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Tutti gli articoli con tag mezzogiorno

Giulio Tremonti in treno (con Angeletti e Bonanni) al Sud. Ma non si è fermato a Eboli

pubblicato da il passator cortese

Non è stato come andare “Dagli Appennini alle Ande”, ma il viaggio di Giulio Tremonti sui mezzi pubblici da Napoli a Reggio Calabria (andata in treno e ritorno in corriera) ha più lo stampo della propaganda sovietica breznieviana che il sapore del racconto di Edmondo De Amicis.

Un tour “storico”, anche perché, ad accompagnare il ministro dell’economia è stato il binomio Bonanni e Angeletti, i due segretari di Cisl e Uil. Anche stavolta, assente (non invitata) la Cgil, forse perché la Camusso non ha l’aria delle frequentatrici di Arcore e non è abituata a fare lo zerbino di ministri. Tant’è.

L’inconsueto viaggio ha permesso al terzetto di godere del bel paesaggio e forse, seppur di sfuggita, ha fatto toccare con mano la dura realtà del mezzogiorno d’Italia. Tremonti poi riferirà a Bossi, sempre convinto di “Roma ladrona” e che l’Italia è esclusivamente quella padana, al massimo fino al Rubicone.

Al quadretto è mancato solo la fanfara e gli scolari coi fiori di campo e le bandierine tricolori (il Senatur non avrebbe gradito) nelle stazioni. L’aspetto retorico e propagandistico della vicenda è alquanto penoso.

Ma, si sa, anche questo è un modo per aprire la campagna elettorale. Ed è triste constatare che i testimonial di tali sortite, tese a dimostrare la sensibilità sociale dello sfasciato centrodestra, siano proprio due dirigenti (si fa per dire) del movimento sindacale confederale (si fa per dire).

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Giulio Tremonti: “al Sud gli assessori si confondono con i camorristi”

pubblicato da Giovanni Molaschi



Come notava ieri sera Giuseppe Cruciani, conduttore de “La Zanzara”, i mass media non hanno messo il proprio accento su quanto dichiarato dal Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, su chi amministra il Sud Italia.

“Quando incontri un assessore spesso non ha chiaro se è un assessore o un camorrista. Il problema dei costi della politica sta nella fondamentale immoralità di una quota enorme del sistema di governo, come ad esempio nella sanità”.

Contrario al pensiero dell’esponente politico si è già detto Gianfranco Micciché (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) secondo il quale Giulio Tremonti dovrebbe chiedere scusa per essersi comportato come un militante leghista.

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Rosarno come il Veneto. Luca Zaia salverà gli immigrati dalla schiavitù?

pubblicato da Giovanni Molaschi



Di immigrati, come previsto ieri, si sta progressivamente smettendo di parlare. Risolto, con le ruspe, la guerriglia registrata a Rosarno il dibattito si è spostato su lidi che meglio di altri ci fanno sognare un’Italia che al momento non esiste.

Eppure tra poco meno di due mesi ci sarà, e ne avremo occasione di parlarne più approfonditamente, il secondo sciopero nazionale degli immigrati. Persone che non vengono sfruttate solo al Sud.

Secondo quanto reso noto dalla Cgil di Padova nel Veneto vengono registrati casi simili a quelli calabresi anche tra le persone, 2500, regolari le cui condizioni di lavoro peggiorano dopo la firma ad un contratto che non viene poi rispettato.

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Giulio Tremonti: tre idee per rilanciare il Mezzogiorno pro clan dei Casalesi

pubblicato da Giovanni Molaschi



Intervenuto ad un convegno del Pdl sul Mezzogiorno l’attuale Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha esposto ai presenti le proprie idee grazie alle quali si tenterebbe l’ennesimo rilancio del sud.

Oltre a ridurre, cito testualmente, la burocrazia a zero per risollevare il territorio la cui gestione avrebbe potuto creare uno scisma all’interno del Popolo della Libertà per Giulio Tremonti è necessario investire in un Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Per farlo il Ministro ipotizza anche l’avvio di una Banca del Sud sulla quale lo Stato, sempre secondo quanto dichiarato da Giulio Tremonti, dovrebbe investire adottando modalità analoghe usate in altri paesi.

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Casi italiani: Miccichè, Lombardo e l'incredibile commedia del Partito del Sud

pubblicato da Luca Landoni



Ne son passati di anni dalla Prima Repubblica, con tutto il suo contorno di voti di scambio, casse del mezzogiorno e finte carità fatte passare sotto il pomposo nome di questione meridionale. Elargizioni finte, in quanto mai utilizzate per migliorare infrastrutture e condizioni degli abitanti, ma esclusivamente per ingrassare politici locali e appaltatori collusi.

Sentivamo davvero la mancanza di questi sperperi conditi a giochini di potere, e allora è spuntato fuori un semi-oscuro (ma in realtà ben noto) deputato del Pdl ad ovviare a questo bisogno. Si tratta di Gianfranco Miccichè, ex-uomo di punta di Publitalia e poi di Forza Italia, e attualmente sottosegretario di stato con delega al Cipe.

Il nostro Miccichè, in un ben collaudato asse con il turbolento governatore di Sicilia Raffaele Lombardo, sta usando il grimaldello ricattatorio della fondazione di un non meglio identificato Partito del Sud, per bussare a soldi (ma guarda un po’) non tanto per il meridione in generale, ma specificamente per la regione siciliana (qui il post di Marco che riassume le origini della vicenda).

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Milano contro Catania: scoppia la guerra nella maggioranza

pubblicato da Giulio Mattioli


La questione dei milioni della finanziaria che sarebbero stati sottratti alle infrastrutture di Milano per appianare gli enormi debiti di Roma e Catania sta scaldando gli animi nel centrodestra. Se in Lombardia tutti si lamentano, dal Presidente Formigoni al PD, in Sicilia c’è chi non ha gradito il fatto che al coro delle critiche si sia unito anche il sindaco di Milano Letizia Moratti. Il presidente della Regione Sicilia e leader dell’MPA Raffaele Lombardo ha infatti usato domenica parole di fuoco contro l’ex ministro dell’istruzione:

Stia zitta. Si consente di parlare a una signora la cui famiglia, forse utilizzando la Cassa per il Mezzogiorno, comprò una raffineria in Texas per trapiantarla a Siracusa guadagnando miliardi. Quelle somme sono perfino servite a comprare una squadra di calcio, e dopo tutto ciò questa signora si permette di insultare i catanesi

Pesanti ma non del tutto sorprendenti i riferimenti più o meno velati alla SARAS, società degli eredi di Angelo Moratti. Quello che più stupisce è invece la presenza, alla festa del MPA in cui queste invettive sono state lanciate, del ministro leghista Roberto Calderoli, giunto sul posto per cementare l’alleanza del partito di Bossi con il suo “gemello” meridionale.

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Relazione annuale del governatore: Draghi insiste su federalismo fiscale e taglio della spesa pubblica

pubblicato da Luca Landoni

Si è appena conclusa la relazione annuale del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, che ha tracciato un quadro molto concreto e a tratti impietoso dello stato del paese, ma senza mai cadere nella trappola della critica fine a se stessa. Molte le sottolineature negative, ma tutte seguite da proposte per migliorare lo status quo, al punto da poter configurare la relazione stessa come un atto di fiducia nel paese e di speranza nel futuro.

In sintesi i punti toccati sono stati l’eccesso di tassazione (ai livelli più alti dal 97, in particolar modo sulle imprese), la sperequazione delle risorse destinate al Mezzogiorno, il cui controllo deve essere rafforzato ad ogni costo e la flessibilità del lavoro che deve ridistribuirsi sull’intero arco della carriera e non solo nei primi anni di impiego.

Un intero capitolo del discorso è stato dedicato al progetto di federalismo fiscale, in una saldatura ideale con le posizioni del Quirinale. Qui Draghi ha voluto dare un segnale favorevole, pur senza entrare troppo nello specifico, e limitandosi ad enunciare gli aspetti positivi di un riformismo volto a cambiare un sistema sinora considerato intoccabile.

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