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Tutti gli articoli con tag monnezza

Monnezza a Napoli, cala ma ... cresce

pubblicato da il passator cortese

Sembra una farsa in cerca d’autore, questa infinita storia della monnezza napoletana. Dal premier (sempre lo stesso), al governatore della Regione (il nuovo e quello precedente), al sindaco (vecchio e nuovo pari sono), tutti più o meno hanno promesso di risolvere il nodo dei nodi, ma la realtà è sempre la stessa. E fa schifo.

Ora si dice che a Napoli cala la giacenza di rifiuti anche se l’ immondizia in strada forma vere e proprie montagne.

L’Asia, l’azienda della raccolta in città, parla di oltre 2 mila tonnellate non raccolte contro le 2.400 dei giorni scorsi. Meglio di niente. Ma sembra davvero come raccogliere l’acqua di mare con un cucchiaio. Nonostante il lavoro straordinario di 24 ore al giorno su tre turni, del personale Asia, sono molti i compattatori carichi che non riescono a scaricare l’immondizia rendendo impossibile nuovi giri di raccolta.

Non bastasse, proseguono i roghi dolosi appiccati ai cumuli ammassati nei cassonetti e sui marciapiedi. Possibile che non se ne viene a capo? Sì, possibile.

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Emergenza rifiuti: oggi scadono i 5 giorni di De Magistris

pubblicato da Luca Landoni


Il neosindaco di Napoli Luigi De Magistris aveva annunciato che avrebbe risolto l’emergenza della monnezza napoletana in cinque giorni. O almeno che avrebbe avviato il processo di smaltimento, se proprio non vogliamo credere al miracolo.

Ebbene, il periodo scade oggi, quinto giorno, e non è che si sia visto granché. Ecco come si giustifica l’esponente Idv:

“La soluzione era stata trovata grazie ad un accordo fra Prefettura, Regione, Provincia e Comune. Avrebbe consentito di liberare Napoli dai rifiuti in 5 giorni, prevedendo anche la realizzazione di un sito di trasferenza nella stessa città. Questa soluzione purtroppo sta naufragando e non per responsabilità del Comune di Napoli. L’accordo c’era. Poi nessuno può mettere in preventivo che arrivino atti illegittimi da parte delle istituzioni”

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Paese coperto dalla neve e dalla malapolitica. Italia da rottamare?

pubblicato da Massimo Falcioni

Ricapitoliamo. L’Italia pare (è) un battello (fallato) alla deriva. Un po’ bordello, un po’ casa di riposo, un po’ non si sa più cosa.

Il premier parla ancora solo della nuova compravendita di parlamentari; ministri come la rossa Brambilla sono sotto l’occhio della Corte dei conti e come il nero La Russa sbraitano in tv rivendicando “orgoglioso” il proprio passato (di bastonatore?); gran capi del Pdl come Verdini, boss di banche e appalti, indagato per il post G8 e terremoto; dopo la guerriglia romana, Manganelli, capo della polizia accusa: “Italia, paese instabile, polizia supplente”.

Per amor di patria non ricordiamo le vergogne della monnezza campana e della ricostruzione delle zone terremotate.

La ciliegina sulla torta è arrivata, come previsto, dalla prevista nevicata delle ultime ore: mezza Italia paralizzata, più per mancanza di direzione e insipienza che per altro.

Il governo non c’è. Ma soprattutto non c’è il governo della realtà, della situazione: basta un “niente” per mandare in tilt il Paese. Anche i mitici sindaci, capaci, attenti, pronti, sono un ricordo.

Firenze “chiusa” per neve, mai successo. E il sindaco Renzi, invece che fare il sindaco, pensa ad Arcore, alla grande politica, a rottamare i big del Pd. L’Italia è un paese da rottamare?

Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Pier Ferdinando Casini: pro studenti. Voto 8+ Il leader Udc “bolla” il premier: “Non è vero che gli studenti che protestano pacificamente sono delinquenti come qualcuno li vuole liquidare. Ddl salto nel buio”. Già.

Silvio Berlusconi: ecoballe. Voto 4-. Le regioni fanno dietrofront: dietro la tragedia della monnezza campana ci sono i grandi interessi sporchi di mezza Italia. Belpaese, pattumiera tossica delle “ecomafie”?

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Rifiuti e Campania: un problema irrisolvibile parte prima. La raccolta differenziata

pubblicato da Luca Landoni


Vediamo di fare il punto sulla perenne emergenza rifiuti in Campania, la questione intorno alla quale al momento si sta muovendo l’intera situazione politica italiana. Anche la querelle Carfagna-Mussolini-Bocchino e la definizione ministeriale di “guerra tra bande” riferita alle correnti Pdl in regione nascono da qui.

La storia. La regione, così come il comune di Napoli, è stata governata a lungo dal centrosinistra, che di trovare una soluzione se n’è infischiato. Da poco è arrivato al potere il centrodestra ma di miglioramenti per ora neanche l’ombra. Perché? Perché è una questione impopolare. La cittadinanza non vuole sentirne parlare e al voto punirebbe chiunque cercasse di risolvere il problema, inoltre intorno all’emergenza girano un sacco di soldi che fanno gola a tanti. Dunque risolverla non conviene ai comitati d’affari che girano intorno a tutti gli schieramenti.

E pensare che la soluzione ci sarebbe, ma forse è troppo semplice per essere messa in pratica. Bisogna realizzare almeno tre termovalorizzatori, tenendone fuori le mafie di ogni genere (quindi non soltanto la solita camorra) e realizzare la raccolta differenziata. Il primo progetto giace fermo sul problema dell’affidamento (regione o province? e in tutti e due i casi chi si fida?) per non parlare del secondo aspetto. Sulla raccolta differenziata stendiamo un pietoso velo.

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Emergenza rifiuti. Cosa sta succedendo a Napoli?

pubblicato da Giovanni Molaschi


Napoli è una città importante per tradurre l’attività del Governo. Nel capoluogo campano è arrivato il ministro degli Interni Maroni per festeggiare la cattura di Antonio Iovine. L’arresto del boss ha di fatto spento le polemiche che in questi giorni ci sono state su quanto detto da Roberto Saviano a Roberto Maroni durante la seconda puntata di Vieni via con me.

Napoli, però, non è solo la città sulla quale il varesino esponente politico sta costruendo il proprio, innegabile, prestigio. Napoli è anche il simbolo della peggiore Italia paralitica che pur di non risolvere i problemi si crea delle nuove emergenze, Bertolaso permettendo.

Mentre Roberto Maroni festeggia Paolo Giacomelli, assessore all’Igiene urbano di Napoli, si dispera. Domani, venerdì 19 novembre, è infatti l’ultimo giorno concesso al capoluogo campano per smaltire i propri rifiuti nelle vicine province. Secondo le recenti stime Napoli si deve sbarazzare ancora di 2600 tonnellate di monnezza. Poco, probabilmente, potrà fare il decreto che lo stesso Maroni ha approvato per risolvere l’emergenza campana.

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Ore 12 - Con la logica del "ghe pensi mi" non si esce dalla ... monnezza

pubblicato da Massimo Falcioni

altroIl “miracolo” della monnezza napoletana di Silvio Berlusconi tramutatosi dopo due anni in “inferno” mette in luce il pieno fallimento della politica fatta di improvvisazioni, incompetenze e di propaganda populista.

Di fronte alla guerriglia di questi ultimi giorni e ai possibili prossimi rischi di caos, il buon senso dovrebbe portare il Governo a cambiare linea. Ma è così?

Non pare proprio. Anzi, al Cdm di oggi il premier sembra deciso a usare le maniere forti, convinto che la situazione sia strumentalizzata dai soliti quattro gatti “agitatori” professionali isolati dalla popolazione, pacifica e consenziente.

Così si entra in un vicolo cieco. La protesta esasperata è l’iceberg di una profonda e vasta insoddisfazione delle popolazioni dei comuni vesuviani, deluse per le promesse mai mantenute. Là c’è l’aria irrespirabile, c’è un ambiente deteriorato, c’è un degrado vergognoso che rende la vita quasi impossibile, con rischi di malattie anche gravi.

In quei territori ci sono da sempre discariche senza la bonifica dei siti, con l’impianto di Terzigno mai messo in sicurezza. In un casino del genere, in una zona che fa parte del parco del Vesuvio, il Governo non ha saputo far altro che imporre una seconda discarica a Terzigno, nella cava Vitiello, invaso mai messo in sicurezza.

Che devono fare i cittadini le cui proteste sono sempre state inascoltate perché disturbavano il “ghe pensi mi”, dispensatore di miracoli? Il Governo ha risposto stracciando l’accordo con i comuni campani del 2008 sulle “compensazioni ambientali” e oggi risponde con l’uso della forza.

Chi riprende il bandolo della matassa? Stop alla guerriglia. Ma il Governo cambi linea.

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Emergenza rifiuti in Campania, lettera dei lavoratori dei consorzi di bacino alla Camorra: "Salvateci!"

pubblicato da Bruno Marino


Proprio così. La stupefacente notizia ci arriva attraverso ecoblog. Cos’è successo? I lavoratori dei consorzi di bacino della Campania hanno scritto una lettera ai boss.

“Noi lavoratori dei consorzi l’abbiamo scoperto attraverso la stampa. L’ha detto Saviano quindi per forza deve essere vero. Tutte quelle storie riportate dalla stampa nazionale dei boss e dei politici che decidono le assunzioni e la carriera nelle ditte della monnezza, i titoli dei giornali che in realtà sono un messaggio per gli affiliati che pilotano gli argomenti da trattate, che usano le pagine come cassa di risonanza.
Cari camorristi ci rivolgiamo a voi. Che seppur indirettamente, stiamo lavorando per voi, è un fatto assodato.”

Rivolgersi alla Camorra può sembrare una provocazione. O è semplicemente la constatazione dell’assenza totale dello Stato? In fondo, i lavoratori si stanno semplicemente rivolgendo all’organizzazione che controlla maggiormente il territorio, quella più affidabile e presente. E in effetti, leggendo la risposta dell’assessore all’Ambiente e ai rifiuti della provincia di Napoli, Giuseppe Caliendo, qualche dubbio c’è:

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Rifiuti in Campania, lettera dei lavoratori dei consorzi di bacino alla Camorra: "salvateci".

pubblicato da Bruno Marino


Proprio così. La notizia ci arriva attraverso ecoblog. Cos’è successo? I lavoratori dei consorzi di bacino della Campania hanno scritto una lettera ai boss.

“Noi lavoratori dei consorzi l’abbiamo scoperto attraverso la stampa. L’ha detto Saviano quindi per forza deve essere vero. Tutte quelle storie riportate dalla stampa nazionale dei boss e dei politici che decidono le assunzioni e la carriera nelle ditte della monnezza, i titoli dei giornali che in realtà sono un messaggio per gli affiliati che pilotano gli argomenti da trattate, che usano le pagine come cassa di risonanza.
Cari camorristi ci rivolgiamo a voi. Che seppur indirettamente, stiamo lavorando per voi, è un fatto assodato.”

Rivolgersi alla Camorra può sembrare una provocazione. O è semplicemente la constatazione dell’assenza totale dello Stato? In fondo, i lavoratori si stanno semplicemente rivolgendo all’organizzazione che controlla maggiormente il territorio, quella più affidabile e presente. E in effetti, leggendo la risposta dell’assessore all’Ambiente e ai rifiuti della provincia di Napoli, Giuseppe Caliendo, qualche dubbio c’è:

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Roberto Formigoni: promesse da politico. Voto – 8. Resistono i 49 operai della Innse in smobilitazione davanti ai carabinieri con scudi e manganelli. Il presidente della Regione Lombardia aveva assicurato: “niente blitz ad agosto”. Appunto.

Antonio Bassolino: monnezza e acqua. Voto – 9. Prima invasi dalla monnezza, adesso senza acqua. A Giugliano, nel napoletano, 3 mila abitanti a secco e 40 mila ricevono acqua solo per due ore al giorno. Mancano le pompe. E politici capaci e onesti.

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