Un altro scandalo para-sessuale, più grave dei precedenti, seppellirà il Cav e il suo governo? Ruby maior, minor cessat
Una volta si chiamavano Cdr, ora si definiscono Stir. Ma la piaga dei rifiuti in Campania non si sana. E adesso parte l’ennesima operazione di lifting superficiale, in attesa della prossima rivolta. Una sistemata e via. Stir e ammir
Il premier tifoso non è contento di Allegri. Il suo Milan brasileiro avrebbe bisogno di un allenatore altrettanto brasileiro che dia alla squadra quella gioia di giocare e di vivere che si respira di solito ad Arcore. Carlos Bunga
Ora si scatenerà di nuovo l’Avvenire contro i costumi birichini del Cav? E assisteremo, per reazione, a un nuovo caso Boffo? Epurazioni in vista? Editto Bunga-ro
Fazio e Saviano sul piede di guerra, la Carrà addirittura cancellata e i conti della Rai che sprofondano sempre di più. Ventimila leghe sotto i Masi
Sono in voga gli attovagliamenti più o meno ‘carbonari’ tra parlamentari del Pdl per discutere, mediare, decidere sulla sorte del partitone malato. I ristoranti della Capitale pullulano come non mai. Ma servirà a qualcosa? La cena dei Ghedini
Scene surreali e grottesche in Campania: Napoli torna sommersa dai rifiuti e il governo pensa di risolvere la situazione con nuove discariche. Atteggiamento lunare. Walking on the moon-nezza
Intanto il Cav appare infelice, depresso, angustiato. A dargli gioia e serenità solo la sua vita di nonno. Tre metri sopra il cialis
Ama le barzellette sconce Silvio Berlusconi, ma sarebbe meglio per lui (e per tutti) che conoscesse gli antichi adagi popolari come quello che recita: “Scherza coi fanti ma lascia stare i santi”.
Soprattutto non si deve scherzare con i miracoli. Già, ma il “Ghe pensi mi” si identifica con il Cavaliere che “scende in campo” per fare “miracoli”.
E adesso che la mondezza napoletana torna fuori come per … miracolo accendendo la fine del mondo a Terzigno e dintorni, con vetrine distrutte, cariche della polizia, feriti e fermati, con il sindaco di Napoli Iervolino che lancia l’allarme di “gravi rischi sanitari”?
“Li’ sta succedendo l’ira di Dio, invece di cercare i capri espiatori, Palazzo Chigi e la Regione trovino una chiave per alleggerire la tensione e non ci si racconti piu’ che si fanno i miracoli: i miracoli buttiamoli in discarica”.
Pierluigi Bersani commenta l’ultima notte e queste ore di tensione a Terzigno e critica i meccanismi di informazione, che ora sono piuttosto passivi: “li’ sta succedendo l’ira di Dio”.
Come non concordare con il leader del Pd, almeno per una volta?

Proprio così. La stupefacente notizia ci arriva attraverso ecoblog. Cos’è successo? I lavoratori dei consorzi di bacino della Campania hanno scritto una lettera ai boss.
“Noi lavoratori dei consorzi l’abbiamo scoperto attraverso la stampa. L’ha detto Saviano quindi per forza deve essere vero. Tutte quelle storie riportate dalla stampa nazionale dei boss e dei politici che decidono le assunzioni e la carriera nelle ditte della monnezza, i titoli dei giornali che in realtà sono un messaggio per gli affiliati che pilotano gli argomenti da trattate, che usano le pagine come cassa di risonanza.
Cari camorristi ci rivolgiamo a voi. Che seppur indirettamente, stiamo lavorando per voi, è un fatto assodato.”
Rivolgersi alla Camorra può sembrare una provocazione. O è semplicemente la constatazione dell’assenza totale dello Stato? In fondo, i lavoratori si stanno semplicemente rivolgendo all’organizzazione che controlla maggiormente il territorio, quella più affidabile e presente. E in effetti, leggendo la risposta dell’assessore all’Ambiente e ai rifiuti della provincia di Napoli, Giuseppe Caliendo, qualche dubbio c’è:

Proprio così. La notizia ci arriva attraverso ecoblog. Cos’è successo? I lavoratori dei consorzi di bacino della Campania hanno scritto una lettera ai boss.
“Noi lavoratori dei consorzi l’abbiamo scoperto attraverso la stampa. L’ha detto Saviano quindi per forza deve essere vero. Tutte quelle storie riportate dalla stampa nazionale dei boss e dei politici che decidono le assunzioni e la carriera nelle ditte della monnezza, i titoli dei giornali che in realtà sono un messaggio per gli affiliati che pilotano gli argomenti da trattate, che usano le pagine come cassa di risonanza.
Cari camorristi ci rivolgiamo a voi. Che seppur indirettamente, stiamo lavorando per voi, è un fatto assodato.”
Rivolgersi alla Camorra può sembrare una provocazione. O è semplicemente la constatazione dell’assenza totale dello Stato? In fondo, i lavoratori si stanno semplicemente rivolgendo all’organizzazione che controlla maggiormente il territorio, quella più affidabile e presente. E in effetti, leggendo la risposta dell’assessore all’Ambiente e ai rifiuti della provincia di Napoli, Giuseppe Caliendo, qualche dubbio c’è:
Nicola Cosentino una settimana prima del presunto voto di sfiducia che l’opposizione, con il sostegno dell’ala finiana del Pdl, intendeva chiedere contro di lui ha consegnato le dimissioni rinunciando al ruolo di Sottosegretario che esercitava presso il Ministero dell’Economia di Giulio Tremonti.
Le dimissioni, come dichiarato dallo stesso Cosentino, sono state accettate da Silvio Berlusconi che in precedenza, a ridosso delle elezioni regionali alle quali l’ex Sottosegretario si sarebbe dovuto presentare per diventare Presidente della Campania, non aveva avvallato l’uscita di scena dell’esponente politico.
Secondo una nota pubblica diramata poco dopo l’annuncio delle dimissioni di Nicola Cosentino, la persona coinvolta nelle indagini riguardante la nascita di una probabile P3 (qui trovate l’approfondimento scritto da V.) continuerà a fare politica in Campania dove per il Pdl esercita il ruolo di coordinatore.
Il confronto che Pierferdinando Casini ha avuto con Silvio Berlusconi nei giorni scorsi ha impedito al leader dell’Udc di accorgersi, evidentemente, dello scandalo che da ieri ha travolto il proprio partito.
Stando a quanto pubblicato nelle scorse ore dal Corriere del Mezzogiorno nella lista degli indagati per gli appalti truccati ai danni di Trenitalia ci sarebbe anche il nome di un esponente politico dell’Udc: Clemente Carta.
Il nome del consigliere comunale di Formia sarebbe emerso in una delle intercettazioni registrate dagli inquirenti che in quel momento stavano monitorando Fiorenzo Carassai, ex dirigente delle Ferrovie dello Stato, e Giovanni De Luca, imprenditore della “Fd Costruzioni”.

La stagione televisiva generalista, di fatto conclusa ieri, ci ha proposto diversi sipari politici di cui avremmo fatto a meno. Per ripulirsi la coscienza di tutti i soldi spesi per accendere il palco di Sanremo poco prima dell’annuncio della vittoria di Vittorio Scanu la Rai propose ai propri contribuenti un momento talk sul sociale condotto da Maurizio Costanzo.
Protagonisti di quel momento erano tre cassaintegrati dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, a cui nessuno garantiva la salvezza dal licenziamento, un fischiato Pierluigi Bersani e l’allora Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola.
L’esponente politico prima di essere travolto, giustamente, dallo scandalo relativo all’acquisto del suo appartamento romano promise davanti ad un pubblico più che vasto la risoluzione dei problemi riguardanti gli operai cassaintegrati dell’azienda automobilistica italiana.
Se continua così la Giunta per le autorizzazioni a procedere rischia di diventare l’organismo più produttivo e impegnato del nostro Parlamento. Presto infatti dovrà valutare anche la posizione di Vincenzo Nespoli, senatore del Pdl e sindaco di Afragola, accusato di bancarotta fraudolenta. Naturalmente anche Nespoli, come Scajola, Bertolaso e dell’Utri, è innocente fino al terzo grado di giudizio, comunque secondo i magistrati sarebbe stato evidenziato il ruolo di «dominus occulto» svolto dal senatore nella gestione della società fallita, di cui egli «era il titolare di fatto attraverso un prestanome e l’utilizzo della stessa ai fini di arricchimento personale e di acquisizione di consenso elettorale nonché diverse condotte di distrazione di somme raccolte dai clienti con conseguente occultamento e falsificazione della documentazione contabile e societaria».
Mentre Cicchitto e Gasparri esprimono solidarietà all’indagato, in una strana situazione nella quale si sente la necessità di garantire solidarietà a coloro che hanno potere e responsabilità e sono pure coperti dall’immunità parlamentare, è interessante capire i contorni della vicenda: la società di vigilanza La Gazzella srl, è stata dichiarata fallita nel maggio 2007 con un passivo di oltre 25 milioni di euro costituito prevalentemente da debiti nei confronti dell’Inps. Dalla soceità fallita Nespoli avrebbe tratto vantaggi per il consenso elettorale e fondi attraverso diverse distrazioni di somme raccolte dai clienti della società di vigilanza, con l’occultamento e la falsificazione dei documenti contabili e societari. Secondo l’accusa il denaro destinato, prevalentemente, ai contributi dei dipendenti veniva «distratto» e impiegato in una speculazione edilizia nell’area di Afragola. L’indagine che si sta concentrando su questo mirabile esempio di buongoverno è stata coordinata dai sostituti procuratori Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli, della sezione criminalità economica della procura di Napoli.
La foto, tratta dal sito L’Ora Vesuviana, si riferisce alla presentazione del Decalogo sulla legalità del Popolo delle Libertà: oltre a Nespoli, c’erano Nicola Cosentino (elevato da Scajola al ruolo di martire), Mario Landolfi e altri big del Pdl campano.
Momento storico per l’umanità: per la prima volta quattro donne si trovano insieme nello spazio. Prossimo passo: quattro elettori di Rutelli saranno mandati assieme in orbita. Il problema è trovarli. Api-ollo 13
Bossi e il Cavaliere d’accordo su tutto: presidenzialismo, giustizia, temi economici. Almeno sembra. Il premier non fa il duro, tiene il punto soltanto sul ministero dell’Agricoltura. Ma, intanto, si staglia all’orizzonte la questione della candidatura per Milano. Galan-tuomini
Il voto regionale ha segnato il trionfo in Campania della Carfagna. Ora la ministra appare tra i papabili del Pdl per le prossime Comunali a Napoli. Chist’è ‘o paese d’o Mara
Sarà quella partenopea un’altra batosta elettorale e un’altra grande città persa dal centrosinistra? Funiculì fun-inculà…