Il Cav non sfrutta in prima persona la festa scudetto del Milan per farsi campagna elettorale. Ma manda il fido Lassini in mezzo ai giocatori trionfanti, che così gli assicurano l’elezione in consiglio comunale. Pom-Pato
In molti si chiedono: il premier avrà smesso ora di fare bunga bunga? O si cautela semplicemente organizzando serate più intime e discrete? Psicologicamente, è uno che teme di essere abbandonato per sempre dalle giovani pulzelle…un anziano romanticone. Passerotta, non andare viaaa…
Però qui il sentimentale Baglioni c’entra poco. Oggi il caimano va in udienza e forse utilizzerà uno dei suoi processi per l’ennesimo show para-elettorale. Mills giorni di te e di meee…
La nuova direzione generale Rai apre al dialogo con Santoro e mette i bastoni tra le ruote a Sgarbi. Il centrodestra inizia ad agitarsi e il Cav si insospettisce. Scusi Lei, mi ama o nooo…

Emilio Fede non sopporta Saviano. Andrea Scanzi ha scritto un resonconto dell’intervento di Emilio al tg4 di qualche giorno fa (le frasi tra parentesi sono di Scanzi):
[…] ha scritto dei libri contro la camorra ma lo ha fatto anche tanta altra gente (tu no di sicuro) senza fare clamore senza firsulpripagne (traduco sbobinando le crasi: senza finire sulle prime pagine) senza raccogliere firme senza rompere ehhh volevo dire scusate (volevi dire “rompere”, tranquillo) senza ehhmmehhh disturbare la riflessione della gente (che è già troppo intenta a dormire) […]
Inutile ricordare l’importanza che le opere di Saviano hanno avuto nella creazione di una coscienza collettiva antimafia. Infatti, Fede ieri sera ha giustamente ricordato Joe Marrazzo, grande giornalista e autore di indimenticati reportage sulla criminalità organizzata, ma non ha considerato ( di proposito?) che la forza di Saviano sta nella enorme diffusione che hanno avuto le sue opere presso il pubblico italiano. Altrimenti, dopo una breve ed effimera notorietà con “Gomorra”, lo scrittore sarebbe stato ucciso.
Altro elemento da considerare: il pubblico italiano legge davvero poco. Si informa, principalmente, attraverso la tv. Cioè, sostanzialmente, Rai e Mediaset. Cioè “assoluzione” di Mills, complotto ai danni di B., giudici comunisti contro dell’Utri e Cuffaro, eccetera eccetera. Anche da questo si capisce perchè Gomorra sia stato tanto importante, per darci una svegliata.

In Rai, al momento, qualcosa non gira. Al di là delle polemiche scoppiate attorno ad Augusto Minzolini contro il quale oggi, giovedì 6 maggio, si terrà l’ennesimo sit-in di protesta per il servizio realizzato sul caso Mills nelle ultime settimane sono arrivati agli onori della cronaca altri due casi.
Il primo riguarda Simona Ventura. L’intervista fatta per la propria web tv ad Aldo Busi, epurato dalla televisione pubblica, avrebbe complicato i rapporti tra l’azienda e la mattatrice dell’isola dei famosi che si dedicherà ad un progetto spagnolo in attesa di riavere dai vertici la fiducia di cui ha sempre goduto.
Fatta eccezione per il volto di RaiDue i veri casini in Rai li stanno avendo chi si occupa d’informazione. A Corradino Mineo, direttore di RaiNews24, sarebbe stata cancellata la rassegna stampa che tutti i giorni conduceva in simultanea per RaiTre e il canale di cui è responsabile.
Continua a leggere: Rai: Michele Santoro come Simona Ventura. Rai per una Notte diventa una web tv

Con 169 voti favorevoli, 26 contrari e 3 astenuti il “legittimo impedimento” è diventato legge ieri grazie al Senato. Il provvedimento che consentirà al presidente del Consiglio e ai Ministri di sottrarsi alle convocazioni in sede giudiziaria è stato approvato dopo la richiesta dell’ennesimo voto di fiducia (il 31esimo) chiesto dall’amministrazione di Silvio Berlusconi.
Vero e proprio uomo dei record il leader del Popolo delle Libertà è riuscito, in questo mandato, a chiedere più voti di fiducia di quanti ne avesse già chiesti in passato. Nel secondo Governo, durato 3 anni e dieci mesi, Silvio Berlusconi riuscì ad avvallersi di ben 29.
La fiducia che veniva chiesta ogni 90 giorni (circa) oggi viene pretesa ogni 21 malgrado la maggioranza, forte e solida, su cui può contare il Presidente del Consiglio che, fanno già sapere dalla Procura di Milano, non potrà sottrarsi ai processi aperti nei suoi confronti.
Continua a leggere: Il legittimo impedimento visto da destra e da sinistra
Se Silvio Berlusconi ha preso la scarlattina per la “fifa” dopo il tira e molla sulle minacciate dimissioni del ministro Tremonti, non si può escludere (facendo le corna) che il Cav., vista l’aria che tira, possa beccarsi anche l’influenza “suina”.
I nodi, si sa, prima o poi vengono al pettine. La “soluzione” della cabina di regia ci sta come i cavoli a merenda e rinvia solamente lo scontro con il super ministro dell’economia.
Sul piatto non c’è il destino dell’economia italiana, cui i “duellanti” del Pdl e soci sono poco o niente interessati, bensì il futuro del Cav. (vuole fortissimamente vuole il Quirinale), e quello di Tremonti, Fini, Bossi e compagnia cantante. Quindi non di un piatto di lenticchie si tratta.
Per adesso si gioca ai fianchi, si fa pretattica, si stimola l’avversario per capire come risponde. Insomma, si parla a nuora perché suocera intenda, si gioca di fino (si fa per dire). Ma dopo tanto tuonare, la pioggia arriva e dopo l’afa pure la grandine, con palle di cannone al seguito.
Più o meno il replay del 2004. Gli attori sono gli stessi, il canovaccio si svolge nel medesimo modo e può finire come allora finì: con il ko del Cavaliere.
L’altro nodo, un vero e proprio cappio, è la giustizia che getta la sua ombra (rossa) minacciosa sul premier. Peggio del 1994. “Lui” lo sa, entra telefonicamente a gamba tesa a Ballarò, parla in terza persona “dell’anomalia italiana che non è Berlusconi, ma le toghe rosse”.
Come scrive Antonio Polito sul Riformista sulla vicenda Mills: “Logica vorrebbe che, condannato il corrotto, si condanni anche il corruttore”.
I tempi stringono e non tutte le ciambelle riescono col buco. Anche a Berlusconi.
Se Cicciobello Rutelli va via, il Pd rischia di perdere anche la Binetti! La base è inconsolabile. Pare che D’Alema sia stato visto tentare il suicidio gettandosi dall’albero maestro del suo Ikarus II. Vela di tristezza
E intanto il Superpremier aspetta la sentenza facendo finta di niente. In uno stato quasi pirandelliano di tensione e di sospensione. Uno, nessuno, centoMills
Prosegue la sit-com di Rai Tre ‘Lost in WC’, che narra indirettamente delle dissolutezze del capo del governo e che tanto ha fatto infuriare il centrodestra. I tentativi di far chiudere i battenti alla Dandini, però, al momento non danno frutti. Sforzo (di)vano
Tremonti è un toro scatenato contro le banche. Si lamenta che non hanno preso i suoi bond (carissimi) e le accusa di preparare un’altra crisi con l’eccessivo ricorso alla leva finanziaria. Per il ministro della crescita sottozero è sempre il solito ritornello. E lui non ha nemmeno spiccate doti canore. Anna Ocse
Ce la farà il Superpremier ad arrivare a fine legislatura? Oppure cadrà prima? Tra scandali privati e sentenze attese, nei prossimi mesi le pressioni su di lui saranno fortissime. La sua scorza, però, è molto dura, lo sappiamo. Lui si sente il migliore e si sente in grado di riuscirci. Uno su Mills ce la fa
Santoro che sbraita, la Gabanelli messa alle corde, persino l’innocuo Vergassola (l’unico in tv più basso del premier) che rischiava di finire oscurato. Ma che stagione inizia per la tv italiana? Annonero
Nel centrodestra la lotta più feroce si sta scatenando per il Veneto. La Lega non molla, vuole la poltrona di governatore e manda in crisi i colonnelli del Pdl che ormai è un partito in rianimazione. Coma-Tosi
Il paniere Istat e quello di Luisa Todini. L’imprenditrice a Ballarò: “Chi ha conservato lo stipendio, con la crisi ha visto calare il costo della vita. Tutto è meno caro, anche i grandi stilisti hanno ridotto i prezzi“. Non c’è che dire, una vera paladina dei poveri. Falce e Gabbana
Anche se lo scontro tra le parti è permanente, ogni tanto il Parlamento trova un barlume di spirito costruttivo per approvare all’unanimità leggi importanti e condivise, leggi di civiltà. E’ il caso recente delle cure palliative, che sicuramente arrecheranno sollievo persino al Partito democratico. Stadio Walterminale
In seno all’area culturale cui fa riferimento il Pdl, c’è l’ascesa di un gruppo, di una lobby che ha visto aumentare la propria influenza sulle scelte del partito in modo esponenziale. Si tratta di Comunione e liberazione: loro hanno trionfato e hanno messo in un angolo i liberali e i laici della prima Forza Italia. Adesso l’obiettivo principe è quello di blandire, di non scontentare la Chiesa e le sue gerarchie. Vecchia storia… Il Lupi perde il pelo, ma…
Come al solito, mezzo Paese sta con il superpremier. E mezzo Paese le sta tentando tutte per farlo dimettere. Chi vincerà? Riusciranno a disarcionarlo? Non Cav un ragno dal buco
Certo, è snervante l’attesa della sentenza della Consulta sul Lodo Alfano. Il capo del governo forse non ci dorme la notte. CamoMills

A chi cura questo appuntamento settimanale di Polisblog con i media stranieri, credetemi, piacerebbe da morire riuscire a scrivere anche di qualcos’altro. Non che non succeda mai: a volte ci riusciamo. Altre, però, si è costretti ad arrendersi all’evidenza: il soggetto che di gran lunga più rappresenta il nostro paese sulle pagine dei giornali esteri è lo stesso il cui nome ogni giorno ci ossessiona su quelle delle testate italiane: Silvio Berlusconi.
Ciò è ancora più vero in una settimana come quella appena passata, in cui si sono sommati gli echi della pubblicazione delle motivazioni della condanna di David Mills e gli ultimi strascichi della vicenda di Noemi Letizia e del divorzio da Veronica Lario. Sulla prima questione si è esercitato in una prova di sottile ironia l’ Irish Times, scrivendo:
“Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi si trova questa settimana in una posizione familiare, anche se scomoda. Per l’ennesima volta nella sua quindicennale carriera politica, infatti, il primo ministro deve affrontare serie accuse di corruzione”
Continua a leggere: Rassegna della stampa estera: c'erano Berlusconi, Mills e Noemi..

Nel popolo della libertà, cioè quelli che votano Pdl, cresce il disagio nel prendere atto di un Silvio Berlusconi ringhiante, che perde le staffe, quasi con la bava alla bocca.
I guai del Premier si rincorrono e l’affaire Mills brucia e manda fumo asfissiante in ogni angolo.
Al di là dei sondaggi rosei, nel Pdl serpeggia e cresce , specie al Nord, un malessere mai visto.
E’ convinzione diffusa che, come scrive oggi Giancarlo Lehner su Libero: “ se Berlusconi decidesse di appendere gli scarpini al chiodo, il partito dopo un’ora finirebbe come l’Uomo Qualunque”.
Cioè, per gli smemorati, come neve squagliata sotto il sole di luglio. Perché?
Prosegue Lehner: “Poi ovunque vennero nuovi dirigenti, i quali essendo nominati, ritennero a loro volta di poter nominare, decidendo da soli tutto”.
Da lì il distacco crescente dalla realtà e dalla gente (si parla del Nord), la lenta ma costante discesa elettorale, il balzo in avanti della Lega di Bossi.
“Il guaio – scrive ancora Libero – non è tanto Berlusconi lontano dal Po, quanto alcuni nominati, i quali hanno statuito solennemente di tenersi lontani dall’odore di umanità, rimanendo ben chiusi dentro le stanze dei bottoni e dei bottoncini locali. Spezzato il rapporto diretto con la base, nel Nord ogni luogo di incontro-confronto del Pdl rischia o è già degradato a club privè, dove sono ammessi solo i membri del clan. Puoi essere uno dei fondatori di FI, ma se non appartieni alla consorteria, sei fuori”.
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