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Tutti gli articoli con tag ministro gelmini

La Gelmini avverte: se non passa la riforma niente più concorsi universitari

pubblicato da Alessandro

Protesta universit� 

Se non verrà approvata la riforma universitaria, saranno bloccati tutti i concorsi. Suona come una minaccia quella della Gelmini: “Il fondo per assumere 1.500 professori l’anno tra il 2011 e il 2013 sarebbe inutilizzabile - avverte il Ministro - pur a fronte di un massiccio esodo di docenti già in larga parte avvenuto nel 2009-2010. La legge del 2005 ha abrogato le vecchie regole concorsuali ma non ne sono mai stati varati i decreti attuativi. Quindi al momento non si possono bandire concorsi né da associato né da ordinario, mancando una normativa in materia”.

Aggiunge poi che “le norme sui concorsi da ricercatore, riviste con la legge 1/2009 scadono il 31 dicembre 2010. Dall’1 gennaio quindi, se non passa il ddl, non si potranno bandire posti da ricercatore”. E riguardo agli scatti stipendiali avverte: “Il ddl prevede un fondo premiale per il 2011-2013 che serve a reintegrare su base meritocratica parte degli scatti di stipendio: senza il ddl queste risorse non potranno essere utilizzate per lo scopo previsto”.

Tradotto: se la protesta impedisce di fatto l’approvazione della riforma ci disinteressiamo definitivamente dell’università (pubblica). Non approviamo i decreti attuativi della legge del 2005 sui concorsi per professori e non proroghiamo i termini di efficacia delle norme sui concorsi per ricercatore. Inoltre, blocchiamo anche gli scatti stipendiali.

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La riforma della Gelmini, mazzata "epocale" per la scuola

pubblicato da il passator cortese

Continuiamo nella nostra autocritica: non è vero che questo Governo non fa niente. Magari! Questo Governo, pezzo per pezzo, “smonta” l’Italia.

La riforma della scuola approvata dal Cdm, definita dal ministro Gelmini “epocale”, non è un salto all’indietro: è un salto nel nulla. Famiglie, insegnanti e studenti sono nel caos. Persino il Consiglio di Stato ha espresso valutazioni negative.

Di epocale ci sono i tagli voluti da Tremonti, cui tutto l’esecutivo si è piegato. La riforma non è altro che una serie di misure dettate da necessità di cassa, per contenere la spesa pubblica.

Il Governo e la maggioranza hanno fatto tutto da soli, privando il Parlamento e il Paese di un confronto doveroso e approfondito.

La scuola della Gelmini avrà meno ore da dedicare agli studenti, meno materie e meno insegnanti, con una mazzata “epocale” ai precari. La scuola targata Gelmini più che volano di crescita per il Paese diventa lo “specchio” di una nazione alla deriva, fanalino di coda dell’Europa che marcia con un altro passo.

Riforma Gelmini università: le ragioni dei contrari

pubblicato da Giulio Mattioli


Le proposte di riforma dell’Università italiana presentate dal governo stanno suscitando – così come a suo tempo quelle per le scuole elementari e superiori – vibranti proteste da parte di molte delle associazioni sindacali coinvolte. Vediamone il dettaglio.

Secondo le RdB-CUB Universita’, ad esempio, il disegno di legge del Ministro Gelmini e’ da bocciare per vari motivi: più in generale, esso viene considerato come “una riforma autoritaria che accelera l’aziendalizzazione dell’Universita’, scaricando i costi su lavoratori, precari e studenti, violando apertamente gli articoli 3 e 33 della Costituzione”.

Un primo punto di contrasto sono i nuovi organi istituzionali rappresentativi. In particolare si denuncia l’eccessivo accentramento di poteri di “governance” nei nuovi Consigli di Amministrazione, che subordinerebbero il Senato Accademico e, al di là dei richiami retorici ad una gestione più efficiente, rischiano secondo i critici di trasformarsi in un consesso in cui “entrano su chiamata diretta i privati e i politici trombati del territorio”.

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Brunetta: "Gli studenti dell'Onda sono guerriglieri e li tratteremo come tali"

pubblicato da Luca Landoni

Le reazioni agli ultimi disordini creati dai ragazzi dell’Onda non si sono fatte attendere, e al termine della conferenza stampa congiunta con il Ministro Gelmini, Renato Brunetta ha sparato a zero. Lo spunto è stata una domanda sugli eventi di ieri davanti alla Sapienza di Roma.

«Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l’Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L’Onda non l’ho vista nelle recenti elezioni degli studenti - ha concluso Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri»

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Effetto Riforma Gelmini: in Lombardia aumentano le iscrizioni alle scuole private

pubblicato da Giulio Mattioli

I contrari alla riforma della scuola sostenuta dal governo Berlusconi IV hanno spesso fatto dell’appello a “salvare la scuola pubblica” il centro delle loro rivendicazioni. D’altra parte, sia il ministro Gelmini che la plenipotenziaria PDL per la scuola Valentina Aprea hanno spesso fatto riferimento al sistema scolastico lombardo come modello virtuoso, da esportare nel resto d’Italia.

E’ interessante in questo senso scoprire che, come riporta l’edizione milanese de “La Repubblica”, nel capoluogo della regione governata da Roberto Formigoni si sta verificando una consistente migrazione di iscritti dagli istituti pubblici a quelli privati.

Alle elementari le richieste per gli istituti non statali crescono del 15 per cento, alle medie del 10. Le iscrizioni per il prossimo anno sono ancora aperte, ma la tendenza è chiara: oltre 8mila studenti a settembre passeranno alle paritarie.

La ragione di tutto ciò? Prevalentemente la preoccupazione per l’istituzione del maestro unico e la soppressione del tempo pieno. Vediamo i dettagli.

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giorgio Napolitano: pro università. Voto + 9. Da Perugia Il capo dello Stato striglia il Governo e dice “Basta ai tagli indiscriminati su atenei e università”. Ma la Gelmini tira diritto: “Nostro dovere eliminare gli sprechi e le gestioni inefficienti”. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Partito democratico: divisione continua. Voto – 9. Il Pd del neo segretario Dario Franceschini non si smentisce e si divide ancora sul testamento biologico. La senatrice Dorina Bianchi non firma l’emendamento della Finocchiaro e Francesco Rutelli si smarca. Bacchetta nuova , vecchia musica.

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