolo Pansa su Libero di oggi, i brigatisti che nel 1977 uccisero il vicedirettore de La Stampa Carlo Casalegno sarebbero «i progenitori di quelli che adesso hanno costituito su Facebook il gruppo “Uccidiamo Belpietro”».”

Continua a leggere: Facebook è il mandante dell'attentato a Maurizio Belpietro?

Casini, Terzo polo o ... "terzo pollo"?

pubblicato da il passator cortese

Quando si dice la chiarezza. Ci pensa Pierferdinando Casini a sollevare i veli dal caos del teatrino della politica italiana e a spiegare (finalmente!?) cos’è il nuovo partito della Nazione e/o il famoso Terzo polo.

Il leader dell’Udc, dato che a Chianciano c’è stato molto fumo e poco arrosto, svela la sua strategia a Maurizio Belpietro a Mattino cinque su Canale 5: “Il terzo polo? Stiamo parlando con tutti e andiamo avanti come abbiamo fatto in tutti questi mesi, per costruire qualcosa di ampio”.

Per chi non ha ancora capito, precisa: “In caso di elezioni immediate, non c’e’ dubbio che ci candideremmo come abbiamo fatto l’altra volta. Poi volete chiamarlo ‘terzo polo’ o ‘terzo pollo’ o quello che volete, per noi non importa. Ma e’ chiaro che saremmo da soli”.

Chiaro? Insomma, se non è zuppa è pan bagnato.

Cioè il Terzo polo non c’è, il Partito della nazione sarà l’Udc riverniciata, con il nome di Casini in evidenza e lo scudo della Dc sullo sfondo. Rinnovamento nella continuità.

....
condividi 0 Commenti

Berlusconi a Mattino 5: "Io impresentabile in Italia, all'estero statista"

pubblicato da V.

BERLUSCONI MATTINO CINQUETutto ciò puzza un po’ di campagna elettorale, non trovate? In ogni caso alcuni minuti fa, il premier Silvio Berlusconi ha telefonato a Mattino 5, e si è fatto “intervistare” da Maurizio Belpietro, ex direttore del Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, ora in forze a Libero. Dimenticavo: tutto ciò è andato in onda su Canale 5, cioè Mediaset, come noto, network di Silvio Berlusconi. Ma che sarà mai il conflitto di interessi?

In ogni caso vediamo nel dettaglio cosa ha detto:

“Ci sono due Berlusconi: uno cattivo e impresentabile che si trova sui giornali italiani, che sono quasi tutti di sinistra, e un altro apprezzato statista che viene elogiato nei vertici internazionali, per il suo passato da tycoon, per i suoi 16 anni di esperienza in politica e per i contenuti delle sue proposte. Ho un ottimo rapporto con tutti i leader internazionali Blair ha scritto su di me ciò che tutti mi riconoscono, dopo avermi conosciuto (…) Il processo breve l’abbiamo tolto non perché non serva. Anzi, una legge che fissi una durata ragionevole dei processi e’ più che mai necessaria perché, occorre ricordarlo, in Italia ci sono nove milioni di processi pendenti (…) Tuttavia la sinistra continua a sostenere che questo provvedimento sia una legge ad personam. Per questa ragione ho detto ai parlamentari del Pdl di non includerlo nel documento dei 5 punti”

E ovviamente l’esatto opposto, nel consueto ribaltamento di prospettive del tycoon di Arcore: all’estero è una barzelletta, e le innumerevoli rassegne stampa internazionali che abbiamo pubblicato lo dimostrano senza tema di smentita. Au contraire

Continua a leggere: Berlusconi a Mattino 5: "Io impresentabile in Italia, all'estero statista"

Francia: Nicolas Sarkozy più forte di Silvio Berlusconi. Licenziati i giornalisti contro Carla Bruni

pubblicato da Giovanni Molaschi



Non c’è commentatore dell’attualità politica che per sottolineare le lacune del sistema politico del nostro paese non abbia comparato, almeno una volta, l’Italia all’Europa. Io stesso, ieri, raccontando la storia di Raghad Hussein avevo sottolineato i passi in avanti fatti dall’Asia sull’emancipazione della donna in politica.

Per una volta, come osservato da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, è l’Italia ad essere invidiata dall’estero. Nicolas Sarkozy è riuscito a far licenziare i giornalisti che nelle scorse settimane hanno fatto pubblicamente delle insinuazioni sulla moglie Carla Bruni.

Tanta fortuna, o talento, non appartiene più a Silvio Berlusconi che all’editto bulgaro (a causa del quale persero il posto Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi) non è riuscito a far tacere i dissidenti che qua e là compaiono.

Continua a leggere: Francia: Nicolas Sarkozy più forte di Silvio Berlusconi. Licenziati i giornalisti contro Carla Bruni

Udc. Condannato per mafia Salvatore Cuffaro

pubblicato da Giovanni Molaschi



Intervistata da Vanity Fair Emma Bonino ha precisato che lei, a differenza di altri candidati alle prossime elezioni, non ha mai avuto a che fare con associazioni malavitose. Per crederle è sufficiente seguire la polemica innescata da Filippo Facci per un articolo pubblicato da Libero.

Da questo punto di vista l’esponente politico ha già vinto sulle altre proposte sporcate, il più delle volte, da una sentenza che certamente non fa bene alla politica italiana. A poche settimane dal caso Cosentino, che impedì allo stesso esponente politico di candidarsi alla presidenza della Regione Campania, è il turno dell’Udc.

Ora tocca a quel funambolo di Pierferdinando Casini giustificare la condanna per mafia, di 7 anni, a Salvatore Cuffaro. L’ex governatore della regione Sicilia a causa di questa pena non potrà più svolgere l’attività da senatore che fino ad oggi esercitava per l’ex Presidente della Camera.

Continua a leggere: Udc. Condannato per mafia Salvatore Cuffaro

A Paragone e Belpietro l'ultima parola sull'informazione di Rai 2

pubblicato da paganini

Se avete assistito con orrore alla minzolinata del direttore del Tg1 sappiate che il peggio deve ancora arrivare, con il meglio (diciamo così) dell’intellighenzia televisiva della destra più retriva che scalpita a bordo campo per poter entrare a gamba tesa nel palinsesto Rai.

Come già annunciato da Tvblog, dal 15 gennaio Gianluigi Paragone, già direttore de La Padania, attuale co-direttore di Libero, condurrà su Rai 2 L’ultima parola, un programma di approfondimento che già dall’infelice titolo spiega bene quale sia l’approccio di questi personaggi alla dialettica politica. La prima puntata sarà casualmente dedicata all’attacco della magistratura e alla malagiustizia, come ci annuncia gongolante Il Giornale.

Paragone non sarà solo, potrà contare su Maurizio Belpietro, direttore di Libero, che sempre su Rai 2, dalla seconda settimana di gennaio, avrà un suo spazio per arrivare ai telespettatori che si perdono i predicozzi filogovernativi del Minzolini. (In compenso Canale 5 potrebbe tornare a offrire asilo a Enrico Mentana, che dopo un anno di assenza da Mediaset sembra possibilista su un rientro nella sua tv).

Due giornalisti così pesantemente targati e schierati imposti a Rai 2 fanno davvero effetto: provate a immaginare cosa sarebbe successo se Prodi avesse affidato due programmi di approfondimento al direttore e al vice direttore dell’Unità…