
Negli stessi giorni in cui alcuni conduttori RAI polemizzavamo per i provvedimenti presi dalla dirigenza per via della par condicio, molti giornalisti hanno espresso la propria solidarietà ai diretti interessanti sostenendo che tale provvedimento non è giusto.
Tra i tanti a solidarizzare con Michele Santoro, Giovanni Floris, Lucia Annunziata anche l’anchorman di Matrix Alessio Vinci il quale a La Stampa, pochi giorni prima della pubblicazione dello studio dell’Osservatorio di Pavia, sosteneva che i programmi televisivi non hanno mai condizionato l’elettorato.
Se così fosse perché lui non si propone di sopperire le lacune del servizio pubblico garantendo, ad esempio, il confronto tra le candidate alla presidenza della regione Lazio? A chiederselo una delle due, Emma Bonino, che sul suo sito ha pubblicato una lettere pubblica indirizzata proprio ad Alessio Vinci.
Continua a leggere: Elezioni Regionali 2010: Emma Bonino contro Alessio Vinci
Fervono i preparativi per la nuova stagione di Annozero, che secondo il sito ufficiale prenderà il via il 24 settembre, sempre al giovedì su Raidue. Quel che potrebbe cambiare è invece la struttura del programma. Marco Travaglio e Michele Santoro sono ovviamente intoccabili, ma si prospetta una novità che sta già sollevando svariate polemiche.
Travaglio potrebbe essere affiancato da un editorialista di centro-destra; una figura paritetica alla sua in tutto e per tutto, che dovrebbe fare da contraltare e riequilibrare l’indirizzo politico della trasmissione. Mistero fitto per ora sul nome della persona, sempre ammesso che il progetto vada in porto.
Interrogato sulla vicenda, Travaglio ha dichiarato di ignorare completamente il progetto e di sapere solo di essere stato confermato in trasmissione dal suo stesso conduttore.
“Nessuno mi ha detto niente, sono fermo a quest’estate quando Santoro ha detto che dovevo tornare ad Annozero. Oggi l’ho chiamato ma il suo telefono era spento. Mi richiamerà”.
Continua a leggere: Annozero nuova stagione: Travaglio affiancato da un editorialista di destra?
Ne avevamo parlato anche noi ieri, recensendo il bellissimo I conti con me stesso, raccolta dei diari scritti tra il 1957 e il 1978 da Indro Montanelli. Ma anche Annozero ha deciso di dedicare una puntata a tema sul più grande giornalista italiano del Novecento, in occasione del centenario della nascita, ricorso ieri.
Cent’anni fa nasceva Indro Montanelli. Che idea aveva il grande giornalista del nostro Paese e degli italiani? Cosa pensava della categoria dei giornalisti? Le polemiche dell’ultimo Montanelli sulla libertà di espressione sono smentite dall’andamento dei fatti? Oppure i rischi di autoritarismo in un paese come l’Italia sono sempre presenti? Annozero si occupa soprattutto dell’ultimo Montanelli, quello meno rievocato nelle celebrazioni
Inutile dire che riteniamo scontata la scelta di occuparsi “soprattutto” dell’ultimo Indro, cioè in parole povere quello più comodo per Travaglio e Santoro, per la sua posizione antiberlusconiana. La presenza in studio di Enrico Mentana e Maurizio Belpietro ci induce tuttavia a sperare che la trasmissione non si riduca a questo.
Si conclude così, per il momento, la vicenda Matrix. Dopo Mentana? Il diluvio. E invece arriva Alessio Vinci, 40 anni, capo dell’ufficio romano della CNN e corrispondente per l’Italia. Sarà lui il nuovo conduttore del programma di approfondimento di Canale 5. Lo ha deciso oggi Mediaset che in una nota ha comunicato anche la data del ritorno sugli schermi di Matrix: il 24 febbraio.
Alcuni dei suoi servizi per la Cnn potete vederli qui.
A poche ore dalla cerimonia d’insediamento di Barack Obama (che, lo ripetiamo, inizierà alle 18 ora italiana), cerchiamo di fornire le coordinate per chi volesse seguire e approfondire sui media italiani l’evento.
Nella consapevolezza dell’importanza di ciò che accade oggi (e anche grazie a una certa compatibilità di orari, nonostante il fuso orario), praticamente tutti hanno fornito spazio all’insediamento.
Vediamo quindi, dopo il salto, chi e come seguirà la cerimonia di insediamento di Barack Obama come 44mo Presidente degli Stati Uniti, consigliandovi fin da ora di continuare a controllare Polisblog nell’arco della giornata per tutte le ultime news.
Continua a leggere: Inauguration Day: dove e come seguire il giuramento di Obama

Ieri vi avevamo ragguagliato sulla vicenda Mara Carfagna e intercettazioni hot: come tutti i sassi lanciati nello stagno, crea una serie di onde concentriche.
Ed ecco quindi che salta fuori la storia della citazione, arrivata il sette agosto, a Sabina Guzzanti: ammontare della richiesta danni? Un milione di euro. Poteva andare peggio alla Guzzanti, se pensate che Verne Troyer, il nano che interpreta Mini-Me in Austin Powers, aveva citato TMZ.com per qualcosa come venti milioni di dollari per aver diffuso il suo sex tape. Ecco come Sabina racconta sul suo blog la faccenda
È arrivata la citazione della Carfagna il 7 ottobre. Aveva tempo fino all’8 agosto per querelarmi. Ci ha pensato bene. Poi ha optato per una causa solo civile. Strano per una preoccupata di essere stata diffamata no? (la diffamazione è un reato penale). I contenuti sono tutto materiale per sketch satirici: si sostiene nell’atto che io abbia partecipato a una manifestazione dichiaratamente antigovernativa, come se questo fosse un’aggravante o una cosa anormale. Si sostiene che avrei dovuto parlare anche delle sue capacità, non ha nemmeno capito che non era lei l’oggetto del discorso
Quali capacità? Quelle della foto qui sopra. Ribadisco quanto sostenuto ieri: la Carfagna non doveva diventare ministro. Fine. Nel mentre si torna a parlare delle intercettazioni, e la stessa Guzzanti nel post di ieri sostiene che Mentana sarebbe incappato in uno di quei lapsus meravigliosi che a volte schizzano fuori dall’inconscio. “Le intercettazioni? Mai esistite. E comunque sono state distrutte”. Complicato distruggere qualcosa che non esiste, non vi pare?
Mara Carfagna: “ministre” da gossip. Voto – 8. Nel Belpaese fa più audience Mara Garfagna a Matrix che il tonfo delle borse. Di fronte al buon Mentana, l’avvenente ministra non ha una parola da dire sul governo e sui problemi dell’Italia e del mondo. Forse perché, come dice quasi fosse Winston Churchill: “C’è un tempo per tacere e uno per parlare”. Ma de che? Poi si spiega: “In questo paese impera il maschilismo. E la presunzione di ignoranza per cui un uomo che fa politica si pensa comunque sia bravo e preparato, e di una donna che fa politica, invece, che sia stata fortunata o abile nel farsi sostenere da qualcuno”. Santa innocenza! Forza Italia!
Maria Stella Gelmini: claque da regime. Voto – 8. E’ il consigliere regionale del Prc, Luciano Muhlbauer ad accusare la regione Lombardia di voler “precettare” 150 dipendenti pubblici del Pirellone per partecipare ad una assemblea pubblica in orario di lavoro presenziata dal ministro dell’Istruzione Gelmini. I dipendenti dell’Assessorato Istruzione hanno ricevuto una nota per partecipare all’assemblea del 13 ottobre in cui si dice: “la partecipazione è da intendersi, a tutti gli effetti, quale attività di lavoro”. Come denuncia su Aprileonline il segretario della Cgil scuola Pantaleo: “Queste cose le faceva il regime”. Che dicono la Gelmini e il “moralizzatore” Brunetta?

Stasera su Canale 5 si inaugura la nuova stagione di Matrix. Per l’occasione il conduttore Enrico Mentana ha fatto le cose in grande (perdonatemi l’involontaria battuta) invitando il Ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta.
Brunetta, che conserva lo scettro di ministro col più alto gradimento del governo Berlusconi, e con ampio margine, vedrà il contraddittorio con due firme di prestigio del giornalismo italiano, Massimo Giannini di Repubblica e Sergio Rizzo del Corriere della Sera, che lo incalzeranno prevedibilmente sulla politica di web-trasparenza intrapresa e sui progetti futuri.
Al grido di “Tremate, fannulloni” vi diamo dunque appuntamento alle ore 23,20. Come di consueto lo spazio di PolisBlog sarà a disposizione per ogni commento e dibattito sulla serata.

Gianni Letta è senza dubbio il personaggio del giorno. Si spende in un’operazione di mediazione che porta il premier a disdire, nel primo pomeriggio, la sua intervista con Mentana a Matrix.
Da Napoli, infatti, arriva la conferma che nei prossimi giorni le intercettazioni telefoniche ritenute irrilevanti per il prosieguo dell’inchiesta Berlusconi-Saccà saranno distrutte. Tra queste, certamente, quelle che preoccupano maggiormente Berlusconi. Quelle di cui si parla da giorni sui giornali: trascrizioni di telefonate dai contenuti pruriginosi che riguarderebbero il privato del premier.
E così, dall’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri previsto per stamani, scompare miracolosamente anche il decreto legge sulle intercettazioni. Ora che non c’è più alcuna urgenza, dunque, se ne riparlerà con calma: la norma seguirà la strada di un qualsiasi disegno di legge. Una scelta, questa, particolarmente gradita dal Colle.
Ancora una volta il Cavaliere salva capra e cavoli.
Un mese mezzo or sono il centro-destra usciva trionfatore dalle elezioni con percentuali bulgare. La sinistra comunista che tanto aveva fatto per distruggere ogni iniziativa del governo Prodi si vedeva ripagata con la cancellazione dal Parlamento, mentre il centro-sinistra subiva un tracollo tale da annichilirlo e togliergli ogni velleità, al punto che nelle prime settimane ci si domandava che fine avessero fatto Veltroni e la sua neonata creatura.
Berlusconi beneficiava del nuovo clima di apparente collaborazione (in realtà dovuto alla scarsità numerica dell’opposizione) procedendo spedito e varando a stretto giro di posta un decreto fiscale, uno per la sicurezza e una proposta concreta per risolvere l’annosa emergenza rifiuti in Campania. Questo il quadro idilliaco (dal punto di vista governativo) che si presentava alla vigilia del Lodo Alfano.
In questo contesto si inserisce il primo progetto blocca-processi, che tra gli altri avrebbe la conseguenza di rinviare di un anno quello che riguarda il premier. L’opposizione, come sempre guidata dall’ultrà antiberlusconiano Di Pietro, coglie l’occasione al volo e solleva un polverone spaventoso cambiando completamente linea politica con la prima sterzata azionista del Partito Democratico. La domanda che dobbiamo porci dunque è la seguente: perché Berlusconi ha voluto distruggere il clima da luna di miele che favoriva l’ondata di riforme in fieri per riaprire la vecchia e probabilmente irrisolvibile polemica personale con la giustizia?
Continua a leggere: Berlusconi contro la magistratura. Ma perché siamo arrivati a tanto?