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Tutti gli articoli con tag ministro sacconi

Sacconi, il Welfare e il mercato del lavoro duale: quando si fa piovere sempre sul bagnato

pubblicato da Giulio Mattioli


A fine giugno, ho commentato i nuovi provvedimenti anti-crisi annunciati dal ministro Sacconi in un post intitolato “Welfare: nuovi aiuti ai cassaintegrati, piove sempre sul bagnato“. Spiace constatare che i mesi passano, la crisi avanza, provvedimenti sempre nuovi si succedono, ma la musica non cambia: più tutele per quelli che sono già meglio tutelati, e gli altri si possono anche arrangiare.

Leggo infatti sul Corriere della Sera che

Sacconi sta pensando a un incentivo per le agenzie del lavoro che trovino una nuova occupazione a queste persone (i cassintegrati, ndr), se necessario previa formazione. Ovviamente dovrebbe trattarsi di un lavoro stabile, dicono al ministero. (..) Se l’agenzia ricevesse mille euro per ogni lavoratore ricollocato, con 200 milioni di euro si potrebbe trovare una soluzione per 200 mila cassintegrati

Questi nuovi provvedimenti ci forniscono l’occasione per illustrare nel concreto un concetto fondamentale per capire la situazione italiana, ovvero quello di mercato del lavoro duale: da una parte segmenti di forza lavoro ben tutelati, dall’altro i precari. Confrontiamo nel dettaglio le prospettive di questi “mondi a parte”, dopo il salto.

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Età pensionabile: i conti dell'INPS sono davvero a posto?

pubblicato da Giulio Mattioli


L’altroieri, quando Mario Draghi ha sostenuto la necessità di un innalzamento dell’età pensionabile, la reazione del Ministro Sacconi e dell’INPS è stata di immediato rifiuto: “Il sistema tiene e i conti sono a posto” è stata la difesa ufficiale.

Hanno ragione? In parte. Dal punto di vista strettamente finanziario infatti, l’INPS gode certamente di una salute soddisfacente, come fanno rimarcare giustamente i suoi dirigenti. Ma il punto non è questo, purtroppo.

Il problema è infatti che questo equilibrio dei conti viene garantito con uno stratagemma che può essere semplificato così: si prendono soldi dai giovani precari (i quali, quando sarà il loro turno, incasserano pensioni ben misere) e con questi si finanziano le pensioni degli anziani di oggi. Vediamo come, dopo il salto.

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Giovani: la leggenda dei "bamboccioni", un'ingiusta fissazione italiana?

pubblicato da Giulio Mattioli


Non molto tempo fa ho sostenuto su queste pagine che in Italia i giovani, che soffrono di una regolazione del mercato del lavoro e del welfare per loro discriminante, vengono sistematicamente incolpati delle pene che li affliggono (disoccupazione, ritardo dell’uscita da casa, ecc.), secondo un classico processo di stigmatizzazione delle vittime.

Manco a farlo apposta, ecco che compare sul Corriere della Sera un articolo che - involontariamente - dimostra in pieno questa tesi. Si tratta di un pezzo di ieri sulla cosiddetta “generazione boomerang“, ovvero quei giovani che, dopo un periodo fuori casa, tornano ad abitare presso l’abitazione dei genitori.

La fonte originaria è l’indagine di un istituto di ricerca britannico, i cui dati sono stati commentati in un articolo dal Daily Telegraph, al quale la giornalista del Corriere fa a sua volta riferimento con un link. Ed è proprio il confronto diretto tra i due articoli a mettere in evidenza come dalle nostre parti la figura del giovane sia circondata da pesanti ed ingiuste stereotipizzazioni negative.

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Der Spiegel: si rischia una generazione di disoccupati. E in Italia chi ci pensa?

pubblicato da Giulio Mattioli


Leggere i media stranieri è interessante non solo quando si occupano direttamente del nostro paese (per quello c’è la nostra rubrica rassegna stampa estera), ma anche quando affrontano temi che vengono in un modo o nell’altro sottovalutati da dalle nostre parti.

Ad esempio l’edizione internazionale del tedesco Der Spiegel si è recentemente occupata con intelligenza di un tema stranamente (e colpevolmente) ignorato nel Bel Paese: quello della disoccupazione giovanile, che rischia di avere drammatiche conseguenze sulla cosiddetta “generazione Y” (quella nata tra il ‘79 e l’89).

I decisori politici sono preoccupati che una prolungata disoccupazione colpisca la capacità di un’intera generazione di essere competitiva sul posto di lavoro. Quando l’economia finalmente si riprenderà, molti degli under 25 saranno diventati over 25, e concorrenti più giovani saranno alle loro calcagna nella competizione per occupazioni da ingresso nel mercato del lavoro.

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