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Tutti gli articoli con tag moratti

Ore 12 - Ballottaggi, Pdl e maggioranza in tilt. Resa dei conti?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroTira più forte di due settimane fa un vento “tagliagambe” contro Berlusconi e la sua maggioranza di governo.

Se ai ballottaggi il centro-destra perde Milano e Trieste, passano al centro-sinistra tutte le città capoluogo delle regioni da Roma in su e tutte le grandi città sopra il Po. Di fatto, le urne espugnano la “padania” di Umberto Bossi e colpiscono il cuore del berlusconismo.

Verrebbe ammainata la bandiera del “Carroccio” e la rivolta dei leghisti contro il Pdl prenderebbe il posto della attuale insoddisfazione.

Come più volte ripetuto, il referendum voluto da Berlusconi sarà un boomerang contro se stesso e la maggioranza di centro-destra. Per resistere a tutti i costi, il premier scaricherà le colpe della debacle elettorale sui candidati, a cominciare dalla Moratti. E già si appella addirittura a Zapatero, lo sconfitto delle amministrative spagnole, per dire che non lascerà Palazzo Chigi. Il premier spagnolo si era però ben guardato di impostare il voto come ha fatto invece il “ghe pensi mi”.

Se sconfitta sarà, niente sarà più come prima per il Cavaliere e i suoi alleati. Nelle ultime settimane la maggioranza di governo è stata solo una inetta ammucchiata incerottata tenuta in piedi da minacce, mance e compravendite.

Da martedì prossimo Berlusconi e il governo saranno ancor più delegittimati. Nel Pdl molti “topi” sono indaffarati, pronti a lasciare la nave. Nella Lega si teme di rimanere intrappolati sotto le macerie di Berlusconi. Sarà resa dei conti?

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Ore 12 - Ballottaggi: Terzo Polo, "indispensabili" o "inutili"?

pubblicato da Massimo Falcioni

altroAlla prima tornata di queste amministrative ha vinto l’opposizione a Berlusconi. Sarà così anche ai ballottaggi, in primis a Milano?

In queste ore di caccia all’ultimo voto, si sfoglia la margherita del Terzo Polo, ufficialmente “non schierato”, cioè, come nel capoluogo lombardo, nessun appoggio né a Pisapia, né alla Moratti. Scelta “saggia” o antico vizio di tenere il “piede in due scarpe” per saltare alla fine sul carro del vincitore e accaparrarsi comunque le poltrone?

Bruno Tabacci cerca di fare chiarezza: “In queste amministrative il Terzo Polo ha rotto con la destra. Lo strappo c’è stato, indietro non si torna”. Sarà così?

Fini è in un vicolo cieco: se continua ad allontanarsi dalla sponda “destra”, non gli rimane che un pugno di foglie secche. Pure l’elettorato di Casini (Udc) è moderato, piazzato nel centro-destra, come tutto il gruppo dirigente, bramoso di potere. L’Api di Rutelli, poi, una pattuglia di ex Pd e Ulivisti delusi, nonché drappelli dell’ex Margherita, è alla ricerca della “terra di mezzo”.

Su tutto, al di là delle ottimistiche dichiarazioni ufficiali, pesa il risultato del primo turno, non certo esaltante (con l’eccezione di Napoli), anzi, molto preoccupante per tenere in piedi un partito capace di fare saltare il bipolarismo Made in Italy.

La politica dei due forni non è questa del Terzo Polo, perché Craxi, uno che la praticava ovunque, diceva “prima”, dopo avere trattato con tutti, con chi si alleava il Psi.

Oggi, di certo, il Terzo Polo non ha un elettorato “definito” anche perché Fini, Casini, Rutelli si sono mossi sempre con troppe lentezze, troppe incertezze, poche chiarezze, sia sull’identità e sul progetto politico che sulle alleanze. La scelta di non dare indicazioni di voto è quindi dettata solo dal timore di nuove divisioni e fratture, esiziali per un movimento tutt’altro che formato e stabilizzato.

Ecco perché si è scelto di non scegliere. Il rischio è che, dal prossimo lunedì, il Terzo Polo trovi poi tutte le porte chiuse. Invece di diventare indispensabili, Casini, Fini, Rutelli, diventerebbero “inutili”.

Ballottaggi, arieccolo! La Russa, "indiavolato", si scaglia contro giornalista Rai

pubblicato da Massimo Falcioni

Come già altre volte, Ignazio La Russa prima s’avventa sul giornalista non … “ammaestrato”, poi, passati i bollenti spiriti, chiede scusa. Tale e quale il Premier.

Stavolta il bisticcio è avvenuto al termine della Festa della Polizia di Milano, nello stesso Teatro Dal Verme in cui La Russa, mesi fa … pestò addirittura i piedi all’inviato di Annozero Corrado Formigli.

Il ministro della Difesa, messo alle strette della giornalista della Rai Elisabetta Santon sulle elezioni a Milano, l’ha “aggredita”: “Mi pare che più che una giornalista le sia una partigiana di Pisapia”.

Poi La Russa, a margine della festa della polizia, ha aggiunto: “Lei per chi ha votato? Per chi hai votato, per chi hai votato?”, ha ripeto, spiritato, il ministro. “Ha paura del ballottaggio?”. “Noi no”.

Prima di andarsene dalla festa della polizia, La Russa si è scusato con la giornalista salutandola con due baci. Appunto, siamo alle scuse ipocrite di chi prima ti sputa in faccia e poi pretende che tu creda alle sue scuse, pensando di prenderti per i fondelli. Un’offesa doppia, con la seconda più grave della prima. E’ il metodo che ha fatto scuola nella seconda Repubblica.

Evidentemente la febbre della paura sale: la possibilità di perdere Milano toglie l’ultimo briciolo di lucidità. Rumors del Pdl parlano di Ignazio La Russa … assessore a Milano. Sarebbe la carta vincente contro Pisapia, pro Moratti. Dicono.

Ballottaggi, il premier non fa comizi e prepara sermoni per la tv. Parte la "macchina del fango"

pubblicato da il passator cortese

La controffensiva per “salvare” Milano è partita. Silvio Berlusconi non salirà su nessun palco per comizi ma si nasconderà dietro le tv, con un pienone di sermoni stantii e riciclati.

Una controffensiva “classica”, nella migliore tradizione dei momenti difficili: cioè mettere in campo la “macchina del fango” contro Pisapia e chi lo sostiene.

Il primo schizzo, dopo il “matto” dato gentilmente dall’incendiario Bossi al candidato del centrosinistra, viene con la “moltiplicazione” delle moschee … “promesse” da Pisapia, agitate per rinfocolare i fantasmi dell’immigrazione.

Soprattutto si stravolge il programma di Pisapia, sbandierato come il libretto rosso maoista, per terrorizzare i milanesi sulle “guardie rosse” della nuova “rivoluzione culturale” meneghina.

Su tutto e tutti emerge un dato centrale: in mancanza di un rendiconto sul governo locale di centrodestra e di una proposta politica, Berlusconi e Bossi (e la Moratti) sparano balle aggrappandosi al vuoto assoluto.

Emerge anche l’incapacità e la mancanza di onestà intellettuale del premier di guardare in faccia la realtà, di non riconoscere la scoppola ricevuta con le preferenze dimezzate e la debacle del Pdl e della maggioranza. Di leader così non ce n’è (più) bisogno. Avanti il prossimo.

Ore 12 - Ballottaggi, il Pdl (disperato) prende la rincorsa verso il ... "baratro".

pubblicato da Massimo Falcioni

altroC’è gran confusione nel Pdl alla disperata ricerca di un recupero di consensi per non perdere Milano al ballottaggio, le cui conseguenze potrebbero essere disastrose per lo stesso Berlusconi e il suo governo.

L’analisi sulla sconfitta del primo turno pare tutta incentrata sugli errori della “comunicazione” della Moratti e del Premier stesso. Anche fuori dal Pdl, fino a Bossi, l’accusa riguarda i “toni” usati in campagna elettorale, troppo duri e troppo lontani dai problemi del territorio. Se questa è l’analisi, la sconfitta del ballottaggio è già scritta.

Non sono sempre stati quei “toni” duri e quella “comunicazione” d’assalto ad avere prodotto consenso e portato voti per anni? La domanda è un’altra: perché oggi quello “stile” aggressivo, tutto berlusconiano, non paga più? Evidentemente non è (solo) una questione di apparenza e di linguaggio, ma di sostanza politica.

Il voto è stato un voto politico, soprattutto la bocciatura di Berlusconi e del suo governo, i cui fallimenti sono sempre più evidenti e costano sempre più agli italiani. Alle tante e troppe promesse del “Ghe pensi mi” non sono seguiti i fatti. E la gente, delusa e sfiduciata, ha voluto dare un forte segnale di dissenso. Qui sta la frustata a Berlusconi, con le preferenze dimezzate.

A questo punto, i margini sono risicatissimi. Se Berlusconi perde davvero Milano, il centrodestra entra in un imbuto senza uscita e la maggioranza salta. Tutto qui.

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Berlusconi "spara" ad alzo zero e "buca" il video. E la par condicio?

pubblicato da Massimo Falcioni

A una settimana dal voto delle amministrative dalla valenza politica, Silvio Berlusconi ha innestato la “quarta”. E chi si aspetta ulteriori spinte, con la “quinta” e la “sesta” marcia, non rimarrà deluso, perché nelle prossime ore il Premier proseguirà nella sua campagna elettorale ad alzo zero.

Berlusconi, legittimamente, fa la sua campagna elettorale da capolista alle elezioni comunali di Milano e come sostenitore del sindaco Moratti. Quello che non puo’ essere consentito e’ che i telegiornali, nel darne notizia, violino palesemente i criteri della par condicio, penalizzando fortemente sia gli altri candidati a sindaco sia le altre liste che non ospitano come capolista il premier.

“A cominciare da Manfredi Palmeri e Giuliano Pisapia – rileva il capogruppo Udc in Vigilanza Rai Roberto Rao - nessuno puo’ sperare in un riequilibrio della situazione a proprio favore, ma l’Agcom non puo’ permettere una disparita’ di trattamento cosi’ evidente, come prescrivono i regolamenti emanati dalla stessa Autorita’ e dalla commissione di Vigilanza Rai per le reti private e per quelle pubbliche”.

Serve a qualcosa fissare regole rigide come quelle della par condicio, se poi viene consentito di violarle al candidato “number one” d’Italia, quello che per primo dovrebbe sottostarvi?

Il Cavaliere, come sempre, fa e disfa come gli pare e piace, a proprio uso e consumo.

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Le pagelle del mercoledì

pubblicato da Massimo Falcioni

Tremonti&Berlusconi: spiffero. Voto 6-. Nel Decreto sviluppo c’è il credito di imposta per le imprese che assumeranno lavoratori al Sud e c’è la rinegoziazione dei mutui per famiglie in crisi. Poco? Meglio prendere che lasciare.

Moratti&Formigoni: folata. Voto 5-. I milanesi chiedono i danni (6000 euro?!) per smog al sindaco e al governatore. E’ la class action, bellezza! Pisapia ci crede. Poco? Meglio di niente. Dall’aria pulita all’aria nuova?

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Le pagelle del martedì

pubblicato da Massimo Falcioni

Giuliano Pisapia: lanciato. Voto 7+. Il candidato sindaco del centrosinistra a Milano: “La Moratti è in caduta libera e Berlusconi cerca la rissa, vuole trasformare il voto nel solito referendum su di lui”. Cav, “capolista” taroccato. Bel colpo: con una fava due piccioni.

Alessandra Mussolini: capottata Voto 5- . Le critiche mosse al presidente del Consiglio dall’ex Bond girl Caterina Murino: “Berlusconi è un imbarazzante zimbello nel mondo” mandano su tutte le furie la nipote del “Duce”: “Boicottate i suoi film”. Starace dixit.

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"I clandestini delinquono". Moratti spara, la sinistra insorge

pubblicato da Luca Landoni


Grande clamore ha sollevato una dichiarazione resa ieri in conferenza stampa dal sindaco di Milano Letizia Moratti (qui ne parliamo su 02blog). Si tratta di una vecchia polemica, ma molto significativa per capire quanto le posizioni di destra e sinistra siano tuttora inconciliabili su problemi come delinquenza e immigrazione.

La Moratti di fatto ha scoperto l’acqua calda, affermando che i clandestini se non hanno un lavoro di norma delinquono. Un dato che potrebbe persino apparire scontato ai più, dato che se non hanno mezzi di sussistenza in qualche modo dovranno pure arrangiarsi. Quindi o vivono alle spalle di qualcuno che li aiuta o si danno all’accattonaggio (pur esso un reato) o commettono reati più gravi.

Tanto è bastato tuttavia per provocare l’insorgenza delle anime belle, con il consueto campionario di buonismo, del tipo: “anche gli italiani delinquono, è razzismo” ecc. ecc. Ma alla realtà bisogna guardare in faccia. È ovvio che anche gli italiani commettono reati, e nessuno ce l’ha con i clandestini in quanto tali, ma se non si creano le condizioni perché possano rimanere in Italia onestamente non possono che accrescere il tasso di delinquenza del nostro paese.

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Divieti: zero alcol per i neopatentati e per i minori di 16 anni. Ovvero: la tolleranza zero all'italiana, parte seconda

pubblicato da Giulio Mattioli


Nei mesi scorsi si è parlato più volte di un abbassamento delle soglie d’alcol per chi guida, giungendo perfino a suggerire una “soglia zero”. Di questi giorni la notizia che parte di quel disegno sembra destinato a realizzarsi: le nuove norme sulla sicurezza stradale approvate dalla commissione trasporti della Camera prevedono infatti un limite di 0,0 g./l. per i neopatentati.

Dell’insensatezza di questo inasprimento della legge parlammo qualche tempo fa, in occasione della notizia (apparentemente) contraddittoria di una riduzione dei fondi per l’acquisto degli etilometri. Partiamo dalla riflessione fatta allora, per arricchirla con nuovi elementi:

Lo schema d’azione è semplice: esiste una legge del tutto sensata, che viene sistematicamente trasgredita sul territorio per mancanza di controlli. A chi governa costerebbe tanto, in termini di risorse e di sforzo organizzativo, cercare di farla rispettare davvero. I ritorni in termini di consenso ed immagine, poi, sarebbero assolutamente incerti.

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