
Il Senato, riunito in assemblea l’11 novembre 2011, dopo aver salutato il neo-senatore a vita Mario Monti, al suo primo giorno in aula, e dopo una discussione brevissima, ai limiti del surreale, ha approvato il maxiemendamento alla legge di stabilità e l’intero Ddl.
L’approvazione è avvenuta con 156 voti favorevoli, 12 voti contrari e 1 astenuto. I senatori del Pd e del Terzo Polo sono rimasti in aula ma non hanno partecipato al voto: al Senato, lo ricordiamo, l’astensione (diversa dalla non partecipazione al voto) equivale al voto contrario.
In questo modo, di fatto, Pd e Fli hanno consentito l’approvazione del maxiemendamento, posta come condizione necessaria (e sufficiente?) per le dimissioni di Silvio Berlusconi da premier.
Il Sottosegretario all’Economia, Antonio Gentile, in un clima apocalittico in cui, per paura di non si sa bene cosa, il maxiemendamento e il ddl devono passare entro sabato, ha ritenuto di dover precisare che
«Non c’è stata alcuna ingerenza esterna. Il Senato in commissione Bilancio ha approvato i provvedimenti di concerto con Schifani su sollecitazione del presidente della Repubblica e del ministro Tremonti: non c’è stata nessuna ingerenza esterna. L’iter del maxiemendamento era iniziato prima dell’arrivo degli ispettori in Italia.»
In effetti, di questi tempi, è bene precisare. Perché di ingerenze esterne ce ne sono anche troppe. E l’Italia, per quanto politica e media mainstream non lo vogliano ammettere, sta andando verso un doppio commissariamento: oltre agli ispettori esterni, ci troveremo, a breve, un Governo imposto dall’Unione Europea. Alla faccia della rappresentanza democratica.
Ora la discussione passa alla Camera.

Finalmente, il maxiemendamento alla legge di stabilità - alla cui approvazione Silvio Berlusconi ha condizionato le proprie dimissioni - ha un testo, pubblicato integralmente dal Sole24Ore, un contenuto che si può commentare. Ci sono tutta una serie di misure che “ci vengono chieste dall’Europa” - questo il mantra - e altre che non hanno nulla a che vedere con le richieste europee. Quel che è certo, è che - con buona pace di chi pensa che l’Europa non abbia potere - il Governo a brandelli che ha partorito questo maxiemendamento non ha assolutamente la forza di opporsi ai dictat europei. L’opposizione, dal canto suo, come si diceva, evidentemente non vede l’ora di liberarsi di Berlusconi e di adottare una serie di misure che un governo di sinistra non potrebbe mai adottare. E così, il maxiemendamento consegna l’Italia a un futuro che è davvero difficile immaginare roseo. Il Governo che verrà - e anche quelli dopo - saranno fortemente condizionati da questi mesi in cui, di fatto, le idee neoliberiste trionfano nel Paese. Difficile, peraltro, comprendere perché in un decreto anticrisi debba essere conenuto un riferimento al Tav: i cantieri diventano “siti militari”. Cosa c’entra con la crisi?
Pensioni: cresce l’età per andare in pensione. Nel 2026 sarà di 67 anni.
Patrimonio pubblico: prosegue il progetto di dismissione del patrimonio pubblico. Non vengono affatto individuati gli immobili da vendere, cui si provvederà, per Decreto Legge, entro il 30 aprile 2012. Verranno dismessi anche i terreni agricoli di proprietà dello stato.
Liberalizzazioni: l’art. 4-sexies contiene «Liberalizzazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica», vecchia storia, ben nota. In barba al referendum di giugno, come già ricordato. L’articolo successivo, invece, parla di «Riforma degli ordini professionali e società tra professionisti». Che dovrà essere effettuata entro 12 mesi. Consentite le società di professionisti.
Infrastrutture: incentivi di defiscalizzazione.
C’è Un intero articolo dedicato alla Tav Torino-Lione: si stabilisce anche il reato grave (ai sensi dell art.682 del codice penale, arresto da tre mesi a un anno) per chi si introduca nel cantiere o ostacoli il passaggio allo stesso. Il cantiere diventa sito militare.
Contratto di inserimento per le donne: le donne senza impiego retribuito da 6 mesi in aree geografiche in cui la differenza di “genere” è molto accentuata nel tasso di disoccupazione, avranno un contratto di inserimento. Le aree in questione saranno individuate per decreto (Ministero del Lavoro e dell’Economia).
Part time: lavoro flessibile ed elastico favorito. Le parti individuali potranno stabilire durata della prestazione e collocazione temporale della stessa.
Niente contributi per l’apprendistato: per l’occupazione giovanile, i datori di lavoro non dovranno pagare, per i primi tre anni, i contributi per i contratti di apprendistato.
Aliquota per la gestione separata: aumenta di un punto percentuale.
Carburanti: aumentano le accise.
Terremoto dell’Aquila: i terremotati dovranno restituire le tasse sospese dal 1°gennaio 2012 per un importo del 40% e in 120 rate. Umbria e Marche ebbero trattamento analogo, ma cominciarono a restituire le tasse sospese dodici anni dopo il sisma, non tre.
Fondo nuovi nati: prorogati fino al 2014 i prestiti a tasso agevolato.
Diminuzione dei contenziosi civili Per i procedimenti in corso da oltre due anni, se nessuna delle due parti contendenti (avvisate dalla cancelleria) dichiarerà la persistenza dell’interesse, si intenderà chiuso il procedimento.
Anas: dal 1° gennaio 2012 trasferisce tutte le sue partecipazioni a Fintecna.
Editoria: ridotti di 19,5 milioni di euro i tagli. Restano comunque tagli per 50 milioni di euro.

Maxiemendamento del 2 novembre 2011 - Alle 23:00 esce un comunicato stampa a dir poco surreale da parte della Governo. Nel testo del comunicato si annuncia l’esistenza di un maxiemendamento alla legge di stabilità, quello che è stato approvato questa sera nella riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri n.161, riunito d’urgenza alle 20 del 2 novembre 2011.
C’è un piccolo giallo in merito. Perché il primo comunicato stampa che esce riporta non già il testo del maxiemendamento, come si attendeva, ma gli altri provvedimenti che sono stati approvati dal CdM. E’ uscita anche una nota della Presidenza del consiglio dei ministri che dice, semplicemente, che le notizie fino a ora circolate non sono attendibili.
Il commento colorito del Ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli è impietoso e conferma che ci fosse, originariamente, l’ipotesi di un decreto legge. E che sia saltato.
Decreto legge alla memoria: quando si calano le braghe bisogna stare molto attenti a coprirsi le spalle perché svolazzano i temuti uccelli paduli..
La mancata comunicazione dei contenuti del maxiemendamento (che comunque dovrebbe contenere semplicemente norme relative alle semplificazioni; di sicuro non conterrà norme relativamente al mercato del lavoro e alle pensioni) lascia intendere un travaglio notevole per l’approvazione di un testo sul quale ci sarebbe esclusivamente un accordo di massima sui titoli.
Secondo le indiscrezioni il testo del maxiemendamento tratterebbe: liberalizzazione dei servizi locali e delle professioni, investimenti sulla banda larga, valorizzazione degli immobili della difesa (leggasi dismissione del patrimonio immobiliare in capo alla Difesa - e a Difesa Servizi SpA), vendita di immobili del patrimonio pubblico e misure sul trasporto locale.
Ci sarebbe anche qualcosa sul lavoro: incentivi per l’assunzione di disoccupati e per il part-time, inserimento delle donne e telelavoro. E un’agenzia per la promozione all’estero, dopo la soppressione dell’Ice.
Insomma, come si dice, il niente mischiato con il nulla e con una spruzzatina di fumo negli occhi. Ma dalla Presidenza del Consiglio arriva il chiarimento, come annunciato.
La Presidenza del Consiglio comunica che eventuali testi in circolazione non corrispondono a quanto esaminato e approvato nel Consiglio dei Ministri appena concluso.
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