Trasparenza e meritocrazia sono fra le parole d’ordine più gridate da Antonio Di Pietro.
Stavolta, però, sono parole lanciate contro l’ex pm. E non da avversari politici, bensì dgli amici di partito: specificatamente da 1200 “autoconvocati” di Bologna giorni fa, sempre più delusi della linea politica dell’Idv e incazzati contro Tonino, accusato apertamente di essere un “padre/padrone”, un mini clone di Berlusconi.
Dopo Bologna, altra iniziativa simile a Matera. Per ultimo l’esplosione delle contestazioni proprio in casa, nella roccaforte molisana, con una vera e propria scissione guidata dall’ex fidatissimo Giuseppe Astore che si porta con sè numerosi amministratori e dirigenti locali.
In altre regioni, specie nella bagarre sulle candidature per le prossime elezioni regionali, crescono mugugni e minacce. E Micromega, come dice anche il post di Luca Landoni, continua il pressing contro Di Pietro: dopo l’inchiesta da orticaria sulla gestione del partito, arrivano le 10 domande scomode per l’ex pm.
Insomma, polemiche, crisi e scissioni mettono sempre più in discussione la “monarchia” di Di Pietro il quale, da ex poliziotto, tenta di arginare la marea montante con l’uso della “carota e del bastone”.
Trasparenza e meritocrazia restano un valore. Ma, anche qui, sempre in casa d’altri.
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C’è del marcio nell’Italia dei Valori? Questo il titolo dell’inchiesta di MicroMega sul cosiddetto “partito dei magistrati”; e visto che le 10 domande vanno di gran moda, è il turno della rivista di Paolo Flores D’Arcais di porle al padre padrone dell’Idv, Antonio Di Pietro. Da notare che MicroMega è da sempre un rivista di riferimento per la sinistra italiana e rientra nel gruppo editoriale Repubblica/Espresso. Non crediamo quindi possa essere tacciata di partigianeria, tanto più che in passato è stata più volte accusata di fiancheggiare il massimalismo dipietrista più che il Pd.
Va anche detto che la componente interna vicina a De Magistris ha un impatto decisamente maggiore rispetto a quella tradizionale, e non possiamo escludere che ciò abbia avuto un peso nelle scelte editoriali. Di Pietro e De Magistris sembrano sempre più due separati in casa, al di là delle rassicurazioni fornite da Tonino, e a sinistra c’è anche chi sogna una bella spallata al capo per rendere l’Idv un partito più malleabile all’interno dello schieramento progressista.
Ciò detto le 10 domande sono state affidate a due persone al di sopra di ogni sospetto, ideologicamente parlando: Salvatore Borsellino (fratello del compianto magistrato) e Andrea Scanzi. Vediamole (dopo il salto).
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1200 militanti e iscritti dell’Italia dei Valori si sono ritrovati a Bologna per testimoniare un malcontento crescente. Rappresentano l’avanguardia di un ormai vasto movimento interno al partito che contesta apertamente la dirigenza e in particolare il leader Antonio Di Pietro
Le motivazioni della protesta sono varie, ma tutte riconducibili alle scelte di gestione del partito da parte di Di Pietro
Incoraggiato dalle recenti inchieste di Micromega, dal libro “Il Tribuno” di Alberico Giostra, dopo il “divorzio” con Vulpio e l’affermazione elettorale di De Magistris e dell’Alfano alle Europee, un vasto malcontento nei confronti della gestione del partito Italia dei Valori sta venendo a galla. La base protesta e chiede di rafforzare gli spazi interni di democrazia e che venga svolta anche a livello locale un’azione politica coerente con i valori fondanti del partito, di democrazia, partecipazione, legalità, merito e trasparenza.
Da più parti si è denunciata una gestione troppo verticistica, familistica ed alle volte poco chiara di un partito che perseguita i meritevoli ed è lassista con le zone grigie.
Tra i promotori della contestazione il responsabile energia e ambiente dell’Idv, Giuseppe Vatinno…
Continua a leggere: C'è una rivolta nell'Italia dei Valori: la fronda chiede più trasparenza
Se c’è un (ex) pm temuto da Antonio Di Pietro, questi è proprio il “suo” Luigi De Magistris.
“Gigetto ‘o flop”, denominato così dai perfidi catanzaresi per molte indagini ballerine, liberatosi della toga, è politicamente cresciuto.
Tonino si era complimentato quando il candidato alle europee De Magistris aveva compiuto l’exploit, battendo proprio il leader fondatore dell’Idv. Ma il rospo gli era rimasto nel gozzo, a Tonino.
Che adesso deve fare i conti con De Magistris, leader in pectore di una corrente (quella movimentista-grillina-micromeghina) che è pronta a dare l’assalto al partito, per prenderne le redini.
Insomma, Di Pietro ha sempre puntato tutto sull’immagine e sul giustizialismo, e adesso rischia di rimanere “fregato” proprio sul suo stesso terreno.
E’ Micromega a lanciare l’offensiva contro Di Pietro, di fatto accusato per aver imbarcato nell’Idv “personaggi discussi, spesso dal passato equivoco, tra cui affaristi e faccendieri che si sono impossessati un po’ ovunque del partito più moralista d’Italia”.
La rivista, come riporta Panorama, fa un lungo elenco di nomi e cognomi e segnala episodi, più o meno noti, da “casellario giudiziario”. Il regista dell’operazione anti dipietrista sarebbe proprio il direttore di Micromega Paolo Flores D’Arcais (ex Lotta Continua e poi trotzkista ed ex promoter di Di Pietro ai tempi di Mani Pulite) impegnato adesso a tirare la volata a De Magistris, considerato giustizialista più giustizialista di Di Pietro e pronto a “ripulire” il partito.
La conta è partita, condita da “carota e bastone”. Ed è già tutto un arrotar di lame. Scissione in vista?
Continua a leggere: Ore 12 - Venti di guerra nell'IDV: De Magistris contro Di Pietro. Scissione?
Della sospensione festiva di Report abbiamo detto settimana scorsa, ma oggi difficilmente ne sentiremo la mancanza visto il piatto incredibilmente ricco che ci si prospetta (ragionando in termini domenicali, chiaramente). Dato che Fabio Fazio prosegue nella sua linea di profilo basso da quando è stato bersagliato dalle polemiche, Che tempo che fa non si occupa minimamente di politica, ma fortunatamente potremo rifarci con altri appuntamenti.
Si comincia con il consueto programma di Lucia Annunziata, In 1/2 h, che per l’occasione presenta due ospiti. Parliamo di Luciano Violante, e Paolo Flores D’Arcais, direttore di Micromega e storico animatore dei girotondi antiberlusconiani di qualche anno fa. Se l’intervista a quest’ultimo appare relativamente prevedibile, sarà invece assai interessante studiare i toni di Violante, da molti considerato il ponte tra Pd e Pdl, al punto da essere l’unico esponente del centro-sinistra invitato alla recente Festa delle Libertà di Milano (noi c’eravamo).
Ma per il botto vero dovremo attendere la tarda serata, quando Marco Travaglio sarà ospite di Enrico Bertolino nell’ambito di Glob, l’osceno del villaggio. Il noto comico di sinistra lo intervisterà sul tema Fatta la legge, trovato l’inganno – recita la saggezza popolare. E’ davvero così? E possiamo stare sicuri che Travaglio non le manderà a dire; per farsene un’idea basti interpretare il comunicato stampa Rai, che recita:
Continua a leggere: La domenica politica: Marco Travaglio a Glob, Violante dalla Annunziata
Sarà paradossale ma è così. Il capitalismo trema sotto i colpi della più grave crisi degli ultimi 30 anni mettendo a nudo il fallimento delle politiche reaganiane e thatcheriane, qui interpretate dal berlusconismo. E che fa la sinistra?
In Italia la sinistra risponde con il suo momento più basso dal dopoguerra ad oggi. Anzi, sbalestrata e sotto assedio, c’è la sua forza più significativa: il Partito democratico.
Non sappiamo, come scrive Flores d’Arcais su Micromega se “Il Pd merita una sconfitta clamorosa …”. Ma non c’è alcun dubbio che sono in tanti, fuori e anche dentro il Piddì, a volere il kappaò di Veltroni e del suo partito.
Antonio Di Pietro e la sinistra radicale, distinti e distanti fra loro, solo apparentemente sono i più solerti e zelanti animatori nel tentativo di destabilizzare la laedership veltroniana che provocò la caduta del governo Prodi. Di Pietro e la sinistra massimalista tentano in ogni modo di assaltare il pachiderma/piddì in difficoltà e dividerne le spoglie.
Però il vero e più pericoloso tarlo corrosivo è dentro lo stesso Pd. In prima fila contro il loro stesso segretario, dichiaratamente e provocatoriamente allo scoperto, sono i cosiddetti prodiani, i più nostalgici della defunta Unione, che il 14 ottobre (a un anno dalle primarie che incoronarono Veltroni) lanceranno la loro corrente Democratici per la democrazia.
Essere recidivi non è sempre un bene. Anzi, spesso è un male. Ricordo ancora con piacere una felice battuta di Mario Giordano: “Se errare è umano e perseverare è diabolico a Famiglia Cristiana servirebbe un esorcista”. Ma più che per il giornale paolino, uno scacciademonio, a dire il vero, sarebbe necessario per il suo direttore, don Antonio Scortino che, dalle colonne di MicroMega, la rivista neo-girotondina di Paolo Flores D’Arcais, torna ad attaccare nuovamente il Governo in veste di profeta. Repubblica, stamani, ne anticipa ampi stralci.
In discussione non c’è la liceità di criticare ma il modo e le argomentazioni utilizzate. Già una volta, dal suo giornale, il direttore di Famiglia Cristiana aveva paventato un possibile ritorno al fascismo. La si bollò – lo fece in primis un autorevole quotidiano come Il Sole 24 Ore – come una facile operazione di marketing per risollevare i bilanci del giornale: la sparo grossa ergo, vendo più copie. E invece dobbiamo ricrederci: don Sciortino è proprio convinto: “Il passo – scrive su MM – dal populismo all’autoritarismo può essere fatalmente breve”.
Oggi, quindi, “come dimostra l’ultima Finanziaria”, l’Italia, sarebbe “governata dal populismo che insegue e accarezza i desideri, tende a semplificare cose complesse, con risposte ai bisogni che saranno necessariamente inefficaci sul medio e lungo periodo”. Domani, potrebbe esserci “un ritorno all’autoritarismo, che disprezza la uguaglianza delle idee, almeno nella loro possibilità di esprimersi”. Insomma, un ritorno al “pensiero unico e forte” che non “ammettere alcun diritto di replica”.
Direbbe Lucarelli: “Paura, eh???”
Continua a leggere: Don Scortino insiste: "Autoritarismo in vista"
Antonio Di Pietro, Furio Colombo, Sabina Guzzanti, Pancho Pardi, Ascanio Celestini, Beppe Grillo (solo in video). Il gran giorno è arrivato, e dopo settimane di fervidi preparativi finalmente un manipolo di eroi resistenti al fascismo strisciante del governo si riunisce in piazza Navona per celebrare congiuntamente l’opposizione a tutti i provvedimenti annunciati da Benito Berlusconi.
L’iniziativa promossa dal partigiano Paolo (Flores d’Arcais) a nome della rivista super-radicalchic (anche come copie vendute) MicrOmega ha purtroppo visto più defezioni che adesioni, col venire meno del padre dei girotondi Nanni Moretti, di gran parte del Pd (compreso il pavido Parisi) e persino del neo-boss di Rifondazione Nichi Vendola, tuttavia il parterre dei presenti vanta nomi di spicco come Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Fabio Mussi, Claudio Fava e Rita Borsellino.
La manifestazione, che sarà seguita da un nostro inviato e che potrete comunque anche seguire in diretta qui (dopo il salto), vedrà nell’ordine gli interventi della Borsellino, del direttore di MicrOmega e di Furio Colombo, seguiti da quelli “satirici” della Guzzanti e di Ascanio Celestini. Infine avremo il clou, rappresentato dal tanto atteso collegamento video di Beppe Grillo.