La ‘ndrangheta domina in Lombardia e fa affari anche con la movida notturna milanese. Quand’è che tutti accetteranno l’idea che da molto tempo le ‘ndrine riciclano danaro al Nord? Bisogna darsi una svegliata. ‘Ndrin ‘ndrin!!!
Le cosche calabresi erano così a loro agio all’ombra della Madonnina che si riunivano persino in pieno giorno e in grandi ospedali pubblici. Dove sono finiti i covi notturni, segreti e romantici di una volta? Ni-guarda che luna…Ni-guarda che mare…
Al Consiglio regionale lombardo suona l’inno di Mameli e i leghisti escono a prendere cappuccino e cornetto. Poverini, cosa devono sopportare. Ah, destino cinico e bar
Questo 150ennale è funestato da mille polemiche. Intanto si riapre, violento, il dibattito sul nucleare. Ma quando ne usciremo? La scoria siamo noi

Repubblica non perde occasione per spiegare ai milanesi perché Letizia Moratti, sindaco di Milano, non si meriti il secondo mandato. Nei giorni scorsi il quotidiano di Ezio Mauro ha fatto un punto sulle consulenze d’oro della donna, pari a 50 milioni di euro in 5 anni, e spiegato perché Atm, l’Azienda dei trasporti milanesi, sia costata di più da quando Letizia Moratti è arrivata a Palazzo Marino. Qui e qui gli approfondimenti.
Dopo aver fatto le pulci ai conti dell’amministrazione Moratti il quotidiano ha iniziato ad occuparsi della campagna elettorale dell’esponente politico. Secondo Repubblica il dossier preparato per la visita di Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, al museo del Novecento di Milano contiene informazioni false.
Il fascicolo contraddice quanto dichiarato dalla stessa Moratti nel 2009, anno in cui il sindaco sosteneva di aver piantato 128mila alberi. Secondo il dossier la giunta, dall’inizio del suo mandato, avrebbe consegnato a Milano solo la metà delle piante di cui scriveva nel 2009. La crescita del verde a Milano è inversamente al tempo che passa.
Repubblica non si è ancora occupata dell’Expo. Dell’esposizione non si sta occupando nemmeno Letizia Moratti. Gli imprenditori lombardi non hanno ancora ricevuto i fondi per potenziare le infrastrutture pensate per agevolare gli spostamenti attorno a Milano e al grande bluff del 2015.

Delle spese di Letizia Moratti (Pdl), sindaco di Milano, ci siamo già occupati qui. L’attuale sindaco, e già in corsa per riconfermarsi tale, in meno di cinque anni ha speso 50 milioni di euro per delle consulenze esterne. Di questi investimenti ne hanno giovato alcuni dipendenti del Comune che lavorano per Milano anche come privati.
Letizia Moratti non ha speso, male, i soldi pubblici solo a Palazzo Marino, sede del Comune. Secondo Repubblica il sindaco non sarebbe riuscita a contenere i costi dell’Atm, l’Azienda trasporti milanesi.
In tre anni, da quando è stato nominato il nuovo presidente Elio Catania, Atm è costata un milione di euro in più ai milanesi. Questi soldi sarebbero stati necessari per pagare la nuova squadra di dirigenti. Nel 2007 i dirigenti di fascia alta erano 26. Oggi sono 40.
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Letizia Moratti è il sindaco di Milano dal 2006. In questi cinque anni spesso ha chiesto aiuto a dei consulenti per amministrare bene la propria città. Secondo Repubblica queste richieste sarebbero costate a Milano 50 milioni di euro. Più di 10 milioni ogni anno. Quasi 28 mila euro ogni giorno.
L’elenco di queste consulenze fa parte di un documento lungo 195 pagine, tante ne sono servite per spiegare i 2773 incarichi che sono stati affidati da Milano ai consulenti esterni. Il Comune per questo tipo di mansioni non si è rivolto ai 170 dirigenti e 160mila dipendenti che già lavorano nella pubblica amministrazione della città. Ogni otto cittadini c’è una persona che lavora per il comune di Milano.
Paolo Glisenti, primo amministratore delegato di Expo 2015, è il consulente più pagato dalla giunta Moratti. In meno di tre anni di lavoro ha incassato quasi 1 milione di euro. Più di 900 euro ogni giorno.
Secondo Repubblica l’assessorato più costoso sarebbe quello al Verde e al decoro di Maurizio Cadeo. Con lui hanno lavorato Gianluca Comazzi, Garante per gli animali, e Fabio Massimo Saldini, architetto di fiducia di Paolo Berlusconi. Saldini dopo aver ottenuto cinque incarichi, costati a Milano 379mila euro, è diventato il delegato di Roberto Formigoni per la moda e il design.
Matteo Salvini è un ex parlamentare, attuale parlamentare europeo, consigliere comunale e possibile vicesindaco di Milano in quota Lega Nord, tra i nomi più quotati del Carroccio lombardo e nazionale. Difficile che vi sia sfuggito, essendo una presenza fissa sui media nazionali e locali.
Il merito è il più delle volte delle sue dichiarazioni provocatorie su, ad esempio, carrozze della metropolitana per soli milanesi, la sparizione del suo account da Facebook (che valse un’interrogazione parlamentare) e i cori contro i napoletani.
La notizia di oggi è che Palazzo Marino ha pubblicato i dati sulle presenze alle votazioni in aula dal 2006, e Salvini risulta recordman negativo, con solo un quarto di presenze. L’interessato, mostrando grande sicurezza di sè, non si è affatto tirato indietro dal commentare, ma anzi ha rivendicato con orgoglio la sua condotta.

Il razzismo non ha colore politico. Chi lo pensa non seguito con attenzione i ragionamenti dei partiti che per molto tempo hanno contestato la discriminazione della Lega Nord. A Milano il Pd, quando c’è, assomiglia nelle intenzioni alla coalizione di Umberto Bossi.
Roberto Caputo, vicecapogruppo del Pd in Provincia di Milano, si è opposto alla candidatura di Abdel Hamid Shaari. Il presidente dell’istituto culturale islamico del capoluogo lombardo vorrebbe diventare il nuovo sindaco di Milano.
Il primo candidato sindaco musulmano italiano ha già precisato che la sua lista sarà laica. Nel programma infatti non ha previsto la costruzione di una moschea nella città che ospiterà nel 2015 l’Expo.
Continua a leggere: Elezioni comunali di Milano: il razzismo della Lega Nord ispira il Pd
Minzolini a Mentana: “Io non sono fazioso, sono un giornalista scomodo”. In effetti ha ragione: il Cav aveva provato a sedercisi sopra materialmente, ma la schiena del “direttorissimo” risultava troppo ossuta e spigolosa. Minz…cul…pop
Anche il dg Rai Mauro Masi è in vena di dichiarazioni a effetto: “Minzolini? Un innovatore”. Poi sulla Dandini: “Ero perplesso in merito al suo programma, ma mi ha convinto dicendomi che lo farà un po’ diverso”. Sì, pare infatti che Dario Vergassola indosserà quest’anno parrucca bionda e tette finte. Non tutti i Masi vengono per nuocere
Il leghista Davide Boni dice pressappoco così: “Bossi candidato a sindaco di Milano? E’ come Ibrahimovic che arriva al Milan: deve essere protagonista in campo e la Moratti-Borriello non può che farsi da parte”. Certo che se Bossi amministrasse Milano come Ibra ha giocato al Barcellona, sarebbe quasi una disgrazia. C’è poco da stare…Allegri
Proposta choc di quel ragazzaccio che risponde al nome di Matteo Renzi: “Rottamiamo l’intera nomenclatura del Pd. E senza incentivi”. Insomma, il sindaco di Firenze vuole mandare allo sfasciacarrozze i Bersani, i D’Alema, i Fassino e i Veltroni. In pratica, tutte le vecchie ammiraglie. Veltroni in realtà aveva pensato bene di rottamarsi da solo in Africa, ma persino laggiù hanno fiutato la fregatura e ce lo hanno rispedito indietro. Volkswalter
A pochi giorni dalla sentenza del Tribunale di Milano, secondo il quale anche i lavori più artistici del writer Bros sono davanti alla legge semplici e più volgari atti di vandalismo, il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha firmato un’ordinanza che prevede la pulizia delle pareti esterne della Galleria dell’Accademia, del museo degli Uffizi e del Corridoio Vasariano.
Secondo quanto stabilito dall’esponente politico del Partito Democratico la Soprintendenza avrà a propria disposizione dieci giorni per ripulire i muri. Se entro questo arco di tempo non si attiverà sarà lo stesso Comune ad organizzarsi per attuare l’ordinanza decisa da Matteo Renzi.
“Il nostro - ha dichiarato il Sindaco di Firenze - non vuole essere un intervento polemico nei confronti della Soprintendenza, ma è un richiamo al governo centrale. Loro incassano i soldi degli ingressi dei musei e quindi si devono far carico anche della conservazione e del decoro dei palazzi. Spetta al Ministero per i Beni e le Attività culturali pulire i muri dalle scritte”.
Continua a leggere: Firenze. Dopo la sentenza su Bros, Matteo Renzi in prima linea contro i writers
L’intervista che Roberto Saviano ha rilasciato a Vanity Fair ha generato, fin da ieri, una serie di polemiche tanto che la Lega Nord, responsabile secondo lo scrittore della crescita della ‘ndrangheta nell’hinterland milanese, ha già fatto sapere di non condividere quanto scritto dal settimanale di Condé Nast.
Roberto Saviano, che ne dica Roberto Castelli (ex Ministro della Giustizia oggi impiegato alle Infrastrutture), ha ragione. Per capirlo è sufficiente soffermarsi sulle notizie delle ultime settimane.
In meno di sette giorni Gad Lerner, sul proprio blog (sul quale aveva anticipato il maxi arresto che a Milano avrebbe consegnato alla giustizia più di 300 malavitosi), ha spiegato per ben due volte perché la Lega Nord è responsabile della crescita della ‘ndrangheta al Nord che come spiegato su 02blog.it rischia di inficiare la realizzazione, già pericolante, di Expo 2015.
Continua a leggere: Vanity Fair. Perché Roberto Saviano ha ragione quando accusa la Lega Nord?

A pochi giorni dalla pubblicazione delle notizia riguardante l’aumento della disoccupazione giovanile per colpa delle crisi in corso don Luigi Verzè, di cui ci siamo occupati la scorsa settimana, ha proposto a Barbara Berlusconi un posto come docente per la facoltà di Economia che il sacerdote intende aprire all’Università del San Raffaele.
La diretta interessata, nata nel 1984, prima di declinare l’invito dell’esponente ecclesiastico ha precisato che non intende formarsi professionalmente nelle aziende del padre dove si sentirebbe privilegiata.
Contraria alla proposta fatta da don Luigi Verzè alla primogenita di Veronica Lario si è detta Roberta De Monticelli (docente del corso Filosofia della Persona all’università San Raffaele) che attraverso Repubblica ha dichiarato:
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