
Per capire quanto il presente sia brutto per il Partito Democratico è sufficiente sapere che anche un certo tipo di giornalisti, rappresentati da Barbara Palombelli, sta cominciando a chiedersi se il giorno dopo le elezioni di marzo sarà anche l’ultimo del Pd.
Se anche la stampa, mi si passi il termine, sinistroide non prova a sopperire le falle di Pierlugi Bersani e compagni allora siamo veramente alla fine. Il solo antiberlusconismo, per quanto consigliabile, non può essere l’unico medicinale da prendere.
Se ne sono resi conto pure gli esponenti dell’Italia dei Valori che per una volta provano a dimostrare di non essere solo il partito all’opposizione. Per eccellenza. Per farlo ha deciso di non sostenere la candidatura, del Pd, di Vincenzo De Luca.

L’emergenza rifiuti registrata, e probabilmente, risolta in Campania è stata solo la prima. Pochi mesi dopo, malgrado il silenzio stampa, una analoga è comparsa anche a Palermo. È notizia di queste ore quella di Taranto.
Il progressivo aumento di questi accadimenti deve far riflettere. Non solo perché sono dei problemi da risolvere. I rifiuti ci ricordano che è dovere di un Governo non solo eliminare le emergenze. Per poter evolvere un Paese ha bisogno anche di un progetto per prevenire tali circostanze.
Di Taranto, intanto, non si parla. Malgrado la proposta avanzata dai stessi cittadini alle stesse istituzioni. Un gruppo di disoccupati si è infatti reso disponibile per pulire la città. Per loro potrebbe essere un’opportunità di lavoro. Una vera. Non come quella palliativa proposta da Giovanni Minoli per la Sicilia.

Coloro (i pochi) che avevano sempre messo in guardia dalle numerose normative di regolarizzazione delle badanti scuoteranno il capo, certo non felicissimi di aver avuto ragione. Il Sole 24 Ore ha infatti diffuso i dati sulla sanatoria basandosi sulle cifre ottenute dal Viminale, e purtroppo i numeri confermano tutti i sospetti della vigilia.
A parte il totale delle domande, che già di per sè è abnorme, quel che risulta ancor più allarmante è la distribuzione territoriale delle stesse. Napoli addirittura vanta l’11,8% del totale nazionale, battendo nettamente gli altri grandi centri, mentre Caserta si piazza incredibilmente al quarto posto, seguita da vicino da altri centri del sud come Bari, Salerno, Reggio Calabria, Ragusa, Cosenza e Messina.
Ciò che lascia stupefatti è la composizione demografica di questi centri, che fa sì che a Napoli, per esempio, dopo la sanatoria si abbia una badante ogni 33 anziani, contro i 60 di Milano. Inutile sottolineare quanto queste percentuali salgano ulteriormente negli altri casi, Caserta in testa.

Questa sera Annozero si occuperà ampiamente di Napoli e della Campania, prendendo spunto dai recenti fatti giudiziari che hanno coinvolto l’ex-candidato Pdl alla poltrona della regione Nicola Cosentino, e più in generale dalla drammatica situazione in cui versano le forze di polizia nella zona.
L’inchiesta di Corrado Formigli, Luca Bertazzoni e Eva Giovannini, comincia dalla pubblicazione del famoso video napoletano che ha sollevato molti interrogativi sulla fiducia che i cittadini nutrono nei confronti delle istituzioni, alle quali viene affidata la loro sicurezza. Dal reportage emergono carenze e problemi delle forze di polizia, aggravati dai tagli che la crisi impone alle politiche sociali. A Napoli e’ più forte la protesta dei poliziotti non solo per le condizioni economiche della categoria, ma anche per la impossibilità di poter operare al meglio delle loro capacità professionali. E a Napoli esplode la vicenda del Sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino: il Gip ha chiesto alla Camera l’autorizzazione all’arresto dopo le accuse dei pentiti a Cosentino di essere “a disposizione dei clan dei casalesi”.
La puntata si intitolerà Fai la cosa giusta e avrà come ospiti il leader dell’Italia dei Valori Antonio di Pietro, il vicepresidente della Commissione Antimafia Fabio Granata del Pdl, il direttore di Libero Maurizio Belpietro e il giudice Piercamillo Davigo.
Lo spazio di PolisBlog sarà come sempre a disposizione per seguire e commentare insieme la serata.
Appuntamento su Raidue alle ore 21,05.
Continua a leggere: Napoli e l'inchiesta su Cosentino nell'arena di Annozero, questa sera su Rai2

La Procura ha diffuso questo video di un’esecuzione camorristica nel Rione Sanità a Napoli. La speranza è di riuscire a individuare il killer. Il commento è di Roberto Saviano.
Terrificante la tecnica dell’omicidio (se ne sono occupati anche i colleghi di crimeblog) con il killer che adocchia la vittima, entra senza problemi nel negozio. Esce alle sue spalle, spara e se ne va tranquillamente. Tutt’intorno la gente reagisce allontanandosi, ma senza scomporsi più di tanto.
Il video, che è stato pubblicato da tutte le testate, è consigliato solo a un pubblico adulto. Da ascoltare attentamente le parole di Saviano, che descrive in modo impietoso la situazione sociale del Rione Sanità e sottolinea lo sforzo della Procura di rompere il muro di omertà intorno alla camorra.
Qui sopra solo uno screenshot, il video è dopo il salto.
Continua a leggere: Video-esecuzione della camorra. Commento di Roberto Saviano

Una settimana fa eravamo alla Festa della Libertà di Milano (qui la prima, la seconda e la terza parte del reportage di V.) e ignari delle battutacce del premier su Michelle Obama, abbiamo deciso di occuparci di cose serie, chiedendo ai militanti di indicarci i principali impegni che, a loro avviso, il governo Berlusconi ha realizzato.
Ne è uscita fuori una lista interessante, che abbiamo sottoposto ai lettori di polisblog attraverso un sondaggio che è restato aperto per una settimana. I risultati che abbiamo ottenuto sono molto strani: da una parte infatti, non potrebbero essere più diversi. Sotto altri aspetti, invece, si rivelano assolutamente identici.
La maggioranza assoluta delle risposte infatti va all’opzione “non so”: presumibilmente un modo per molti lettori per contestare l’assunto alla base del nostro sondaggio, ovvero che il governo abbia rispettato qualche impegno significativo per il paese.

Non arrivano buone notizie per i profeti del Partito del Sud. Il sottosegretario ai rifiuti Guido Bertolaso ha annunciato che richiederà al ministro dell’interno Roberto Maroni lo scioglimento di 11 Comuni campani, tutti gravemente inadempienti nella raccolta e nella gestione dei rifiuti.
E così Castel Volturno, San Marcellino, Aversa, Trentola Ducenta, Maddaloni, Casal di Principe e Casaluce in provincia di Caserta, Giugliano, Afragola, Qualiano e Nola in provincia di Napoli, se la proposta di Bertolaso verrà accolta, vedranno certificata l’incapacità dei propri amministratori attraverso lo scioglimenti del Consiglio comunale la nomina di un commissario.
La scelta di Bertolaso non trova d’accordo l’assessore all’ambiente di Aversa, uno dei Comuni nel centro del mirino: secondo lui il problema è che “Ad oggi non esistono nella Regione Campania impianti dove è possibile conferire la frazione di umido, per cui la differenziata attuata non può raggiungere le percentuali prescritte per legge”.
Insomma la colpa sarebbe della Regione, si potrebbe sempre sciogliere il Consiglio regionale. Non sarebbe davvero un’idea malvagia…
Il lezzo della monnezza napoletana e campana ha oltrepassato per anni i confini nazionali.
I nodi che asfissiano quei territori sono anche complessi ma spesso fanno gridare alla “vergogna!” e allo “scandalo!” per come sono affrontati dai partiti e dalle istituzioni. Si dice sempre: “Sono questioni che non si risolvono in un giorno”. Giusto.
Ma sono troppi anni che comune di Napoli e regione Campania promettono il miracolo che però non avviene. I fatti dimostrano che a sfascio si aggiunge sfascio.
Sono i partiti e i rispettivi ras e cacicchi che depredano il territorio e le sue risorse ingrassando le clientele in un circuito perverso dove a farla da padrona è la malavita organizzata.
Qui, più che a riciclare i rifiuti, pensano a riciclare i politici che hanno perso la faccia, ma che non vogliono perdere la poltrona. Prolificano i “portatori” di tessere e di voti che gridano strumentalmente, come altrove, “O Sud o morte!”: sono intoccabili perché tengono in vita correnti e rivoli indispensabili per il potere: ecco perché nessun partito e nessun leader nazionale muove un dito per fermarli.
D’altra parte, dal centro alla periferia, si moltiplicano catene di comando e cordate di iscritti fondate sul fidelismo (e non solo ..) e finalizzate alla distribuzione del potere e del sottopotere. Inefficienza, populismo, autoritarismo si saldano. Muoiono la politica, la partecipazione, la democrazia.
Continua a leggere: Ore 12 - Rinnovamento della politica: i tromboni trombati
La lettera della first lady Veronica Lario ha alzato il sipario sulla serata del premier Silvio Berlusconi, sollevando una ridda di interrogativi su chi fosse la fantomatica diciottenne da lei citata in contrapposizione ai suoi figli. La risposta è ormai sui principali quotidiani online.
Si tratta di Noemi Letizia, figlia (pare) di un dipendente comunale e proprietario di una profumeria, che avrebbe conosciuto Berlusconi anni addietro quando frequentava i socialisti. Il Cavaliere avrebbe preso in simpatia la bambina considerandola una sorta di figlioccia, e regalandole negli anni gli impagabilicd di Mariano Apicella, nonché sue autobiografie autografate e altri ammennicoli.
Nulla in confronto al collier che ha recato in dono in occasione della festa per il diciottesimo di Noemi, tuttavia; festa svoltasi in un locale di Casoria, in provincia di Napoli. Immaginatevi lo stupore degli invitati all’arrivo di Berlusconi, che pare sia avvenuto a sorpresa.
Avrete notato anche voi i primi passaggi dello spot governativo sulla risoluzione dell’emergenza rifiuti a Napoli. Qualche polemica aveva provocato l’assegnazione del ruolo di protagonista proprio a quella Elena Russo il cui nome era stato fatto nelle intercettazioni Berlusconi-Saccà. In ogni caso ve lo riproponiamo in versione integrale.
Qui invece come rispose il presidente di Pubblicità Progresso, sostenendo che la Russo sia stato un ripiego seguito al rifiuto di Luisa Ranieri.
Continua a leggere: Lo spot del governo su Napoli arriva in tv. Ve lo riproponiamo