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Tutti gli articoli con tag medio oriente

Afghanistan: possibile tregua tra Barack Obama e Hamid Karzai a Marjah

pubblicato da Giovanni Molaschi

L’attenzione che i media occidentali hanno concentrato sulle elezioni irachene, di cui sapremo i risultati solo alla fine del mese, hanno fatto dimenticare per qualche giorno la guerra che lì vicino si sta combattendo.

Persino il riconoscimento dato al film “The Hurt Locker” (che racconta la missione statunitense in Iraq) è stato strumentalizzato per non ammettere che l’intervento occidentale in Medio Oriente è tutto fuorché una missione di pace.

Su quanto sta succedendo in Afghanistan, ad esempio, sono state espresse opinioni apparentemente contrastanti tra di loro. A Marjah, nel sud del paese, il presidente afghano Hamid Karzai ha infatti chiesto agli amministratori locali di riferire al governo quanto è stato distrutto dai soldati americani che, secondo quanto dichiarato Segretario alla Difesa statunitense Robert Gates, avrebbero allungato i tempi della missione per evitare che altri civili muoiano.

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Sondaggio : la missione di pace italiana in Afghanistan deve continuare?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha deciso di non trattare pubblicamente con i terroristi che nei giorni scorsi hanno sequestrato Sergio Cicala e la moglie Philomene Kabouree in Mauritania.

“Chiunque tratta coi terroristi – ha precisato l’esponente politico a SkyTg24 - aiuta i terroristi”.

Intervistato poi sulla politica estera del nostro paese in Afghanistan il Ministro ha dichiarato che non sono previsti, per il momento, cambiamenti poiché l’Italia è legata ad una coalizione. Ad un progetto a cui progressivamente si stanno allontanando le super potenze che per prime l’hanno avviato.

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La lettera di Hamas a Obama dopo il discorso del Cairo

pubblicato da davide f.

hamas

Ieri accennavamo al discorso di Obama al Cairo, a come le sue parole siano un segno della volontà di cambiare certi equilibri internazionali, e soprattutto certe semplificazioni orribili spinte dai neocon del governo Bush.

Neanche a dirlo e arriva una lettera di Hamas a Obama, una sorta di risposta positiva al “voltiamo pagina” del presidente afroamericano, senza risparmiargli anche delle critiche, la più evidente la mancata visita a Gaza.

È essenziale per Lei visitare Gaza. Abbiamo recentemente subito un brutale attacco israeliano della durata di 22 giorni. Secondo quanto osservato da Amnesty International, la morte e la distruzione che Gaza ha sofferto durante l’invasione non si sarebbero potute verificare senza le armi fornite dagli USA, e senza il denaro dei contribuenti USA. Non dovrebbe Lei forse osservare da vicino in che modo Israele ha utilizzato le vostre armi e speso il vostro denaro?

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Analisi del discorso "egiziano" di Obama: parole nuove per un'inversione di strategia

pubblicato da davide f.

da flickr

Sono passati pochi giorni dallo storico discorso di Obama in Egitto, e ancora ne risuonano le parole, soprattutto nel mondo arabo. Mentre in Israele un video abbastanza agghiacciante mostra come tanti ragazzi israeliani definiscano Obama “sporco negro e terrorista”, rivelando la realtà assolutamente ‘altra’ vissuta dagli abitanti di un paese che obbliga i suoi cittadini ad un’educazione militare e militarista.

Per capire dove vuole arrivare Obama è interessante analizzare le parole usate per pronunciare il “discorso egiziano”: non ricorre mai per esempio, nel testo la parola terrorismo. E neanche terroristi.

Neanche quando si parla dell’11 settembre. Neanche quando si parla dei ‘violenti estremismi’. E’ un caso? Oppure è perché sulla definizione di terrorismo si è avuto uno degli scontri più pesanti tra Occidente e mondo arabo?

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Elezioni in Libano: sconfitta per Hezbollah, vincono i partiti filo-occidentali

pubblicato da davide f.

libano Mentre in tutta Europa si votava (o ci si asteneva) per il Parlamento europeo, anche nel cuore del Medio Oriente, in Libano, si è vissuto un’intenso election day; destinato ad influire in modo decisivo sugli equilibri politici di tutta l’area.

Tre milioni e 200 mila i cittadini chiamati a votare, si sfidavano la coalizione filo-occidentale e antisiriana ‘14 marzo’ e l’alleanza filo-Damasco ‘8 marzo’ guidata dagli sciiti di Hezbollah.

Ha vinto il leader della coalizione libanese antisiriana ‘14 marzo‘, Saad Hariri. E’ un duro colpo alla Siria e all’Iran, sostenitori della coalizione ‘8 marzo’; Hezbollah ha riconosciuto in mattinata la vittoria della coalizione rivale.

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Obama arriva in Egitto con un messaggio di pace, e Hamas apre al presidente americano

pubblicato da davide f.

obama egitto pace

Barack Obama è arrivato ieri in Medio Oriente, accolto dal folkloristico “benvenuto” del fantomatico Bin Laden, ma soprattutto dall’intero mondo arabo con delle fondate speranze, in particolare per quanto riguarda la Palestina. Oggi il presidente afroamericano è al Cairo, tappa principale del suo viaggio oltreoceano che lo porterà, successivamente, alle celebrazioni per il D-day in Europa.

Quella di Obama in Egitto è una visita lampo di sette ore, ma altamente simbolica. Dopo aver proclamato in Turchia che gli Stati Uniti «non sono e non saranno mai in guerra contro l’Islam», Obama ha scelto l’Egitto, dove vive un arabo su quattro, per questo discorso all’indirizzo di 1,5 miliardi di musulmani.

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Obama incontra Abu Mazen alla Casa Bianca

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

Dopo le dure critiche di Hillary Clinton a Israele, vista la totale noncuranza del nuovo governo nei confronti del progetto di pace, Obama torna a parlare con Abu Mazen, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp).

Durante l’incontro alla Casa Bianca Obama si è detto fiducioso che Israele riconoscerà la creazione di uno Stato palestinese e che questo costituisca la migliore soluzione per la pace e la sicurezza; ha poi ribadito l’invito a allo stato israeliano affinché interrompa l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania, e nello stesso tempo ha chiesto al leader dell’Anp e ai palestinesi di non tollerare alcun ricorso alla violenza.

Il presidente americano ha respinto l’idea di fissare qualsiasi “calendario artificiale” per il processo di pace, sottolineando però la necessità di non sprecare tempo. E la frecciata era chiaramente indirizzata a Benjamin Netanyahu.

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Gli Stati Uniti richiamano duramente Israele: stop agli insediamenti nei Territori palestinesi

pubblicato da davide f.

da haaretz

Gli Stati Uniti iniziano a perdere la pazienza con Israele e il suo nuovo governo ultraconservatore. L’impressione infatti è che nonostante l’incontro di pochi giorni fa tra i presidenti Israele non abbia nessuna intenzione di fare il minimo passo avanti per arrivare a ciò che oggi sembra quasi un’inarrivabile utopia, “Due popoli due stati”.

Hillary Clinton, segretaria di stato statunitense, ieri ha invitato Israele a fermare l’espansione dei suoi insediamenti nei Territori palestinesi e ha ribadito la richiesta rivolta qualche settimana fa da Barack Obama al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante il loro incontro a Washington.

Poche volte si sono visti gli Stati Uniti usare un tono così risoluto nei confronti di Israele. Il governo israeliano ha respinto però la richiesta statunitense e Netanyahu ha dichiarato che i lavori di espansione proseguiranno. Circa 500mila ebrei vivono in più di cento insediamenti costruiti nei Territori dopo il 1967.

Immagine|Haaretz

Dopo l'incontro Obama-Netanyahu: Usa e Israele, mai così lontani?

pubblicato da davide f.

da flickr, common creative

Dopo settimane di incontri preparatori è arrivato ieri il faccia a faccia tra Barack Obama e Benjamin Netanyahu, il primo da quando ricoprono il ruolo di guida dei rispettivi paesi.

Ore di discussioni tra gli staff del presidente Usa e del premier israeliano non sono riuscite a nascondere che qualcosa è cambiato, e il primo ad accorgersene è stato proprio il premier israeliano, con una gaffe iniziale colorita e significativa che evidenzia le differenze culturali tra i due.

Netanyahu infatti ha regalato al presidente Usa il “Diario di viaggio in Terra Santa” di Mark Twain, un testo che evidenzia il disgusto dell’autore nei confronti degli arabi e dell’islam. Al di là di questo durante l’incontro sono emerse differenze sostanziali di visione politica dei due, che ruotano attorno alla nascita di uno stato palestinese e alla visione della minaccia iraniana.

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Striscia di Gaza: la guerra vista da Hamas

pubblicato da paganini


La guerra nella Striscia di Gaza continua e dopo 18 giorni di bombardamenti e massacri il bilancio ufficioso di Piombo Fuso rasenta le mille vittime palestinesi (secondo il Tg1 di oggi, 300 sarebbero bambini) e un numero indefinito, nell’ordine di alcune decine, di soldati israeliani morti.

Per capire cosa succede davvero a Gaza e come procede questa guerra di distruzione, che non porterà niente di buono al Medio Oriente e non risolverà nessuno dei problemi di Israele, può risultare utile leggere il punto di vista degli “attori” in campo, delle milizie schierate sul campo: ecco allora il sito e il forum della Brigata Ezzedeen Al Qassam, il braccio armato di Hamas.

Qui potete trovare i resoconti di guerra del gruppo islamico, che ad esempio sostiene di aver ucciso addirittura 50 soldati israeliani, alcune immagini e video che riportano un altro punto di vista rispetto a quello a cui siamo abituati.

Naturalmente non si tratta di condividere quanto riportato da Hamas, ma soltanto di sfruttare una fonte di informazioni di prima mano: lo stesso vale per il portale di Tsahal, l’esercito di Israele, a cui sarà dedicato il prossimo post.