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Tutti gli articoli con tag mercedes bresso

Piemonte: Sergio Chiamparino sostituisce Mercedes Bresso dopo il ricorso al Tar contro Roberto Cota

pubblicato da Giovanni Molaschi


Il prossimo autunno per Roberto Cota potrebbe non cominciare nel migliore dei modi. Come spiegato nelle scorse ore da V., il Tar (dopo aver accolto il ricorso di Mercedes Bresso) il prossimo 7 ottobre potrebbe annullare il voto che ha garantito all’esponente leghista la poltrona di Governatore della Regione Piemonte.

Questa opportunità potrebbe essere colta al volo da Sergio Chiamparino. Il sindaco di Torino, più volte indicato come il coordinatore di un ipotetico Partito Democratico del Nord, si candiderebbe al posto di Mercedes Bresso.

L’eventuale ricandidatura dell’ex Governatore sarebbe stata sabotata dalla stessa Bresso che, non convinta del proprio ricorso (rivelatosi poi attendibile), avrebbe chiesto a Roberto Cota un appoggio per essere candidata alla presidenza europea delle Regioni.

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Ricorsi elezioni regionali Piemonte: Bresso vince, schede da ricontare

pubblicato da V.

ricorsi cota bresso piemonteAlle elezioni regionali 2010 il Piemonte se lo prese Roberto Cota. Secondo Mercedes Bresso però, c’erano delle irregolarità in alcune liste, così ha presentato ricorso. Sorpresa: il ricorso è stato in parte accolto: in parte, il che significa che malgrado la rabbia di Cota, ci saranno da fare dei riconteggi.

Facciamo una breve panoramica:

Le liste per le quali è stato parzialmente accolto il ricorso sono “Consumatori” e “Al Centro con Scanderebech“. Il riconteggio parziale riguarderà quindi i voti di queste due liste che hanno appoggiato l’elezione di Cota.

Respinto, invece, il ricorso nei confronti della lista “Verdi Verdi”. Per quanto riguarda infine il ricorso sulle presunte irregolarità della lista “Pensionati per Cota” il tribunale ha sospeso il giudizio per dare modo ai ricorrenti di presentare querela per falso, per la quale avranno 60 giorni di tempo. La nuova udienza del Tar è fissata per il 7 ottobre.

i punti chiave sono le liste per le quali il ricorso della Bresso è stato accolto - “Consumatori” e “Al Centro con Scanderebech” - i termini entro i quali presentare querela per falso - 60 giorni - e la successiva udienza del tar fissata già ora per il 7 ottobre. Ma la “ciccia”, dov’è? Vediamo…

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Pensionati per Cota: solo una firma della lista era vera

pubblicato da Giovanni Molaschi


Il black-out registrato nelle scorse ore in Piemonte, a causa del quale in molti non hanno potuto vedere la seconda partita dell’Italia, potrebbe non essere circoscritto all’ambito televisivo. Qualcosa sta accadendo anche nei palazzi del potere.

Come raccontato da Francesco Costa e Alessandro Gilioli delle diciannove firme fatte per la lista “Pensionati per Cota” solo una sarebbe vera. Le altre sarebbero state realizzate da Michele Giovine (esponente principale della lista attualmente occupato al consiglio regionale) e dal padre Carlo.

In attesa di capire come la giustizia deciderà di intervenire è necessario sottolineare che quanto accadrà fa già parte delle occasioni perse del Partito Democratico.

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Giuseppe Drago: l’esponente dell’Udc che non potrebbe fare politica

pubblicato da Giovanni Molaschi


Nelle stesse ore in cui la Lega Nord polemizzava per la sostituzione di Roberto Cota (il Governatore del Piemonte ha lasciato il proprio posto di deputato a Maurizio Grassano, noto alle forze dell’ordine per una truffa realizzata ai danni del Comune di Alessandria), Francesco Costa spiegava perché in Parlamento, per l’Udc, Giuseppe Drago non ci possa stare.

Secondo quanto raccontato dal giornalista del Post l’esponente politico è stato condannato: a tre anni e otto mesi di reclusione, alla restituzione di 123 mila euro di cui si era impossessato indebitamente mentre lavorava per la regione Sicilia e alla interdizione perpetua dagli uffici pubblici.

La condanna è stata stabilita nel 2003. Da allora Giuseppe Drago ha continuato ad esercitare la propria attività politica malgrado la magistratura, sulla sua vicenda, si sia espressa più volte confermando sempre la decisione iniziale.

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Lega Nord: il doppio incarico di Roberto Cota

pubblicato da Giovanni Molaschi


Quanto registrato dal Corriere della Sera nel Lazio, dove il neo governatore Renata Polverini può contare su molti consiglieri regionali già impegnati anche in altri contesti, non rappresenta l’eccezione. Comportamenti simili si verificano anche al nord.

Daniele Sensi, sul proprio blog, citando i Radicali sottolinea che ad oggi Roberto Cota, Presidente del Piemonte dallo scorso 30 marzo, non ha ancora consegnato le proprie dimissioni come parlamentare.

Secondo la legge 154 del 1981 l’impegno nazionale non può sommarsi a quello in ambito regionale tanto che chi si trova a ricoprire entrambi i ruoli deve, per legge, decidere entro dieci giorni dove esercitare la propria attività politica.

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Mercedes Bresso ritira, grazie a Roberto Cota, il ricorso al Tar

pubblicato da Giovanni Molaschi


Mercedes Bresso, Presidente uscente della Regione Piemonte, ha ritirato il ricorso al Tar che a seguito della sconfitta elettorale aveva fatto per accertarsi che sulla vittoria di Roberto Cota non si fossero verificati dei brogli elettorali.

La decisione, come osservato anche da Massimo Gramellini sulla Stampa, è stata presa da Mercedes Bresso dopo essersi assicurata il posto come Presidente del Comitato delle Regioni che senza l’ausilio di Roberto Cota non avrebbe potuto più avere.

Secondo il comunicato stampa ufficiale l’esponente del Partito Democratico avrebbe deciso di bloccare il ricorso, la cui sentenza era prevista per il prossimo 4 giugno, come segno di responsabilità nei confronti dell’Italia e del centrosinistra che attraverso i propri dirigenti ha già fatto sapere di non aver digerito la decisione della donna.

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La rivalità tra Roberto Cota e Mercedes Bresso si trasferisce in Europa

pubblicato da Giovanni Molaschi



Se nella maggioranza i giochi politici non fossero all’ordine del giorno, tanto da garantire ad un Ministro la possibilità di scambiarsi con un Governatore, il trattamento riservato da Roberto Cota a Mercedes Bresso (che prima di lui amministrava per il Piemonte) non sarebbe così di cattivo gusto.

Dimenticandosi del vantaggio minimo ottenuto, Roberto Cota ha deciso di non appoggiare (a differenza degli altri governatori) la riconferma di Mercedes Bresso in Europa dove ricopre la carica di Presidente delle Regioni.

Come riportato dal Corriere della Sera dello scorso sabato la zarina del Pd (così l’ha definita il Giornale) potrebbe contare sull’appoggio dei colleghi europei che contrasterebbero il tentativo di boicottaggio messo in atto dal nuovo Governatore del Piemonte.

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I servi di Roberto Cota bloccano in Piemonte la pillola abortiva Ru 486

pubblicato da Giovanni Molaschi

Il problema in Italia non è costituito solo dagli amministratori. Anche i servi, e le persone che aspirano a questo ruolo, hanno le proprie responsabilità. In Piemonte, ad esempio, sono state sufficienti delle dichiarazioni del nuovo Governatore Roberto Cota sulla pillola abortiva Ru 486 per rallentarne l’arrivo negli ospedali locali.

A nulla è servito il richiamo del Ministro della Salute Ferruccio Fazio che a tutti aveva ricordato che la somministrazione del medicinale sarebbe avvenuta secondo le regole approvate nelle settimane precedenti.

In Piemonte la pillola tarda ad arrivare malgrado proprio negli ospedali torinesi sia stata condotta, per l’Italia, la sperimentazione del farmaco dall’equipe del ginecologo Sergio Viale che all’Unità ha fatto presente le proprie preoccupazioni.

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In Piemonte ritorna il Medioevo. Roberto Cota contro i gay e la pillola abortiva Ru-486

pubblicato da Giovanni Molaschi



Mai come in queste ore si è percepita la complessità della Lega Nord. Un partito dove il nepotismo, rappresentato da Renzo Bossi, convive con persone che si sono contraddistinte per il loro talento, come ad esempio Luca Zaia che per l’agricoltura italiana si è impegnato molto, e altre che confermano i propri limiti.

Roberto Castelli al confronto con gli elettori di Lecco, dove si è presentato per diventare sindaco, non è riuscito a fare meglio del disastro realizzato precedentemente come Ministro della Giustizia.

Nel calderone, fino a pochi giorni fa, non era ancora riuscito a contraddistinguersi Roberto Cota che a 48 ore dalla vittoria in Piemonte, contro il Governatore uscente Mercedes Bresso, ha fatto capire che lui della modernità che la regione era riuscita a raggiungere, brillando in occasioni internazionali come ad esempio le olimpiadi invernali, se ne sbatte.

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Satira: non spariamo “castate”

pubblicato da Ulisse Spinnato Vega

La sconfitta…Palese in Puglia fa la prima vittima illustre (e annunciata) nel centrodestra. Si è dimesso infatti il ministro agli Affari regionali del Pdl. CrociFitto

Gli elettori bocciano le ambizioni di doppio incarico coltivate da Castelli e Brunetta, bastonati sonoramente alle Comunali di Lecco e Venezia. Per loro niente raddoppio della poltrona. I multichiappa

Bersani non fa mea culpa e invece di ammettere che la debacle piemontese è bruciante, preferisce sottolineare che la Bresso ha perso soltanto per 9mila voti. Chi glielo dice che dare il patriottico Piemonte alla Lega è come consegnare una giovane vergine a Rocco Siffredi? Il patito dell’amore (protetto)

Ora si torna a parlare di riforme condivise, di patto Berlusconi-Fini per la legislatura, di dialogo con l’opposizione, di politica che si dovrebbe riavvicinare al Paese. La solita musica, con il solito dj: il Cav. PredelLinus

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