
Intervistata da Vanity Fair Emma Bonino ha precisato che lei, a differenza di altri candidati alle prossime elezioni, non ha mai avuto a che fare con associazioni malavitose. Per crederle è sufficiente seguire la polemica innescata da Filippo Facci per un articolo pubblicato da Libero.
Da questo punto di vista l’esponente politico ha già vinto sulle altre proposte sporcate, il più delle volte, da una sentenza che certamente non fa bene alla politica italiana. A poche settimane dal caso Cosentino, che impedì allo stesso esponente politico di candidarsi alla presidenza della Regione Campania, è il turno dell’Udc.
Ora tocca a quel funambolo di Pierferdinando Casini giustificare la condanna per mafia, di 7 anni, a Salvatore Cuffaro. L’ex governatore della regione Sicilia a causa di questa pena non potrà più svolgere l’attività da senatore che fino ad oggi esercitava per l’ex Presidente della Camera.
Continua a leggere: Udc. Condannato per mafia Salvatore Cuffaro
Se avete assistito con orrore alla minzolinata del direttore del Tg1 sappiate che il peggio deve ancora arrivare, con il meglio (diciamo così) dell’intellighenzia televisiva della destra più retriva che scalpita a bordo campo per poter entrare a gamba tesa nel palinsesto Rai.
Come già annunciato da Tvblog, dal 15 gennaio Gianluigi Paragone, già direttore de La Padania, attuale co-direttore di Libero, condurrà su Rai 2 L’ultima parola, un programma di approfondimento che già dall’infelice titolo spiega bene quale sia l’approccio di questi personaggi alla dialettica politica. La prima puntata sarà casualmente dedicata all’attacco della magistratura e alla malagiustizia, come ci annuncia gongolante Il Giornale.
Paragone non sarà solo, potrà contare su Maurizio Belpietro, direttore di Libero, che sempre su Rai 2, dalla seconda settimana di gennaio, avrà un suo spazio per arrivare ai telespettatori che si perdono i predicozzi filogovernativi del Minzolini. (In compenso Canale 5 potrebbe tornare a offrire asilo a Enrico Mentana, che dopo un anno di assenza da Mediaset sembra possibilista su un rientro nella sua tv).
Due giornalisti così pesantemente targati e schierati imposti a Rai 2 fanno davvero effetto: provate a immaginare cosa sarebbe successo se Prodi avesse affidato due programmi di approfondimento al direttore e al vice direttore dell’Unità…
Continua a leggere: A Paragone e Belpietro l'ultima parola sull'informazione di Rai 2

Bruno Vespa ha probabilmente capito che l’arrivo in RAI di Maurizio Belpietro qualche problema al suo ego potrebbe causarlo. Il direttore di Libero potrebbe scalzare, in meno di una stagione televisiva, il conduttore di RAIUno dal cuore della maggioranza.
Per evitare che ciò avvenga Bruno Vespa ha intervistato Nicola Cosentino senza un contraddittorio. Auspicabile. Sempre. Più che per i contenuti dell’intervista, per fornire al telespettatore tutti gli strumenti per farsi un’opinione propria.
Pareri che non vengono presi in considerazioni dal coordinatore del Pdl in Campania tanto che è lui stesso a precisare che la sua candidatura alle prossime regionali potrebbe essere bloccata solo da Silvio Berlusconi. Non da altri.
Continua a leggere: Bruno Vespa contro Maurizio Belpietro. Nicola Cosentino a “Porta a Porta”

Questione di ore. Giorni, al massimo. Entro la fine della settimana, salvo imprevisti, il direttore generale della RAI Mauro Masi ufficializzerà la defenestrazione di Paolo Ruffini, attuale direttore di RaiTre il cui operato non è ben visto dal Presidente del Consiglio. Silvio Berlusconi.
Ma è davvero imputabile a lui l’uscita di scena di uno dei più illuminati direttori televisivi? Probabilmente No. È una scusa utilizzata da altri che davanti al potere preferiscono genuflettersi piuttosto che rimane dritti.
Possibile che lo stesso imprenditore televisivo in meno di dieci anni abbia rinnegato il proprio operato? Possibile che Maurizio Crozza e Luciana Littizzetto, il cui passaggio a Mediaset è stato fondamentale sia per l’azienda che per loro stessi, oggi diano fastidio a Silvio?

Che a Berlusconi Santoro, Floris, Fazio non siano mai piaciuti è cosa risaputa ma la novità sta in un’indiscrezione di queste ore che riporta la volontà del Cavaliere di reclutare un conduttore di destra per una trasmissione in prima serata in Rai. Insomma il leader del centrodestra si sarebbe convinto che ci vuole un contraltare ai programmi faziosi della Rai targata Sinistra.
Il nome a cui avrebbe pensato è quello del direttore di Libero, Maurizio Belpietro. A lui sarebbe affidato un programma da trasmettere assolutamente in prime time, a partire dal 2010. La collocazione ideale sarebbe quella di Raiuno ma spazi liberi, considerata anche la presenza di Vespa in seconda serata, sembrano mancare. Le alternative sono un’identico spazio su Raidue o una finestra, sullo stile de Il Fatto di Biagi, dopo il Tg1. Ai direttori delle reti Rai tocca ora il compito di trovare spazio nei palinsesti…
Continua a leggere: Berlusconi dixit: Belpietro in prima serata su RaiDue?

Filippo Facci non è solo un giornalista. Filippo Facci non è solo uno scrittore. Filippo Facci è uno dei pensatori più interessanti dell’attuale panorama giornalistico italiano. Spazio dove sempre meno si ragiona. Spazio dove sempre più si assiste a litigi tra giornalisti.
Filippo Facci non è abituato ad urlare. Se lo facesse, probabilmente, tutti si accorgerebbero che la sua storia è uno dei nodi da analizzare per capire l’attualità. Nella quale convivono Antonio Di Pietro, sul quale il giornalista ha appena scritto un libro, e Vittorio Feltri, il cui (cito testualmente) giornalismo forcaiolo non è condiviso dall’editorialista di Libero.
È una delle poche persone ad essere apertamente contro Antonio Di Pietro. Perché?
Anzitutto non è vero, credo che siano tanti ad aver intuito la pericolosità e inconsistenza politica del personaggio
L’ex pm Tonino Di Pietro, si sa, fa notizia. Stavolta fa notizia due volte.
La prima riguarda, diciamo così, i suoi ex colleghi. Infatti Di Pietro è indagato (in contemporanea – chissà perché? - è indagato anche il direttore di Libero Maurizio Belpietro per un editoriale sui morti italiani in Afghanistan) dalla procura di Roma per l’ipotesi di reato di offese al prestigio del capo dello Stato.
In altre parole l’ex Pm è accusato per le dichiarazioni in occasione dell’ok del capo dello Stato allo scudo fiscale. Come si ricorderà, Di Pietro aveva affermato che Napolitano “non poteva promulgare la legge criminale sullo scudo fiscale: ha compiuto un atto di viltà e di abdicazione”.
E’ il ministro Alfano che adesso (cioè quando pare a lui) deve dare l’autorizzazione a procedere. L’ex Pm ha colto la palla al balzo invitando il Guardasigilli ad autorizzare la richiesta della procura perchè “ considererò questo pronunciamento una pietra miliare per individuare il limite del diritto di critica a una istituzione quando non se ne condividono gli atti”.
Insomma Il leader dell’Idv finge di non capire: il punto non è la legittimità della critica politica ma il “vilipendio” al presidente della repubblica italiana. Che è un reato. Si sa già come finirà. Bolla di sapone.
La seconda notizia è una dichiarazione di Di Pietro a Montecitorio: “finchè ci sarà Berlusconi al governo, l’Idv non si siederà al tavolo delle riforme perché sarebbe come affidare a Dracula il pronto soccorso”. Si torna sull’Aventino. Chissà se Tonino sa come andò a finire la prima volta?

Il prossimo venerdì 9 ottobre esce nelle sale italiane “Barbarossa”, il film diretto da Renzo Martinelli e caro alla Lega Nord di Umberto Bossi, in quanto racconta lo scontro tra il lombardo Alberto Da Giussano (interpretato da Raz De Gan) e l’imperatore del Sacro Romano impero (qui il trailer e qui la fotogallery di cineblog).
Manca più di una settimana, ma già non mancano le polemiche: l’attrice francese Cécile Cassel (sorellastra del più noto Vincent, in gallery delle sue foto), che ha interpretato un ruolo nel kolossal, ha dichiarato infatti in un’intervista a Max, (ripresa perfino dal britannico Daily Telegraph):
“Se avessi saputo cosa c’era dietro non avrei accettato. Quando prendo parte a un progetto mi piace sapere tutto. In questo caso, dei fantasmi politici dietro Barbarossa non sapevo nulla. Finite le riprese sono venuta in Italia per girare Ex di Fausto Brizzi e amici e colleghi mi hanno raccontato chi erano i padrini del progetto. A quel punto ho detto che non avrei risposto a nessuna domanda sugli aspetti politici del film”

Alla nuova edizione di Anno Zero dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, mancare poche ore. Lecito, in questo momento, ragionare anche sulle critiche che la dirigenza RAI ha fatto a Michele Santoro reo di non prevedere un contraddittorio all’editoriale di Marco Travaglio.
Il contraddittorio. È realmente scomparso? Di questo e molto altro abbiamo ragionato con Alessandro Gilioli, giornalista e autore del blog piovonorane, che a polisblog ha dichiarato di preferire Ignazio Marino a Dario Franceschini. E Pierluigi Bersani.
Intervistato dal sottoscritto, Antonio Padellaro ha sostenuto che per essere realmente multimediali i contenuti di un giornale presenti sul web debbano essere diversi da quelli presenti sul cartaceo. Cosa ne pensi?
Mi sembra un passo in avanti rispetto a quando ci si limitava semplicemente a mettere on line, in tutto o in parte, i contenuti (o gli avanzi…) del cartaceo. Poi però si può fare anche un altro passo: pensare fin dall’inizio qualsiasi inchiesta o servizio in modo da poterne declinare i contenuti al meglio e in tutte le potenzialità sulle diverse piattaforme (carta, Web, telefonia, etc). Insomma fare una piccola rivoluzione mentale, nelle redazioni, per cui si progetta qualsiasi lavoro pensando a origine alle sue diverse destinazioni, senza gerarchizzarle tra di loro - anzi possibilmente intrecciandole (la cosiddetta crossmedialità, un pochino più avanti della semplice multimedialità).
È Repubblica, per i lettori di polisblog, il quotidiano migliore. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha vinto il sondaggio lanciato la scorsa settimana superando il 50% delle preferenze. Il Corriere della Sera è arrivato solo secondo con un misero 17%.
Sul podio, a conferma di quanto sostenuto da Mario Adinolfi (secondo il quale i giornali di destra sono fatti meglio di quelli di sinistra), il Giornale di Vittorio Feltri seguito dal Manifesto. Quinti, a pari merito con il 5% del voti, L’Unità e La Stampa.
A pochi giorni dall’arrivo in edicola del Fatto, il quotidiano diretto da Antonio Padellaro per il quale Barbara Spinelli ha abbandonato la redazione di Mario Calabresi, è interessante osservare come il panorama della stampa italiana stia cambiando. Profondamente.
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